Il Commodore 64 (abbreviazioni diffuse: C64, CBM 64, C=64) è un home computer della Commodore Business Machines Inc. commercializzato dal 1982 al 1994.

Fu immesso sul mercato due anni dopo il Commodore VIC-20, con capacità di memoria, grafiche e sonore superiori rispetto a quest'ultimo, oltre a una buona compatibilità con le sue periferiche. La macchina venne venduta sino al fallimento della società, ed è stata la più venduta nella storia dell'informatica, con diversi milioni di unità prodotte e vendute. Il successivo Commodore 128 ne mantenne la compatibilità hardware e software grazie a una modalità dedicata.

Storia Il progetto e la realizzazione La società MOS Technology Inc. di proprietà della Commodore International iniziò a progettare un nuovo chip dalle stupefacenti caratteristiche grafiche e sonore. Il presidente della Commodore, Jack Tramiel, aveva previsto ampi margini di guadagno sia perché il costo di costruzione ammontava a soli 135 dollari al pezzo, sia perché il lavoro di progettazione per i chip sarebbe durato relativamente poco tempo e ultimato entro novembre 1981.

La presentazione al pubblico Il Commodore 64 è stato annunciato all'International Winter Consumer Electronics Show del 1982 (7–10 gennaio 1982 – Las Vegas Convention Center – Las Vegas, Nevada, Stati Uniti) durante il quale ne è stato anche mostrato un prototipo. Nell'agosto 1982 è incominciata la vendita al dettaglio negli Stati Uniti con un prezzo di lancio di 595 dollari. Il Commodore 64 venne inizialmente costruito usando lo stesso chassis del VIC-20 al fine di mantenere bassi i costi di produzione, poco dopo venne dotato di una propria struttura, simile a quello del VIC 20 ma di diverso colore.

In Italia il Commodore 64 è stato presentato in anteprima allo SMAU del 1982 (17–23 settembre 1982 – Fiera di Milano – Milano) dove Commodore International era presente ufficialmente con un proprio stand. I visitatori non poterono vederlo in funzione, visto che la macchina era spenta e dentro una vetrinetta posizionata al centro dello stand. L'importazione e la distribuzione autorizzata del Commodore 64 in Italia venne curata direttamente dalla Commodore International Ltd. attraverso la propria consociata italiana Commodore Italiana che lo rese disponibile per la vendita al dettaglio a partire dal marzo 1983 con un prezzo di listino di 973.500 lire. Il prezzo di base fu poi portato a 799.000 lire in abbinamento alla rivista "Basic".

Il successo sul mercato

Il C64 fronteggiò una vasta gamma di macchine concorrenti già appena dopo l'apparizione sul mercato; negli Stati Uniti d'America i più grandi concorrenti furono l'Atari 800 e l'Apple II. L'Atari 800 era molto simile nell'architettura, ma era molto costoso da costruire, mentre l'Apple II non poteva più competere con l'hardware del C64, anche se la sua espandibilità a slot interni rimaneva una caratteristica assente nel C64. Nel Regno Unito i concorrenti principali del C64 erano l'Amstrad CPC e soprattutto lo ZX Spectrum prodotto dalla Sinclair Research Ltd; quest'ultimo, distribuito qualche mese prima del C64 e venduto a quasi metà del suo prezzo, in un primo momento registrò un maggior numero di vendite ma alla fine non riuscì a fronteggiare le vendite della macchina della Commodore.

La chiave del successo del C64 furono le aggressive tattiche di marketing, che portarono a venderlo nei grandi magazzini, nei discount e nei negozi di giocattoli, oltre che nella rete di rivenditori autorizzati. Questo, insieme con una grandissima disponibilità di software e in particolare di videogiochi, consentì alla macchina di competere con le console per videogiochi. Il successo del C64 contribuì anche in modo significativo all'uscita di scena della Texas Instruments dal mercato degli home computer, dopo aver prodotto TI-99/4A. Inoltre grazie alle sue avanzate potenzialità grafiche e sonore, il C64 ha dato un importante contributo alla nascita della sottocultura informatica conosciuta come demoscene.

