Per calendario berbero (in berbero ⵜⴰⵙⵡⴰⵙⵜ ⵜⴰⵎⴰⵣⵉⵖⵜ, taswast tamaziɣt) si intende il calendario agrario tradizionalmente in uso nelle regioni del Maghreb. Questo calendario è noto in arabo anche con l'epiteto di ﻓﻼﺣﻲ, fellāḥī ("contadino") o ﻋﺠﻤﻲ, cajamī ("non arabo"). Esso viene impiegato per regolare i lavori agricoli stagionali, al posto del calendario islamico che, essendo di tipo lunare senza alcun legame coi cicli delle stagioni dell'anno, è utile per calcolare le festività religiose, ma si presta male ad un uso in agricoltura.Su ciò si veda tra l'altro: Encyclopédie Berbère 11, p. 1713, Servier (1985: 365 ss.), Genevois (1975: 3 ss.).
I calendari più antichi Sulla divisione del tempo presso i berberi dell'antichità ben poco è dato di sapere. Alcuni elementi di un calendario preislamico e quasi certamente anche preromano emergono da alcuni scritti medievali studiati da N. van den Boogert. Alcune coincidenze con il calendario tradizionale dei Tuareg fanno pensare che effettivamente nell'antichità esistesse, con una certa diffusione, un computo del tempo "berbero", organizzato su basi autoctone (van den Boogert 2002: 143-144, 148-149).
{| class="wikitable" style="float:right" |+ Tab. 1 - I mesi berberiricavati da opere medievali (van den Boogert 2002) | style="border-top:none;" | ! style="background-color:#FFFF50;" | Nome del mese ! style="background-color:#FFFF50;" | "Significato" |- ! style="background-color:#FFDEAD;" | 1 | tayyuret tezwaret ! style="background-color:#FFDEAD;"| Piccola luna 1° |- ! style="background-color:#FFDEAD;"| 2 | tayyuret teggwerat ! style="background-color:#FFDEAD;"| Piccola luna 2° |- ! | 3 | yardut !| ? |- ! | 4 | sinwa !| ? |- ! style="background-color:#FFDEAD;" | 5 | tasra tezwaret ! style="background-color:#FFDEAD;"| Il branco 1° |- ! style="background-color:#FFDEAD;" | 6 | tasra teggwerat ! style="background-color:#FFDEAD;"| Il branco 2° |- ! style="background-color:#B0FF70;" | 7 | awdayeɣet yezwaren ! style="background-color:#B0FF70;" | Il piccolo dell'antilope 1° |- ! style="background-color:#B0FF70;" | 8 | awdayeɣet yeggweran ! style="background-color:#B0FF70;" | Il piccolo dell'antilope 2° |- ! style="background-color:#FFDEAD;" | 9 | awzimet yezwaren ! style="background-color:#FFDEAD;"| Il piccolo di gazzella 1° |- ! style="background-color:#FFDEAD;" | 10 | awzimet yeggweran ! style="background-color:#FFDEAD;"| Il piccolo di gazzella 2° |- ! | 11 | ayssi !| ? |- ! | 12 | nim !| ?
Non disponendo di elementi sufficienti a ricostruire integralmente questo calendario originario, si possono solo rilevare alcune caratteristiche interessanti, per esempio il fatto che parecchi nomi di mesi compaiono a coppie (nel mondo tuareg anche a gruppi di tre), il che fa pensare a una divisione del tempo diversa da quella odierna in mesi di circa 30 giorni (van den Boogert 2002: 141-146).
Qualche ulteriore informazione, difficile però da precisare e da mettere in relazione con la situazione del resto del Nordafrica, si può ricavare da quanto si sa del computo del tempo presso i Guanci delle Isole Canarie. Secondo un manoscritto del XVII secolo di Tomás Marín de Cubas, essi
Lo stesso manoscritto rileva (in modo poco chiaro)Barrios García (1997: 53) parla di una "confuse redaction of Marín". che di questi eventi calendariali venivano fatte registrazioni grafico-pittoriche (tara) su diversi supporti, e su questa base alcuni studiosi moderni hanno voluto ritrovare descrizioni di eventi astronomici legati ai cicli annuali in una serie di pitture geometriche trovate in alcune caverne dell'isola di Gran Canaria, ma i risultati di questi studi sono per ora altamente ipotetici(Si veda J. Barrios García 1995 e 1997).
