Nonostante abbia regnato soltanto per nove anni, l'azione politico-militare esercitata da Enrico V fu assai notevole sullo scacchiere europeo, tanto da renderlo uno dei più popolari sovrani del Medioevo.. Enrico, infatti, fu capace di portare nuovamente il Regno d'Inghilterra tra le prime potenze europee grazie alla brillante vittoria conseguita ad Azincourt sui francesi, in seguito alla quale riuscì a farsi nominare erede del trono di Francia.

Enrico, abile politico ed esperto amministratore, ebbe anche il merito di ricomporre, attraverso lo zio Enrico Beaufort, lo Scisma d'Occidente, stipulando con l'imperatore Sigismondo il trattato di Canterbury.. La figura del sovrano fu eternata da William Shakespeare nel dramma omonimo, rimarcandone lo spirito affabile, nobile e profondamente religioso.

Biografia Origine e anni giovanili Educazione e ritratto psicologico Enrico V nacque nel 1387, figlio maschio primogenito di Enrico Bolingbroke, conte di Derby e duca di Lancaster, e di Maria di Bohun.. Il giovane Enrico, cresciuto dalla governante Johanna Waring., fu educato poi dallo zio, l'ecclesiastico e cancelliere dell'Università di Oxford Enrico Beaufort., in una serie di discipline inusuali per gli standard dell'epoca: musica, letteratura e lingua ingleseL'apprendimento e lo studio approfondito della lingua e della cultura inglese da parte di un nobile britannico, per l'epoca, non era scontato, in quanto il francese era la lingua della cultura e della raffinatezza. Quando Enrico salirà al trono nel 1413, deciderà di utilizzare l'inglese al posto della lingua francese: e altre discipline umanistiche. Si è incerti se Enrico abbia studiato effettivamente al Queen's College, mentre è nota l'investitura a cavaliere da parte di re Riccardo II.

Per quanto riguarda il resto dell'infanzia di Enrico, non si hanno sufficienti fonti che ne attestino il carattere, gli studi superiori e la vita privata. La vita dissoluta e il successivo ravvedimento narrato da Shakespeare nel dramma storico omonimo sono, con tutta probabilità, prive di fondamento. Sicuramente non furono anni facili a causa dei dissidi politici tra il padre e Riccardo II e per il dolore subito in seguito alla perdita improvvisa della madre..

L'attività militare (1400-1408) Il 1399 fu un anno fondamentale nella vita del giovane Enrico: il padre Enrico, rientrato in Inghilterra dopo essere stato esiliato da Riccardo II, si coalizzò con un gruppo di nobili insoddisfatti, depose il re plantageneto e si autoproclamò re con il nome di Enrico IV.. Di conseguenza il figlio Enrico di Monmouth, che durante la ribellione paterna fu inviato con il fratello Tommaso al castello di Trim, fu designato Principe di Galles. e avviato subito alla carriera militare. Poco più che sedicenne Enrico, in qualità di Principe di Galles, comandò le forze militari occupate a debellare le rivolte del 1403, capeggiate da Owain Glyndŵr., tenendolo occupato fino al 1408. Gli sforzi militari, però, non si rivolsero soltanto ai gallesi: alcuni nobili (tra cui i membri della famiglia dei Percy) e lo stesso Roberto III di Scozia si allearono con i rivoltosi per attaccare l'Inghilterra, approfittando della caduta del ramo principale dei Plantageneti e dell'ascesa del ramo cadetto dei Lancaster.. Nel 1403, durante la battaglia di Shrewsbury, Enrico fu trafitto al volto da una freccia che gli entrò nel cranio, ma si salvò miracolosamente dopo due interventi chirurgici, poiché il dardo, per pochi millimetri, non aveva leso né arterie, né il cervello, né il midollo allungato o il bulbo encefalico. L'esperto chirurgo e artigiano John Bradmore, dopo il fallimento di diversi medici di corte, riuscì a estrarre la freccia con un attrezzo metallico di sua invenzione, dopo aver disinfettato la ferita con miele e vino, e il principe superò anche l'infezione rimanendo solo parzialmente sfigurato.Cooper, Stephen, Agincourt: Myth and Reality 1415-2015, Pen and Sword, 2014.S. J. Lang, "Bradmore, John (d. 1412)", Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004; online edn, Jan 2008

