LAmerica Latina è la parte dell'America che fu colonizzata da Spagna, Portogallo e Francia, in cui si parlano principalmente lingue neolatine, in particolare spagnolo, portoghese e francese. L'America Latina così definita comprende dunque il Messico, il restante Centroamerica, parte dei Caraibi e il Sudamerica.
Nella definizione non ci si limita alla sola connotazione linguistica, ma si tiene conto anche delle caratteristiche culturali, etniche, storiche, geografiche, religiose, politiche, sociali ed economiche. Tali considerazioni sono valide generalmente per Paesi indipendenti e autonomi. Per tale ragione è oggetto di discussioni l'appartenenza del territorio francofono del Canada all'America Latina. Invece Belize, Guyana, Suriname e altri Paesi insulari delle Antille che sono tipicamente anglofoni o neerlandofoni sono esclusi dall'America Latina.
Etimologia
Secondo alcune ricerche, l'idea secondo cui questa parte delle Americhe avrebbe un'affinità con le culture romanze risalirebbe agli anni 1830 e agli scritti del francese Michel Chevalier, il quale postulava che gran parte delle Americhe fosse abitata da popoli di "razza latina", e che quindi potesse allearsi con l'Europa latina, contrapponendosi così sia all'Europa germanica e all'Europa slava, sia all'America anglosassone.
Il termine "America Latina" è stato utilizzato per la prima volta il 26 settembre 1856 dallo scrittore colombiano José María Torres Caicedo nel suo poema Las dos Américas, che sarebbe stato pubblicato in seguito sulla rivista parigina El Correo de Ultramar il 15 febbraio del 1857.
Il termine fu quindi promosso dal Secondo Impero francese di Napoleone III durante l'intervento francese in Messico (1862-1867) come un modo per includere la Francia tra i Paesi che avevano influenza in America, al fine di escludere gli anglosassoni, come anche per sostituire il termine di Hispanoamérica, per diminuire l'importanza della Spagna nel continente e giustificare l'invasione francese del Messico. Fin dalla sua comparsa, il termine si è evoluto in modo da comprendere una serie di caratteristiche culturali, etniche, politiche, sociali ed economiche che avessero tra loro una qualche similitudine e fossero in contrapposizione alle stesse caratteristiche dell'America anglosassone. Il termine non è privo di problematicità e i tradizionalisti ispanici, i carlisti, lo rifiutano poiché anti-ispanico. "America Latina" è comunque un'etichetta che ha delle ambiguità se utilizzata per indicare solo l'America centrale e meridionale, poiché, indicando le Americhe di lingua neolatina, volendo essere coerenti esso non andrebbe a designare solo le regioni in cui si parlano lo spagnolo e il portoghese, ma anche la Guyana francese e il Québec, vasta regione francofona del Canada.
L'uso dell'aggettivo "Latino", derivato dal termine "America Latina", ha continuato con il tempo ad ampliarsi includendo persone di origine ispanica o di lingua spagnola. Il "latino", in origine, indicava un abitante del Lazio, regione italiana di cui faceva parte l'antica Roma, che a quei tempi si chiamava Latium. Successivamente, fu esteso a tutte le persone che parlavano una lingua derivata dal latino volgare, vale a dire a quelli che parlavano una lingua romanza, come l'italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese e altre.. En Aemilianense: revista internacional sobre la génesis y los orígenes históricos de las lenguas romances, ISSN 1698-7497, Nº. 1, 2004, págs. 171-223. ISBN 968-837-093-2
Iberoamérica
Nei paesi ispanofoni e lusofoni viene utilizzato il termine Iberoamérica (in spagnolo) o Ibero-América (in portoghese), in italiano America iberica, per delimitare una regione del continente americano che comprende l'insieme dei territori anticamente sottoposti al dominio coloniale del Portogallo e della Spagna e in cui lo spagnolo o il portoghese sono attualmente lingue ufficiali. Il prefisso Ibero- e l'aggettivo Iberica fanno riferimento alla penisola iberica, situata nel continente europeo, che comprende Portogallo e Spagna. È distinta dall'America Latina poiché, a differenza di quest'ultima, non comprende i territori di lingua francese situati nelle Americhe, in particolare Haiti, i dipartimenti della Guyana francese, della Martinica e della Guadalupa e le collettività d'oltremare di Saint Martin e Saint-Barthélemy.
