Neviano degli Arduini (Neviàn d'j Arduén in dialetto parmigiano..) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna.

Geografia fisica Il territorio comunale di Neviano degli Arduini si estende su una superficie di sui primi contrafforti dell'Appennino parmense; è lambito dai torrenti Enza e Parmossa ed è attraversato dalla Val Toccana e dalle valli dei torrenti Termina di Torre e Termina di Castione. La cima più alta è quella del Monte Fuso con i suoi ..

Il capoluogo sorge in prossimità del Monte Ripa alla quota di 500 m s.l.m., sul crinale che divide la Val Termina di Castione dalla Val Termina di Torre..

Origini del nome Il toponimo Neviano deriva probabilmente dal latino Naevianus;. per distinguere il borgo dall'omonima località parmense detta "de' Rossi", fu aggiunta entro il XIII secolo la specificazione "degli Arduini", in riferimento al nome con cui erano noti i feudatari Della Palude, dal capostipite Arduino della Palude, figlio del conte Guido di Gandolfo, a sua volta nipote di Attone I..

Storia L'originario nucleo abitato di Neviano nacque in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 31 marzo 1038, quando fu citato in un documento un sacerdote di nome Rimperto, abitante in loco Nuviani.

Nel 1046 il vescovo di Parma Cadalo donò la corte di Neviano, col suo castello e le cappelle del suo territorio, alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma..

Nel 1266 la fortezza fu attaccata in seguito alla ribellione dei suoi occupanti contro i ghibellini parmigiani; nel 1297 il Comune di Parma decretò di non ricostruire più alcuna fortificazione a Neviano.. Tuttavia, il castello fu riedificato negli anni seguenti e nel 1303 i Rossi di Parma vi radunarono le loro truppe per opporsi a Giberto III da Correggio, dopo la sua nomina a signore di Parma.

Successivamente alla conquista da parte dei Visconti del Comune di Parma, anche il territorio nevianese entrò nell'orbita del ducato di Milano, ma nel settembre 1402 Orlandino e Lodovico da Palù, in accordo con le famiglie Rossi e da Correggio, si impossessarono del castello.. Tre mesi dopo i Visconti, aiutati dai Terzi, assediarono il maniero, che capitolò nel gennaio 1403 e fu raso al suolo..

In seguito alla conquista di Parma nel 1409 da parte del marchese di Ferrara Niccolò III d'Este, Paganino e Giorgio da Palù rioccuparono il feudo di Neviano e nel 1411 ricostruirono sulle rovine del castello una piccola bastia, da cui furono scacciati dalle truppe estensi, guidate da Muzio Attendolo Sforza..

Nel 1420 Parma fu riconquistata dal duca di Milano Filippo Maria Visconti, che nel 1441 assegnò i feudi di Neviano, Ranzano, Pratopiano, Campora, Vezzano, Castelmozzano, San Martino di Mozzano, Urzano e Lupazzano a Paganino e Giorgio da Palù; tuttavia, l'anno seguente Giorgio non riuscì a versare la somma dovuta e l'investitura fu revocata. Il Duca incaricò il podestà di Parma Oldrado Lampugnani di governare Neviano per suo conto...

Nel 1452 l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico III d'Asburgo investì del feudo di Neviano i da Correggio, che ne ricevettero conferma nel 1498 dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo..

Nel 1660 il duca di Parma Ranuccio II Farnese assegnò Neviano agli Scoffoni, ai quali succedette otto anni dopo il marchese Giuseppe Verugoli. In seguito del feudo fu investito il conte Francesco Terzi, alla cui morte nel 1759 la Camera Ducale tornò in possesso di Neviano. Nel 1763 la contea fu elevata a marchesato e fu acquistata da Troilo Venturi, futuro ministro ducale, che nel 1775 la permutò col feudo di Tizzano Val Parma del marchese Luigi Liberati Del Pozzo; quest'ultimo mantenne i diritti su Neviano fino alla loro abolizione sancita dai decreti napoleonici del 1805.