Enrico, in questo quinquennio di torbidi eventi, dimostrò le proprie capacità militari contribuendo alla vittoria su Henry Percy (che in linea dinastica era il vero erede al trono) nella battaglia di Shrewsbury del 21 luglio del 1403. Sconfitto questo e morto Roberto di ScoziaSi dice che re Roberto morì dopo aver appreso della cattura del figlio Giacomo da parte degli inglesi. Con la morte del re e la prigionia dell'erede al trono, la Scozia fu costretta a ritirarsi dal conflitto: , a Owen Glydnwr non rimase che il fiacco supporto di Carlo VI di Francia, il quale presto abbandonò il rivoltoso gallese al suo destino (1409).

L'opposizione al padre (1410-1413) In virtù anche di questi meriti sul campo il giovane principe fu nominato presidente del consiglio privato della corona nel 1410, assumendo sempre di più una posizione di predominio a causa della cattiva salute del padre. In tale incarico si distinse, grazie al supporto degli zii Henry e Thomas Beaufort, in una vivacissima contrapposizione alla politica del re suo padre e del suo cancelliere, l'arcivescovo Thomas Arundel: Monmouth non condivideva la politica del padre nei confronti della Francia e la sua arrendevolezza nei confronti di Arundel.. Tale dissidio suscitò la disapprovazione del re, sentimento ostile che crebbe quando alcuni nobili del Parlamento gli proposero di abdicare in favore dell'erede al trono. Ciò lo spinse a una rapida destituzione dalla carica già nel 1411. Ma il 23 settembre 1412 Enrico di Monmouth arrivò a Londra con un numeroso seguito, e si presentò da solo di fronte al re, che lo abbracciò e lo perdonò: il futuro Enrico V fu giudicato e pienamente assoltoL'accusa era di essersi impadronito delle paghe della guarnigione di Calais. Enrico IV morì a Westminster, il 20 marzo 1413., ed Enrico di Monmouth ascese al trono inglese il giorno successivo, venendo poi incoronato nell'Abbazia di Westminster il 9 aprile.

Il re d'Inghilterra Politica interna (1413-1414) I Lollardi

I primi problemi che dovette affrontare furono di politica interna: all'inizio del 1414, Enrico dimostrò notevole risolutezza nella repressione dell'eresia lollarda, ispirata all'hussismo e diffusasi in Inghilterra sotto il regno di Riccardo II. Per l'opposizione ad Arundel, i lollardi pensavano che il principe di Galles fosse un simpatizzante del loro movimento, ma compresero l'ortodossia di Enrico soltanto quando questi ascese al tronoEnrico V, come il padre, aveva bisogno dell'appoggio della Chiesa per consolidare la posizione della dinastia cui apparteneva. Si veda:. Sir John Oldcastle, vecchio amico di Enrico e leader dei lollardi, cercò di radunare, il 7 gennaio del 1414, i suoi confratelli a St Giles in the Fields, ma il re in persona li disperse, distruggendone il fronte interno... Poi, nell'aprile del medesimo anno, il parlamento riunitosi a Leicester approvò nuove severissime misure contro gli eretici.

La rivolta dei lollardi, nonostante fosse stata colpita al principio del regno di Enrico e debellata entro il 1417 (quando Oldcastle fu catturato nelle Midlands e poi impiccato), continuerà a sussistere in forma clandestina fino alla Riforma anglicana, quando riaffiorerà con il crollo della Chiesa cattolica sul suolo inglese.

