TG1 è il telegiornale di Rai 1, la prima rete televisiva della Rai, nato nel 1954 con il semplice nome di Telegiornale; dal 1992 è trasmesso dal Centro di produzione Rai Biagio Agnes a Roma. L'attuale direttore della testata è Gian Marco Chiocci.

Storia

Esordi

Il primo telegiornale in Italia fu trasmesso alle ore 21:00 del 10 settembre 1952, segnando l'inizio di una nuova era nella storia dell'informazione televisiva italiana. La trasmissione durò solo 15 minuti, durante i quali furono presentati servizi su eventi rilevanti come la regata storica di Venezia, i funerali del conte Carlo Sforza, la campagna elettorale negli Stati Uniti, la corrida portoghese e il Gran Premio di Formula 1 a Monza. Il primo annunciatore della storia del telegiornale italiano fu Riccardo Paladini, un romano già noto come presentatore e speaker. Paladini continuò a ricoprire questo ruolo anche dopo l'inizio delle trasmissioni regolari della RAI, che ebbero inizio il 3 gennaio 1954. La versione sperimentale del telegiornale fu diretta da Vittorio Veltroni.

La sigla è una elaborazione attribuibile a Carlo Pes del motivo che Egidio Storaci aveva a suo tempo creato per la rivista musicale radiofonica I quattro moschettieri del 1934, composta ispirandosi a sua volta al brano Cuando vuelva a tu lado (1934), della compositrice messicana María Grever https://www.plagimusicali.net/forum/plagi-e-somiglianze/la-sigla-del-telegiornale-rai-1/Michele Bovi, Anche Mozart dopiava e plagiava i Beatles, pp. 47-48, Minerva, 2023.

Dal 3 febbraio 1957, con la nascita di Carosello, l'orario di messa in onda fu anticipato alle 20:30, e dal 2 dicembre 1973, per effetto della politica di austerity, venne ulteriormente spostato alle ore 20:00 (orario tuttora in vigore per l’edizione serale).

Nel 1961, il telegiornale iniziò ad andare in onda in forma ridotta anche sul neonato Secondo Programma (l'attuale Rai 2), inizialmente intorno alle 22:00 e successivamente intorno alle 21:00.

La riforma del 1975 In seguito alla riforma della RAI del 1975, il Telegiornale fu diviso in due programmi indipendenti con una propria redazione: il TG1 per la Rete 1 e il TG2 per la Rete 2. La prima edizione come TG1 (e del TG2) andò in onda il 15 marzo 1976.

In origine, il telegiornale italiano prevedeva tre edizioni: una alle 13:30, una alle 20:00 e una notturna. Fino al 1976, era presente anche un'edizione denominata Del pomeriggio, trasmessa alle 17:00.

A partire dal 24 ottobre 1976, la domenica alle 13:00 andava in onda TG l'una, un rotocalco di attualità e approfondimento della durata di 50 minuti, con ospiti in studio e servizi filmati. Tra i conduttori principali vanno menzionati Paolo Cavallina, Elio Sparano, Romano Battaglia, Giuseppe Breveglieri e Melo Freni. L'edizione era interrotta alle 13:30 da una breve versione di 10 minuti del telegiornale, chiamata TG1 Notizie.

La sigla musicale del TG1 era eseguita con archi, diretti dal musicista Jay Graydon, e rimase sostanzialmente invariata fino al 1992.

Il primo direttore della testata, nominato il 2 dicembre 1975 all'indomani della riforma, fu il giornalista Emilio Rossi, di orientamento democristiano, il quale venne affiancato dal vicedirettore Emmanuele Milano. Rossi diresse la testata durante gli anni di piombo e fu anche ferito in un agguato delle Brigate Rosse il 3 giugno 1977. In quell'anno il TG1 adottò un nuovo logo, ideato e realizzato da Massimo Vignelli, e destinato a rimanere in uso (salvo una breve interruzione nel 1992) per molti decenni, seppur con diverse modifiche.

Il primo conduttore del TG1, che aveva raccolto l'eredità del precedente telegiornale unico, è stato Emilio Fede, in coppia con Bianca Maria Piccinino nell'edizione diurna. Nell'edizione serale il telegiornale era condotto da Massimo Valentini, che poi cominciò ad alternarsi con Emilio Fede (il quale il 28 febbraio 1977 condusse la prima edizione a colori, appunto, del TG).

