Vestone (Vistù in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Valle Sabbia, Lombardia.

Geografia fisica Territorio

Vestone è suddiviso nei seguenti nuclei urbani: centro storico, Promo, Capparola, Mocenigo e la frazione Nozza.

Il centro storico è stretto nel fondo valle fra le terrazze alluvionali di Promo, Mocenigo, Matarello, il fiume Chiese e i torrenti Degnone e Gorgone. Porta d'ingresso della media e alta Valle Sabbia, Nozza è ubicata alla confluenza del torrente Nozza e il fiume Chiese.

Il comune appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia e rappresenta il centro geografico della Valle Sabbia.

Secondo la Classificazione sismica il comune appartiene alla "Zona 2" (zona con pericolosità sismica media dove possono verificarsi forti terremoti).

Clima Vestone appartiene alla zona climatica "E" (Comuni con gradi-giorno tra e ). Il clima è abbastanza ventilato con notevole formazione di brina e rugiada nei mesi invernali e primaverili, caratterizzato da estati calde ed inverni rigidi con sporadiche precipitazioni nevose.

Sul territorio è operativa una stazione semi-urbana Davis VP2, installata dal Centro Meteo Lombardo, che fornisce dati in tempo reale sulla situazione climatica giornaliera.

Origini del nome Secondo le tesi avanzate da alcuni storici dell'Ottocento il villaggio-capitale degli Stoni, una delle tre popolazioni euganee secondo lo storico romano Plinio il Vecchio, era StonosGiovanni Pietro Comparoni, Giacomo Comparoni, Storia delle Valli Trompia e Sabbia, Salò 1805, p.11, Storia delle valli Trompia e Sabbia - Giovanni Pietro Comparoni - Google Libri che corrisponderebbe per Federico Odorici e Scipione Maffei all'attuale Vestone.Secondo lo storico veronese Scipione Maffei la parola Stonos deriverebbe dal greco e significa angusto o luogo stretto mentre per Jacopo Filiasi rupe o sasso. Dal nome del popolo degli Stoni deriverebbe il moderno toponimo Vestone.

Storia

Nella piana di Mocenigo sono state ritrovate lame e raschiatoi di silice, probabile segno di insediamento preistorico.

Si suppone che il nucleo dell'abitato di Vestone fosse, in epoca preromana, occupato dal villaggio-capitale degli Stoni, chiamato appunto Stonos. Nel 118 a.C., durante la campagna di Quinto Marcio Re nella regione, Stonos viene conquistata dai Romani, anche se la zona, così come le sue popolazioni (gli Stoni e i Triumplini) non vennero assoggettate completamente fino al regno di Ottaviano Augusto. Di epoca romana, è la presenza nella frazione di Nozza di un altro insediamento, militare o civile del I secolo a.C..

Nel 1580, secondo la tradizione orale, durante la sua visita apostolica della Valle Sabbia, san Carlo Borromeo chiede di ampliare l'abitato di Promo verso il fondovalle allo scopo di unirlo all'abitato di Vestone. Nella chiesa romanica di San Lorenzo sono ancora conservati affreschi risalenti al 1533.

Il Governo Veneto, nel 1597, concede ai valsabbini l’autonomia, ma già nel 1573 sono pubblicati gli Statuti della Valle e nel 1595 si costruisce la Casa della Valle. Nel XVII secolo Vestone è un paese economicamente importante grazie anche al fondamentale ruolo svolto dai due conventi fondati dai frati Cappuccini; un complesso di edifici, chiesa gentilizia e prato che nel 1615 il dottor Fabio Glisenti dona alla comunità di Vestone perché diventasse centro culturale.

Per tutto il periodo del dominio veneto il feudo viene amministrato dalla casata dei Martinengo.

