Argentinosaurus (il cui nome significa "sauro dell'Argentina"), conosciuto anche come argentinosauro, è un genere estinto di dinosauro sauropode titanosauro di enormi dimensioni vissuto nel Cretaceo superiore, circa 96,2-92,19 milioni di anni fa (Cenomaniano-Turoniano), in quella che oggi è l'Argentina. Sebbene sia noto solo da resti frammentari, Argentinosaurus è uno dei più grandi animali terrestri conosciuti, forse il più grande, raggiungendo i 30–35 metri di lunghezza, per un peso di 60–75 tonnellate. L'animale fa parte del clade Titanosauria, il gruppo dominante dei sauropodi durante il Cretaceo superiore.

Caratteristiche I primi resti di Argentinosaurus furono scoperti nel 1987 da un contadino nella sua fattoria vicino alla città di Plaza Huincul. Nel 1989 venne condotto uno scavo scientifico del sito guidato dal paleontologo argentino José Bonaparte, che riportò alla luce diverse vertebre dorsali e parte del sacro, vertebre fuse tra le vertebre dorsali e vertebre caudali. Ulteriori esemplari includono un femore completo e la diafisi di un altro femore.

Argentinosaurus venne nominato da Bonaparte e dal paleontologo argentino Rodolfo Coria, nel 1993; il genere attualmente contiene una singola specie, A. huinculensis. Il nome del genere Argentinosaurus significa "sauro dell'Argentina", mentre il nome della specie, huinculensis, fa riferimento al luogo della scoperta del fossile, Plaza Huincul.

La natura frammentaria dei resti di Argentinosaurus rende difficile la loro interpretazione. Le questioni ruotano attorno alla posizione delle vertebre recuperate all'interno della colonna vertebrale e alla presenza di articolazioni accessorie tra le vertebre che avrebbero rafforzato la colonna vertebrale. Un modello computerizzato dello scheletro e dei suoi muscoli ha stimato che questo dinosauro potesse raggiungere una velocità massima di 7 km/h con un'andatura ad ambio, un'andatura in cui l'arto anteriore e quello posteriore dello stesso lato del corpo si muovono simultaneamente. I fossili di Argentinosaurus sono stati ritrovati in quella che oggi è la Formazione Huincul, formazione depositatasi tra il medio Cenomaniano e l'inizio del Turoniano (circa 96-92 milioni di anni fa), e rinomata per aver restituito una fauna di dinosauri diversificata, tra cui il teropode gigante Mapusaurus.

Scoperta

Il primo osso di Argentinosaurus, che ora si pensa sia un perone, fu scoperto nel 1987 da Guillermo Heredia nella sua fattoria "Las Overas" a circa 8 km a est di Plaza Huincul, nella Provincia di Neuquén, in Argentina. Heredia, credendo inizialmente di aver scoperto dei tronchi pietrificati, informò il museo locale, il Museo Carmen Funes, i cui membri del personale estrassero l'osso conservandolo nella sala espositiva del museo. All'inizio del 1989 il paleontologo argentino José F. Bonaparte avviò uno scavo più ampio del sito coinvolgendo i paleontologi del Museo di Scienze Naturali Bernardino Rivadavia, ottenendo una serie di elementi aggiuntivi dallo stesso individuo. L'individuo, che in seguito divenne l'olotipo di Argentinosaurus huinculensis, è catalogato con il numero esemplare MCF -PVPH 1.

Lo scavo dei fossili, racchiusi in una matrice di roccia durissima, richiese l'utilizzo di martelli pneumatici. Il materiale aggiuntivo recuperato includeva sette vertebre dorsali, la parte inferiore dell'osso sacro, compresa la prima e la quinta vertebra sacrale, e alcune costole sacrali, e una parte di una costola dorsale. Questi reperti furono incorporati anch'essi nella collezione del Museo Carmen Funes.

Bonaparte presentò la nuova scoperta nel 1989 in una conferenza scientifica a San Juan. Una descrizione formale venne pubblicata nel 1993 da Bonaparte e dal paleontologo argentino Rodolfo Coria, con la denominazione di un nuovo genere e specie, Argentinosaurus huinculensis. Il nome del genere significa "sauro dell'Argentina", mentre il nome della specie si riferisce alla città Plaza Huincul. Bonaparte e Coria descrissero l'osso dell'arto scoperto nel 1987 come una tibia erosa, sebbene il paleontologo uruguaiano Gerardo Mazzetta e colleghi abbiano re-identificato questo osso come un perone sinistro, nel 2004. Nel 1996, Bonaparte assegnò al genere un femore completo proveniente dalla stessa località, che fu esposto al Museo Carmen Funes. Purtroppo quest'osso si era deformato durante la fossilizzazione. Nel loro studio del 2004, Mazzetta e colleghi menzionarono un femore aggiuntivo conservato nel Museo de La Plata, catalogato come MLP-DP 46-VIII-21-3. Sebbene non sia fortemente deformato come il femore completo descritto da Bonaparte, questo femore conserva solo la diafisi e manca delle sue estremità. Entrambi gli esemplari appartenevano a individui di dimensioni equivalenti all'esemplare olotipo.J. O. Calvo, J. D. Porfiri, B. J. González Riga, A. W. A. Kellner, 2007: Anatomy of Futalognkosaurus dukei Calvo, Porfiri, González Riga, & Kellner, 2007 (Dinosauria, Titanosauridae) from the Neuquen Group, Late Cretaceous, Patagonia, Argentina. In: Arquivos do Museu Nacional, Vol. 65, Numero 4, Pagine 511–526. A partire dal 2019, tuttavia, è ancora incerto se questi femori appartengano effettivamente ad Argentinosaurus.Sellers WI, Margetts L, Coria RA, Manning PL (2013) March of the Titans: The Locomotor Capabilities of Sauropod Dinosaurs. PLoS ONE 8(10): e78733. doi: 10.1371/journal.pone.0078733

Descrizione Dimensioni

Argentinosaurus è tra i più grandi animali terrestri conosciuti, anche se le sue dimensioni esatte sono difficili da stimare a causa dell'incompletezza dei suoi resti. Per contrastare questo problema, i paleontologi possono confrontare il materiale noto con quello di sauropodi imparentati più piccoli, ma noti da resti più completi. Il taxon più completo può quindi essere ridimensionato per corrispondere alle dimensioni di Argentinosaurus. La massa può essere stimata da relazioni note tra determinate misurazioni ossee e massa corporea o determinando il volume dei modelli.

