Da 1971 al 1975 fu governatore della Georgia. Vinse quindi la nomination democratica per le elezioni presidenziali del 1976, dove da outsider sconfisse il presidente repubblicano in carica Gerald Ford.
Insignito nel 2002 del premio Nobel per la pace, in seguito alla morte di George H. W. Bush, avvenuta il 30 novembre 2018, è divenuto il più anziano ex presidente in vita all'epoca.
Nel suo secondo giorno di mandato Carter graziò tutti i renitenti alla leva della guerra del Vietnam. Istituì due nuovi dipartimenti a livello di gabinetto di governo, il Dipartimento dell'energia e il Dipartimento dell'istruzione, stabilendo una politica energetica nazionale che includeva la conservazione, il controllo dei prezzi e le nuove tecnologie. Negli affari esteri, Carter perseguì gli accordi di Camp David, i trattati del Canale di Panama, il secondo Strategic Arms Limitation Talks (SALT II) e l'impopolare Zona del Canale di Panama. Sul fronte economico, dovette affrontare una persistente stagflazione, una combinazione di alta inflazione, alta disoccupazione e crescita lenta. La fine del suo mandato presidenziale fu segnata dalla crisi degli ostaggi in Iran del 1979-1981, dalla crisi energetica del 1979, dall'incidente nucleare di Three Mile Island, dalla guerra civile di El Salvador e dall'invasione sovietica dell'Afghanistan.
In risposta all'invasione, Carter intensificò la guerra fredda quando finì la distensione, impose un embargo sui cereali contro i sovietici, enunciò la dottrina Carter e guidò un boicottaggio internazionale delle Olimpiadi estive del 1980 a Mosca.
Nel 1980 venne riconfermato come candidato presidente in vista delle elezioni generali imponendosi alle primarie democratiche sul senatore Ted Kennedy. Alle elezioni tuttavia perse contro il candidato repubblicano Ronald Reagan.
Nel 1982 fondò il Carter Center, per "promuovere ed espandere i diritti umani". Viaggiò molto per condurre negoziati di pace, monitorare le elezioni e promuovere la prevenzione e lo sradicamento delle malattie nei Paesi in via di sviluppo. Carter è considerato una figura chiave di Habitat for Humanity Charity. Scrisse oltre trenta libri che vanno dalle memorie, dalla politica alla poesia e all'ispirazione.
Fu il più longevo dei presidenti statunitensi, nonché l'unico a raggiungere la soglia del secolo d'età; insieme alla moglie costituì la coppia più longeva di presidente e first lady della storia americana.
Biografia Era il figlio di James Earl Carter Sr., e di Bessie Lilian Gordy, nonché lontano parente di Berry GordyIl fratellastro del nonno di Gordy, James, era il nonno del presidente..
I primi anni
Cresciuto a Plains, in Georgia, Carter nel 1943 fu ammesso alla United States Naval Academy (Accademia Navale degli Stati Uniti) diplomandosi nel 1946 e, con una laurea in ingegneria (Bachelor of Science), si arruolò nella Marina degli Stati Uniti, dove prestò servizio nei sottomarini. Dopo la morte di suo padre, nel 1953, Carter lasciò la sua carriera militare, entrando nella riserva fino al 1962, e tornò in Georgia per prendere le redini dell'azienda di arachidi della sua famiglia.
Cominciò come attivista all'interno del Partito Democratico e, dal 1963 al 1967, Carter fu eletto nel Senato della Georgia.
Carriera politica Governatore della Georgia
Nel 1970 fu eletto governatore della Georgia, sconfiggendo l'ex governatore Carl Sanders nelle primarie democratiche, sulla piattaforma anti-segregazione che difende l'azione affermativa per le minoranze etniche.
Carter prestò giuramento come 76º governatore della Georgia il 12 gennaio 1971; dichiarò nel suo discorso inaugurale: "Il tempo della segregazione razziale è finito. Nessuna persona povera, rurale, debole o di colore dovrebbe mai più sopportare il peso di essere privato della possibilità di una formazione, di un lavoro o di semplice giustizia". La folla, accorsa ad ascoltare il neo-governatore, rimase scioccata da questa frase, in forte contrasto con la cultura politica della Georgia e in particolare con la campagna stessa di Carter. I numerosi segregazionisti che lo avevano sostenuto durante le elezioni si sentirono traditi.