Nel 1797, a seguito dell'occupazione del bresciano da parte delle truppe dell'Armata d'Italia e l'istituzione della Repubblica Cisalpina, sia Nozza che Vestone rimangono municipalità distinte e fanno parte dapprima del cantone del Mella e l'anno seguente del distretto delle Fucine con il primo paese in qualità di capoluogo. Il 5 maggio 1797 i francesi del generale Chevalier, durante la spedizione punitiva nella Valle Sabbia ribelle ai nuovi ordinamenti scaturiti dalla Rivoluzione francese, bruciano numerose carte e parte della chiesa parrocchiale. La chiesa e il paese vengono depredati di pregevoli opere, di oro, di argento. Nel maggio del 1801 viene incorporato nel distretto di Salò.

Con l’attivazione dei comuni della provincia di Brescia, in base alla compartimentazione territoriale del Regno Lombardo-Veneto, il Comune di Nozza viene incluso nel distretto XVII di Vestone (notificazione 12 febbraio 1816); confermato nel medesimo distretto in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Nozza, Comune con consiglio comunale senza ufficio proprio e con una popolazione di 476 abitanti, è inserito nel distretto IX di Vestone.

Nel 1872 e 1876 il Ministro Giuseppe Zanardelli visita la Valle, con soste a Vestone. Nel 1887 arriva il primo tram a Vestone. Nel 1889 si insedia una compagnia di alpini, chiamata prima “Rocca d’Anfo” e poi “Battaglione Vestone”, presso l’ex convento trasformato in caserma ed intitolata al garibaldino Giovanni Chiassi. Nel 1897 viene fondata, a Nozza, la “Piccola Banca Valsabbina di San Pietro”. Nel 1898 arriva la luce elettrica e, nello stesso anno, è istituita la “Cassa Cooperativa di Credito Valsabbino”, che nel 1941 diverrà “Banca Cooperativa Valsabbina”. A Vestone, nel 1904 inizia l’attività della ditta AVE, azienda produttrice di materiale elettrico e resine sintetiche; nel 1906, viene costruita la sede della colonia elioterapica cremonese. Tra il 1913 e 1914 si costruisce la Casa di Riposo “Angelo Passerini” a Nozza.

Nel 1928, con regio decreto 3 agosto 1928, n. 1980, il comune di Nozza è soppresso ed il territorio aggregato a Vestone.

Dal 1940 al 1943 il 6º Reggimento alpini impiegò, tra gli altri, anche il battaglione "Vestone" nella seconda guerra mondiale, che combatté con la Divisione Tridentina sul fronte greco-albanese e nella campagna italiana di Russia. Sergente maggiore del battaglione era lo scrittore vicentino Mario Rigoni Stern che per questo motivo rimarrà molto legato al paese di Vestone.

A Nozza, il pomeriggio del 29 aprile 1945, è terminata in Valsabbia la seconda guerra mondiale con la resa dell'ultima colonna tedesca in ritirata, nella quale c'erano alcuni soldati ancora presenti sul territorio italiano della 16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", tristemente nota per aver compiuto pochi mesi prima gli eccidi di Sant'Anna di Stazzema e Marzabotto. I tedeschi si sono arresi ai partigiani della brigata "Giacomo Perlasca", divisione Fiamme Verdi (FFVV) "Tito Speri", per poi venire presi in consegna dalle truppe americane che sono giunte nel frattempo a Nozza.

Nel 1955 viene istituita la prima scuola media valsabbina. Nel 1968 a Vestone è presente la sezione staccata dell’Istituto Tecnico “C. Battisti” di Salò, trasferita ad Idro nell’anno scolastico 1986/87. Nel 1983 viene inaugurato il teatro, ora denominato Auditorium Mario Rigoni Stern, e la Regione Lombardia finanzia la costruzione del poliambulatorio medico di Nozza.

Nel 2003 è inaugurata la scuola elementare, che accorpa i plessi di Nozza e Vestone, nei locali in precedenza occupati dalla colonia elioterapica cremonese.

Simboli Stemma Lo stemma è liberamente adottato ed utilizzato dal Comune.

