LEsercito degli Stati Uniti d'America (in inglese: United States Army, spesso abbreviato in U.S. Army) costituisce la più grande delle forze armate degli Stati Uniti d'America.

Il nucleo originario fu il Continental Army, istituito il 14 giugno 1775, prima della dichiarazione d'indipendenza, per affrontare la prevedibile guerra contro le forze del Regno Unito.

Nell'anno fiscale 2017 lo United States Army si componeva di 475.000 soldati, la Army National Guard (ARNG) 342.000, la United States Army Reserve (USAR) 198.000, ripartito in 10 divisioni e unità indipendenti.

Storia La rivoluzione americana ed il Continental Army

Il 14 giugno 1775 il Congresso Continentale affidò al Generale Washington il comando dell'Esercito continentale, creato con le diverse milizie delle colonie, con la missione di contrastare la Gran Bretagna. Inizialmente tale esercito fu profondamente influenzato dalle tecniche e procedure di combattimento dell'Esercito britannico data la sua composizione essenzialmente di ex militari della Corona. Con il progredire degli eventi della guerra di indipendenza americana, l'esercito continentale fu molto influenzato dalla Francia e dalla Prussia, grazie alla loro assistenza, specialmente con il generale Friedrich Wilhelm von Steuben.

George Washington utilizzò la tecnica della guerra di logoramento e della guerriglia (attacca e scappa) e grazie anche all'aiuto di francesi, spagnoli e olandesi l'Esercito continentale, dopo le vittorie di Trenton e Princeton e la risolutiva vittoria di Yorktown, ebbe la meglio sulle forze ostili. Tale successo venne sancito e riconosciuto dal Trattato di Parigi con cui venne riconosciuta l'indipendenza degli Stati Uniti.

Costituzione e i primi conflitti nel XIX secolo Finita la guerra nel 1783, per sostituire il Continental Army, ridotto a 80 uomini, il Congresso creò il 3 giugno 1784 lo Regular Army, primo nucleo dello United States Army, formato e ufficializzato ottenendo volontari dalle milizie di quattro degli stati.

Ma fu nel luglio 1798, con la crisi con la Francia che portò alla quasi-guerra che il presidente John Adams avallò la decisione del Congresso di un esercito federale, il Provisional Army, nominando Washington comandante in capo.

Nel 1812-1815 si consumò la seconda e risolutiva guerra anglo-americana. In tale conflitto, le forze americane si rivelarono meno efficaci rispetto al precedente conflitto, ma ebbero comunque la meglio sugli avversari. Inizialmente le truppe americane non riuscirono a difendere dall'attacco britannico la nuova capitale Washington, che venne presa e data alle fiamme dagli occupanti dopo la disastrosa battaglia di Bladensburg, rappresaglia per l'attacco americano ai possedimenti britannici in Canada. Vennero dati alle fiamme e distrutti gran parte degli edifici pubblici e di Governo, compresa la Casa bianca, mentre risparmiati gli edifici privati. Tuttavia, l'esercito regolare dimostrò di essere abbastanza professionale per avere la meglio sulle truppe britanniche, come accadde nella battaglia di Niagara, sotto il comando dei generali Winfield Scott e Jacob Brown. Due settimane dopo tale battaglia e contemporaneamente alla vittoria americana ottenuta da Andrew Jackson nella battaglia di New Orleans, venne stipulato un trattato tra le parti che sanciva il mantenimento dello status quo.

Successivamente, dal 1815 al 1860, le truppe americane furono coinvolte in numerosissimi conflitti, per lo più su piccola scala, contro i nativi americani, a causa delle mire espansionistiche americane secondo la dottrina del "Destino manifesto". L'esercito americano combatté e vinse anche la breve guerra messico-statunitense, la cui vittoria portò l'annessione di tutti o parte degli Stati della California, Nevada, Utah, Colorado, Arizona, Wyoming e Nuovo Messico.