Lester Maddox, predecessore di Carter come governatore, divenne vice-governatore, pur avendo opinioni discordanti con il nuovo governatore.
Carter cercò di espandere l'autorità del governatore, riducendo la complessità del governo statale e proponendo una legge di ristrutturazione dell'apparato esecutivo. Carter cercò di fondare la propria azione di governatore su uno Zero-based budgeting (trad. Programma a base zero: sistema di programmazione e controllo che sottopone a esame annuale non solo le nuove decisioni facenti capo al budget ma l'intero insieme delle scelte, comprese quelle già attuate in precedenza con la possibilità di eliminare sprechi e inefficienze radicatesi in passato e persistenti nel caso di un incremento di budget) all'interno dei servizi statali e aggiunse un sistema di selezione nella Commissione giudiziaria per verificare le credenziali dei giudici nominati dal governatore. Questo piano di riorganizzazione venne presentato nel mese di gennaio del 1972 ricevendo una fredda accoglienza. Ma dopo due settimane di negoziati fu approvato. In ultima analisi, vennero fuse circa 300 agenzie statali in 22 ottenendo un grande risparmio sui costi sostenuti dallo Stato.
Durante l'amministrazione di Carter, nello Stato della Georgia, vennero assunti molti dipendenti statali e diversi giudici afroamericani, cercando comunque di mantenere il consenso tra i suoi alleati conservatori come quando, nonostante la storica sentenza Furman vs Georgia (1972) che ne decretava l'abolizione, Carter reintrodusse la pena di morte nell'ordinamento giudiziario dello Stato.
Carter spinse per introdurre riforme al fine di: fornire pari finanziamenti di Stato a scuole che fossero situate sia in zone ricche sia in zone povere del paese, istituire centri di aggregazione per i bambini con disabilità mentale, aumentare i programmi educativi per i detenuti, promuovere la meritocrazia, a discapito dell'influenza politica, nelle progressioni di carriera di giudici e funzionari del governo statale.
Una delle sue decisioni più controverse fu quella di porre il veto sul piano per costruire una diga sul fiume Flint, guadagnandosi l'attenzione degli ambientalisti a livello nazionale.
Ambizione nazionale Non ritenendosi più in grado di essere competitivo per la rielezione, Carter considerò la possibilità di partecipare alla corsa presidenziale e si impegnò nella politica nazionale. Fu nominato in diverse commissioni di pianificazione del Sud e fu delegato alla Convenzione Nazionale Democratica del 1972, dove il senatore liberale degli Stati Uniti George McGovern era il probabile candidato presidenziale. Carter cercò di ingraziarsi gli elettori conservatori e anti-McGovern. Tuttavia, Carter all'epoca era ancora abbastanza oscuro e il suo tentativo di triangolazione fallì; il "ticket" democratico del 1972 era McGovern e il senatore Thomas Eagleton. Il 3 agosto, Carter incontrò Wallace a Birmingham, in Alabama, per capire come prevenire una schiacciante sconfitta del Partito Democratico durante le elezioni di novembre.
Dopo la débâcle elettorale di McGovern alle presidenziali del novembre 1972, Carter iniziò a incontrarsi regolarmente con il suo staff alle prime armi. Aveva deciso di iniziare a mettere insieme un'offerta presidenziale per il 1976. Cercò senza successo di diventare presidente della National Governors Association per aumentare la sua visibilità. Su approvazione di David Rockefeller, fu nominato membro della Commissione Trilaterale nell'aprile 1973. L'anno successivo fu nominato presidente della campagna congressuale e governativa del Comitato Nazionale Democratico. Nel maggio 1973, Carter mise in guardia il Partito Democratico contro la politicizzazione dello scandalo Watergate, evento la cui responsabilità attribuì al presidente Richard Nixon che esercitava l'isolamento dagli americani e la segretezza nel suo processo decisionale.
