Il concetto di Grande Reggio - ovvero la Reggio Calabria che si estende da un capo all'altro tra le spiagge di Bocale e quelle di Scilla - risale al 1927, quando vennero accorpati nel capoluogo quattordici comuni fino ad allora autonomi e che oggi sono quartieri e sobborghi perifericiCon decreto governativo del 26 gennaio 1933 Villa San Giovanni tornò a essere comune autonomo, comprendendo da quella data anche Cannitello, Campo Calabro e Fiumara. Nel 1947 Campo Calabro e Fiumara tornarono comuni autonomi. che, come allora, facevano parte dell'hinterland del centro cittadino e dell'intera area dello stretto calabrese.
I motivi della conurbazione Situazione demografica ed edilizia Dopo il terremoto del 1908, la forte ripresa della città comportò un continuo e progressivo sviluppo demografico-edilizio. Infatti il governo incentivò ogni iniziativa finalizzata a migliorare le condizioni sociali, igieniche e di viabilità della città più antica e popolosa della Calabria, incoraggiando lo sviluppo degli strumenti necessari alla gestione del traffico ed il commercio, quindi per lo sviluppo industriale.
La nuova città tendeva infatti ad estendersi lungo il mare, avendo così più facili le comunicazioni e più agevoli i commerci. Gli abitanti delle zone montane e delle borgate confluivano verso la zona marina per farne centro dei propri affari. Le norme di ricostruzione antisismica non consentivano lo sviluppo in altezza ai nuovi fabbricati, per cui la nuova estensione della città fu molto maggiore di quella antecedente al terremoto.
Dunque per vari motivi quali: la tendenza della popolazione delle zone interne a trasferirsi lungo la costa; l'aumento sensibile della popolazione, che in poco più di un decennio crebbe del 65%; la maggiore ampiezza imposta dalle norme asismiche;
la zona della città compresa tra il mare e le vicine colline era già totalmente edificata, trovandosi inevitabilmente compressa dai confini dei comuni limitrofi, i quali nel frattempo continuavano a vivere una vita propria indifferente ad ogni crescita urbanistica e sociale. Il territorio costiero risultava quindi chiaramente insufficiente al profondo sviluppo industriale, commerciale, civile e sociale della città di Reggio.
Il comune di Reggio prima della conurbazione La situazione della circoscrizione territoriale del comune di Reggio prima della conurbazione denotava, a causa degli avvicendamenti storici nei millenni, uno spazio che a monte si fermava alle pendici dell'Aspromonte, arrivando a forma d'imbuto al mare, e delineando una linea costiera di poco più di 10 km, ben più ridotta rispetto alla reale linea costiera dello Stretto.
L'estensione territoriale di appena 7.751 ettari creando una rete di piccolissimi centri a nord e a sud, e comprimendo quindi il nuovo sviluppo urbano.
Tale territorio infatti non aveva, come gli altri importanti centri comunali, una delimitazione tracciata da confini determinati, quali normalmente sono i corsi di acqua, i monti e le valli.
Dando uno sguardo alla sponda opposta dello Stretto ci si poteva rendere conto che la città di Messina, il cui territorio comprendeva 48 villaggi, formava una linea ininterrotta da Giampilieri a Capo Faro, per una distesa di 34 km, svolgendo il suo territorio lungo tutta la costa sicula dello Stretto, mentre l'altrettanto importante territorio della città di Reggio Calabria guardava sino ad allora una ristretta parte del braccio di mare. Ciò era dovuto al fatto che il territorio della zona calabra dello Stretto (da Torre Cavallo a Punta Pellaro), era costituito dai piccoli comuni di Gallico, Catona, Villa San Giovanni e Cannitello a nord, ed i territori dei comuni di Gallina e Pellaro a sud, che limitavano l'affaccio costiero della città.
Si considerò dunque che se questi comuni fossero stati compresi in quello di Reggio Calabria, sarebbe esistita uniformità territoriale lungo lo Stretto e tra i comuni di Reggio e Messina, permettendo di mettere in pratica il concetto che gli stretti, come i fiumi, tendono ad essere dominati da uno stesso centro demografico.
