Era il figlio primogenito dello zar Paolo I di Russia, figlio di Caterina II, e di Sofia Dorotea di Württemberg, figlia di Federico II Eugenio di Württemberg, che aveva assunto il nome di "Marija Fëdorovna" dopo la conversione alla fede cristiana ortodossa. Alessandro ascese al trono dopo una congiura in cui fu assassinato suo padre, a cui diede un riluttante assenso tentando di far risparmiare la vita del genitore. Sconfitto più di una volta da Napoleone Bonaparte, alla fine fu lui il vincitore definitivo sul lungo periodo, dopo aver sconfitto i francesi nella campagna di Russia insieme agli alleati della sesta coalizione, ed entrò per primo a Parigi pochi giorni prima dell'abdicazione dell'imperatore francese. Fu uno dei protagonisti del Congresso di Vienna e della Restaurazione, nonché fondatore della Santa Alleanza.

Dalla personalità ritenuta enigmatica e sfuggente, Alessandro fu, come la nonna paterna, un monarca illuminato, anche se periodicamente colto da crisi mistiche, dubbi e indecisioni, diviso tra il liberalismo giovanile e il conservatorismo reazionario degli ultimi anni. Anche le circostanze della sua morte non furono molto chiare all'epoca, e si diffuse la leggenda che egli l'avesse inscenata per dedicarsi alla vita religiosa.Giorgio Kraiski, «Fëdor Kuzmič». In: Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano: Bompiani, 2005, vol. IV, p. 3378

Biografia Primi anni

Il giovane zarèvič Alessandro, così come il fratello minore, il gran principe Konstantìn Pàvlovič Romànov, fu educato dalla nonna paterna, la zarina Caterina II poiché, come sostengono alcuni autori., desiderava che fosse il nipote a succederle e non il figlio Paolo; forse furono proprio queste lotte famigliari a stimolare il futuro zar ad assumere l'atteggiamento eclettico per il quale si distinse, mutando idee e personalità a seconda delle circostanze.

Sin dall'infanzia ricevette un'eccellente, anche se contraddittoria, istruzione. Infatti, dall'ambiente illuminista della corte della nonna e dal suo precettore svizzero Frédéric-César de La Harpe, assorbì i principi di Rousseau sul vangelo dell'umanità e come il suo precettore fu membro della MassoneriaNina Berberova, Les Franc-maçons russes du XXe siècle, Actes Sud, Arles, 1990, p. 164. (fu iniziato nel 1803Tatiana Bakounine, Répertoire biographique des Francs-Maçons Russes, Institut d'Etudes slaves de l'Université de Paris, 1967, Paris, p. 23.); dall'istruttore militare Nikolàj Saltykòv imparò le tradizioni di autocrazia russa.. Per l'istruzione religiosa fu scelto Andrèj Afanàsjevič Sambòrskij, sacerdote ortodosso assai atipico per l'epoca; avendo vissuto per lungo tempo in Inghilterra, fu un eccellente insegnante di inglese per Alessandro e per il fratello minore Costantino. Alla morte di Caterina il padre, divenuto zar con il nome di Paolo I, lo iniziò all'amore per l'esercito e le parate militari.

Queste tendenze discontinue rimasero con lo zar per tutta la vita, facendo oscillare la politica estera e interna della Russia da periodi di maggiore liberalismoJulia Berest, The Emergence of Russian Liberalism: Alexander Kunitsyn in Context, 1783–1840, 978-1-349-29404-6, 978-0-230-11892-8, Palgrave Macmillan US, 2011. ad altri in cui furono più forti le tendenze conservatrici, specialmente negli ultimi anni del suo regno.

Matrimonio Il 9 ottobre 1793, a seguito delle pressioni di Caterina II, il quindicenne Alessandro contrasse il matrimonio con la principessa Luisa Maria di Baden, che assunse il nome di Elisavèta Aleksèevna.. Dopo alcuni anni di serenità, a detta dello stesso Alessandro, l'unione diventò infelice per tutti e due, come dimostrano le avventure sentimentali di entrambi i coniugi. Solo il comune dolore per la morte dei figli (Maria l'8 luglio 1800 ed Elisabetta il 12 maggio 1808) riavvicinò marito e moglie.