Si possiede anche il nome di un solo mese nella lingua autoctona, tramandato come Beñesmet o Begnesmet. Sembra fosse il secondo mese dell'anno, corrispondente al mese di agostoCf., tra l'altro, Barrios García (2007: 331 e passim).. Tale nome, qualora fosse composto da qualcosa come *wen "quello di" + (e)smet (o (e)zmet?), potrebbe trovare, nella lista dei mesi berberi medievali, una corrispondenza con il nono e il decimo, mese, awzimet (propriamente aw "figlio di" + zimet "gazzella"). Ma i dati sono troppo scarsi per poter approfondire questa ipotesiSul significato del nome dei mesi medievali awzimet yezwaren e awzimet yeggweran, nonché sul loro possibile rapporto coi mesi tuareg di ǎwžém yǎzzarǎn e ǎwžém as-eššin (Ahaggar ǎwhim wa yezzǎren e ǎwhim wa ylkemen), cf. van den Boogert (2002: 144)..
Il calendario attuale (giuliano) Il calendario agricolo berbero ancor oggi in uso deriva quasi certamente dal calendario giuliano, introdotto nell'Africa romana all'epoca della dominazione di Roma, come dimostrano diverse circostanze: i nomi dei mesi di questo calendario (tanto in berbero che in arabo magrebino), derivano evidentemente dai corrispondenti nomi latini; l'inizio dell'anno (il primo giorno di yennayer) corrisponde al 14 gennaio (anche se alcune fonti considerano il 12) del calendario gregoriano, il che coincide con lo scarto di 13 giorni che si è prodotto nei secoli tra date astronomiche e calendario giuliano"L'anno berbero corrisponde pressappoco all'anno russo; esso ha 13 giorni di ritardo sul nostro. Questo ritardo proviene dal fatto seguente: gli indigeni conoscono l'anno bisestile e aggiungono un giorno (...) ma dimenticano [sic] che, per essere esatto, l'ultimo anno del secolo deve essere normale; essi lo considerano bisestile e quindi hanno un giorno di ritardo ogni secolo. Nel 1899 avevano solo 12 giorni di ritardo; a partire dal 1900 ne hanno 13" (Salmon 1904, p. 232). All'epoca in cui furono scritte queste osservazioni l'aumento dello scarto tra i calendari si era appena prodotto. Va poi ricordato che, essendo il 2000 bisestile, lo scarto di 13 giorni si è mantenuto anche nel XXI secolo.; la lunghezza dell'anno e dei singoli mesi è la stessa del calendario giuliano: tre anni di 365 giorni seguiti da un anno bisestile di 366, senza eccezioni (e mesi di 30 e 31 giorni, con il secondo di 28). La sola, leggera, divergenza sta nel fatto che il giorno in più negli anni bisestili non viene di solito aggiunto alla fine di febbraio ma alla fine dell'anno"Gli indigeni conoscono l'anno bisestile e aggiungono un giorno, non alla fine di febbraio ma alla fine di dicembre; lo chiamano al-kabs (il giorno intercalare)" (Salmon 1904, p. 232)..
Nonostante ciò, J. Servier ha espresso riserve sul fatto che questo calendario rappresenti un prolungamento senza soluzione di continuità del calendario giuliano di epoca latina, e ha ipotizzato, senza prove, che esso provenisse da un calendario copto portato in Nordafrica dagli ArabiSi veda in particolare Servier (1985, p. 370).. Si tratta però di un'ipotesi senza fondamento. A parte il fatto che la struttura del calendario copto è estremamente diversa da quella del calendario berbero, le premesse da cui egli è partito (non si sarebbero mantenute tracce delle antiche denominazioni delle calende, idi e none del calendario romano) sono erronee: infatti, El Qabisi, un giureconsulto islamico di Qayrawan dell'XI secolo, condannava l'usanza di festeggiare nelle ricorrenze dei "pagani", e citava, tra gli usi tradizionali del Nordafrica, quello di celebrare le Calende di gennaio (Qalandas nel testo) (Idris 1954)Per questa confutazione delle tesi di Servier, cf. Brugnatelli (2005, p. 317-318)..