I vecchi comuni limitrofi
Il territorio dell'antica città di Reggio Calabria era compreso tra Torre Cavallo (Punta Cenide) e Punta Pellaro lungo la costa, mentre andava dallAltipiano della Melia alle pendici dell'Appennino fino al monte Basilicò a quota 1.774 m nella zona montana, quindi si ricongiungeva al mare attraverso i campi di Reggio, Gallina e la Fiumara di Valanidi, in prossimità di Punta Pellaro.
In un territorio di 24.404 ettari sorgevano quattordici piccoli comuni, una fittissima rete attorno al grande centro, però senza possibilità di espansione, che costituiva un'evidente appendice artificiosa del capoluogo, prodotto di interessi particolaristici.
Per conoscere anche sommariamente quali erano le condizioni demografiche, territoriali, finanziarie, economiche, industriali e commerciali di questo gruppo di comuni, è necessario porre in rilievo per ciascuno brevi cenni corredati da elementi statistici desunti dai bilanci preventivi in quel periodo.
Campo CalabroSulle colline soprastanti Villa San Giovanni, in mezzo a fertili terreni e vigneti è centro prevalentemente e quasi esclusivamente rurale. Ha un'estensione di 700 ettari ed una popolazione di circa 2.900 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali vino, agrumi, molto ricca la produzione dei bozzoli. CannitelloIn riva al mare sulla sponda dello Stretto. La zona abitata lungo la strada provinciale e lungo il mare è senza interruzione unita a quella di Villa San Giovanni, ha un'estensione di 416 ettari e conta circa 2.850 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali vini, olii, essenza di bergamotto, limoni. Vi sono importanti stabilimenti per la filatura della seta con numerosa mano d'opera prevalentemente femminile; presente anche l'industria della pesca con sistemi però molto primitivi. CataforioSituato sulla sponda destra del "torrente Sant'Agata", su terreno variegato con continui avvallamenti e senza pianure vicino all'abitato, dista circa 10 km dal mare. Ha un'estensione di 3.400 ettari ed una popolazione di circa 3.600 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali cereali, olii, agrumi, essenza, frutta, castagne. Vi sono boschi di castagni, faggi ed abeti. CatonaLungo la costa in fertile territorio di prospetto a Messina, è uno dei punti più prossimi tra la penisola e la Sicilia. una spiaggia molto gradevole, abitata dal popolo marinaresco per eccellenza e con tradizioni millenarie. Ha un'estensione di 575 ettari ed una popolazione di circa 4.900 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali cereali, agrumi, bergamotto e foglia serica. FiumaraA capo di una lunga e fertile valle a monte di Catona, è distante poco più di 8 km dal mare. Ha una estensione di 509 ettari ed una popolazione di circa 2.000 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali vini, olii, frutta, cedri, arance, limoni, essenza di bergamotto. GallicoSituato a breve distanza dal centro di Reggio è diviso in tre parti: Santa Domenica, Gallico superiore e Gallico inferiore, quest'ultimo lungo la riva del mare in amena posizione. Ha un'estensione di 507 ettari ed una popolazione di circa 5.200 abitanti. È ricchissimo di prodotti della terra, in particolare molte specie di agrumi (tra cui il bergamotto), vini, foglia serica; ha un promettente sviluppo industriale con fabbriche di agrocotto, marmellate, mulini, pastifici; particolarmente sviluppato è il commercio di agrumi, cereali e farine. GallinaSituato a sei chilometri dal mare in posizione panoramica, ad un'altezza di 235 m s.l.m. Ha un'estensione di 3.535 ettari ed una popolazione di circa 11.200. È un territorio particolarmente ricco di prodotti della terra quali vini, olii, agrumi, cereali, ortaggi e foglia serica, vi fioriscono alcune fabbriche di agrocotto. PellaroSituato in riva al mare su di un fertile territorio è dotato di un clima balsamico, tanto da costituire un'apprezzata