Il Catania Football Club (AFI: ), è una società calcistica italiana con sede nella città di Catania. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano di calcio.
Il club attuale è erede dell'intera tradizione calcistica catanese. Squadra fondata per la prima volta nel 1929 ha disputato diciassette campionati di Serie A, ottenendo come migliore piazzamento l'ottavo posto nel 1960-1961, 1963-1964, 1964-1965 e 2012-2013.
Il Catania figura al 25º posto nella classifica perpetua della Serie A e al 18º posto nella classifica perpetua della Serie B. Per tradizione sportiva è la sesta squadra più importante del Mezzogiorno. Ha vinto un campionato di Serie B, sei campionati di Serie C e una Coppa Italia Serie C. Ha partecipato a competizioni internazionali come la Mitropa Cup, la Coppa dell'Amicizia e la Coppa delle Alpi, dove arrivò in finale nel 1964 e fu membro della selezione FIGC che vinse l'edizione 1960. Gioca le partite interne allo stadio Angelo Massimino.
Storia
Origini e fondazione della SS Catania
La prima società sportiva della provincia di Catania venne fondata il 19 giugno 1908 con la denominazione Associazione Sportiva pro Educazione Fisica. La sezione calcistica si costituì nel 1910, con la denominazione di Unione Sportiva Catanese, che in quel periodo partecipò ai primi tornei amatoriali.
Terminato il primo conflitto mondiale, negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: le formazioni cittadine di punta furono la ricostituita U.S. Catanese e la Juventus Catania F.C.. Nel 1920 la Catanese partecipò all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana e nel 1928-1929 vinse il Campionato Provinciale.
Nel 1929, ebbe luogo la fondazione della Società Sportiva Catania,.
Gli anni trenta, il cambio di denominazione e la guerra
La S.S. Catania partì dal campionato di Seconda Divisione nella stagione calcistica 1929-1930; ammessa in Prima Divisione la stagione successiva, vinse il campionato 1933-1934 e ottenne il suo primo approdo in Serie B. Nel suo primo campionato fra i cadetti, la squadra giunse terza in classifica, lottando fino alla fine per la promozione in Serie A.
Nella stagione 1936-1937, culminata con la retrocessione in Serie C, il club cambiò denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania. L'A.F.C. Catania continuò a rappresentare la città di Catania, alternando campionati di Serie B e di Serie C, fino alla stagione 1942-1943. Con lo sbarco degli alleati in Sicilia, la FIGC, non potendo più garantire la regolarità del campionato, decise di continuare l'attività sportiva, escludendo però tutte le squadre siciliane.
L'Associazione Fascista Calcio Catania cessò definitivamente di esistere insieme ad altre associazioni legate al regime.
La nascita del Club Calcio Catania La Catania sportiva ripartì disputando i tornei indetti, nel 1944 e 1945, dal restaurato Comitato Regionale Siculo di Orazio Siino. Furono quattro le formazioni catanesi a partecipare: lUnione Sportiva Catanese, la Virtus et Robur Catania, lUnione Sportiva Catanese Elefante e la Società Sportiva Etna.
Al termine della Seconda guerra mondiale, Orazio Siino perse l'organizzazione del campionato siciliano, poiché la FIGC si ripresentò con una formula nuova: Serie A e campionato misto B/C al Nord, campionato misto A/B e Serie C al Sud. L'iscrizione alla Serie C risultò onerosa, tanto da rendere necessaria l'unificazione delle compagini etnee. La Catanese e lElefante trovarono subito l'accordo, che inglobò anche la Società Sportiva Etna. La Virtus rifiutò la fusione: il parere negativo di Angelo Vasta, ex dirigente della S.S Catania, fece saltare la trattativa. Al girone F della Serie C si iscrissero così due squadre catanesi: lUnione Sportiva Catanese Elefante in maglia bianca, e la con la maglia granata. Le due compagini terminarono il campionato rispettivamente ultima e penultima.
