LUniversità degli Studi di Padova (UniPd) è un'università statale italiana fondata nel 1222, fra le più antiche al mondo.
L'Università di Padova rappresenta uno dei casi paradigmatici di Ateneo medievale nato dalla migrazione di un gruppo di studenti provenienti da una pre-esistente sede universitaria (Bologna) precedentemente stanziatisi a Vicenza. Essa dispone inoltre di una scuola superiore, la Scuola Galileiana di Studi Superiori, nonché di una rete di strutture bibliotecarie e museali.
Nel 2024 si è posizionata al primo posto nella classifica Censis degli atenei statali con più di iscritti.
Identità visiva Sul sigillo dell'Università sono raffigurati il Cristo Redentore e santa Caterina d'Alessandria, ovvero i simboli delle due distinte universitates nelle quali si articolava lo studium patavino nel Medioevo. In particolare, Cristo risorto era considerato il patrono dei medici, chiamati a ridare vita ai corpi malati, mentre santa Caterina era la patrona dei giuristi, perché secondo la tradizione si difese da sola nel processo intentatole dagli idolatri prima di subire il martirio, stupendo tutti con la sua eloquenza.
Il motto dell'Università è Universa Universis Patavina Libertas ("Tutta intera, per tutti, la libertà nell'Università di Padova"), per sottolineare la grande libertà di pensiero, storicamente concessa dall'Università ai docenti e agli studenti. Di fatto, la Repubblica di Venezia vi garantì sempre una grande libertà religiosa, e l'Università di Padova fu l'unica in Italia, dopo la Controriforma, a restare aperta a studenti e docenti protestanti, guida dello studente dell'Università di Padova, p. 15.. La fama e la libertà dell'Ateneo attrassero numerose personalità del movimento protestante tra cui Pietro Martire Vermigli e Pier Paolo Vergerio, anche se l'Università patavina non fu estranea alle pressioni dell'Inquisizione miranti a sopprimere la libertà d'opinione, come avvenne nel caso dello studente evangelico Pomponio de AlgerioM. ROSA, Algerio (de), Pomponio in Dizionario biografico degli italiani, vol. 2, Roma 1960, p. 361..
Storia
La nascita La prima registrazione notarile di una regolare organizzazione universitaria patavina (lo Studium Patavinum, già esistente) risale al 1222, quando un gruppo di studenti e professori migrarono dall'Università di Bologna alla ricerca di una maggiore libertà accademica, anche se è certo che scuole di diritto e medicina con studenti di varie nazioni esistevano vicino a Padova da qualche anno prima del 1222, più esattamente a Vicenza. In altre parole gli studenti bolognesi nel 1202 furono accolti e integrati nell’ambiente dell’Università di Vicenza del duecento, per poi trasferirsi, dopo appena vent’anni, nell’attuale città di Padova. Non essendo nata ex privilegio (per editto papale o dell'imperatore), è impossibile definire una data precisa di fondazione dell'Università, dunque il 1222 è considerato convenzionalmente l'anno di fondazione dell'Università di Padova; in questa data per la prima volta, in un atto notarile della città, si nomina con precisione lo Studio Patavino (quindi era già esistente).
Inizialmente esisteva come Universitas Iuristarum, che impartiva insegnamenti di diritto civile e diritto canonico, ma già attorno al 1250 iniziò l'insegnamento della medicina e delle arti. LUniversitas Artistarum divenne indipendente dalla Universitas Iuristarum nel 1399 grazie all'intervento di Francesco II da Carrara, e da allora si ebbero due distinte università dotate degli stessi diritti e privilegi, ciascuna con proprio rettore. Il corso degli studi aveva una durata di sei anni (che scesero a cinque nel Cinquecento e infine a quattro nel Settecento) e gli studenti dovevano seguire le lectiones e prendere parte attiva alle repetitiones, alle quaestiones e alle disputationes che venivano organizzate. Gli studenti, che iniziarono ad affluirvi da tutta Europa, venivano divisi in due "Nazioni": la Natio Citramontana che comprendeva gli studenti italiani e la Natio Ultramontana per gli stranieriPiovan Francesco, Guillaume Philandrier, la 'natio burgunda' e le 'pratiche' per il rettorato giurista padovano del 1538, Roma : Antenore, Quaderni per la storia dell'università di Padova. 42, 2009..