La guerra di secessione

La guerra civile americana (1861-1865) fu la guerra più dispendiosa per gli Stati Uniti. Dopo la secessione degli Stati del Sud, le truppe del sud attaccarono, iniziando formalmente la guerra, le truppe avversarie a Fort Sumter a Charleston (Carolina del Sud). Per i primi due anni, le truppe confederate furono saldamente prevalenti su quelle degli Stati Uniti, ma dopo le battaglie risolutive di Gettysburg in oriente e Vicksburg in occidente, la netta supremazia industriale e tecnologica degli Stati del Nord portò alla sconfitta della Confederazione che fu costretta a chiedere la resa incondizionata ad Appomattox nel mese di aprile 1865. In base ai dati del censimento 1860, l'8% di tutti i maschi bianchi di età compresa tra 13-43 morirono in guerra: 6% al Nord e il 18% nel Sud. In seguito alla guerra civile, l'esercito americano ha combattuto una lunga battaglia con i nativi americani, che hanno resistito all'espansione degli Stati Uniti verso il centro del continente.

Dalla riforma del 1866

Al termine della guerra di secessione americana, con una legge del 1866 voluta dal presidente Andrew Johnson, si ristrutturò profondamente l'esercito, trasformandolo fondamentalmente in un organismo di polizia militare con compiti di controllo dell'ordine negli ex-Stati confederati e nei territori dell'Ovest, mantenendo alcuni reggimenti e presidi per le guerre indiane, che si concluderanno solo nel 1890. Gli stipendi, inoltre, venivano pagati in assegni al portatore che dovevano essere cambiati in danaro contante a spese dell'interessato.

A questo si aggiunga che la prima vestizione dei soldati era a carico del Governo (camicia blu scura con pantaloni blu chiari e stivali al ginocchio), ma che successivamente riparazioni e nuovi capi di vestiario erano a carico degli interessati; da ciò si deduce che le "uniformi" erano spesso molto poco uniformi lasciando ampio spazio, specie tra gli ufficiali, a capi di vestiario "civile" (famosa la giacca di pelle chiara con frange alle maniche proprio del ten. col. George Armstrong Custer).

Fu a partire dalla fine del XIX secolo, che gli Stati Uniti divennero un potenziale attore della politica internazionale. Le vittorie conseguite dall'esercito nella guerra ispano-americana e nella guerra filippino-americana e gli interventi in America latina e in Cina in occasione della ribellione dei Boxer le fecero acquisire maggior prestigio e ne aumentarono l'estensione territoriale.