Dalla moglie legittima lo zar ebbe due figlie femmine: Marìja Aleksàndrovna (29 maggio 1799 - 8 luglio 1800), granduchessa di Russia, secondo alcuni figlia di Adam Kazimierz Czartoryski; Elizavèta Aleksàndrovna (15 novembre 1806 - 12 maggio 1808), granduchessa di Russia, secondo alcuni figlia di Aleksej Ochotnikov; morì a causa di un'infezione.

Dalle sue amanti ebbe altri figli.

Da Sòfija Sergèevna Vsèvoložskaja: Nikolaj Evgen'evič Lukaš (11 dicembre 1796 - 20 gennaio 1868), che sposò la principessa Aleksandra Lukanična Gujdianova in prime nozze e poi la principessa Aleksandra Michailovna Ščachovskaja dopo la morte della prima moglie; ebbe quattro figli dal primo matrimonio e un figlio dal secondo.

Da Marìja Naryškin: Zenaìda Naryškin (c. 1806 - 18 maggio 1810) Sòfija Naryškin (1808 - 18 giugno 1824) Emanuèl Naryškin (30 luglio 1813 - 31 dicembre 1900/1º gennaio 1901), che sposò Ekaterìna Nikolàevna Novosìl'čeva e in seconde nozze Aleksàndra Nikolàevna Čičèrina, ma non ebbe figli. Secondo alcuni, la paternità di questo figlio sarebbe incerta.

Da Marguerite-Joséphine Weimer: Marìja Aleksàndrovna Parìžskaja (19 marzo 1814 - 1874), che sposò Vasìlij Žùkov ed ebbe discendenza.

Da una donna sconosciuta: Wilhelmine Alexandrine Pauline Aleksàndrovna (1816 - 4 giugno 1863), che sposò Ivan Arduser von Hohendachs ed ebbe discendenza.

Da Veronìca Dzierzanòwska: Gustaw Ehrenberg (14 febbraio 1818 - 28 settembre 1895), che sposò in prime nozze Felicite Pantcherow, dalla quale non ebbe figli. Si risposò poi con Emilie Pantcherow, dalla quale ebbe un figlio.

Da Barbàra Il'ìninčna Turkestànova, principessa: Marìja Turkestànova (20 marzo 1819 - 19 dicembre 1843), che morì senza eredi.

Da Marìja Ivànovna Katačàrova: Nikolàj Vasìl'evič Isàkov (10 febbraio 1821 - 25 febbraio 1891), che sposò Anna Petrvna Lopuchina (una discendente di Eudoksija Lopuchina) ed ebbe discendenza.

La morte di Caterina e il regno di Paolo I Tre anni dopo il matrimonio del nipote, nel novembre del 1796, Caterina II morì prima di nominare un successore; pertanto le successe il figlio Paolo, persona introversa e poco amata dalla zarina.

Il regno di Paolo I fu assai breve e tormentato da una persistente ostilità della nobiltà nei confronti dello zar, il quale, diffidente dell'aristocrazia, aveva abrogato le leggi materne che avevano ripristinato le punizioni corporali per i contadini, appesantito le condizioni dei servi della gleba e tentato di risanare il tesoro, esausto per gli scandalosi intrallazzi nobiliari.

Queste e altre misure dello zar scatenarono l'ostilità nobiliare, che ben presto degenerò in tentativi di assassinare lo zar.

All'inizio del 1801 i conti Peter Ludwig von der Pahlen, Nikìta Petròvič Pànin e l'ammiraglio ispano-napoletano José de Ribas progettarono un colpo di stato, ma la morte del Ribas ne impedì l'esecuzione. Nella notte del 23 marzo11 marzo, secondo il calendario giuliano, allora vigente in Russia un gruppo di ufficiali licenziati, capeggiati dai generali Bennigsen e Jašvil insieme al principe Platon Zubov, ultimo amante di Caterina II, e al fratello, il generale Nikolàj Zùbov, fecero irruzione nella camera da letto di Paolo nel castello Michajlovskij e, trovato lo zar nascosto dietro una tenda, lo costrinsero a uscire per firmare l'atto di abdicazione. Lo zar forse oppose resistenza e allora Nikolaj Zubov lo colpì con una tabacchiera d'oro. Poi il valletto di camera si sedette sul corpo di Paolo e l'ufficiale Skariàtin finì lo zar, strangolandolo con la sua sciarpa..

