Il terremoto di Creta del 365 o terremoto di Alessandria è stato un evento sismico con epicentro nel mare a sud dell'isola di Creta, avvenuto il 21 luglio del 365. Lo tsunami che ne derivò causò distruzioni ad Alessandria d'Egitto, note dalla testimonianza di Ammiano Marcellino che si trovò presente all'evento (il "giorno dell'orrore")..

Si trattò del terremoto più forte registrato nel mar Mediterraneo (con una magnitudo ricostruita compresa tra 8,3 e 8,5), determinato dallo scontro della placca tettonica europea che si immerge (subduzione) sotto la placca egea lungo il piano di subduzione del cosiddetto arco ellenicoSecondo la ricercatrice inglese Beth Shaw l'epicentro si trovava localizzato sulla placca egea, a circa di profondità e a qualche km dalla costa sud-occidentale dell'isola in direzione sud-ovest (cfr. ).

Effetti A Creta il movimento tellurico provocò spostamenti cosismici di 9-10 m di altezza, individuati per mezzo del rinvenimento di coralli e organismi marini datati in quest'epoca per mezzo del radiocarbonio. Molte città dell'isola furono distrutte e non più ricostruite e sono ricordate distruzioni anche nel Peloponneso (Patrasso e Olimpia) e nell'isola di Cerigo.

Lo tsunami prodotto dal terremoto causò un consistente deposito sedimentario ("omogenite" o "megatorbidite Augias") che occupa gran parte del Mediterraneo orientale.

Lo tsunami provocò onde di 9 m di altezza sulla costa meridionale di Creta, che arrivarono fino a Cipro e in Palestina verso est, sulle coste della Calabria e della SiciliaLuigi Bernabò Brea, "Note sul terremoto del 365 d.C. a Lipari e nella Sicilia nord-orientale, in La Sicilia dei terremoti. Lunga durata e dinamiche sociali, Giuseppe Maimone editore, Palermo 1996, pp.87-98. verso ovest e che provocarono grandi danni verso sud in TunisiaAntonio Di Vita, "Evidenza dei terremoti del 306-310 e del 365 in Tunisia", in Antiquités africaines, 15, 1980, pp.303-307., in Tripolitania a Leptis MagnaAntonino Di Vita, Monica Livadiotti, I tre templi del lato nord-ovest del Foro vecchio a Leptis Magna, Roma 2005p.252 e a SabrathaElda Joly e Francesco Tomasello, Il tempio a divinità ignota di Sabratha, 1984, p.186., in Cirenaica, ad Apollonia (con onde di 15 m di altezza), a CireneA Cirene gli scavi hanno riportato in luce scheletri umani sepolti sotto blocchi crollati: Mario Luni, "La scoperta della città di Cirene", in Cirene. Atene d'Africa (Monografie di archeologia libica, 28), Roma 2006, p.9; vedi anche Walter Monacchi, "Tracce di abbandono nel quartiere del Foro di Cirene", in Scritti di antichità in memoria di Sandro Stucchi (Studi miscellanei 29) parte I, Roma 1996, p.227. e ad Alessandria d'Egitto (onde di 12 m che penetrarono nell'interno per almeno ).

Ci furono circa 45.000 vittime in tutto il Mediterraneo, di cui circa 5000 nella sola Alessandria.

Note

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Categoria:Terremoti in Grecia