Il termine viene utilizzato anche in relazione all'Organizzazione degli Stati ibero-americani, che include i Paesi iberoamericani, più Spagna, Portogallo e Andorra (in Europa) e la Guinea Equatoriale (in Africa).
Storia
Nell'America Latina si stabilirono popolazioni provenienti da nord che già prima del 7000 a.C., iniziarono a coltivare la zucca e altri vegetali come il mais. Alcune di queste popolazioni originarono civiltà complesse e fondarono centri urbani e Stati.
Nell'America del Nord la più antica civiltà fu quella degli Olmechi, alla quale seguirono quelle di Teotihuacan, dei Toltechi e dei Maya e infine, nel XIV secolo d.C., quella degli Aztechi: questi ultimi fondarono un vasto impero nel Messico centrale. Nell'America meridionale, popolata più tardi, i primi centri urbani nacquero sulle Ande, dove fiorirono diverse civiltà, tra cui quella di Tiahuanaco e degli Inca. Lo sviluppo delle civiltà amerindie o precolombiane fu interrotto dall'arrivo degli europei: nel 1492 un navigatore genovese, Cristoforo Colombo, alla ricerca delle Indie, sbarcò in America, convinto di avere raggiunto la propria meta. Egli chiamò dunque gli abitanti della regione «indiani».
Dopo lo sbarco di Colombo vi furono altre spedizioni, tra cui quella di Hernán Cortés in Messico (1519-1524, conquista dell'Impero azteco) e di Francisco Pizarro in Perù (1531-1536, conquista dell'Impero inca). I territori così conquistati divennero dominio spagnolo: solo il Brasile divenne colonia portoghese e alcune delle isole Antille vennero occupate da francesi, inglesi e olandesi
La popolazione indigena superstite, già decimata nelle guerre di conquista e soprattutto dalle malattie portate dagli europei, per le quali non aveva sviluppato immunità naturale, fu costretta a lavorare nelle miniere e nelle piantagioni dei conquistatori. Dato che molti di questi indios schiavizzati morirono di fame, fatica e maltrattamenti, numerosi schiavi neri furono portati dall'Africa a lavorare al posto degli indios. All'inizio del XIX secolo i discendenti dei coloni spagnoli richiesero e ottennero con una serie di guerre contro la Spagna l'indipendenza dei loro territori. Anche il Brasile divenne indipendente.
L'indipendenza creò però nuovi conflitti: per tutto l'Ottocento e l'inizio del Novecento l'America Latina fu dilaniata da guerre tra i diversi Stati, che impoverirono questi Paesi e rafforzarono il potere dell'esercito. Furono perciò frequenti i colpi di Stato, i quali instaurarono più volte dittature militari, tra cui si distinsero quella di Pinochet, di Videla e dei Duvalier. Dalla fine dell'Ottocento gli Stati Uniti d'America iniziarono a intervenire attivamente nell'America Latina, cercando di impedire la formazione di governi che avrebbero potuto ostacolare i loro interessi nel continente (come nel corso della seconda guerra mondiale).
Un'economia in via di sviluppo La regione è afflitta dai problemi delle società in via di sviluppo: scarsità di risorse alimentari; servizi sociali e sanitari insufficienti; forte indebitamento con attori esteri e, soprattutto, una diseguale distribuzione della ricchezza interna.
L'economia è arretrata, nonostante le grandi risorse, soprattutto minerarie e forestali. All'agricoltura e all'allevamento di sussistenza, praticati con mezzi inadeguati, si contrappongono le colture per l'esportazione, a cui sono riservati i maggiori investimenti. L'industria si limita alla trasformazione dei prodotti agricoli, all'estrazione e alla prima lavorazione dei minerali. Le comunicazioni sono ostacolate dagli sbarramenti montuosi e dalla fitta foresta.