La Repubblica Veneta
Con il passaggio sotto il governo della Repubblica di Venezia nel 1405, inizia per l'Università di Padova il periodo di massimo splendore. Dal Quattrocento al Seicento, l'Università diviene un centro di studio e ricerca internazionale grazie alla relativa libertà e indipendenza garantita dalla Repubblica di Venezia, della quale Padova viene a costituire il centro culturale, e grazie anche alla potenza economica e politica della Serenissima stessa. È in quest'epoca aurea che l'Università adotta il motto "Universa Universis Patavina Libertas" e si afferma come il principale centro scientifico d'Europa.
Nel 1493 lUniversitas Iuristarum viene trasferita allHospitium Bovis, un ampio fabbricato già adibito a locanda sotto l'insegna del bue che poi divenne, dopo ampliamenti e trasformazioni, la sede principale nota come il Bo. Nel 1545 è realizzato l'orto botanico, il più antico al mondo ancora nella sua collocazione originaria, che dal 1997 è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Il 15 gennaio 1595 viene inaugurato da Girolamo Fabrici d'Acquapendente il teatro anatomico, il primo del genere al mondo. È in questa struttura che, grazie al lavoro di medici celebri come Giovanni Battista Morgagni, si fonda in Europa l'insegnamento della moderna patologia. Tra il 1592 ed il 1610, per 18 anni, insegnò a Padova Galileo Galilei che, anche dopo il suo ritorno in Toscana e l'abbandono del mondo accademico, lascerà dietro di sé una grande influenza nella metodologia di ricerca nelle discipline scientifiche e naturalistiche.
La fondazione della prima biblioteca universitaria italiana - ospitata nella Sala dei Giganti - avviene nel 1629. Nel 1678 si laurea la nobile veneziana Elena Lucrezia Corner (o Cornaro Piscopia), prima donna al mondo ad ottenere tale riconoscimento.
Nel corso del Settecento, con il progressivo declino economico e politico della Repubblica di Venezia, iniziò il declino dell'Università di Padova, in particolare scomparve la distinzione tra Universitas Iuristarum e Universitas Artistarum, anche se l'università continuò a distinguersi in ambito europeo sia nelle scienze naturali che in quelle umanistiche, grazie alla presenza di docenti di assoluto valore come Melchiorre Cesarotti, Giovanni Battista Morgagni, Antonio Vallisneri e Giovanni Poleni.
Nel 1761 fu istituito l'osservatorio astronomico, la Specola, dal senato veneziano, ristrutturando un torrione esistente del Castello di Castelvecchio dei Carraresi, la Torlonga. Giuseppe Orus fondò nel 1773 la scuola di veterinaria e creò il Museo di Anatomia comparata.
L'Ottocento fu segnato dalla duplice dominazione francese e dell'Impero austro-ungarico e infine, nel 1867, dall'annessione al Regno d'Italia. Il burrascoso periodo politico tra il 1797 e il 1813 portò alla destituzione o alla temporanea sospensione di molti illustri docenti, tra cui Simone Stratico, Leopoldo Marco Antonio Caldani, Antonio Collalto, Giuseppe Avanzini, Pietro Sografi, Stefano Gallini, Marco Carburi,. Giuseppe Dubravcich, Gian Giacomo Albertolli. Secondo il patriota e storico risorgimentale Carlo Leoni, acuto osservatore della realtà padovana, i professori e gli studenti dell'Università di Padova parteciparono molto timidamente al movimento risorgimentale, perlomeno fino alla vigilia dell'8 febbraio 1848, giorno in cui scoppiò una rivolta di parte degli studenti contro l'autorità austriaca che portò all'uccisione di due studenti, alla chiusura temporanea dell'Università, all'espulsione di 73 studenti e alla destituzione di quattro professori: Stefano Agostini, Francesco Marzolo, Antonio Valsecchi e Jacopo Silvestri. Molti studenti patavini abbandonano gli studi per combattere al fianco delle truppe piemontesi nella prima guerra d'indipendenza italiana o diventano garibaldini imbarcandosi nella spedizione dei Mille.
