I Washington Commanders sono un club di football americano professionistico nato nel 1932 con sede a Washington, USA. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.

1932-1945

La squadra nacque col nome di Boston Braves, con base a Boston, Massachusetts, nel 1932, fondata da George Preston Marshall e altri tre soci. L'anno seguente, i partner di Marshall si fecero da parte e il club cambiò il proprio nome in Boston Redskins, trasferendosi a Washington, D.C. nel 1937. Nei loro primi anni a Washington, i Redskins condivisero il Griffith Stadium con i Washington Senators di baseball. I Redskins giocarono e vinsero la loro prima gara a Washington il 16 settembre 1937 contro i New York Giants, 13–3. Il 5 dicembre 1937, vinsero il loro primo titolo di division a Washington ancora contro i Giants, 49–14. La squadra vinse quell'anno il suo primo campionato, battendo in finale il 12 dicembre i Chicago Bears, nel loro primo anno dopo il trasferimento. I Redskins incontrarono nuovamente i Bears nella finale del 1940, l'8 dicembre 1940. Il risultato, 73–0 in favore dei Bears, è ancora la peggior sconfitta di qualsiasi squadra nella storia della NFL. Un'altra grande sconfitta per i Redskins quella stagione capitò durante una cerimonia del lancio della moneta prima della partita coi Giants. Dopo aver lanciato la moneta e stretto la mano al capitano della squadra avversaria, Turk Edwards tento di ruotare attorno al proprio perno del piede. Le sue bitte però caddero nell'erba e lui si ruppe un ginocchio, terminando la stagione e la carriera in un modo inusuale.

Tra Redskins e Bears nacque presto una rivalità, dopo essersi affrontate due volte per il titolo in finale. La terza volta fu durante quella del 1942, il 13 dicembre, dove i Redskins vinsero il loro secondo titolo, 14–6. L'ultima volta che si incontrarono in finale fu l'anno successivo quando i Bears trionfarono il 26 dicembre 1943, per 41–21. Il più grande traguardo portato a termine dai Redskins nella stagione 1943 fu compiuto da Sammy Baugh, che guidò l'NFL in passaggi, punt e intercetti messi a segno in difesa.

La franchigia disputò la finale NFL ancora una volta prima di un digiuno di un quarto di secolo fino alla stagione 1972. Con l'ex medaglia d'oro olimpica Dudley DeGroot come nuovo capo-allenatore, i Redskins compilarono un bilancio di otto vittorie e due sconfitte durante la stagione 1945. Una delle prestazioni più notevoli venne per mano di Sammy Baugh, che ebbe una percentuale di completamento dei passaggi del 70,3%. La stagione finì perdendo contro i Cleveland Rams in finale il 16 dicembre per 15–14. La vittoria per un punto di margine rimase sub judice poiché ci fu una safety all'inizio della partita. Nel primo quarto, i Redskins avevano il pallone sulla loro linea delle 5 yard. Tornando nella end zone, il quarterback Sammy Baugh passò il pallone a un ricevitore smarcato ma questo colpi il palo (che all'epoca era sulla goal line invece che dietro la end zone) e rimbalzò a terra nella end zone. Secondo le regole dell'epoca, questa era classificata come un safety e ciò diede ai Rams il vantaggio per 2–0. Tale safety si rivelò essere il margine che decretò la vittoria. Il proprietario Marshall fu così arrabbiato per il risultato che fu il principale promotore del cambiamento della regola nella stagione successiva: un passaggio avanti che colpisca il palo è automaticamente classificato come incompleto. In seguito questa fu conosciuta come la "regola Baugh/Marshall".