In redazione vi erano altri giornalisti noti come Arrigo Petacco, Giuseppe Lugato, Adalberto Manzone, Dante Alimenti, Vittorio Citterich, Nuccio Fava, Paolo Frajese, Mino Damato, Piero Forcella, Romano Battaglia, Elio Sparano e Bruno Vespa.

Le pagine della politica, nelle edizioni serali, erano firmate da Pierantonio Graziani, quelle dello sport da Paolo Valenti, Gian Piero Galeazzi, Beppe Viola e dal telecronista Nando Martellini.

Diana de Feo e Giorgio Ponti curavano la rubrica Almanacco del giorno dopo. Vennero assorbite dal TG1 le rubriche Che tempo fa? e Il tempo in Italia, che diventarono una rubrica unica per tutte le edizioni del meteo.

Anni '80 All'inizio degli anni ottanta furono introdotte nuove edizioni flash del telegiornale: quella pomeridiana delle 18:00 (dal 1980), la serale (dal 1982) e un'edizione attorno a mezzogiorno (dal 1983), inizialmente condotta da Tiziana Ferrario. In quegli anni, caratterizzati dall'emergere delle emittenti private e commerciali, la pubblicità fece il suo ingresso anche nei telegiornali della TV pubblica, separando i notiziari sportivi o economici dalle altre notizie, presentate nella prima parte.

La redazione di cronaca, una sorta di "giornale nel giornale" per la vasta gamma di competenze attribuitele (cronaca bianca e nera, esteri, medicina, moda, ambiente e scienza), era diretta da Andrea Melodia, seguito poi da Roberto Morrione. Massimo Valentini, vice caporedattore, era anche conduttore dell'edizione delle 20:00.

Anni '90 Nel 1990, Ennio Remondino, su incarico del caporedattore Roberto Morrione, condusse un'inchiesta sui legami tra la CIA e la P2, che scatenò un acceso dibattito politico e portò alle dimissioni del direttore Nuccio Fava..

Il 10 marzo 1992, per fronteggiare la crescente concorrenza, soprattutto con la nascita del TG5 di Enrico Mentana (ex conduttore del telegiornale nazionale), e della rubrica di Rai 2 Lo Sport, il TG1 subì un restyling, assumendo il nome di Telegiornale Uno. Questo cambiamento, voluto dal direttore Bruno Vespa e dal suggerimento dell'art director Giuseppe Rogolino, intendeva affermare la superiorità del notiziario pubblico rispetto alle nuove testate private. Vespa incaricò Gianni Boncompagni di progettare un nuovo studio, caratterizzato da uno sfondo con video wall che mostrava una redazione attiva, ispirato allo stile dei telegiornali statunitensi..

Il 18 ottobre 1992, il TG1 si trasferì nel nuovo centro radiotelevisivo di Saxa Rubra, insieme al TG2 e al TG3, abbandonando la storica sede di via Teulada.

Il 25 luglio 1993, il Telegiornale Uno tornò a chiamarsi semplicemente TG1, con una nuova sigla creata da Rogolino e un jingle composto da Tommaso Vittorini, utilizzati fino all'ottobre 1998, quando venne introdotta una sigla moderna, pur mantenendo il logo del 1993. Anche la scenografia fu rinnovata.

Tra il 1993 e il 1994, scoppiò lo scandalo delle false "note spese" degli inviati Rai, che portò a indagini giudiziarie e a provvedimenti disciplinari. I giornalisti Enrico Massidda e Giancarlo Infante, quest'ultimo coinvolto in un caso di frode legato alla locazione fittizia di una residenza londinese e alla falsificazione di ricevute, furono licenziati.

Anni 2000 Nel 2000, dopo una polemica con la commissione di vigilanza Rai presieduta da Mario Landolfi (AN), l'allora direttore del TG1 Gad Lerner si dimise. La polemica scoppiò in seguito alla messa in onda di alcune immagini all'interno di un servizio di David Sassoli sul tema della pedofilia, trasmesse sia dal TG1 che dal TG3. Gli successe Albino Longhi, che diresse il TG fino al 5 maggio 2002.

