Il Progetto Lebensborn (Progetto Sorgente di Vita) fu uno dei diversi programmi avviati dal gerarca nazista Heinrich Himmler per realizzare le teorie eugenetiche del Terzo Reich sulla razza ariana e portare la popolazione ariana in Germania a 120 milioni di persone entro il 1980.

Aveva come motto:

Gli inizi del progetto

Dal 1929 le Schutzstaffel (SS) furono dirette da Himmler, convinto fautore delle teorie razziste dell'SS-Obergruppenführer Richard Walther Darré, espresse dalla formula Sangue e terra. e le volle applicare al reclutamento delle Schutzstaffel. A tale scopo era stato costituito alla fine del 1931 il RuSHA, o ‘'SS-Rasse und Siedlungshauptamt'’, guidato inizialmente dallo stesso Darré. Era l'ufficio incaricato di controllare la purezza ideologica e razziale di tutti i membri delle SS e l'autorità in materia di genealogia, rilasciando i certificati di attestazione del lignaggio ed i permessi di matrimonio; era inoltre responsabile dell'esecuzione della politica di colonizzazione dei territori orientali conquistati.

La prima disposizione che aprì la strada del programma eugenetico fu l'emanazione dellOrdine sul matrimonio del 31 dicembre 1931 secondo il quale ogni SS doveva essere autorizzato da Himmler stesso a sposarsi tramite la concessione di un certificato che documentasse la sanità mentale e fisica degli sposi e dei loro antenati.. I dati ricavati venivano trascritti nel libro del clan, il Sippenbuch, segno concreto della eccezionalità razziale delle SS. Secondo il Reichsführer-SS la Germania con la sua bassa natalità, con l'aumento degli aborti e dei figli illegittimi era un paese malato che era necessario sanare oltrepassando la meschina morale borghese.

Raccomandava quindi Himmler il 28 ottobre 1939, dopo due mesi dall'entrata nella seconda guerra mondiale:

La realizzazione

In realtà sin dal 1935 era stato dato il via al progetto Lebensborn, attraverso un circuito di apposite cliniche aperte in Germania. Himmler concepì un mistico rapporto tra le SS e le leggende teutoniche di Enrico I l'Uccellatore e Federico il Grande. Nel 1934 fece ristrutturare in Vestfalia il castello di Wewelsburg, con una spesa di undici milioni di marchi, dove organizzare un vero e proprio Ordine delle SS in stile medievale, consacrato alla tutela della purezza razziale..Nella trasmissione televisiva Mixer del 10 aprile 1997, Battaglione Lebesborn, a cura di Chantal Lasbats, si sosteneva che il castello fosse un centro ideologico e operativo del progetto Lebensborn.

Il 10 dicembre 1935 venne fondata a Berlino la "Lebensborn e.V." ("Sorgente di vita società registrata"), società amministrata dall'"Ufficio centrale della razza e del Popolamento" in collegamento con diversi uffici per la tutela della madre e del fanciullo. Il progetto era quello di costruire un potente strumento per la crescita del numero di nascite "razzialmente di valore"..

Il 1º gennaio del 1938 la società, con il nome di Amt L (Ufficio L, dove "L" sta per Lebesborn),Organizzazione dell'Amt Lebesborn: Amt H : Heimaufnahme Amt A : Arbeit Amt P : Personal Amt F : Finanzen Amt L : Leitung Amt R : Recht Amt G : Gesundheit Amt Ad : Adoptierungen Amt S : Standes passò sotto il controllo diretto dello Stato maggiore delle SS cioè dello stesso Himmler che, per avere più libertà d'azione, trasferì il centro e gli uffici da Berlino a Monaco, nell'ex sede del Centro comunitario ebraico e nella casa requisita dalle SS a Thomas Mann.. I massimi dirigenti dell'organizzazione furono lo Standartenführer-SS (colonnello) Max Sollman dell'amministrazione, Inge Viermetz della sezione cliniche, il dottor Gregor Ebner della sezione medica, Günther Tesch della sezione legale.