1946–1970: dirigenza allo sbando e integrazione Gli immediati successi della squadra le fecero guadagnare l'affetto dei fan di Washington ma dal 1945 i Redskins iniziarono un lento declino che non terminò che con la partecipazione ai playoff della stagione 1971. I Redskins cambiarono quattro diversi capi allenatori tra il 1946 e il 1951, compresi gli ex giocatori Turk Edwards e Dick Todd che come John Whelchel e Herman Ball non ebbero successo. Questo però non fermò George Preston Marshall dal tentare di fare dei Redskins la franchigia più vincente della lega. La sua prima grande innovazione fu quando il 14 giugno 1950, annunciò che l'American Oil Company stava pianificando di trasmettere in televisione tutte le partite dei Redskins, facendo di Washington la prima squadra dell'NFL ad avere un'intera stagione di gara trasmesse in tv. Il passo successivo avvenne nel febbraio del 1952, quando assunse l'ex allenatore dei Green Bay Packers Earl "Curly" Lambeau. Dopo due stagioni però, Marshall licenziò Lambeau dopo che i Redskins persero la loro gara di apertura contro i Los Angeles Rams assumendo Joe Kuharich. Nel 1955 Kuharich guidò i Redskins alla prima stagione vincente in dieci anni venendo nominato Allenatore dell'anno sia da Sporting News che da UPI.

Nel 1961 i Redskins si spostarono nel loro nuovo stadio chiamato D.C. Stadium (cambiato in Robert F. Kennedy Memorial Stadium nel 1969). La prima gara nel nuovo stadio si svolse il 1º ottobre 1961 davanti a 37.767 fans contro i New York Giants: I Redskins andarono in vantaggio 21–7 ma alla fine persero 24–21. Quello stesso anno, Bill McPeak divenne capo allenatore ottenendo un record di 21–46–3 in 5 stagioni. Durante questo periodo, aiutò a pescare future stelle dal draft: il wide receiver Charley Taylor, il tight end Jerry Smith, la safety Paul Krause, il centro Len Hauss e il linebacker Chris Hanburger. Questi aiutò anche a mandare in porto importanti scambi, ottenendo il quarterback Sonny Jurgensen dai Philadelphia Eagles e il linebacker Sam Huff dai New York Giants.

Uno dei motivi delle difficoltà della squadra fu lo stato di confusione in cui si trovava la dirigenza. Marshall, proprietario e presidente del team, ebbe un declino mentale nel 1962 e gli altri azionisti della squadra trovarono difficile prendere decisioni senza il loro capo. Marshall morì il 9 agosto 1969 ed Edward Bennett Williams, un socio di minoranza che era residente di Washington e anche uno degli avvocati più stimati d'America, fu scelto per condurre la franchigia mentre il socio di maggioranza, Jack Kent Cooke, viveva a Los Angeles dove conduceva il suo team di basket, i Los Angeles Lakers. Nel 1966 Otto Graham fu assunto come nuovo capo-allenatore. Graham allenò i Redskins tra 1966 e il 1968 ma qualsiasi cosa magica avesse come giocatore dell'NFL, essa sparì mentre si trovò ad allenare con la squadra che ottenne complessivamente un record di 17-22-3 durante quel periodo. Dopo aver lasciato la panchina dei Redskins in favore del leggendario Vince Lombardi, Graham tornò direttore atletico della Coast Guard Academy, prima di andare in pensione nel 1984.

Nel 1969 i Redskins assunsero Vince Lombardi, che aveva ottenuto la fama vincendo i primi due Super Bowl della storia coi Green Bay Packers, per essere il loro nuovo capo-allenatore. Lombardi guidò la squadra ad una stagione da 7–5–2, la migliore dal 1955, ma morì di cancro alla vigilia della stagione 1970. L'assistente allenatore Bill Austin fu scelto per rimpiazzare Lombardi durante il 1970 che concluse con un record di 6–8.

Le controversie sull'integrazione Durante la maggior parte di questo periodo senza successo, Marshall rifiutò continuamente di integrare la squadra, malgrado le pressioni dal Washington Post e del governo federale degli Stati Uniti. Il 24 marzo 1961, il Segretario degli Affari Interni Stewart Udall ammonì Marshall di assumere giocatori di colore o avrebbe pagato le multe federali. Per la prima volta nella storia, il governo federale tentò di desegregare una squadra dello sport professionistico. I Redskins dovettero fronteggiare una causa sui diritti civili dall'amministrazione Kennedy, che avrebbe impedito a un team segregazionista di giocare nel nuovo D.C. Stadium, edificio di proprietà del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti e quindi del governo federale.