Il Regno d'Italia e l'unità Più traumatico risultò invece il passaggio sotto il governo del Regno d'Italia, che portò alla sospensione di 17 professori, alla chiusura delle scuole di agraria, veterinaria e teologia, all'abbandono del modello universitario austriaco a favore del meno moderno modello italiano e al successivo trasferimento di molti docenti di punta all'Università di Roma, nel tentativo di fare di questa l'università centrale e più importante del paese. Con la Legge 12 maggio 1872 n. 1821 l'Università di Padova veniva pareggiata alle altre esistenti nel regno e veniva applicata ad essa la riforma dell'insegnamento superiore (legge Casati) promossa nel 1859 da Gabrio Casati. All'inizio del XX secolo la scuola matematica patavina si configura come una delle più importanti d'Europa.
L'Ateneo Patavino rimaneva strutturato in sole quattro facoltà che assumevano il nome di Giurisprudenza, Medicina e Chirurgia, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, a capo delle quali veniva posto un Preside. Verso la fine dell'Ottocento comunque l'Università di Padova inizia un lento periodo di espansione che porta alla creazione della scuola di Farmacia (1874) e delle facoltà di Ingegneria (1876) e Scienze politiche (1933).
La seconda guerra mondiale
Il 1 Dicembre 1943, un mese dopo il discorso inaugurale del 722º anno accademico del 9 Novembre 1943, il Rettore Concetto Marchesi invita pubblicamente gli studenti a ribellarsi e lottare contro il fascismo, poco prima di fuggire in Svizzera:
Per le attività di liberazione dal nazifascismo, l'Università di Padova risulta essere l'unico caso di università italiana ad essere insignita della medaglia d'oro al valor militare. Risulta quindi tra le istituzioni decorate al valore militare.
Il dopoguerra Nel dopoguerra, si articolano le Facoltà di Agraria (1946), Magistero (1951), Statistica (1968), il corso di laurea in Psicologia (1971, il primo in Italia con quello di Roma), Veterinaria (1992) ed Economia (1993). Nel secondo dopoguerra, l'Università di Padova, pur rimanendo ancora lontana dai fasti del periodo della Serenissima, ha ripreso la sua collocazione di importante centro scientifico-culturale del mondo occidentale grazie anche alla presenza di docenti di grande valore scientifico che hanno saputo riportare ricerca e didattica a livello internazionale in molti ambiti disciplinari. Nel 2004 è stata istituita la Scuola Galileiana di Studi Superiori, con la collaborazione e sul modello della Scuola Normale Superiore di Pisa. Alla scuola si accede tramite un concorso molto selettivo; gli studenti ammessi si iscrivono ai corsi dell'Università di Padova, ma in più hanno alcuni benefici (ad esempio vitto e alloggio presso un collegio universitario), devono avere una media di esami particolarmente alta (almeno 27), e in più devono frequentare obbligatoriamente alcuni corsi specifici.
Nel 1961 viene attivato il calcolatore elettronico di statistica, tra i primi in Italia.
Il 3 marzo 2026 viene inaugurato un computer quantistico a ioni intrappolati dopo la bonifica dall'amianto di un edificio interno all'Ateneo. Si tratta di un complesso di 680 metri quadri su due piani, costato complessivamente euro.
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