stazione balneare, da diporto e di cura. Ha un'estensione di 2.490 ettari ed una popolazione di circa 8.750 abitanti. L'economia si basa su abbondanti e vari prodotti come cereali, agrumi, olii, ottimi vini (vedi Pellaro IGT) e frutta. PodàrgoniSituato lungo la fiumara Gallico sul versante occidentale dell'Aspromonte, è circondato da fertili colline ed è un centro prettamente montano. Ha un'estensione di 2.595 ettari ed una popolazione di circa 1.300 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali vini, olive, frutta e legname (castagni). RosalìSituato quasi completamente in una valle molto fertile a monte del territorio di Catona, è di clima temperato. Ha un'estensione di 362 ettari ed una popolazione di circa 2.000 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali olive, frutta, ottimi ed abbondanti vini. SalìceSu fertili collinette dall'aria particolarmente salubre ha un abitato di mediocre aspetto e sovrasta il territorio di Catona. Ha un'estensione di 204 ettari ed una popolazione di circa 800 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali agrumi, cereali e vino. Molto estese sono le piantagioni dei gelsi con un ricco ed importante allevamento dei bachi. SambatelloSituato sopra Gallico, da cui è poco distante, si trova su un'estesa e fertile pianura che si affaccia sullo Stretto, u cui si eleva a circa 300 m s.l.m. Ha un'estensione di 898 ettari ed una popolazione di circa 5.000 abitanti. Abbondante è la produzione di frutta, agrumi, foglia serica e di vini di qualità molto pregiata. Villa San GiovanniSulla punta nord dello Stretto, la zona abitata si congiunge a nord con la borgata Pezzo quindi con Cannitello, ed a sud con la borgata Acciarello quindi con Catona. Ha un'estensione di 253 ettari, e conta circa 6.600 abitanti. L'economia si basa su prodotti quali vini, agrumi, essenza di bergamotto, larga produzione di bozzoli. È un importante centro per la filatura della seta e del commercio dei cascami; ha fabbriche di essenze, di olii al solfuro, di pipe, di mattoni in cemento; è scalo di transito fra il continente e la Sicilia. Villa San GiuseppeSulle alture a 105 m s.l.m., sorge tra Catona e Gallico in posizione panoramica e dotata di un clima salubre e temperato. Ha un'estensione di 249 ettari ed una popolazione di circa 1.600 abitanti. È un importante centro agrumario, in particolare le arance sono ricercatissime per il loro profumo e dimensione.
L'ampliamento territoriale del Comune di Reggio Calabria
Il comune di Reggio Calabria avanzò richiesta al Governo Nazionale Fascista che il suo territorio fosse ampliato in modo da comprendere i comuni di Cannitello, Villa San Giovanni, Campo Calabro, Fiumara, Catona, Salìce, Villa San Giuseppe, Rosalì, Sambatello, Gallico, Podàrgoni, Cataforio, Gallina e Pellaro.
Nella visione dei fautori, le favorevoli condizioni di clima e di posizione geografica nonché vaste risorse del suolo ed elementi di civiltà e progresso, avrebbero potuto ben fruttare in uno spazio non ristretto; tali comuni avrebbero potuto trarre giovamento da un ampliamento ed accentramento ad una vasta organizzazione comunale intenzionata a favorire lo sviluppo urbano e sociale. La formazione di un'unica organizzazione comunale avrebbe così apportato notevoli vantaggi sia alla città di Reggio che ai comuni aggregati; vantaggi di ordine morale, economico, finanziario, industriale, commerciale, sociale e demografico.
Le motivazioni in supporto all'ipotesi furono: L'unificazione del territorio avrebbe formato un centro comunale di oltre 120.000 abitanti, estendendosi lungo la zona occidentale dello Stretto di Messina per circa 30 km, costitueno un'unità etnica di grande importanza, suscettibile di migliore sviluppo. I piccoli comuni, fino ad allora appartati e lontani dal grande movimento di rinnovazione, avrebbero riscosso grandi benefici con l'estensione moderna dei servizi pubblici.