Vercurago (AFI: ; Vercürach in dialetto bergamasco e in dialetto lecchese.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecco in Lombardia. Posto all'estremo occidentale della Valle San Martino al confine con Lecco, il comune si estende su risultando uno dei meno estesi d'Italia. Compreso tra il monte Mudarga e il lago di Garlate, è interamente attraversato dal torrente Gallavesa che segna il confine naturale con Calolziocorte.
Abitato fin dalla prima età del ferro, il paese di Vercurago fu menzionato per la prima volta in un testamento dell'814. In età comunale fu annesso al Ducato di Milano, per poi passare nel 1454 alla Repubblica di Venezia. Il confine tra i due stati fu segnato per oltre tre secoli dal castello dell'Innominato, da cui Alessandro Manzoni trasse ispirazione per l'ambientazione di alcuni capitoli de I promessi sposi. Nel corso del XVI secolo san Girolamo Emiliani stabilì la sua congregazione nella frazione di Somasca, questa in seguito alla sua morte realizzò un santuario e un Sacro Monte a lui dedicato.
Geografia fisica
Territorio La Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino inserisce il territorio di Vercurago nel supergruppo alpino delle Prealpi Bergamasche Occidentali. La casa comunale è situata a il punto più basso è collocato a sul lago di Garlate mentre il più alto a sul monte Mudarga.. La fascia montana e la frazione di Somasca sono caratterizzate da diverse tipologie di rocce sedimentarie: maiolica, peliti, sass de la Luna, marne bianche grigie e rosse, mentre il suolo dell'abitato di Vercurago è prevalentemente composto da depositi fluviali e glaciali che contengono le rocce tipiche del flysch lombardo.. La frazione di Somasca è coperta da boschi di latifoglie non molto fitti e caratterizzati dalla presenza del carpino nero, dell'orniello e della roverella.. Il territorio è collocato in una zona a bassa sismicità e l'ultimo forte evento sismico avvertito è stato il terremoto di Soncino del 1802, che nella frazione di Somasca si ipotizza abbia raggiunto intensità cinque della scala macrosismica europea.
Idrografia Il comune si affaccia sulla sponda idrografica sinistra del lago di Garlate, che ha come principale immissario ed emissario l'Adda. La costa è in parte coperta dai canneti. e le esondazioni sono poco frequenti, le più recenti risalgono al 1987 e al 2002. Il comune è interamente attraversato dal torrente Gallavesa che nasce nel comune di Erve a circa e si snoda per sul confine tra Calolziocorte e Vercurago per poi sfociare nel lago di Garlate. A causa della composizione carbonatica del suolo montano il territorio è caratterizzato dal carsismo, che a Somasca determina la presenza di due ruscelli stagionali affluenti del Gallavesa. I due ruscelli, scorrendo liberamente, sono soliti esondare durante i periodi di forti piogge e in particolare nel 1953 una di queste esondazioni causò ingenti danni ad alcune abitazioni vicine..
Clima Il clima di Vercurago è caratterizzato da inverni freddi ed estati calde e afose che risentono dell'azione mitigatrice del lago. Secondo i dati delle vicine stazioni meteorologiche di Calolziocorte e Lecco, le temperature medie nei mesi invernali sono comprese tra i e i , mentre quelle estive tra i e i . I venti hanno una velocità media di circa e di rado raggiungono punte massime di . Le precipitazioni sono frequenti e ogni anno mediamente cadono circa di pioggia..
Origini del nome
Nel testamento di Rotprando dell'814 è riportato il toponimo Vercoriaco, che in latino medievale era indicato anche come Vercurate e in lingua volgare Vergurago.. A parere degli etimologi Flechia e Olivieri il toponimo potrebbe derivare da un prediale, latifondo romano di epoca imperiale, appartenuto a un certo Vercorius. Il nome del latifondista dovrebbe avere origine celtica in quanto composto dagli elementi gallici ver, "sopra" e corius, "esercito" o "truppa". Il latifondista si sarebbe potuto chiamare anche Vercobius, dove cobio significa "vittoria", o Verconius, dove coni significa "cane" o "lupo". L'etimologo Delamarre invece ipotizza che l'etimo derivi da Vercuriacon, un nome che attesterebbe a Vercorius la proprietà sul terreno.
La tradizione però vuole che in questo territorio si trovasse un tempio dedicato a Mercurio o a una divinità di origine celtica o germanica e che dal nome della divinità sarebbe poi nato il toponimo Mercuriacus, che con la trasformazione della m in v sarebbe poi diventato Vercuriacus.
Storia
Fondazione Il territorio di Vercurago è frequentato fin dall'età del bronzo, durante la prima metà del II millennio a.C. in Italia settentrionale si sviluppò la cultura di Polada, una cultura archeologica che secondo i reperti rinvenuti a Calolziocorte edificò alcune palafitte lungo le sponde dell'Adda. Il primo insediamento stabile risale invece alla prima età del ferro e dai reperti edilizi e ceramici rinvenuti è riconducibile alla cultura di Golasecca, una cultura celtica i cui reperti sono databili tra il IX secolo a.C. e il V secolo a.C. Lo scavo avvenne nel 1988 in prossimità del castello dell'Innominato, un luogo strategico da cui era possibile controllare il lago e i collegamenti verso le valli alpine.
