La è la principale forza di polizia del Giappone. È sotto il comando della Commissione nazionale per la pubblica sicurezza, assicurando così il fatto che la polizia giapponese è un corpo apolitico e libero da un controllo diretto del governo. È controllata da un corpo giudiziario indipendente e monitorata da una stampa libera ed attiva.

Storia Il governo giapponese istituì un corpo di polizia in stile europeo nel 1874, sotto il diretto controllo dell'Ufficio di polizia del Ministero dell'interno, allo scopo di porre fine alle agitazioni interne e mantenere l'ordine durante la restaurazione Meiji. A partire dagli anni ottanta dell'Ottocento, la polizia si è sviluppata in un organismo nazionale di controllo governativo, rappresentando un sostegno per i leader locali e rafforzando la moralità pubblica. Gli agenti agivano come pubblici amministratori, facilitando unificazione e modernizzazione. Specialmente nelle aree rurali, la polizia aveva grande autorità e veniva riverita e temuta al pari dei capi villaggio. Il loro sempre maggior coinvolgimento nelle questioni politiche fu uno degli elementi che contribuì alla formazione di uno stato autoritario nella prima metà del ventesimo secolo.

Il sistema centralizzato di polizia acquisì sempre maggiori poteri, fino a controllare la maggior parte degli aspetti della vita quotidiana, come la prevenzione degli incendi e la mediazione nelle dispute di lavoro. Il sistema regolava la salute pubblica, il commercio, le fattorie e le costruzioni, oltre ad emettere permessi e licenze. La Legge per la Preservazione della Pace del 1925 autorizzò la polizia ad arrestare chiunque per il reato di "opinione inappropriata". La Polizia Speciale Superiore (Tokko) venne costituita allo scopo di tenere sotto controllo il contenuto degli incontri politici e delle campagne elettorali. La Polizia militare dell'Esercito imperiale giapponese (Kempeitai) e la Tokeitai della Marina imperiale giapponese, operando al servizio dei loro rispettivi corpi e dei Ministeri della Giustizia e dell'Interno, aiutavano la polizia civile a limitare ogni attività politica proibita. Dopo l'incidente della Manciuria del 1931, la polizia militare incrementò ancora di più la propria autorità, arrivando a competere con la propria controparte civile. Dopo il 1937, la polizia dirigeva l'attività commerciale per lo sforzo bellico, mobilitava le attività lavorative e teneva sotto controllo i mezzi di trasporto.

Dopo la resa del Giappone nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, le Autorità di occupazione mantennero la struttura prebellica della polizia, fino a quando la Dieta, con una legge del 1947, istituì un nuovo ed implementato Sistema. Contrariamente alle aspettative giapponesi, che auspicavano per una forza di polizia forte e centralizzata, che potesse affrontare le dure condizioni del dopoguerra, il sistema di polizia venne decentralizzato. Una forza di circa milleseicento dipendenti municipali venne distaccata nelle città e nei villaggi con cinquemila o più abitanti e venne organizzata una Polizia Rurale Nazionale per prefettura. Il controllo civile della polizia venne garantito sottoponendola alla giurisdizione delle commissioni per la sicurezza pubblica controllate dalla Commissione nazionale per la sicurezza pubblica giapponese nell'Ufficio del primo ministro. Il Ministero dell'Interno fu abolito e rimpiazzato dal meno potente Ministero per gli Affari Interni e la Polizia fu liberata della responsabilità sulla prevenzione degli incendi, sulla salute pubblica e sugli altri doveri amministrativi.

Quando la maggior parte delle forze di occupazione fu trasferita in Corea, negli anni 1950-51, la Polizia Nazionale di Riserva, forte di settantacinquemila uomini, venne costituita per appoggiare la polizia ordinaria durante i disordini pubblici e si tornò a chiedere a gran voce un sistema centralizzato più compatibile con le preferenze della politica giapponese. Nel 1951 la Legge di Polizia del 1947 fu emendata: si permetteva ora alla Polizia municipale delle comunità più piccole di fondersi con la Polizia Rurale Nazionale. Molte scelsero questa opzione e, nel 1954, solo quattrocento tra città e villaggi avevano un proprio corpo di polizia. In seguito all'emendamento della Legge di Polizia del 1954, una ristrutturazione finale creò un sistema ancora più centralizzato in cui le forze locali di polizia venivano organizzate, per prefetture, sotto il controllo dell'Agenzia nazionale di polizia.