Presidenza (1977-1981)
Nel 1976 ottenne la nomination democratica e nelle successive elezioni sconfisse il repubblicano Gerald Ford, precedentemente subentrato a Nixon dopo che lo scandalo Watergate lo aveva costretto a dimettersi.
Quando si presentò alle elezioni, Carter era nuovo sulla scena politica nazionale. Se da un lato ciò costituiva un punto di debolezza, d'altra parte l'essere sconosciuto era il suo punto di forza, data l'estraneità ai numerosi scandali che avevano scosso il Partito Democratico negli anni sessanta.
Sotto la presidenza Carter furono istituiti il Dipartimento dell'energia e il Dipartimento dell'istruzione.
Carter promosse una politica energetica nazionale che includesse il controllo dei prezzi e incentivasse le nuove tecnologie. In un suo famoso discorso televisivo, il 18 aprile del 1977, Carter definì la crisi energetica degli Stati Uniti in corso in quegli anni come moralmente equivalente a una guerra, incoraggiando il risparmio energetico da parte di tutti i cittadini degli Stati Uniti, dando per primo l'esempio installando pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua sulla Casa Bianca e indossando maglioni per compensare l'abbassamento di temperatura all'interno di essa.
Nel 1978 Carter dovette far fronte all'emergenza derivata dalla situazione della discarica di Love Canal divenuto un caso nazionale con numerosi articoli che definivano il quartiere come "una bomba sanitaria a orologeria" e "una delle più gravi tragedie ambientali della storia americana". Il 2 agosto 1978 il sito della discarica fu dichiarato un'emergenza nazionale, fatto senza precedenti negli Stati Uniti, e Carter deliberò l'istituzione dello stato di emergenza federale per il sito, chiese lo stanziamento di fondi federali e ordinò alla Federal Disaster Assistance Agency di assistere la città di Niagara Falls nel bonificare il sito di Love Canal. Fu la prima volta che i fondi d'emergenza federali vennero usati in un caso che non fosse un disastro naturale. Carter fece costruire dei canali che convogliavano l'acqua inquinata nelle fogne e fece chiudere gli scantinati contaminati. Il Congresso degli Stati Uniti passò il decreto Comprehensive Environmental Response, Compensation, and Liability Act (CERCLA), detto comunemente Superfund. Il CERCLA stabilì una tassa sulle industrie chimiche e petrolifere per permettere all'autorità federale di rispondere alle emergenze ambientali. CERCLA stabilì anche una lista prioritaria dei siti nazionali che richiedevano una bonifica, Love Canal fu il primo sito a comporre la lista da cui uscirà solo nel 2004, dopo l'evacuazione dei residenti e l'abbattimento della maggior parte degli edifici, la bonifica e il contenimento della discarica. Dato che il decreto Superfund contiene una clausola di responsabilità retroattiva, la Occidental Petroleum (che aveva acquisito la Hooker Chemical) fu ritenuta responsabile per i costi di bonifica, pur non avendo infranto le leggi allora in vigore, quindi, nel 1994, il giudice federale John Curtin sentenziò che la Hooker/Occidental era stata negligente, ma non si trattava di negligenza criminale, nella vendita della discarica al Niagara Falls School Board.U.S. v. Hooker Chemicals and Plastics Corp., 850 Federal Supplement, 993 (W.D.N.Y., 1994) La Occidental Petroleum fu citata dall'EPA e nel 1995 si accordò per un risarcimento di 129 milioni di dollari. Anche diverse cause civili intentate dai residenti arrivarono a un accordo economico negli anni seguenti alla scoperta della contaminazione.
Con lAirline Deregulation Act del 1978 Carter eliminò il controllo del governo su tariffe e percorsi del settore del trasporto aereo al fine di creare un libero mercato del settore, permettendo l'ingresso in esso di nuove compagnie aeree di aviazione commerciale, lasciando inoltre che fosse la libera concorrenza delle forze di mercato a determinare percorsi e tariffe.