Le periferiche, lo sviluppo e la fine

Furono realizzate diverse periferiche per la macchina, come ad esempio l'unità a nastro magnetico datassette, l'unità a dischi floppy il Commodore 1541 (che conobbe ulteriori evoluzioni come il Commodore 1571 e il Commodore 1581) i monitor Commodore 1701 e Commodore 1702 da utilizzare alternativamente alla televisione, il Commodore 1311, un joystick dotato di un solo pulsante di fuoco, il Commodore 1351, un mouse a due tasti con connettore a nove pin da collegare a una delle due porte per joystick, il modem Commodore 1650 e alcuni modelli di stampante; a questi si aggiunsero anche le periferiche prodotte da terze parti.

Nel 1984 la Commodore distribuì l'SX-64, una versione portatile del C64. L'SX-64 si distingueva per essere il primo computer portatile a colori. L'unità base comprendeva uno schermo CRT da 127 mm e un floppy disk drive 1541. Nello stesso anno fu prodotta una apposita cartuccia - la Epyx FastLoad - per abbreviare i tempi di caricamento del software.

Nel 1986 la Commodore mise in vendita il Commodore 64C, identico all'originale in termini di funzionalità, ma con un nuovo case che seguiva la linea estetica del C128 (commercializzato l'anno precedente) e una nuova versione del MOS SID. Negli USA il C64C veniva spesso venduto con il sistema operativo GEOS, dotato di interfaccia grafica. Vennero anche realizzate tastiere musicali da agganciare sopra il case, sia da parte della stessa Commodore sia da terzi, ogni prodotto era corredato da software per produrre musica; un accessorio simile fu prodotto anche in Italia, dalla società SIEL: il programma era CMK25, abbinato al corso di musica "7 note bit" dell'editore Jackson, che produsse un modello differente, specifico per il 64C.

Il C64 continuò ad avere un notevole successo sino all'inizio degli anni novanta; nel 1990 venne immesso sul mercato il Commodore 64 Games System, che consisteva principalmente in una scheda madre del C64 modificata per orientare il connettore per le cartucce in posizione verticale, in modo da consentire l'inserimento delle stesse dall'alto. Anziché presentarsi all'avvio con l'interprete BASIC, veniva mostrata una schermata per invitare l'utente all'inserimento di una cartuccia. Il C64GS fu un altro fallimento per la Commodore: non fu neppure commercializzato fuori dall'Europa, e le moltissime unità rimaste invendute furono svendute nel tentativo di liberare i magazzini. Tra il 1990 e il 1991 fu progettato un potenziale successore avanzato del C64, il Commodore 65, ma che non fu mai immesso nel mercato. Sebbene gli ultimi modelli vennero prodotti sino al termine del 1992, nel marzo 1994 venne annunciata al ceBIT la fine totale della produzione; la Commodore International fallì il mese successivo.

Gli anni 2000 e il rinnovato interesse

A partire dai primi anni 2000 si è avuto un nuovo interesse per la macchina: nel 2001 iniziò le pubblicazioni una rivista web dedicata di nome Scene World Magazine, e nell'estate del 2004 il costruttore di PC Tulip Computers BV annunciò il C64 Direct-to-TV, un'implementazione di un C64 in un sistema embedded contenuto all'interno di un joystick modello Competition Pro e contenente 30 giochi precaricati in ROM. Progettato da Jeri Ellsworth, una progettista di computer autodidatta, si basava sull'hardware originale del C64, seppur con varie limitazioni, e contenente una ROM con 30 videogiochi precaricati. È possibile anche effettuare hacking vari che ne rendono possibile la connessione a una tastiera PS2 e a un drive 1541-compatibile. Al suo interno vi era un unico circuito integrato ASIC funzionante internamente a 32 MHz, sul quale si trovano i microprocessori MOS 6510, il MOS VIC-II, il SID, il CIA, e un MOS 906114-1 PLA. Il prodotto era pubblicizzato su QVC negli USA nella stagione natalizia 2004. Con l'affermarsi del retrocomputing, vennero inoltre sviluppati software che la supportassero, come ad esempio un browser web chiamato the Wave, un sistema operativo grafico stile UNIX o QNX chiamato WiNGs (supporta il multitasking e ha un client IRC e un programma email), alcune demo e il videogioco Metal Dust, uno sparatutto. Altra periferica è il Moog Song Producer, interfaccia MIDI prodotta dalla Moog.