Nel 1962 essi divennero l'ultima franchigia professionistica di football americana a integrarsi. Al primo giro del draft, i Redskins scelsero Ernie Davis, primo giocatore afroamericano a vincere l'Heisman Trophy. Con la loro seconda scelta nel draft, i Redskins presero un altro giocatore di colore, Joe Hernandez da Arizona. Scelsero anche Ron Hatcher nell'ottavo giro, un giocatore da Michigan State, il primo giocatore nero a siglare un contratto professionistico coi Redskins. A metà dicembre però, Marshall annunciò che il giorno del draft NFL aveva scambiato i diritti di Davis coi Cleveland Browns, che volevano Davis per affiancare il leader della lega nelle corse, Jim Brown, in quel reparto. Davis fu scambiato coi Browns per il running back All-Pro Bobby Mitchell (che divenne un wide receiver a Washington) e al primo giro del 1962 scelsero Leroy Jackson. Poco dopo si scoprì che Davis era malato di leucemia, a causa della quale morì prima di aver giocato un singolo minuto nel football professionistico. Mitchell fu seguito da altre stelle di colore come il receiver Charley Taylor, il running back Larry Brown, il defensive back Brig Owens e la guardia John Nisby dai Pittsburgh Steelers. I Redskins terminarono la stagione 1962 con il loro miglior record in cinque anni: 5–7–2. Mitchell primeggiò nella lega con 11 touchdown, ricevette 72 passaggi e fu selezionato per il Pro Bowl.

1971–1980: La ripresa con George Allen Dopo la morte di Lombardi e la stagione senza successo di Austin nel 1970, Williams firmò l'ex capo-allenatore dei Los Angeles Rams George Allen come head coach il 6 gennaio 1971. In parte composte da stagionati veterani invece di giovani giocatori molto pubblicizzati, le squadre di Allen divennero conosciute come le Over-the-Hill Gang. Quella stagione, i Redskins raggiunsero i playoff per la prima volta dal 1945 con un record di 9–4–1. Essi persero nei Divisional Playoff contro i San Francisco 49ers, 24–20. La stagione seguente, ospitarono la loro prima gara di playoff a Washington dal 1942, dove superarono i Green Bay Packers 16–3 nei Divisional Playoff della NFC. I Redskins raggiunsero così la finale dei conference, battendo Dallas 26–3, perdendo solo contro gli imbattuti Miami Dolphins 14–7 nel Super Bowl VII.

Il club raggiunse nuovamente i playoff nelle stagioni 1973, 1974 e 1976, ma venne eliminato tutte e tre le volte al primo turno. Dopo che i suoi Redskins mancarono l'accesso ai playoff nel 1977, malgrado un record di 9–5, Allen fu licenziato e sostituito da Jack Pardee, un linebacker che era stato una stella sotto la direzione di Allen a Los Angeles e Washington. Nel suo primo anno, la squadra partì con bilancio di 6–0 ma perse 8 delle ultime 10 partite. Alla fine della stagione, il socio di maggioranza dei Redskins Jack Kent Cooke si spostò da Los Angeles alla Virginia per prendersi cura delle faccende quotidiane del team al posto di Edward Bennett Williams.

I Redskins scelsero bene durante il Draft NFL 1979, dove pescarono le future stelle Don Warren e Monte Coleman. La stagioni 1979 partì con un record di 6–2 e nell'ultima partita della stagione, al Texas Stadium contro i Dallas Cowboys. i Redskins si giocavano l'accesso ai playoff e la vittoria di division. Partiti in vantaggio 10–5, a poco tempo dalla fine Washington guidava 34–28, quando il quarterback Roger Staubach guidò i Cowboys a una rimonta nel quarto periodo con due passaggi da touchdown. La sconfitta 35–34 fece scendere Washington ad un record 10-6, togliendola dalla lotta per i playoff. La partenza vincente di Pardee con la squadra non passò inosservata e venne nominato allenatore dell'anno dalla Associated Press e dalla UPI. Il mandato di Pardee però non durò a lungo, venendo licenziato dopo un record di 6–10 nel 1980. Egli ebbe comunque il merito di scegliere Art Monk nel primo giro del draft.

1981–1992: l'era di Gibbs 1981