La congiura di Riccardo, conte di Cambridge Nel luglio del 1415 il re represse una congiura nota come "Complotto di Southampton" ordita dai seguaci di Edmondo Mortimer, erede di Riccardo II. Nel luglio 1415, Edmondo fu messo a parte di una congiura guidata da suo cugino e cognato, Riccardo Plantageneto, III conte di Cambridge, della Casa di York, che si proponeva di porre Edmondo sul trono al posto di Enrico V. Edmondo, colto da un grave senso di colpa, corse a riferire il tutto al re, che perdonò Edmondo ma mandò al patibolo Riccardo.

Provvedimenti economici In politica economica continuò il rapporto conflittuale con la Hansa. Tra il 1418 e il 1420, infatti, si verificò un incidente commerciale tra la città di Londra e i mercanti della Lega che vi risiedevano: la giunta municipale della capitale inglese, infatti, impose una tassa (la scot and lots) su tutti i mercanti stranieri, atto che suscitò le proteste dell'Hansa. Enrico V, da parte sua, sfruttò silenziosamente la cosa per danneggiare la potente lega commerciale, non facendo nulla di concreto per opporsi al degenerare dei rapporti e scrivendo solamente vaghe lettere di rinnovata amicizia con il leader dell'Hansa.

La guerra con la Francia Premesse (1413-1414)

La risoluzione dei problemi interni fu il prodromo necessario affinché il giovane sovrano potesse concentrarsi sul suo vero obiettivo: la sottomissione della Francia, azione politico-militare favorita tramite il recupero di vecchi diritti dinastici accampati, quasi un secolo prima, da Edoardo III. Infatti, già a partire dal mese di settembre 1413, Enrico V intraprese un'audace politica estera: approfittando anche della grave frattura fra il partito degli armagnacchi e quello dei borgognoni, il sovrano inglese finse di voler rinnovare il trattato di pace, con la vera intenzione di tenere sotto controllo l'evoluzione della politica interna francese.. Il leader dei borgognoni, il duca Giovanni Senza Paura, fu il principale interlocutore del sovrano inglese, tanto che tra il 1413 e il 1414 furono intavolate delle trattative matrimoniali tra il giovane re e una figlia del duca di Borgogna.

L'alleanza tra i due prevedeva che, nel caso in cui Enrico avesse attaccato la Francia, Giovanni sarebbe rimasto neutrale e lo avrebbe riconosciuto come re, se Enrico avesse avuto il sopravventoNello stesso tempo Giovanni Senza Paura garantiva al re di Francia Carlo VI di non aver preso alcun impegno con gli inglesi.. Sull'altro fronte, Enrico V, probabilmente già dalla fine di maggio del 1414, rivendicò ufficialmente il trono di Francia, chiedendo in sposa Caterina, la figlia di re Carlo VI, proposta che fu rifiutata per i titoli avanzati dal re d'Inghilterra.. Il 31 maggio 1415, approfittando del degenerare degli eventi in seno al Regno di Francia, Enrico V tornò sull'offensiva, avanzando richieste territoriali inaccettabili: la Normandia, il Ponthieu, il Maine, l'Anjou, la Touraine, il Poitou e, infine, l'Aquitania nella sua estensione all'indomani del trattato di Bretigny del 1360, con l'aggiunta della Provenza.. I messi francesi, sapendo bene che la Francia non era pronta a un conflitto aperto con l'Inghilterra, cercarono di controbattere concedendo la "signoria legale" dell'Aquitania piuttosto che la sua "sovranità diretta"L'Aquitania, in quanto feudo della Francia, era "concesso" al re d'Inghilterra per la gestione diretta dei suoi domini, in qualità di feudatario del re di Francia. Con tale atto, gli ambasciatori francesi avrebbero concesso a Enrico V, oltre alla sovranità diretta, anche quella legale e giuridica. e pagando un pesantissimo tributo. Enrico, reputando questa controfferta troppo esigua, rispose dichiarando guerra alla Francia.

La prima spedizione e la battaglia di Azincourt (1415)