Pellio Intelvi (Pei in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale "Famiglia Comasca" nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un municipio del comune italiano di Alta Valle Intelvi.
Fino al 31 dicembre 2016 ha costituito un comune autonomo. Vi nacquero l'architetto barocco Carlo Lurago, attivo principalmente a Praga e Passavia, e lo scultore Ercole Ferrata, operante a Roma e a Napoli.
Storia Il ritrovamento, su alcuni massi in località Pian delle Noci, di alcune coppelle lascia supporre la presenza umana già durante la preistoria.. Di epoca pre-romana è una necropoli riportata alla luce nei pressi del campo sportivo di Pellio Superiore. Al periodo ottoniano risalgono invece i resti di una fortificazione trovati non lontano dalla chiesa di San Giorgio..
Schierato dalla parte di Como durante la guerra decennale, il paese di Pellio fu un feudo dapprima dei Camozzi, poi dei Rusca (XV secolo), quindi dei Marliani e infine dei Riva Andreotti.
Il paese era storicamente diviso in due parti: Pellio Inferiore, intorno alla chiesa di San Michele, e Pellio Superiore (o Pelsopra), intorno a quella di San Giorgio. Le due chiese, originariamente alle dipendenze della matrice di Castiglione d'Intelvi, furono entrambe elevate al rango di parrocchiale nella prima metà del XVII secolo. Con Maria Teresa d'Austria, le comunità Pellio Superiore e Pellio Inferiore vennero riunite in un unico comune.
A partire dal 1º gennaio 2017, insieme ai comuni di Lanzo d'Intelvi e Ramponio Verna, si è fuso, in seguito a un referendum popolare tenutosi il 20 novembre 2016, nel nuovo comune di Alta Valle Intelvi.
Simboli
Lo stemma comunale e il gonfalone erano stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 14 aprile 1956.
Il gonfalone era un drappo troncato di verde e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Giorgio, nota anche come santuario dedicato alla Madonna di Caravaggio,. edificio attestato già nel 1186 e costruito laddove in precedenza si trovava un complesso fortificato risalente al X secolo. Internamente, spiccano un tabernacolo della scuola degli scultori Rodari e dipinti Cinquecenteschi, tra cui un dipinto di Giovanni Andrea de Magistris e alcune opere pittoriche attribuite a Carlo Innocenzo Carloni. Chiesa di Santa Maria, a Pellio Superiore, risultato di una settecentesca rielaborazione di un precedente edificio religioso cattolico. Internamente, la chiesa ospita resti di affreschi dei secoli XV e XVI. Chiesa di San Michele, parrocchiale di Pellio Inferiore dall'anno 1600 ma attestata dal 1186. Al suo interno, oltre a un Trionfo di san Michele di Carlo Scotti e una Presentazione al tempio attribuita a Carlo Innocenzo Carloni, la chiesa ospita un paliotto in scagliola di Ercole Ferrata, autore anche di alcune sculture conservate in loco e della copertura del battistero. Oratorio del Garello (XVII secolo), noto anche come Santa Maria al fiume per via della vicinanza al torrente Telo, edificio religioso nel quale Gian Battista Barberini realizzò le decorazioni a stucco dell'area presbiteriale e della cappella dedicata a san Carlo. A Ercole Ferrata è invece attribuibile la piccola statua che, sulla facciata dell'oratorio, raffigura Gesù in compagnia della Madre.
Architetture civili e militari Villa Calvi, detta anche casa Corti, residenza databile al XVII secolo Resti di un castello Casa Manzoni, a Pellio Superiore, al suo interno ospita una sala decorata a stucco Sempre a Pellio Superiore, Casa Molciani Bruni è dotata di affreschi Palazzo Ferrata, nel centro storico di Pellio Inferiore, ove Ercole Ferrata aprì la prima farmacia della Val d'Intelvi. Sempre a Pellio Inferiore, Casa De Aria, detta "del Bavé", si fa notare per il portone d'ingresso
Società
Evoluzione demografica
Amministrazione
Note
Bibliografia
Andrea Spiriti (a cura di), Artisti del laghi in Sardegna, atti del congresso internazionale, Cagliari 2009; Idem, Artisti e architetti svizzeri a Torino. Le ragioni della continuità, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011, 56-65; Idem, Artisti dei Lagni, 2011.
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