Carriera Dilettante
Guardia destra, da dilettante fu due volte campione italiano, campione del mondo militari 1960 e medaglia d'oro ai Giochi olimpici di .
A Roma batté al primo turno il belga Willy Venneman per abbandono al primo round. Nei quarti di finale superò ai punti, con verdetto unanime, il sovietico Andrej Abramov, bicampione europeo in carica. Sconfisse ai punti in semifinale il forte cecoslovacco Josef Němec (4-1) e, in finale, mise knockout al secondo round il sudafricano Daan Bekker.
Conclude la carriera dilettantistica con un bilancio di 59 incontri, con 52 vittorie, 6 sconfitte e un pari.
Professionista De Piccoli passò professionista nel 1960, subito dopo le Olimpiadi. Ebbe striscia iniziale positiva di 25 incontri, tutti vinti prima del limite, tranne tre. Mise knockout nelle prime tre riprese ben sedici avversari, e altri due alla quarta.
Nonostante lo sfolgorante curriculum, De Piccoli non fu un grande incassatore. Subì infatti due knock-down da pugili relativamente modesti: il 30 marzo 1962 contro Garvin Sawyer, poi battuto per knockout tecnico al quinto round, e il 16 aprile successivo da Calvin Butler, poi messo knockout all'8º round.
L'olimpionico, però, diventò ben presto uno degli idoli della piazza romana. Il 9 novembre 1962, al botteghino del Palazzo dello Sport, per il match contro il modesto John Riggins, poi battuto per knockout tecnico al 2º round, furono venduti 14.402 biglietti per un incasso di circa 30 milioniCorriere della Sera, 10 novembre 1962.
Il 22 marzo 1963, De Piccoli incontrò l'esperto statunitense Wayne Bethea, che poteva vantarsi di avere affrontato Sonny Liston e di aver battuto il futuro campione del mondo Ernie Terrell. Il mestrino mostrò di avere una mascella particolarmente debole e, soprattutto, di essere incapace di coprirsi: incorse quindi nella prima sconfitta, messo knockout al quarto round dall'avversario Enrico Venturi, De Piccoli KO contro Bethea, in: L'Unità, 23 marzo 1963.
Andò nuovamente knockout al quinto round nell'incontro successivo, contro il giamaicano Joe Bygraves, una volta campione del Commonwealth britannico ma che non vinceva da un anno e mezzo, avendo perso gli ultimi cinque match consecutivi.
De Piccoli fu costretto a ricominciare da capo e, per quasi due anni, lo fece ottimamente, vincendo altri dodici incontri, tutti prima del limite tranne uno, e mettendo ben otto avversari knockout nelle prime due riprese.
Il 15 ottobre 1965, a Torino, incappò in un knockout tecnico al sesto round contro il mediocre statunitense Everett Copeland il quale, prima di allora, vantava un record di sole 3 vittorie, con 3 pari e ben 7 sconfitte. Il 26 dicembre successivo incorse in un nuovo knockout tecnico per mano del tedesco Peter Weyland, futuro campione di Germania e sfidante al titolo europeo ma, all'epoca, ancora semisconosciuto.
Dopo questo incontro, annunciò il ritiro a soli 28 anni. Lasciò con sole 4 sconfitte e una percentuale di incontri vinti prima del limite pari al 70,7% dei combattimenti sostenuti.
Dopo il ritiro
Finita la carriera di pugile, De Piccoli ha fatto l'istruttore di guida nella propria autoscuola "Fracaro" a Venezia, poi passata in gestione al figlio.
Recitò come protagonista nell'episodio Quasi due metri della miniserie televisiva Quattro delitti, trasmesso dalla Rai nel 1979.
Nel 2003 gli venne concesso un vitalizio per meriti sportivi ai sensi della legge Giulio Onesti. L'anno dopo il giornalista e scrittore Valter Esposito ne scrisse la biografia.
Onorificenze
Note
Bibliografia Valter Esposito, Francesco De Piccoli storia di una medaglia d'oro, Saonara, Il Prato, 2004, ISBN 88-87243-95-6
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Collegamenti esterni
Categoria:Insigniti con il Collare d'oro al merito sportivo Categoria:Vincitori di medaglia d'oro olimpica per l'Italia