Il Dottato, chiamato anche Ottato, è una varietà di fico domestico bìfere di origine italiana.

Nella provincia di Cosenza la Denominazione di Origine Protetta "Fichi di Cosenza DOP" designa in modo esclusivo i frutti essiccati di fico domestico “Ficus carica sativa”, appartenenti alla suddetta varietà.

Come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT), il fico dottato è anche coltivato nelle zone collinari in piante sparse in moltissime aziende agricole delle province di Arezzo, Firenze e Prato.

Riguardo all'origine del nome sono state formulate molte proposte (lat. Optatus, lat. Ficus cottana, it. ad otta 'al momento giusto', it. dote), ma gli etimologi sembrano più inclini a ritenere il nome della pianta legato al toponimo Ottati, comune della provincia di Salerno.

Un recente studio pubblicato su 'L'Idomeneo', documentando le molte voci dialettali meridionali tra cui agottu, auttata, guttààt e connettendole con le voci della stessa area che denotano la grondaia come vuttera, guttera, uttera, guttana, vuttala ne ipotizza la stessa derivazione, cioè dal latino gutta.

Ogni anno nella stessa Ottati si svolge l’evento Ficus in Tabula - I gusti del Fico Dottato in cui viene proposta un’offerta enogastronomica con piatti e prodotti a base di fichi.

Storia È conosciuto dai latini come il Ficus carica (nome attuale della specie): Plinio il Vecchio lo vanta come uno dei migliori a seccare. Il monaco vallombrosano Vitale Magazzini, nel 1625, in Coltivazione toscana enumera gran varietà di fichi per l'essiccazione, tra gli altri i dottatiAccademia dei Georgofili. Agricoltura del Seicento – La Coltivazione toscana di Vitale Magazzini, Firenze, 2012, p.18: "che dovrebbero seccare al sole e non in forno". Il dottato appare anche negli scritti di Pier Antonio Micheli e nei dipinti di Bartolomeo Bimbi, tutti e due al servizio di Cosimo III. Giorgio Gallesio nel suo libro illustrato Pomona Italiana, tra le altre varietà di frutta, gli dedica una tavola.

Descrizione Molto coltivata nell'Italia meridionale, il suo frutto è particolarmente apprezzato secco.

Consumo Fichi secchi Per millenni, nel bacino del Mediterraneo, i fichi principalmente secchi sono addomesticati e considerati dall'uomo come un alimento con qualità tonificanti e di conservazione. Nel corso dei secoli, nelle province di Salerno e Cosenza, essi diventano una risorsa economica importante per gli agricoltori che hanno creato una vasta gamma di derivati, oggi, tutelati dalla denominazione di origine: "Fico Bianco del Cilento" DOP e "Fichi di Cosenza" DOP.

Grappa aromatizzata ai fichi In provincia di Reggio Calabria, nel basso ionio reggino (Area Grecanica), i fichi raccolti, caratterizzati da proprietà uniche derivanti dal particolare microclima, sono utilizzati per produrre la grappa aromatizzata ai fichi.

Note

Bibliografia Ugo Fiorini, Il Fico - Pianta mediterranea della fortuna, Edizioni Masso della Fate, 2000, ISBN 88-87305-10-2

Voci correlate

Fico secco Fico bianco del Cilento Fichi impaccati

Categoria:Prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana Categoria:Frutta