Alle porte della nuova stagione, la sera del 24 settembre 1946, nei locali della sede provinciale del Coni, dalla fusione delle due società catanesi rimaste, nacque il Club Calcio Catania. Santi Manganaro Passanisi venne eletto presidente, mentre come suo vice fu scelto Angelo Vasta. Il Duca Vespasiano Trigona di Misterbianco accettò la presidenza onoraria del club.
La società ripartì dalla Serie C e in tre anni, trascinata dai goal dello storico bomber Nicolò Nicolosi, il Catania tornò in Serie B.
Gli anni cinquanta, la prima volta in Serie A
In Serie B il Catania disputò campionati di vertice, grazie calciatori del calibro di Guido Klein e ad un cambio societario che vide Arturo Michisanti nuovo presidente.
Nella stagione 1952-1953 il Catania sfiorò la promozione in Serie A: gli etnei, dopo essere arrivati secondi a pari merito con il , persero lo spareggio promozione con la squadra lombarda.
la stagione successiva si aprì con le dimissioni di Michisanti, al quale, dopo giorni di trattative, subentrò Giuseppe Rizzo. L'allora presidente nazionale dell'Azione Cattolica, con un gruppo di professionisti lavorò per rinvigorire l'assetto finanziario del club, sul quale gravavano 170 milioni di debiti. Venne ingaggiato Piero Andreoli come allenatore e la squadra fu fortemente rinforzata con gli arrivi di Manenti, Marin, Bassetti, Pirola, Biancardi e Seveso. Grazie ad una stagione pazzesca, con ben 15 risultati utili nel girone di ritorno, il Catania centrò la prima storica promozione in Serie A della sua storia. Tuttavia, la permanenza in massima serie dei rossazzurri durò appena una stagione: sebbene la squadra si fosse classificata dodicesima, a causa di illeciti sportivi, gli etnei furono retrocessi d'ufficio.
Seguirono diversi campionati di B: di rilievo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò nuovamente la promozione perdendola solo all'ultima giornata.
Gli anni sessanta, la presidenza Marcoccio
Alle porte del campionato di Serie B 1959-1960, il Catania rischiò di sparire a causa dei troppi debiti. Ad intervenire per salvare la squadra ci pensò Ignazio Marcoccio: delegato provinciale Coni e giocatore nelle giovanili etnee ai tempi del fascismo. Marcoccio ripianò tutti i debiti, costruì una formazione solida con alla guida lo storico mister catanese Carmelo Di Bella e dopo aver conseguito il terzo posto, riportò la squadra in Serie A.
Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo posto. Al primo anno in massima serie in particolare, il Catania si piazzò al secondo posto nel girone d'andata: il 1961 fu l'anno del Clamoroso al Cibali!, dove il risultato dell'impianto di Piazza Spedini impedì all' di potersi laureare Campione della Serie A 1960-1961.
A Catania arrivarono calciatori di assoluto livello come il nazionale tedesco Szymaniak, il portiere Giuseppe Vavassori ed il talento brasiliano Cinesinho.
In quegli anni i rossazzurri si contraddistinsero per alcune vittorie prestigiose, come quelle in casa sul per 4-3 nella stagione 1960-1961, sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962, e per 0-1 a Torino l'anno dopo sempre con la Juventus. Inoltre il Catania vinse al Cibali per 2 a 0 con la Juventus pure nella Serie A 1963-1964 e nella stagione successiva, la Serie A 1964-1965, il Catania si impose di nuovo per 3 a 1 allo stadio Cibali contro la Juventus.
In questo periodo il club etneo partecipò a varie competizioni europee, tra cui la Coppa delle Alpi nel 1960 (vinta in rappresentanza della Federazione Italiana), nel 1964 (dove fu sconfitto in finale dal Genoa) e nel 1966, nonché la Coppa dell'Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963.
Tuttavia, nella stagione 1965-1966 il Catania, nonostante alcuni exploit come le vittorie sull'Inter (campione d'Italia e detentrice di Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale) e sulla Roma, arrivò penultimo e tornò in Serie B.
L'8 aprile 1967 avvenne un cambio di denominazione: il Club Calcio Catania divenne Calcio Catania S.p.A; una trasformazione imposta dalla nuova regolamentazione sulle società sportive.