La revisionata Legge del 1954, ancora in vigore negli anni novanta, preserva alcuni importanti cardini del sistema postbellico, in particolare quelle caratteristiche che garantiscono un controllo civile e una politica neutrale incoraggiando la centralizzazione. Il sistema della Commissione nazionale per la pubblica sicurezza era stato mantenuto. La responsabilità statale sul mantenimento dell'ordine pubblico era stata resa più chiara in modo da comprendere il coordinamento delle forze nazionali e locali. Fu centralizzato il sistema delle comunicazioni e delle informazioni, mentre vennero stabiliti degli standards per quanto riguarda l'addestramento, le uniformi, la gerarchia, la paga e le promozioni. Le forze di Polizia rurale e municipale furono abolite e integrate nelle forze prefetturali, le quali gestivano le basilari questioni di polizia. In vari Ministeri e Agenzie, Ufficiali e Ispettori continuarono a esercitare le speciali funzioni di polizia a loro assegnate dalla Legge del 1947.

Organizzazione Secondo i dati del 2010, la forza totale raggiunge approssimativamente 291.475 unità di personale. L'NPA ha in totale 7.709 unità con 1.969 agenti di polizia, 901 guardie imperiali e 4.839 civili. La polizia prefetturale totale è di circa 283.766 unità, con 255.156 agenti di polizia e 28.610 civili.

A livello nazionale, vi sono circa 14.900 agenti di polizia femminili e circa 11.800 civili femminili.

Livello nazionale Commissione nazionale per la pubblica sicurezza

Lo scopo della Commissione nazionale per la pubblica sicurezza è quello di garantire la neutralità della polizia, tutelandola da ogni tipo di pressione politica e garantendo il rispetto dei metodi democratici nella sua amministrazione. La principale funzione della Commissione è quella di controllare l'Agenzia nazionale di polizia e ha l'autorità di nominare gli ufficiali o decretarne le dimissioni. La Commissione è formata da un Presidente, il quale detiene la carica di Ministro di Stato, e da cinque membri designati dal Primo Ministro con il consenso di entrambe le Camere della Dieta. La Commissione è indipendente dal Gabinetto, ma accordo e coordinazione sono facilitati dal fatto che il Presidente è anche un membro dello stesso.

Agenzia nazionale di polizia

Come istituzione centrale di coordinamento per l'intero sistema di Polizia, l' ne determina standard e orientamento generali. La direzione dettagliata delle operazioni è delegata ai livelli più bassi. In una situazione di emergenza nazionale o di grave disastro, l'Agenzia è autorizzata ad assumere il controllo delle forze di polizia prefetturali. Nel 1989, l'Agenzia era formata da circa millecento impiegati, autorizzati a raccogliere informazioni e a mettere in atto le direttive nazionali. L'Agenzia è gestita dal Keisatsuchō-chōkan (vedere sezione "gradi") eletto dalla Commissione nazionale con l'approvazione del primo ministro.

L'Ufficio centrale comprende la segreteria, con sottosezioni incaricate per la gestione delle operazioni generali, della pianificazione, dell'informazione, della finanza, del management, della fornitura e della distribuzione dell'equipaggiamento di polizia, oltre a cinque Uffici.

Ufficio amministrazione L'Ufficio dell'amministrazione si occupa del personale di polizia, della loro educazione e addestramento e delle ispezioni alle unità.