Il XX secolo, le guerre mondiali e la guerra del Vietnam

Nel 1910 il Corpo delle trasmissioni acquistò e fece volare il primo aereo dell'Esercito americano, un biplano Wright Type A. Nel 1917, ufficialmente in risposta alla guerra sottomarina indiscriminata tedesca, gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale nello schieramento dell'Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia). Le truppe statunitensi, guidati dal generale John J. Pershing, ebbero un ruolo importante nella fase finale del conflitto e contribuirono alla vittoria dell'Intesa. Con l'armistizio l'11 novembre 1918, l'esercito ancora una volta venne ridimensionato. Il 7 dicembre 1941, in seguito all'attacco giapponese a sorpresa di Pearl Harbor, gli Stati Uniti entrarono nella seconda guerra mondiale. L'esercito mise in atto, sotto la guida del capo di Stato maggiore, generale George Marshall, un enorme programma di espansione e si trasformò in una moderna macchina da guerra completamente motorizzata, che prese parte a tutte le più importanti campagne della seconda parte della guerra. Dopo una fase iniziale caratterizzata da alcune sconfitte contro i giapponesi e i tedeschi, a partire dal 1943 l'esercito americano fu decisivo per la vittoria degli Alleati nelle campagne in Europa e nel Pacifico. Il generale Dwight Eisenhower era il comandante supremo delle forze alleate in Europa nord-occidentale e ricevette il 7 maggio 1945 la resa della Germania, mentre il generale Douglas MacArthur, comandante supremo nel fronte del Pacifico, accolse la resa del Giappone il 2 settembre 1945. Nel 1950 scoppiò la guerra di Corea e l'esercito statunitense vi partecipò sotto il comando prima del generale MacArthur, poi del generale Matthew Ridgway e infine del generale Mark Clark. Il conflitto ebbe fasi alterne e terminò solo nel 1953 con una precaria tregua di compromesso. All'inizio dell'1960 scoppiò la guerra del Vietnam e l'esercito statunitense impiegò un gran numero di soldati nel periodo 1965-1973, al comando prima del generale William Westmoreland nel periodo della cosiddetta Escalation, poi dal 1968 del generale Creighton Abrams, infine dal 1972 dal generale Frederick Weyand. Nonostante il grande impegno, circa tre milioni di soldati americani combatterono in Vietnam, e le dure perdite subite, 58.000 morti e oltre 300.000 feriti, l'esercito, in cui si manifestarono negli ultimi anni della guerra preoccupanti fenomeni di disgregazione, indisciplina e cedimento del morale, non riuscì ad ottenere la vittoria e venne infine ritirato entro il 1973 senza poter impedire il crollo del Vietnam del Sud. Nel 1961, viene condannato a morte John Arthur Bennett, ex militare epilettico con la licenza elementare, accusato di stupro e tentato omicidio di una ragazza austriaca di 11 anni. L'impiccagione fu eseguita a Fort Leavenworth, dopo quattro processi, la convalida del presidente Dwight Eisenhower e il diniego della grazia da parte del successore Kennedy. Al 2019, si trattava dell'ultima condanna a morte da parte di una corte marziale statunitense. Nel 1983, con l'Operazione Urgent Fury, le truppe statunitensi invasero Grenada. Nel 1990 intervenne nella prima guerra del Golfo, che si concluse l'anno successivo con la liberazione del Kuwait e la netta vittoria sull'esercito iraqeno. L'esercito dimostrò notevole capacità nella guerra meccanizzata nel deserto e una schiacciante superiorità tecnologica e operativa sul campo.

Il XXI secolo e l'impegno internazionale

Dopo la fine della guerra fredda e gli attentati dell'11 settembre 2001 e l'inizio della guerra globale al terrorismo, lo U.S. Army in accordo col resto delle Forze Armate nazionali e della Nato è stato impiegato in due grandi operazioni militari: l'invasione dell'Afghanistan nel 2001 e la seconda guerra del Golfo in Iraq nel 2003.

In Iraq l'US Army, dopo la rapida campagna iniziale conclusa con successo con la caduta del regime iracheno e l'entrata delle truppe statunitensi a Baghdad, ha dovuto impegnarsi per quasi un decennio in una dura guerriglia contro la resistenza subendo più di 4 000 perdite e migliaia di feriti, senza riuscire a stabilizzare in modo permanente la situazione regionale, mentre in Afghanistan, la guerra si è conclusa, dopo un gravoso impegno ventennale, con la repentina ritirata generale delle truppe statunitensi, il subitaneo crollo del regime filo-occidentale e la completa vittoria dei talebani che hanno riassunto il potere. Lo U.S Army non è stato quindi in grado di portare a termine la sua missione.

Lo U.S. Army è impegnato in un cruciale programma di modernizzazione secondo la dottrina network-centrica. Con la cancellazione del programma "FCS", il programma di modernizzazione più importante è il TDB.

Competenze e funzioni La U.S.Army è la branca terrestre delle forze armate degli Stati Uniti d'America; la sua missione primaria è quella di fornire le strategie e le capacità necessarie alla sicurezza e alla difesa nazionale degli Stati Uniti d'America e il suo controllo è affidato al Department of the Army, uno dei tre dipartimenti facenti capo al Dipartimento della difesa. A capo del Dipartimento dell'Esercito è posto un funzionario civile che assume il titolo di Segretario dell'Esercito, equivalente ad un Sottosegretario di Stato alla Difesa italiano con delega all'Esercito, e assume il vertice della gerarchia dell'Esercito. All'apice della gerarchia militare è posto il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che è il più alto Ufficiale in grado dell'Esercito. La legislazione statunitense prospetta per tale branca le seguenti funzioni: preservare la pace e la sicurezza, assicurare la difesa degli USA e dalle aree da essi occupate;