Una ricostruzione di Argentinosaurus creata da Gregory Paul nel 1994 ha prodotto una stima della lunghezza di 30–35 metri. Nello stesso anno, le stime di Bonaparte e Coria suggerirono una lunghezza dell'arto posteriore di 4,5 metri, una lunghezza del tronco (dall'anca alla spalla) di 7 metri, e una lunghezza complessiva del corpo di circa 30 metri. Nel 2006 Kenneth Carpenter ricostruì Argentinosaurus usando come guida il ben più completo Saltasaurus, stimando una lunghezza di 30 metri. Nel 2008, Jorge Calvo e colleghi hanno utilizzato le proporzioni di Futalognkosaurus per stimare la lunghezza di Argentinosaurus a meno di 33 metri. Nel 2013, William Sellers e colleghi arrivarono ad una lunghezza stimata di 39,7 metri, e un'altezza al garrese di 7,3 metri, misurando lo scheletro ricostruito al Museo Carmen Funes. Nello stesso anno, Scott Hartman suggerì che, poiché si pensava che Argentinosaurus fosse un titanosauro basale, avrebbe avuto una coda più corta e un torace più stretto rispetto a titanosauri come Puertasaurus, che stimò fosse lungo circa 27 metri, indicando delle stime minori per Argentinosaurus. Nel 2016 Paul ha stimato la lunghezza di Argentinosaurus a 30 metri, stimando una lunghezza maggiore di 35 metri o più nel 2019, ricostruendo il collo e la coda, sconosciuti in Argentinosaurus, sulla base di quelli di altri grandi titanosauri sudamericani.

Nel 1994 Paul stimò una massa corporea di 80–100 tonnellate per Argentinosaurus. Nel 2004 Mazzetta e colleghi fornirono una stima compresa tra i 60 e le 88 tonnellate, considerando le 73 tonnellate come il peso più probabile, rendendo Argentinosaurus il sauropode più pesante conosciuto da materiale fossile decente. Nel 2013 Sellers e colleghi stimarono una massa di 83,2 tonnellate, calcolando il volume del suddetto scheletro del Museo Carmen Funes. Nel 2014 e nel 2018 Roger Benson e colleghi stimarono una massa di 90-95 tonnellate, ma queste stime furono messe in dubbio a causa di un intervallo di errore molto ampio e della mancanza di precisione. Nel 2016, utilizzando equazioni che stimano la massa corporea in base alla circonferenza dell'omero e del femore degli animali quadrupedi, Bernardo Gonzáles Riga e colleghi hanno stimato una massa di 96,4 tonnellate sulla base di un femore isolato; tuttavia, l'identità di questo femore è ancora incerta. Nello stesso anno, Paul ridusse la sua precedente stima del 1994, stimando una massa corporea di più di 50 tonnellate. Nel 2017 José Carballido e colleghi hanno stimato la massa dell'animale a oltre 60 tonnellate. Nel 2019 Paul ha ridotto le sue stime del 2016, e ha fornito una stima di 65–75 tonnellate sulla base delle sue ricostruzioni scheletriche (diagrammi che illustrano le ossa e la forma di un animale) di Argentinosaurus in vista dorsale e laterale. Nel 2020 Campione ed Evans hanno presentato una stima della massa corporea di circa 75 tonnellate.

Sebbene Argentinosaurus fosse certamente un animale enorme, c'è disaccordo sul fatto che sia il più grande titanosauro conosciuto. Animali come Puertasaurus, Futalognkosaurus, Dreadnoughtus, Paralititan, "Antarctosaurus" giganteus e Alamosaurus sono stati tutti considerati i titanosauri più grandi conosciuti con dimensioni paragonabili ad Argentinosaurus da alcuni studi, sebbene altri li abbiano trovati notevolmente più piccoli. Nel 2017, Carballido e colleghi consideravano Argentinosaurus più piccolo di Patagotitan, poiché quest'ultimo aveva un'area maggiore racchiusa dalla spina neurale, dalle diapofisi e dalle parapofisi delle sue vertebre dorsali anteriori. Tuttavia, nel 2019, Paul dimostrò che Patagotitan era più piccolo di Argentinosaurus, poiché la colonna dorsale di quest'ultimo era considerevolmente più lunga. Anche se Argentinosaurus è il più grande titanosauro conosciuto, altri sauropodi tra cui Maraapunisaurus e un gigantesco mamenchisauride ancora non descritto, potrebbero essere stati ancora più grandi, sebbene questi siano conosciuti solo da resti molto scarsi. Alcuni diplodocidi, come Supersaurus e Diplodocus potrebbe aver superato in lunghezza Argentinosaurus, sebbene fossero considerevolmente più snelli e meno massicci rispetto ai titanosauri. La massa della balenottera azzurra, tuttavia, che può superare le 150 tonnellate, supera comunque quella di tutti i sauropodi conosciuti.

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