Nel 2011 Commodore USA realizzò il Commodore64x, un PC con chassis della stessa forma del modello del 1982 che utilizzava una distribuzione GNU/Linux dedicata all'home computer, chiamata Commodore OS Vision, basata su Ubuntu 10.10. La macchina in versione basica era dotata di microprocessore Intel Atom dual core e di hard disk di 160 GB, con porte USB e una porta VGA. In Italia la macchina è stata commercializzata da Amibyte,COMMODORE C64X RITORNA IN VITA GRAZIE ALL’AZIENDA ITALIANA AMIBYTE da lffl.org 3 febbraio 2014 tuttavia dopo il fallimento della società statunitense nel 2013 ne terminarono le vendite.

Nell'estate 2015 una società di nome Commodore Business Machines annunciò di mettere sul mercato telefonico il primo smartphone Android con marchio Commodore, denominato Commodore PET Phone, prodotto in collaborazione con l'azienda telefonica cinese Orgtec. Il telefono si basa su una CPU ARM Cortex-A8 e una scheda grafica Qualcomm Snapdragon e si basa sul sistema operativo Android Lollipop 5.0. Inoltre è stato confermato che saranno inclusi due emulatori per girare i vecchi software e giochi degli originali Commodore 64 e Amiga.

Nel 2025 è stata annunciata la completa acquisizione del marchio Commodore da parte di Commodore International Corporation, guidata da Christian Simpson, noto per il canale YouTube Retro Recipes. L’acquisizione comprende gli storici marchi risalenti agli anni ottanta, con l’intento dichiarato di rilanciare il nome Commodore nel mercato dell’informatica storica.

Nonostante il cessare della produzione, lo sviluppo di software per questa macchina è ancora attivo soprattutto grazie ad appassionati che realizzano homebrew e sviluppatori indipendenti.

Caratteristiche tecniche

Il C64 utilizzava come microprocessore il MOS Technology 6510, con 64 kB di DRAM e 20 kB di ROM con il KERNAL e con interprete BASIC in versione 2.0, mentre la grafica e il sonoro disponevano ognuno di un processore dedicato: il video era gestito dal MOS VIC-II e l'audio dal MOS SID. Poiché il processore 6510 poteva utilizzare un metodo di indirizzamento capace di gestire 64 KB di memoria in tutto, 20 kB della RAM erano nascosti dalla ROM. Un registro permetteva di mappare in memoria la RAM nascosta escludendo la ROM, cosa molto utile nei programmi assembly che non avevano bisogno dell'interprete BASIC. Il C64 poteva essere collegato alla presa per l'antenna di un comune televisore. Il segnale emesso era secondo standard diversi e su canali diversi nei vari Stati del mondo: in Italia si utilizzava il canale 36 della quinta banda (UHF), tenuto libero dalle trasmissioni televisive proprio per non avere interferenze con videoregistratori o altri apparati video che potevano essere usati in casa. Vennero anche prodotti dei monitor da parte della stessa Commodore, da collegare all'uscita A/V su un connettore DIN a 5 poli.

Come il Commodore VIC 20 aveva una porta per le cartucce, sebbene di dimensioni più ridotte, un'uscita RF out, una porta input/output Commodore IEEE-488 e una per il datassette; possedeva, inoltre, una uscita S-Video e due porte joystick a nove pin invece di una. Inoltre, disponeva di un bus che dava la possibilità di formare un collegamento in cascata di vari dispositivi: una periferica (un drive per floppy disk da 5 1/4" o una stampante) connessa al C64 e le altre connesse una all'altra. Allo scopo, la Commodore produsse - attraverso terze parti - il Commodore 4015, che permetteva di connettere fino a 8 Commodore 64 e condividere le loro periferiche.

Il microprocessore