I mesi <div align="center">Tab. 2 - I nomi dei mesi in varie zone del Maghreb (in vari dialetti berberi e arabi)'''</div> MonthRif-Tamazight (Nord-Centro Marocco)Chleuh (Sud Marocco)Cabilo (Algeria)Berbero di Jerba (Tunisia)Arabo tunisinoArabo libicoGennaioYennayer Innayr(Ye)nnayerYennárYenna(ye)rYannayerFebbraioYebrayerXubrayrFurarFurárFura(ye)rFebrayerMarzoMares MarsMeɣresMars MarsuMarsAprileYebrirIbrir(Ye)brirIbrír AbrilIbrilMaggioMayMayyuhMagguMayuMayuMayuGiugnoYunyuYunyuYunyuYunyuYunyuYunyuLuglioYulyuzYulyuzYulyu(z)YulyuYulyuYulyuAgostoƔuctƔuctƔuctƔuctAwussuAghustusSettembreCutembirCutanbirCtemberCtámberShtamberSeptemberOttobreKtuberkṭuber(K)tuberKtúberUktuberUktuberNovembreNwambirDuwanbirNu(ne)mberNumbírNufemberNuvamberDicembreDujembirDujanbirBu- (Du-)jemberDujámberDejemberDecember
Le "Porte dell'Anno" Al di là dei singoli mesi, all'interno del calendario agricolo tradizionale si trovano ulteriori ripartizioni, per "stagioni" o per "periodi forti", contrassegnati da particolari ricorrenze e celebrazioni. Per i momenti cardine dell'anno J. Servier utilizza il nome suggestivo di "Porte dell'anno" (cabilo tibbura useggwas, singolare tabburt useggwas)Servier (1985, p. v e passim)., anche se questo termine sembra di norma usato, al singolare o al plurale, per indicare in particolare il periodo del solstizio d'invernoÈ in particolare Bouterfa (2002, p. 13 e passim) a sottolineare il legame del primo mese dell'anno (connesso col solstizio d'inverno), la divinità Giano (in latino: Ianus) e il nome latino della "porta", ianua. e l'inizio dell'anno "agricolo"Cf, Dallet (1982: 38, s.v. tabburt): "tabburt useggwas/tibbura useggwas, l'inizio dell'anno agricolo, il momento delle prime arature"..
Delle quattro stagioni non tutte hanno conservato una denominazione berbera: i nomi della primavera e dell'estate sono usati quasi dovunque, più raramente l'inverno e, tra i berberi del nord, solo nel Gebel Nefusa, in Libia, permane anche il nome berbero dell'autunno. Primavera tafsut (ar. er-rbic) - Inizio il 15 furar (= 28 febbraio) Estate anebdu (ar. es-sif) - Inizio 17 mayu (= 30 maggio) Autunno amwal / aməwanamwal è la forma registrata nel Gebel Nefusa (Giado); aməwan è il termine corrispondente in tuareg. Cf. V. Brugnatelli, "Notes d'onomastique jerbienne et mozabite", in K. Naït-Zerrad, R. Voßen, D. Ibriszimow (éd.), Nouvelles études berbères. Le verbe et autres articles. Actes du "2. Bayreuth-Frankfurter Kolloquium zur Berberologie 2002", Köln, R. Köppe Verlag, 2004, pp. 29-39, in partic. p. 33. (ar. le-xrif) - Inizio 17 ghusht (= 30 agosto) Inverno tagrest (ar. esh-shita) - Inizio 16 numbír (= 29 novembre)
Un elemento interessante è la contrapposizione esistente tra due periodi di 40 giorni ciascuno, quello considerato di maggiore freddo nell'inverno ("Le notti", llyali) e quello di maggior calore in estate ("La canicola", ssmaym, awussu)Su ciò si veda tra l'altro il capitolo "Llyali et Ssmaym" di Genevois (1975, p. 21-22)..
Llyali
Il periodo di maggior freddo è costituito da 20 "notti bianche" (berbero lyali timellalin, arabo al-lyali al-biḍ), dal 12 al 31 dujamber (25 dicembre - 13 gennaio gregoriano), e 20 "notti nere" (berbero lyali tiberkanin, arabo al-lyali al-sud), con inizio il primo giorno di yennayer, corrispondente al 14 gennaio gregoriano, e fino al 20 dello stesso meseSulla durata di questo periodo si veda, tra gli altri, Salmon (1904, p. 233), Joly (1905, p. 303), il capitolo "Llyali et Ssmaym" di Genevois (1975, p. 21-22).. In alcune regioni, il periodo di venti giorni precedenti l'inizio di yennayer era caratterizzato da un digiuno (rispettato soprattutto dalle donne anziane)Così riferisce, per la Cabilia, Servier (1985, p. 376)..
Yennayer Il primo giorno dell'anno viene celebrato in modi diversi nelle diverse regioni del Maghreb. Perlopiù è tradizionale un pasto con cibi particolari, diversi da regione a regione (per esempio un cuscus alle sette verdure), ma in molte regioni è anche previsto il sacrificio di un animale (di solito un pollo).Servier 1985: 373-374; Henri Genevois 1975, Le rituel agraire: 10-12