Ufficio investigazione L'Ufficio investigazione si occupa della ricerca statistica e dei casi di importanza nazionale e internazionale. Il Dipartimento di sicurezza dell'Ufficio è responsabile per la prevenzione dei crimini, per la lotta alla delinquenza giovanile e per il controllo dell'inquinamento. L'Ufficio investigazione, inoltre, supervisiona la legislazione sulle armi da fuoco, sugli esplosivi, il cibo, le droghe e i narcotici. L'Ufficio Comunicazioni supervisiona i sistemi di comunicazione della polizia. Ci sono anche nove squadre in servizio attivo: - 1ª Divisione: Omicidi e armi non registrate - 2ª Divisione: Furti e crimini sessuali - 3ª Divisione: Sostanze illegali e crimine organizzato - 4ª Divisione: Furti d'appartamento, rapimenti e ricatti - 5ª Divisione: Bombe ed esplosivi - 6ª e 8ª Divisione: Unità Speciali - 7ª Divisione: Crimini finanziari - 9ª Divisione: Crimine informatico

Ufficio gestione del traffico

L'Ufficio per il traffico rilascia le licenze di guida, fa rispettare le leggi per la sicurezza stradale e dirige il traffico. Sia a livello nazionale che prefetturale, vengono spesso organizzate campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e la guida prudente. L'Ufficio della divisione autostrade si dedica alla particolare condizione del crescente sistema autostradale nazionale.

Ufficio sicurezza L'Ufficio sicurezza supervisiona ed implementa il protocollo per la gestione della sicurezza pubblica. Conduce ricerche sulle tattiche e sull'equipaggiamento per la gestione dei tumulti e coordina le attività delle Unità antisommossa. L'Ufficio sicurezza è anche responsabile dell'intelligence per quanto riguarda gli stranieri e i gruppi politici radicali, compresa l'attività investigativa sulle violazioni della Legge per l'Immigrazione. L'Ufficio mette anche in atto le procedure di sicurezza in caso di emergenze nazionali e disastri naturali.

Uffici regionali di pubblica sicurezza L'Agenzia nazionale ha diversi , responsabile ciascuno di un certo numero di prefetture. Sono organizzati al modo dell'Ufficio Centrale e ciascun Ufficio è controllato da un Direttore. Sono localizzati nelle maggiori città di ogni regione. Il Dipartimento della Polizia metropolitana di Tokyo e i Quartier generali della polizia prefetturale di Hokkaidō non sono sotto la giurisdizione degli uffici regionali. Ad ogni Ufficio Regionale è collegata una Scuola di Polizia, che provvede a fornire agli agenti di polizia la necessaria competenza e il necessario addestramento.

Uffici regionali di polizia: Tohoku: Aomori, Iwate, Miyagi, Akita, Yamagata e le prefetture di Fukushima Kinki: Shiga, Kyoto, Osaka, Hyogo, Nara e le prefetture di Wakayama Shikoku: Tokushima, Kagawa, Ehime e le prefetture di Kochi Kantō: Ibaraki, Tochigi, Gunma, Saitama, Chiba, Kanagawa, Niigata, Yamanashi, Nagano e le prefetture di Shizuoka Chubu: Toyama, Ishikawa, Fukui, Gifu, Aichi e le prefetture di Mie Kyūshū: Fukuoka, Saga, Nagasaki, Kumamoto, Ōita, Miyazaki, Kagoshima e le prefetture di Okinawa Chūgoku: Tottori, Shimane, Okayama, Hiroshima e le prefetture di Yamaguchi

Divisioni per le comunicazioni di polizia La Metropoli di Tokyo e l'isola di Hokkaidō sono escluse dalle giurisdizioni regionali e sono gestite in maniera più autonoma delle altre forze di polizia: nel caso di Tokyo per la sua particolare situazione urbana, nel caso di Hokkaido per la sua condizione geografica. L'Agenzia Nazionale mantiene Divisioni di Comunicazione in queste due aree, allo scopo di gestire eventuali bisogni di coordinamento tra forze nazionali e locali.

Guardia imperiale La è un'organizzazione dedita alla protezione dell'Imperatore del Giappone, della sua famiglia, dei palazzi e di altre proprietà imperiali. Formata originariamente come un'unità all'interno dell'esercito imperiale giapponese, fu sciolta alla fine della Seconda guerra mondiale, prima di essere rimpiazzata da un'omologa forza civile nel 1947. Divenne parte dell'Agenzia nazionale di polizia nel 1954.