Biografia miniatura|sinistra|La statua di Solomos a Zacinto Uno dei massimi se non il maggiore dei poeti in lingua greca moderna, sostenitore dell'indipendenza greca e autore dell'attuale inno nazionale. Nato a Zante da nobile famiglia, che vi si era trasferita da Creta dopo la conquista ottomana dell'isola e che era connessa con la famiglia patrizia veneziana dei Salamon, dal 1809 al 1818 visse in Italia stabilendosi a Cremona, Venezia (dove studiò per un anno presso l'allora Liceo di Santa Caterina, oggi Liceo M. Foscarini) e Pavia, dove iniziò a comporre le sue prime opere in cui si sente l'influenza artistica del conterraneo Ugo Foscolo.

Tornato nell'isola natale, venne affascinato dall'ideale della "rivoluzione ellenica" e di conseguenza cominciò a comporre nella sua lingua madre. La sua opera più famosa è il Dialogo sulla lingua serrata, testo in forma dialogica in cui un poeta e un pedante difendono rispettivamente la lingua parlata (demotica) e la lingua pura (variante colta).

Celebre è anche L'inno alla libertà, che limitatamente alle prime due strofe divenne l'inno nazionale greco. Altre opere importanti sono I liberi assediati (dedicato alla eroica resistenza della città di Messolongi), L'ode a Byron e L'Elogio del Foscolo, che costituiscono il suo trittico autobiografico e romantico.

Perfezionista, fortemente autocritico, rifiutò di portare a termine la maggioranza delle sue composizioni perché le giudicava insoddisfacenti. Dopo la sua morte, avvenuta a causa dell'apoplessia, alcune di esse furono date alle stampe dall'amico Iakovos Polylas.

Note

Bibliografia

R. Jenkins, Dionysius Solomós, Cambridge 1940. K. Zanou, Dionysios Solomos: a Life in Translation, in Transnational Patriotism in the Mediterranean, 1800-1850: Stammering the Nation, Oxford 2018, part I, chapter 3, pp. 54-61.

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