Le Menadi (; dal greco antico: μαίνομαι «essere folle»), dette anche Baccanti, Bassaridi, Tiadi o Mimallonidi, erano donne in preda alla frenesia estatica e invasate da Dioniso, il dio della forza vitale. Più propriamente, le menadi erano le seguaci mitologiche del dio, mentre sono denominate "Baccanti" le donne che storicamente hanno venerato il dio.
Mitologia
Il termine Menadi deriva da Menio, re di Orcomeno, città beota vicino a Tebe. Secondo il racconto contenuto ne Le metamorfosi di Antonino Liberale, le tre laboriose figlie di Menio (dette Menadi) erano disinteressate al culto di Dioniso. Quest'ultimo, però, irritatosi, invase le sorelle e le condusse alla pazzia, all'infanticidio e all'omofagia. Il racconto termina con l'intervento di Hermes che tramuta le donne, ormai diventate incontenibili Baccanti, in tre volatili notturni (pipistrello, civetta e gufo).
Vestite di nebris o altre pelli animali, con in testa una corona di edera o quercia o abete, esse celebravano il dio cantando, danzando e vagando come animali per monti e foreste. Praticavano lo sparagmòs dal greco σπαραγμός, cioè squartavano gli animali per poi mangiare la carne cruda (omofagia). Solitamente agitavano il tirso, cioè una picca avviluppata dall'edera sulla sommità (vedi, ad esempio il verso "danzar, vibrar, squassare il tirso bacchico" de Le Baccanti di Euripide). Catullo scrive (Carmina, LXIV, 255) che le Baccanti invocavano il dio al grido di "Euhoe Bacche".
La mitologia greca racconta che le Menadi accompagnavano il dio Dioniso nei suoi viaggi, costituendo anche un reparto del suo esercito nel suo viaggio in India. Il culto praticato dalle Menadi fa da sfondo a una delle più importanti tragedie di Euripide, intitolata Le Baccanti. Dalle Menadi e dal mito di Dioniso trae le proprie origini un culto, verosimilmente mistico, definito "menadismo", in cui era previsto anche un rituale caratterizzato dalla consumazione di carni crude (omofagia).Una menade è anche il soggetto di alcune opere artistiche, come nel caso della Menade dormiente del Museo archeologico nazionale di Atene, nonché della Menade danzante di Skopas (330 a.C.), di cui sopravvive solo una copia romana alta 45 centimetri, esposta all'Albertium Museum di Dresda. L'originale della Menade danzante faceva un tempo parte di un complesso scultoreo, andato perduto, che comprendeva la raffigurazione di Dioniso e del suo corteo.Giuseppe Nifosì, Arte in opera. vol. 1 Dalla preistoria all'arte romana, Laterza, 2015 Generalmente, nell'iconografia classica le menadi vengono raffigurate come l'oggetto del desiderio dei satiri, tra le braccia dei quali vengono spesso raffigurate.
Le Baccanti vengono anche nominate nella leggenda di Orfeo ed Euridice: Orfeo, dopo aver perso per la seconda volta Euridice, vaga per i boschi, dove incontra proprio un gruppo di Baccanti, che invitano Orfeo a festeggiare insieme con loro. Ma Orfeo, dopo la morte di Euridice non vuole più compagnie femminili, e le Baccanti, offese, lo uccidono. Così Orfeo può scendere agli Inferi e riunirsi alla sua amata Euridice.
Opere teatrali Le Baccanti, tragedia di Euripide. Le Baccanti, dramma di Erik Johan Stagnelius. Opere cinematografiche Le baccanti, film di Giorgio Ferroni (1961) Maryann Forrester, a partire dalla fine della prima stagione fino alla fine della seconda stagione della nota serie True Blood, è una menade antagonista.
Note
Bibliografia
M.W. Edwards, Representation of Maenads on Archaic Red-Figure Vases. in The Journal of Hellenistic Studies vol. 80 (1960), pp. 78–87. W. Otto, Dionysus: Myth and Cult. Bloomington and Indianapolis, Indiana University Press, 1965. R.B. Richardson, A Group of Dionsiac Sculptures from Corinth. American Journal of Archaeology 8.3 (Giugno-Settembre 1904), pp. 288–296.
Voci correlate Komos
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Collegamenti esterni
. Approfondimento e note sulla figura della menade nella cultura classica.
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