Gonfalone Il gonfalone rappresenta la riunificazione degli stemmi di Vestone e di Nozza. Lo stemma di Nozza, comune sino al 1929, riprende quello della famiglia Aldgrehino e corrisponde ad uno scudo con al centro un orso che esce dalla montagna. Tale scudo è appoggiato su uno scudo maggiore, proprio del comune di Vestone, costituito da un'alabarda, una bandiera, una spada e due lance, posto al centro del gonfalone. Gli ornamenti esteriori sono quelli tradizionali per i comuni italiani: sopra lo scudo corona turrita, a destra serto di quercia, a sinistra serto di ulivo, serti che si intrecciano nella parte inferiore. Sotto lo scudo maggiore, un nastro color oro con la dicitura "Vestone" in rosso. Il campo su cui è posto lo scudo maggiore è diviso in tre parti: in alto a destra quadrato color rosso, a sinistra quadrato color verde, la parte sottostante è color argento. Sul retro del gonfalone le immagini dei protettori di Vestone (san Lorenzo) e di Nozza (santo Stefano), con la dicitura "Laurentius-Stefano" e la scritta "PATRONI NOSTRI".

Monumenti e luoghi di interesse Rocca di Nozza

La Rocca di Nozza fu edificata sopra una formazione rocciosa che crea una strettoia strategica nel passaggio verso sud. Risulta citata per la prima volta nel 1198 durante la lotta che coinvolse Brescia e Bergamo nella disputa dei confini della Costa Volpino (Lago d'Iseo), in qualità di prigione per sessanta nobili bresciani contrari alla pacifica trattativa con i bergamaschi e catturati con abile stratagemma dagli uomini del valsabbino Oberto da Savallo.

Grazie alla presenza della Rocca, si formò sia un polo commerciale di passaggio sia un modesto agglomerato urbano dell'attuale frazione di Nozza, che risulta essere la parte più antica dell'odierno comune di Vestone.

Nel 1362 fu distrutta da Bernabò Visconti e nel 1401 fu ricostruita da Giovanni Linelli da Castiglione e da Simone dell’Orsina, condottieri al servizio dei Visconti.

Il 3 novembre 1401 l'imperatore del Sacro romano Impero, Roberto del Palatinato, concesse ad Alberghino da Fusio il feudo della media Valle Sabbia. Tra il 1410 e il 1425 la rocca è affidata da Pandolfo III Malatesta (a quel tempo signore di Brescia) a Galvano da Nozza per la difesa della valle dai Visconti di Milano. Nel 1427 la valle giurò fedeltà alla Repubblica di Venezia e, quando verso la fine del XV secolo, Venezia iniziò la costruzione della Rocca d’Anfo, la Rocca di Nozza perdette definitivamente il suo ruolo di baluardo della valle.

La rupe incombente della Rocca di Nozza è resa più gentile dalla chiesetta di S. Stefano protomartire, costruita probabilmente per i castellani e la guarnigione della Rocca nel XIII secolo. Insieme alla vicina cappella dedicata a S. Quirico rientrava nella giurisdizione della Pieve di S. Maria di Provaglio Val Sabbia.

Citata per la prima volta in un documento dell’archivio vaticano del 1334-1335, oltre che nel 1410 come “Santo Stefano de Noxa”, la chiesetta ha tutte le caratteristiche delle costruzioni romanico – gotiche sparse per le campagne e per le montagne.

Orientata verso est, presenta un impianto a capanna, anticipata da un sagrato lasciato a verde. La facciata presenta delle aperture pressoché centrali, tra cui un portale ed una piccola finestrella quadrangolare sul lato sinistro, mentre nella parte alta vi è un piccolo rosone; a coronamento termina con una copertura due spioventi. l’interno è ad aula unica, con copertura a due falde in legno sorretta da archi in muratura in pietra, uniformemente decorata alle pareti. Presenta inoltre dei pregevoli affreschi sul lato destro, risalenti al XV-XVI secolo. Il presbiterio è rialzato e quadrangolare, ha copertura a vela, e termina in un fondale absidale piano affrescato.

Monumenti

Architetture Architetture religiose

Architetture civili

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel Comune sono 497, pari al 11,98% della popolazione residente. Le nazionalità più numerose sono: 163 (3,93%) 67 (1,62%) 46 (1,11%) 41 (0,99%) 35 (0,84%) 31 (0,75%) 30 (0,72%) 20 (0,48%) 10 (0,24%)

Cultura

Istruzione