Dal 1961 il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy diede inizio ad un programma di aiuti e di sviluppo per l'America Latina, che prese il nome di Alleanza per il Progresso. Gli Stati Uniti fornirono, nel quadro della realizzazione del programma dell'Alleanza, venti miliardi di dollari in dieci anni, oltre all'assistenza tecnica ai Paesi dell'America Latina, per promuovere lo sviluppo economico e sociale, come la lotta contro l'analfabetismo. Tuttavia i risultati furono molto modesti per varie cause, in particolare: la mancanza di esperienza dei tecnici e politici americani, che non comprendevano la mentalità ed i costumi dei latino-americani; la scarsa volontà dei governi latino-americani che, nonostante avessero approvato il programma proposto, erano restii a promuovere le riforme necessarie, in particolare la riforma agricola.
Stati Gli Stati considerati parte dell'America Latina sono i seguenti:
Stato Superficie (km²) Abitanti Capitale Lingua ufficiale Indipendenza Buenos Aires spagnolo 9 luglio 1816 dalla Spagna SucreLa Paz spagnololingue amerinde 6 agosto 1825 dalla Spagna Brasilia portoghese 7 settembre 1822 dal Portogallo Santiago del Cile spagnolo 12 febbraio 1818 dalla Spagna Bogotà spagnoloingleseCo-ufficiale nel dipartimento dell'Arcipelago di San Andrés, Providencia e Santa Catalina. 20 luglio 1810 dalla Spagna San José spagnolo 1º luglio 1823 dal Messico L'Avana spagnolo 10 ottobre 1868 dalla Spagna Santo Domingo spagnolo 16 agosto 1865 dalla Spagna Quito spagnolo quechua 10 agosto 1809 dalla Spagna San Salvador spagnolo 15 settembre 1821 dalla SpagnaBasse-Terrefrancese Città del Guatemala spagnolo 15 settembre 1821 dalla Spagna Dipartimento d'oltremare della Francia. Caienna francese Port-au-Prince francesecreolo haitiano 1º gennaio 1804 dalla Francia Tegucigalpa spagnolo 1º luglio 1823 dal Messico2006Fort-de-Francefrancese Città del Messico spagnolo 15 settembre 1810 dalla Spagna Managua spagnolo 1º luglio 1823 dal Messico Panama spagnolo 3 novembre 1903 dalla Colombia Asunción spagnologuaraní 14 maggio 1811 dalla Spagna Lima spagnoloquechuaAymara. 28 luglio 1821 dalla Spagna Stato associato agli Stati Uniti. San Juan spagnoloingleseCollettività d'oltremare della Francia21Censimento del marzo 1999.Gustaviafrancese54Censimento dell'ottobre 2004Marigotfrancese Montevideo spagnolo 25 agosto 1825 dal Brasile Caracas spagnolo 5 luglio 1811 dalla Spagna
Cultura
La cultura dell'America Latina è il risultato della commistione di più culture differenti: quella dei popoli nativi americani, quella dei conquistatori europei, quelle africana, influente soprattutto a causa della secolare tratta degli schiavi, e infine quella asiatica, determinata dalle migrazioni avvenute tra il XIX e il XX secolo. La cultura dei Paesi di lingua spagnola viene definita ispanoamericana.
Arte Oltre alla ricca tradizione artistica precolombiana, lo sviluppo dell'arte visiva latinoamericana deve molto all'influenza della pittura barocca spagnola, portoghese e francese, che a sua volta seguiva spesso le tendenze dei maestri italiani. In generale, questo eurocentrismo artistico iniziò a svanire all'inizio del XX secolo, quando i latinoamericani iniziarono a riconoscere l'unicità della loro condizione e a sviluppare una produzione originale.
L'artista visiva latinoamericana più rappresentativa è probabilmente Frida Kahlo, fautrice di uno stile che unisce realismo, simbolismo e surrealismo. I lavori di Frida Kahlo hanno i prezzi di vendita più alti tra tutti i dipinti latinoamericani.
Letteratura L'America Latina è sede di una ricca tradizione letteraria che può dividersi in due principali categorie: la letteratura ispanoamericana e quella in lingua portoghese.