Il 6 maggio 2002 a Longhi successe Clemente J. Mimun. Mimun fu criticato da Marco Travaglio e da L'Ulivo per il servizio andato in onda nell'edizione del TG1 del 2 luglio 2003, riguardante la seduta del Parlamento europeo in cui l'allora premier Silvio Berlusconi paragonava a un kapò l'europarlamentare socialista tedesco Martin Schulz, colpevole di avergli mosso delle critiche. Il direttore scelse di non mandare l'audio dell'intervento, che fu sostituito con un resoconto di Susanna Petruni."La Scomparsa dei fatti" di Marco Travaglio Secondo il Financial Times: "Neanche il telegiornale sovietico di Breznev avrebbe potuto fare di meglio".

Per festeggiare i 50 anni della Rai, l'11 gennaio 2004 al TG1 introdusse una nuova veste grafica, una nuova sigla – eseguita dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai – e un nuovo studio. Il cambiamento divenne effettivo con l'edizione delle 20:00, condotta in quell’occasione da Francesco Giorgino.

Nel 2006 Mimun condusse un piccolo rotocalco chiamato Dopo TG1, in onda al termine del notiziario delle 20:00. Nel corso di una puntata della rubrica, l'allora ministro Roberto Calderoli indossò una t-shirt che riproduceva una vignetta satirica su Maometto di Lars Vilks, sollevando violente reazioni nel mondo islamico e causando un incidente diplomatico con la Libia, dove una violenta protesta davanti al Consolato italiano di Bengasi venne repressa con la forza dalla polizia libica, che sparò sulla folla uccidendo 11 manifestanti. Successivamente il ministro si scusò per aver indossato la maglietta.

Il 13 settembre 2006 il consiglio d'amministrazione della Rai nominò direttore Gianni Riotta, già vicedirettore del Corriere della Sera, nonché espressione di un'area mista comprendente DS e DL ma gradito anche all'UDC.

Il 12 ottobre 2006 Riotta intraprese la via dell'editoriale dallo studio con la conduttrice Maria Luisa Busi.

Dal gennaio 2008 fino a giugno 2009 le informazioni di politica interna vennero date, in entrambe le principali edizioni (13:30 e 20:00), con il nuovo formato della nota politica affidata a Marco Frittella per l'edizione delle ore 20 e a Bruno Luverà per le 13:30.

Il 25 marzo 2009 furono introdotte le didascalie all'interno dei servizi, che riportavano la lista dei fatti principali (una pratica già in corso al TG2 e al TG5). Tale pratica venne utilizzata solo per le edizioni principali delle 13:30 e delle 20:00.

Il 30 marzo 2009 Riotta rassegnò le dimissioni e passò a dirigere la testata giornalistica Il Sole 24 Ore al posto di Ferruccio De Bortoli, passato nella stessa giornata al Corriere della Sera. Il vicedirettore Andrea Giubilo (già direttore del TG3) subentrò come direttore ad interim.

A seguito del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, il TG1 venne fortemente contestato e accusato di sciacallaggio mediatico per avere esaltato, nell'edizione delle 13:30 del giorno successivo, i dati di ascolto delle edizioni dedicate al terremoto stesso.

Anni 2010 Il 20 maggio 2009 il CdA Rai nominò direttore del TG1 Augusto Minzolini, senza i voti di tre esponenti del centro-sinistra, che avevano abbandonato l'aula, giudicando la nomina "irricevibile", ma ottenendo il voto favorevole dell'allora presidente della Rai Paolo Garimberti. Minzolini era noto come giornalista vicino all'allora premier Silvio Berlusconi. Minzolini ottenne la fiducia della maggioranza dei redattori del TG1, che votò il suo piano editoriale con 101 voti a favore e 40 contro.

La direzione di Minzolini fu oggetto di contestazione in ambito politico e giornalistico per le scelte inerenti agli argomenti trattati, con particolare riferimento alle presunte omissioni sulle vicende riguardanti le frequentazioni dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Generò polemiche anche l'utilizzo abbastanza frequente degli editoriali da parte di Minzolini. La scelta del direttore di schierarsi pubblicamente fu contestata dallo stesso comitato di redazione, che in alcune occasioni richiese delle verifiche ai vertici dell'azienda Rai.