Da quel momento Neviano degli Arduini seguì le sorti del ducato di Parma e Piacenza.

Il 23 dicembre 2008 il territorio nevianese fu interessato, coi comuni adiacenti, da un terremoto di magnitudo 5,4, che causò numerosi danni agli edifici storici delle province di Parma e Reggio Emilia, tra i quali il castello di Torrechiara.

Onorificenze Il Comune di Neviano degli Arduini è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione. Tale riconoscimento gli è stato concesso per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua partecipazione alla lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Sant'Eufemia

Menzionata originariamente per la prima volta nel 1038, la cappella medievale fu abbattuta nel XVII secolo e sostituita con un nuovo edificio barocco; modificata parzialmente tra il 1759 e il 1782, la chiesa fu dotata di una facciata neoclassica tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX; ristrutturata e affrescata tra il 1949 e il 1960, fu internamente restaurata nel 1998; il tempio, affiancato complessivamente da nove cappelle, è riccamente decorato sulle volte con affreschi realizzati intorno alla metà del XX secolo dal pittore Emanuele Quintavalla.

Pieve di Santa Maria Assunta a Sasso

Edificata tra l'VIII e il IX secolo alle pendici del rilievo che sovrasta l'abitato di Sasso, la pieve originaria, menzionata per la prima volta nel 1005, fu ricostruita in forme romaniche nel 1082 sulla sommità del monte, secondo la tradizione per volere della contessa Matilde di Canossa; accresciuta di importanza nei secoli seguenti grazie alla strategica collocazione, cadde nel degrado nel XIX secolo; risistemata nelle coperture agli inizi del XX secolo, fu parzialmente restaurata dopo il terremoto del 1920; affiancata dal campanile neoromanico nel 1948, tra il 1950 e il 1965 fu interamente ristrutturata e riportata alla sua veste originaria romanica; elevata a santuario mariano dedicato a Maria Madre della Chiesa, fu restaurata tra il 1990 e il 1994 e tra il 2006 e il 2008. La chiesa, sviluppata su un impianto basilicale a tre navate terminanti in altrettante absidi, presenta una facciata a salienti in pietra, scandita da quattro paraste e decorata con archetti pensili in sommità; all'interno le navate, coperte da soffitti a capriate e travetti lignei, sono separate tra loro attraverso una serie di arcate a tutto sesto rette da colonne coronate da capitelli a cubo scantonato; di particolare pregio risulta il fonte battesimale ottagonale, ricomposto nel 1960 da Galileo Scorticati unendo frontalmente quattro lastre scolpite ad altorilievo risalenti alla prima metà del XII secolo.. .

Pieve di Sant'Ambrogio a Bazzano

Edificata a Bazzano forse già nel IV o V secolo ma ricostruita in stile romanico nell'XI, nel 1230 la pieve aveva sotto la propria giurisdizione sette cappelle e nel 1354 undici chiese, cinque benefici, cinque canonicati e quattro ospedali; profondamente trasformata in stile rinascimentale tra il XVI e il XVII secolo, fu nuovamente modificata tra la seconda metà del XIX e gli inizi del XX; completamente restaurata tra il 2001 e il 2003, fu rinforzata strutturalmente tra il 2008 e il 2013. La chiesa in pietra, dominata nella facciata da un grande frontone di coronamento, è internamente suddivisa in tre navate; la prima cappella sinistra accoglie un fonte battesimale romanico a pianta ottagonale interamente scolpito, risalente secondo alcune ipotesi al VII o all'VIII secolo, anche se alcune scelte iconografiche dei bassorilievi fanno pensare a una datazione più tarda, intorno al X o all'XI secolo...