In epoca romana, a partire dal V secolo a.C fu realizzata la via Bergomum-Comum, una strada romana che metteva in comunicazione i municipi di Bergamo (Bergomum) e Como (Comum) che nel III secolo fu anche dotata di un ponte per l'attraversamento del fiume Adda.. Incluso nel circondario di Bergamo il territorio vercuraghese fu soggetto a partire dal I secolo a.C. alla Regio XI Transpadana, per poi passare alla Regio X Venetia et Histria nel I secolo.. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente in Italia si affermarono i regni romano-barbarici e il 10 agosto del 490 Eruli e Goti combatterono nei pressi del ponte romano sull'Adda un'importante battaglia, nel corso della quale perse la vita il comes domesticorum Pierius, comandante in capo alle truppe di Odoacre. I regni romano-barbarici furono soppiantati dai Longobardi che tra il VII e il VIII secolo estesero il Ducato di Bergamo fino all'Adda e regnarono in gran parte dell'Italia fino al 774 quando, sconfitti da Carlo Magno entrarono a far parte del Sacro Romano Impero..
L'attestazione dell'esistenza del villaggio di Vercurago si deve al testamento di Rotprando, un documento redatto dal notaio Nannone il 3 marzo 814 in seguito alla morte del nobile longobardo Rotprando de Watingo. Dal testamento si evince che Rotprando trovandosi senza eredi lasciò gran parte dei suoi beni alla basilica di Sant'Ambrogio e permise a un certo Punno di comprare alcuni dei suoi terreni, tra i quali il villaggio di Vercoriaco e l'oratorio di san Protasio. Da un estratto del documento si legge:
In un documento dell'887 si citò per prima volta la località di Cremellina e in uno datato 1º dicembre 1264 la sua chiesa di San Barnaba. La località scomparve durante le lotte tra guelfi e ghibellini e attualmente corrisponderebbe territorio di confine tra Vercurago e Pascolo, frazione di Calolziocorte..
Medioevo
In età comunale Vercurago entrò nella sfera di influenza di Milano, in particolare nel XIII secolo sia la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio che la chiesa di San Barnaba in Cremellina erano incluse nella pieve di Garlate, una suddivisione amministrativa dell'arcidiocesi di Milano.. L'intera Valle San Martino fu poi annessa alla Signoria di Milano nel 1274 da Napoleone della Torre che infeudò Vercurago e Calolzio alla famiglia guelfa dei Benaglio che in Val San Martino possedeva numerose fortezze, tra cui il castello dell'Innominato.. I della Torre e i Visconti si contesero il controllo sulla signoria milanese fino al 1277 quando in seguito alla battaglia di Desio il ghibellino Ottone Visconti ottenne la nomina a signore di Milano. Anche dopo la battaglia però la Valle San Martino restò tra i possedimenti dei della Torre che tra il 29 dicembre 1282 e il 1283 riuscirono a rimpossessarsi del lecchese grazie all'intervento di Filippo Benaglio, signore di Vercurago e Calolzio. Lecco e i territori circostanti restarono ai della Torre fino al 1296 quando Matteo I Visconti conquistò la Valle San Martino devastandola e catturando Filippo Benaglio che fu catturato e condotto a Milano..
La guerra tra le due famiglie si concluse nel 1311 con la vittoria di Matteo Visconti su Guido della Torre, a un anno di distanza però i della Torre era ancora proprietari del castello dell'Innominato e continuarono a governare la Valle San Martino fino al 1320 quando Azzone Visconti inviò i suoi eserciti verso la valle, che una volta conquistata fu inclusa nel circondario di Bergamo. Gli abitanti però continuarono a parteggiare per la fazione guelfa tanto che nel 1363 Bernabò Visconti concesse ai ghibellini locali di organizzare autonomamente rappresaglie contro i guelfi della valle. Nel 1373 Vercurago e l'intera valle furono messe a ferro e fuoco da Bernabò Visconti in seguito all'uccisione di suo figlio naturale e primogenito Ambrogio Visconti da parte di alcuni contadini guelfi di Caprino Bergamasco e nel 1376 una rivolta guelfa provocò nuovamente l distruzione della valle.. Le violente lotte tra i guelfi di Vercurago e Calolzio e i ghibellini di Olginate e Garlate proseguirono per tutto il secolo: l'8 settembre 1383 i ghibellini olginatesi cacciarono la famiglia Benaglio e furono combattute altre battaglie nell'estate del 1393. e il 27 maggio 1398..
Nel XV secolo il dominio milanese sulla valle fu però messo in discussione dall'espansione in terraferma della Repubblica di Venezia. Il 3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiarò guerra al Ducato di Milano, conquistò Vercurago e ne mantenne il controllo fino al 1428 quando con la pace di Ferrara fu ceduta ai milanesi. La pace ebbe breve durata e Vercurago tornò domino veneto tra il gennaio 1431 e il 1433 diventando zona di confine con il milanese. Rimase parte del dominio milanese fino al 1441 con la stipulazione della pace di Cremona e durante questo periodo, nel 1435 la valle di dotò degli Statuta Municipalia Vallis Sancti Martini. La pace durò appena due anni e la valle tornò milanese fino all'11 aprile 1454 quando con la pace di Lodi Venezia, vincitrice della guerra con Milano, ne riottenne definitivamente il dominio. Una volta stabilizzati i confini a Vercurago fu costruita una dogana le cui mura partivano dal castello dell'Innominato per poi arrivare fino all'Adda.. Il 9 settembre 1455 il paese fu visitato dall'arcivescovo di Milano Gabriele Sforza e nello stesso anno la parrocchia si distaccò per un breve periodo dalla pieve di Garlate dopo che già lo aveva fatto quella di Somasca. Durante la guerra tra i due stati la valle subì ingenti danni e questo convinse il governo veneto a esentarla dal pagamento delle tasse in alcune annate tra il 1431 e il 1489.. Il 18 ottobre 1499 la famiglia Sforza fu spodestata da Luigi XII di Francia che riprese la guerra tra Milano e Venezia.
Età moderna