La prima clinica o “casa di maternità” cominciò a funzionare il 15 agosto 1936 in Baviera; quella austriaca nel 1938 tutte con il concetto di selezione razziale, ovvero Auslese.. Altre ne furono aperte sino a contare, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, sei cliniche con 263 letti per le madri e 487 per i neonati..

Nel caso in cui il neonato non corrispondesse ai requisiti, questi passavano sotto la tutela della Nationalsozialistische Volkswohlfahrt (NVS, "organizzazione nazionalsocialista per il benessere del popolo") il cui programma era un po' meno focalizzato sulla selezione della razza.

Il parziale fallimento Il programma Lebensborn, a cui gli ufficiali SS furono obbligati a partecipare, fu finanziato direttamente da una tassa a carico della Nationalsozialistische Volkswohlfahrt (NSV), l'ente di previdenza sociale dei dirigenti SS. Il progetto non riuscì ad avere la larga adesione che si aspettava Himmler, poiché delle 238.000 SS solo 8.000 vi aderirono..

L'obiettivo principale del progetto era indirizzato alle ragazze-madri. Queste, se potevano certificare la loro purezza razziale, ricevevano la migliore assistenza per il parto, un ambiente protetto e la promessa di sottrarle al giudizio negativo delle famiglie e della Chiesa, assicurando loro la massima segretezza. Himmler sperava così di impedire la "degenerazione progressiva della razza germanica", ostacolando gli aborti, le nascite di disabili e far mutare la comune opinione negativa che si aveva delle ragazze madri.

L'ufficio del Lebensborn decideva se la madre poteva tenere con sé il nato nell'ambito dell'organizzazione. In ogni caso, se entro un anno la madre non aveva le necessarie garanzie economiche e morali per la crescita del bambino, questo veniva dato in adozione, protetto dalla massima segretezza per rendere impossibile risalire ai genitori naturali dell'adottato. La pratica del conferimento in adozione fu però molto limitata.

Il clima di mistero che accompagnava le SS si estese al Lebensborn e ciò fece sì che nel dopoguerra si diffusero voci, anche sulla base dei crimini nazisti perpetrati sulle donne, che l'organizzazione non fosse stata altro che una serie di bordelli per soldati..

La realtà del progetto Lebensborn La realtà del progetto Lebensborn era infatti difficilmente comprensibile dall'esterno. L'istituzione si occupava con professionalità della tutela delle partorienti che si affidavano ad essa, ma questo trattamento privilegiato era riservato solo alla categoria delle “donne di sangue puro” disposte a donare il proprio figlio alla Germania.

Significativa a questo proposito la testimonianza al processo di Norimberga di Gregor Ziemer,Gregor Ziemer è stato l'autore del soggetto del film statunitense del 1943 Hitler's Children incentrato sul progetto Lebensborn, diretto da Irving Reis e Edward Dmytryk. un educatore statunitense visitatore per motivi di studio dell'istituzione statale per la tutela dei figli illegittimi di madri tedesche di sangue puro. Egli raccontava come le case fossero tutte in ambienti naturali, lontane dallo smog cittadino e dove le donne ricoverate, salvo le ore dedicate all'istruzione ideologica nazista, erano libere da qualsiasi lavoro domestico.

La clinica visitata da Ziemer, un albergo di lusso requisito ad ebrei, si presentava pulita e luminosa. Questi, assistendo al pranzo delle partorienti, si meravigliò della quantità e della qualità dei cibi. Le donne, prima di iniziare a mangiare, salutavano con il braccio teso il ritratto di Hitler sotto una svastica, dicendo in coro: "Nostro Führer ti ringraziamo per la tua munificenza; ti ringraziamo per questa casa; ti ringraziamo per questo cibo. A te dedichiamo tutte le nostre forze: a te dedichiamo la vita nostra e quella dei nostri figli!". Osservava Ziemer: "Ringraziavano un nume. Offrivano a Hitler i loro bambini ancora non nati".. La testimonianza riportata nel libro di Ziemer è la trascrizione fedele di quella tenuta dallo stesso nel Tribunale Militare Internazionale (in Procès des grands criminels de guerre, Vol. XXX, doc. PS-2441, pp. 502-541).