Oratorio dei Santi Giovanni e Paolo a Scorcoro di Bazzano

Menzionato per la prima volta nel 1299, l'oratorio originario, situato nel piccolo borgo di Scorcoro di Bazzano, fu ricostruito più a valle in posizione isolata nel XVII secolo; restaurato intorno al 1960, fu interamente ristrutturato tra il 2009 e il 2013. L'edificio, sviluppato su una navata unica, è rivestito in pietra e presenta una semplice facciata a capanna..

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a Scurano

Edificata entro il 1111, la pieve romanica di Scurano, menzionata per la prima volta nel 1230, fu profondamente modificata agli inizi del XVIII secolo, aggiungendo le navatelle laterali e le cappelle e realizzando la volta a botte lunettata sulla navata centrale; affiancata dal campanile tra il 1832 e il 1838, fu lesionata dal terremoto del 1920 e successivamente risistemata; modificata nella zona absidale per accogliere l'organo acquistato nel 1910 dalla chiesa di San Pietro di Parma, nel 1932 fu affrescata internamente; danneggiata dalle scosse del 1983 e del 2008, fu in seguito restaurata e rinforzata strutturalmente. L'edificio, sviluppato su una pianta a tre navate affiancate da cappelle laterali, presenta una facciata a salienti in pietra, caratterizzata dal portale d'ingresso principale delimitato da una cornice e un frontone spezzato del 1751; all'interno alcuni pilastri mostrano tracce di affreschi cinquecenteschi rappresentanti santi; di particolare pregio risulta la pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Ilario e Antonio, dipinta nel 1514 da Pier Ilario e Michele Mazzola, zii del Parmigianino..

Chiesa di San Martino a Mozzano

Menzionata per la prima volta nel 1137, la cappella romanica di Mozzano fu elevata a sede di parrocchia autonoma prima del 1564; demolita nel 1669, fu completamente ricostruita in stile barocco; danneggiata dal sisma del 2008, dal 2009 fu sottoposta a lavori di restauro e miglioramento sismico. La chiesa conserva, murate in uno spigolo esterno, due sculture romaniche raffiguranti teste umane con copricapo a calotta, risalenti al XII secolo; al suo interno sono inoltre presenti varie decorazioni barocche in stucco..

Chiesa di San Michele Arcangelo a Lupazzano

Menzionata per la prima volta nel 1063, la cappella originaria fu donata, insieme al territorio di Lupazzano, dai da Antesica al monastero di San Prospero di Reggio, che ne mantenne il possesso fino al 1556; elevata nel 1564 a sede parrocchiale autonoma, fu distrutta da una frana negli anni seguenti; riedificata in forme barocche nel campo di San Rocco tra l'inizio del XVII secolo e il 1694, nel 1744 fu affiancata dal campanile; affrescata internamente nel 1946, fu danneggiata dai terremoti del 1983 e 2008 e successivamente rinforzata strutturalmente e restaurata. L'edificio, sviluppato su una pianta a navata unica affiancata da una cappella per parte, presenta una facciata a capanna delimitata da due lesene doriche e coronata da un frontone triangolare; gli interni accolgono alcune opere di pregio, tra cui la pala d'altare..

Chiesa di San Giovanni Battista ad Antreola

Menzionata per la prima volta nel 1230, la cappella originaria di Selvazzano fu profondamente danneggiata da una frana nella prima metà del XVI secolo; elevata nel 1564 a sede parrocchiale autonoma benché in precarie condizioni, nel 1579 fu chiusa e provvisoriamente unita alla chiesa di San Giacomo di Castelmozzano; ricostruita tra il 1688 e il 1702 in forme barocche in posizione più sicura, fu parzialmente modificata nel 1931; unita nel 1986 alla parrocchia di San Giacomo di Castelmozzano in seguito alla soppressione di quest'ultima, nel 2008 fu lesionata da un terremoto e successivamente rinforzata e restaurata tra il 2010 e il 2011. L'edificio, sviluppato su una pianta a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una facciata in pietra scandita da lesene; gli interni sono decorati con affreschi sulle volte a botte lunettate dell'aula e del presbiterio.

Chiesa di San Giacomo a Castelmozzano