Il ruolo di Alessandro, che risiedeva in un'altra ala del palazzo, non fu chiarito né fu possibile verificare la sua appartenenza ai congiurati. L'opinione più diffusa, tuttavia, è che, disposto ad assumere il trono, lo zarevič insisté inutilmente affinché il padre venisse risparmiato e che la morte del padre gli procurò sempre un forte senso di rimorso e vergogna.

Una personalità misteriosa Tutti questi aspetti contribuirono a fare di Alessandro I una delle figure più interessanti del XIX secolo. Autocrate e "giacobino", uomo di mondo e mistico, apparve ai suoi contemporanei come un enigma, che ciascuno cercò di decifrare, in accordo con il proprio temperamento. Napoleone lo definì uno scaltro bizantino, chiamandolo anche il "Talma del Nord", in grado di recitare qualsiasi parte. Per Metternich egli era un pazzo, che doveva essere assecondato. Lord Castlereagh scrisse di lui a lord Liverpool, riconoscendogli grandi qualità, ma aggiungendo che era sospettoso e indeciso.

Ascesa al trono Dopo il buio in cui Paolo aveva immerso la Russia, Alessandro apparve ai sudditi come un'alba radiosa. Alto, forte, piacevole, umano e pieno di entusiasmo, voleva un regno prospero e sognava grandi e necessarie riforme. Con quattro amici, provenienti da famiglie nobili e di idee liberali, il principe Adam Jerzy Czartoryski, il conte Pàvel Stròganov, il conte Vìktor Kočubèj e Nikolàj Novosìlcov, formò il Consiglio Privato (Негласный Комитет, Neglàsnyj Komitèt), il cui scopo era inquadrare "buone leggi, che sono la fonte del benessere della nazione". A tale scopo Alessandro e i suoi stretti consiglieri realizzarono molti miglioramenti amministrativi e curarono soprattutto l'istruzione pubblica mediante la fondazione di scuole di formazione per il personale, di scuole secondarie e di tre università.

Tuttavia, nonostante le idee umanitarie inculcategli da Harpe e il desiderio di rendere felice la sua gente, allo zar mancava l'energia necessaria per portare a termine la riforma più urgente: l'abolizione della servitù della gleba, definita dallo stesso zar un "degrado". La completa liberazione dei servi della gleba (che costituivano tre quarti della popolazione) avrebbe suscitato l'ostilità dei loro padroni nobili e degli ecclesiastici, con la conseguenza di destabilizzare lo Stato, per cui lo zar si limitò a ridurre i tributi in danaro e natura a carico dei servi della gleba.

La mancanza di energia paralizzò un altro importante progetto, cioè la concessione di una costituzione, mai promulgata per evitare di imporre con la forza un grande cambiamento a una nobiltà recalcitrante.

Il fallimento di questi progetti, però, si deve principalmente all'indole instabile e visionaria del sovrano, incapace di trasformare i suoi sogni in realtà, in quanto lontano dalla realtà sociale della Russia di allora a causa dell'educazione puramente teorica di stampo illuminista.

Politica interna Nei primi anni il sovrano, del tutto preso dal comitato di amici e dai progetti di riforma, lasciò ben poco spazio alla chiesa ortodossa e all'antiquata burocrazia, il cui vertice era rappresentato dal collegio istituito da Pietro il Grande.

L'11 aprile 1801, dopo aver istituito il consiglio privato, lo zar fondò il primo nucleo di quello che poi diventò il Consiglio di Stato, composto da 12 consiglieri, che aveva come obbiettivo la razionalizzazione e l'unificazione del diritto e la risoluzione di eventuali conflitti tra le varie fonti.

L'8 febbraio 1802 Alessandro I promulgò un decreto con cui rese il Senato organo collegiale composto principalmente da nobili e funzionari con il blando compito di consigliare lo zar sulle faccende di politica interna, con competenze amministrative e poteri supremi di vigilanza sulla magistratura e sulla burocrazia e con la facoltà di proporre disegni di legge allo zar (la morte di questi bloccò il processo di codificazione delle nuove norme dell'Impero russo), ed emanò un manifesto, con il quale al posto dell'antico organo collegiale di Pietro I costituì otto ministeri che rispondevano direttamente alla corona:

Ministero degli affari esteri Ministero dell'esercito Ministero della marina Ministero degli affari interni Ministero delle finanze Ministero della giustizia Ministero del commercio Ministero della pubblica istruzione