Le statistiche dell'Ufficio Razza e Popolamento certificarono che nei Lebensborn tedeschi avevano partorito circa 2.000 donne che avevano dimostrato di possedere i requisiti razziali richiesti.

La germanizzazione Con lo scoppio della seconda guerra mondiale si aprirono per il progetto Lebensborn nuove prospettive grazie all'apertura di cliniche nei territori occupati. Mentre alcuni territori erano “razzialmente di valore” (come Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca) altri (come Francia e paesi occupati nell'Europa orientale e nei Balcani) venivano considerati al di sotto degli standard.. In particolare furono aperte "case per le madri" in Norvegia a Bergen, Geilo, Hurdalsverk, Klekken, Os, Oslo, Stalheim e Trondheim; in Danimarca a Copenaghen; nei Paesi Bassi a Nimega; in Belgio a Végimont; in Francia a Lamorlaye; nel Governatorato Generale a Cracovia, Otwock e Varsavia.

Il compito era quello di convincere ragazze-madri non tedesche, ma dalle caratteristiche razziali desiderate, a ricorrere all'organizzazione per nascondere il peccato, partorire anonimamente per poi ritornare nei loro paesi d'origine, ma in realtà era solo un piano criminoso per rapire bambini, come accennato in un'ordinanza dell'inverno del 1941.

Tra gli effetti collaterali si ebbe la nascita dei cosiddetti “figli della guerra”, ovvero figli nati da soldati tedeschi che si trovavano nei territori occupati. Le madri di questi bambini, soprattutto a fine guerra, venivano additate come “puttane dei crucchi”, nei Paesi Bassi moffenhoer o moffenmeiden, in Norvegia e Danimarca tyskertøser, in Francia femmes à boche.. In alcuni casi si sono effettuati degli “studi medici” sull'intelligenza di queste madri, con risultati di apparenti ritardi mentali così come ai loro figli..

Norvegia

Nel febbraio 1941, l'anno successivo all'invasione, il progetto Lebensborn venne esportato in Norvegia grazie al capo delle SS in Norvegia Wilhelm Rediess, il capo del Lebensborn in Germania Max Sollmann e il Reichkommisar Josef Terboven, dove conseguì buoni risultati..

Già nell'inverno del 1941 le nascite aumentarono fino a 730 neonati; un anno dopo salirono a 2.200. Alla fine della guerra, nelle cliniche Lebensborn avevano avuto assistenza 6.000 donne delle quali due terzi ragazze madriG.Bock, Il nazionalsocialismo in AA.VV. Storia delle donne in Occidente. Il Novecento, Laterza, Roma-Bari, 1992, p. 197 e 9.000 erano stati i bambini nati con madre norvegese e padre tedesco.. Molte coppie miste desideravano sposarsi, ma spesso i soldati avevano già una fidanzata o addirittura una moglie, altre volte semplicemente l'uomo voleva sottrarsi alle proprie responsabilità.. Solo nell'immediato dopoguerra i matrimoni tra le coppie miste ebbero una svolta e circa 3.000 coppie lo fecero. A fine conflitto, nell'agosto 1945, il governo norvegese approvò una legge provvisoria che recitava che se una donna norvegese aveva sposato durante o dopo il conflitto un tedesco, questa avrebbe perso la cittadinanza, sarebbe stata considerata tedesca e quindi mandata in Germania..

Già dal 1940, il direttore medico del Lebensborn, Gregor Ebner, scriveva a Himmler come fosse auspicabile portare in Germania donne norvegesi.. Himmler rispose che "Il trasferimento obbligatorio in Germania delle norvegesi che aspettano un bambino dalle truppe di occupazione tedesche sarebbe un'occasione unica (...) una nordicizzazione (Aufnordung) della Germania meridionale sarebbe più che auspicabile"..

Ebner in realtà pensava che si dovessero trasferire in Germania non solo le norvegesi incinte di soldati tedeschi, ma le donne nordiche in genere, poiché presentavano generalmente caratteristiche razziali migliori delle tedesche, specialmente di quelle della Germania meridionale.