L'era Massimino
Nel 1969 divenne proprietario del club etneo il Cav. Angelo Massimino, il cui periodo di presidenza sarebbe stato il più lungo della storia della società: Massimino ricoprì la carica di presidente in tre periodi diversi della storia del club rossoazzurro, dal 1969 al 1973, dal 1974 al 1987 e dal 1992 al 1996, per un totale di 25 anni di presidenza.
Durante la prima stagione della presidenza Massimino (1969-1970) il Catania centrò la promozione in Serie A, avvenuta grazie al terzo posto. Nel successivo campionato di massima serie gli etnei - che disputano anche la Mitropa Cup - non riescono a salvarsi.
Nel corso degli anni '70 il Catania disputò diversi campionati di B e C, annoverando in rosa calciatori come il portiere Zelico Petrovic, i difensori Carlo Guasti, Giovanni Simonini e Ubaldo Spanio, il regista Guido Biondi, i centrocampisti Adelchi Malaman e Damiano Morra, gli attaccanti Claudio Ciceri e Giampietro Spagnolo. Molti furono anche i giocatori catanesi provenienti dalla Primavera promossi in prima squadra, due dei quali furono schierati titolari: Antonino Cantone e Guido Angelozzi.
Gli anni '80 si aprirono con altri due campionati tra i cadetti, poi, nella stagione 1982-1983, il Catania ottenne per la quarta volta la promozione in Serie A: in questa occasione si verificò una delle maggiori partecipazioni di pubblico a una trasferta, con oltre 40 000 tifosi rossazzurri presenti allo Stadio Olimpico di Roma, in occasione dello spareggio Catania-Cremonese, il cui pareggio valse la promozione in massima serie agli Etnei.
La permanenza in Serie A del club rossazzurro, tuttavia, durò una sola stagione. il Catania collezionò una lunga serie di risultati negativi: il bilancio finale fu di una sola vittoria, dieci pareggi e ben diciannove sconfitte, molte delle quali con un forte passivo di reti, come il 6-0 dell'ultima giornata subito in casa dell'. La retrocessione in B fu inevitabile essendosi piazzato all'ultimo posto con 12 punti, record negativo assoluto di punti detenuto dalla squadra etnea per il campionato di Serie A a 16 squadre.
Dopo tre buone stagioni in Serie B, iniziò un periodo di declino, che portò la squadra in Serie C nel 1987-1988. Massimino, contestato dai tifosi, lasciò il Catania ad una cordata di imprenditori capeggiata da Angelo Attaguile.
La cordata Attaguile
La nuova proprietà promise fin da subito ai tifosi il ritorno in Serie B del Catania, ma ciò non avvenne: la squadra non riuscì mai a piazzarsi oltre il sesto posto, ottenuto nei campionati 1989-90 e 1991-92. Ai deludenti risultati sportivi, si aggiunsero anche i primi problemi societari: nel 1989 Franco Proto, uno dei soci, vendette le proprie quote e uscì per dissidi con il presidente Attaguile.
Nel 1991, fecero ingresso nella società, Salvatore e Alfio Luciano Massimino - fratello e nipote di Angelo - che rilevarono il 51% delle quote e divennero azionisti di maggioranza. "Turi" Massimino assunse il ruolo di presidente della società, Alfio Luciano Massimino quello di amministratore delegato, mentre Attaguile rimase nella società come presidente onorario e vicepresidente. La gestione Attaguile-Massimino si rivelò errata sul piano finanziario e sportivo. Il bilancio societario riportò un monte debitorio di 13 miliardi di lire, frutto di campagne acquisti dispendiose e totalmente errate. Il club venne portato sull'orlo del fallimento: Attaguile e i due Massimino furono messi sotto inchiesta da parte della procura del capoluogo siciliano. Al primo attribuirono il reato di concussione, mentre i secondi furono accusati di aver commesso diversi reati, quali falso in bilancio, falsa comunicazione sociale, appropriazione indebita di capitale sociale e di mancato adempimento di atti amministrativi.Catania Calcio tre dirigenti sotto inchiesta, La Sicilia 21 maggio 1992
Gli anni '90, la scomparsa del "Cavaliere"