Pietra Ligure (, scritto raramente Pietraligure, A Prïa o A Prîa in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Savona in Liguria.
Geografia fisica Territorio Il comune rivierasco si estende sulla costa per circa sei chilometri, fra i comuni di Borgio Verezzi e Loano. Le sue coste sono basse e ghiaiose, tipiche della Riviera di Ponente. La città è attraversata dal torrente Maremola. Alle sue spalle si trova il monte Carmo di Loano (1.389 m), prima cima notevole delle Alpi Liguri dopo la Bocchetta di Altare.
Clima La località gode del clima mediterraneo che permette la vita delle palme.
Storia
Pietra Ligure deve il suo nome all'antico castello che si erge sullo spuntone di roccia esposto a nord-est, dominando la baia, la costa e le colline circostanti. Castrum et Oppidum Petrae, il "castello di pietra", costruito nel VII - VIII secolo e abitato a lungo dai Vescovi di Albenga, che nel 1100 ne fecero loro dimora estiva.
I primi insediamenti umani nella zona, risalenti al periodo Neolitico, sono attestati dai vari reperti archeologici rinvenuti nelle caverne del monte Trabocchetto (Rocca delle Fene). Tra i vari reperti alcuni attrezzi per la caccia e la difesa, ma anche tracce di focolare. Altri ritrovamenti, come una tomba con carro riportabile, sono invece databili all'Età del ferro e al dominio imperiale romano nella zona. Furono inoltre ritrovate monete antiche del I e del II secolo, facendo supporre agli studiosi la costituzione di un centro abitato che, dopo il passaggio della via Julia Augusta verso la Costa Azzurra, acquistò maggiore importanza economica grazie al collegamento viario con i maggiori centri romani di Vada Sabatia (Vado Ligure) e Albingaunum (Albenga).
I Romani dovettero far fronte a una lunga resistenza da parte degli abitanti della zona (Liguri Ingauni), che si allearono con i Cartaginesi nel corso della seconda guerra punica. La sottomissione all'Impero romano fu definitiva dopo la sconfitta cartaginese del 181 a.C., nella battaglia combattuta presso Capo Caprazoppa, a Finale Ligure. Durante l'era longobarda cominciò a svilupparsi il borgo medievale, intorno al castello già presente in epoca romana, fra la foce del torrente Maremola e il colle del Trabocchetto.
La vicinanza del monte al mare favorì la coltivazione dei cereali e degli ortaggi, grazie alla naturale difesa dai venti. Il borgo, acquistata maggior potenza economica, divenne presto attrattiva feudale dei signori del luogo e della chiesa, come i marchesi Del Carretto (intorno all'XI secolo) e il vescovo di Albenga (fu lo stesso marchese Enrico II Del Carretto a cedere, nel 1216, il borgo al vescovo Oberto II), ma solo quest'ultimo riuscì a dominare il comune rivierasco. Il vescovo si adoperò per la ricostruzione del castello, nel XII secolo, e del borgo medievale, di cui restano ancora alcune significative testimonianze. In questo periodo la cittadina si estese verso sud-ovest, dando origine al cosiddetto Borgo Nuovo.
Con atto del 17 dicembre 1385, rogato a Genova, il papa Urbano VI cedette "La Pietra" e le sue Ville alla Repubblica di Genova in pagamento dell'aiuto dato dalle galee della repubblica che lo avevano liberato quando si trovava a Nocera, assediato dalle truppe di Carlo II d'Ungheria nuovo re di Napoli (favorevole all'antipapa Clemente VII). La comunità pietrese retta da uno statuto (approvato da Genova il 15 febbraio 1386) e da un podestà inviato dalla Repubblica comprendeva le località di: Toirano, Boissano, Giustenice (dal 1448), Verzi (oggi aggregata a Loano), Ranzi (oggi aggregata al comune di Pietra Ligure), Borgio e Verezzi.
Pietra rimase fedele a Genova in molte occasioni, tra cui nella guerra del 1447 contro i marchesi di Finale e in quella del 1625 contro il Ducato di Savoia per il dominio sul Marchesato di Zuccarello, cedendo i propri uomini all'esercito della repubblica. La repubblica genovese ricambiò spesso la fedeltà aiutando il borgo nello sviluppo economico e difendendolo dagli attacchi delle comunità limitrofe.
Risale al XVII secolo la nuova espansione edilizia lungo la sponda destra del torrente Maremola, che diede vita al nuovo quartiere denominato Ajetta (dalla brezza che vi spira), successivamente distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruito nel dopoguerra.
Caduta la repubblica genovese e con la dominazione di Napoleone Bonaparte il territorio della Pietra rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del III cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VI cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte. Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861; nel 1863 assunse la denominazione di Pietra Ligure.
Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento omonimo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona. Nell'Ottocento e nel Novecento l'attività portuale, già fiorente per naviglio di medio cabotaggio, venne incrementata con la costruzione di un cantiere navale, nel sito occupato oggi dall'Hotel Lido, che costruì diversi bastimenti di notevole tonnellaggio, tra cui il brigantino a palo denominato La Pietra; altri cantieri navali furono costruiti nel 1916.
Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1928 quando le fu unito il soppresso comune di Ranzi Pietra, già legato storicamente con Giustenice e poi indipendente.
Nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, anche Pietra Ligure fu colpita dalle persecuzioni antiebraiche con l'arresto il 29 dicembre 1943 di Sara Dana (1927-1944), una ragazzina ebrea milanese che era ricoverata per cure all'ospedale Santa Corona. Morirà ad Auschwitz.Dalle fonti risultano almeno 14 gli ebrei arrestati in varie località della provincia di Savona: Alassio (7); Savona (3); e uno ciascuno a Pietra Ligure, Laigueglia, Finale Ligure e Ferrania. CDEC Digital Library. Trasferita alla carceri di Milano, Sara sarà deportata alla morte ad Auschwitz a fine gennaio 1944. Cfr. Sara Dana.
Al referendum istituzionale del 1946, il 58,3% degli elettori pietresi votò per la Repubblica, mentre il 41,6% votò per la monarchia.
Dopo la Seconda guerra mondiale, negli anni '50 e '60, il paese beneficiò del boom economico italiano, con investimenti in infrastrutture e urbanistica. Il potenziamento della ferrovia Genova-Ventimiglia e della Via Aurelia rese Pietra Ligure facilmente raggiungibile dal Nord Italia.
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice.
Dal 4 dicembre 2014 alla primavera del 2015 ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Riviera delle Palme e degli ulivi.
Simboli
Stemma
Gonfalone
Lo stemma è stato approvato con delibera del consiglio comunale n. 25 del 18 aprile 2001 e n. 39 del 28 giugno 2001 e modificato con delibera del consiglio comunale n. 36 del 10 agosto 2004.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Basilica di San Nicolò nel centro storico pietrese. Voluta dalla comunità come voto per la liberazione dalla peste (1525), i lavori per la sua costruzione (su progetto dell'architetto genovese Giovanni Battista Montaldo) cominciarono nel 1750 e si protrassero per 41 anni; la chiesa, benché incompiuta e con un solo campanile, venne benedetta il 25 novembre 1791. Dopo l'arresto dei lavori a causa dell'invasione francese e susseguente dominazione napoleonica, il completamento avvenne tra il 1814 e il 1863 con la definitiva consacrazione l'8 luglio 1891. Tra le opere pregevoli l'icona su legno di San Nicolò dipinta da Giovanni Barbagelata (pittore genovese) nel 1498 e installata nell'abside dell'antica parrocchiale e trasferita in basilica nel 1791; un crocefisso processionale (già della confraternita di Santa Caterina) attribuito ad Anton Maria Maragliano di Genova; il coro (1711) ed il pulpito (1695) in noce scuro, facenti parte degli arredi della Cattedrale di Marsiglia, acquistati da marinai pietresi nel maggio del 1794 prima che venissero dati alle fiamme dai rivoluzionari; i due gruppi processionali dell'Assunta (1858) e di San Nicolò (1877) del savonese Antonio Brilla. In occasione dei festeggiamenti per il secondo centenario di vita, nel 1992, viene elevata alla dignità di basilica minore. Oratorio dei Bianchi o della Concezione nel centro storico pietrese, antica chiesa parrocchiale di Pietra Ligure. La prima pieve fu edificata dietro il locale castello e consacrata nel 465 dal vescovo albenganese Gaudenzio. La chiesa nella sua attuale posizione fu invece edificata nell'anno 885, riedificata e ingrandita nel 1384 in stile romanico. Abbandonata nel 1791 con l'apertura della nuova basilica di San Nicolò, nel 1796 venne concessa dal "parlamento pietrese" alla confraternita dei Disciplinanti, che ambiva a possedere un nuovo oratorio nel centro del borgo. Trasformata in auditorium dal 1976, nel 2006 è stata nuovamente restaurata sia all'interno che all'esterno e destinata unicamente al culto. Dal 2015 in essa ha sede la Confraternita dell'Orazione e Morte detta dei Neri.
Oratorio della Santissima Annunziata-Confraternita di Santa Caterina V.M. detta dei Rossi nel centro storico pietrese. Sulla prima Domus Batutorum costruita tra il XIII e il XIV secolo extramoenia e donata nel giugno del 1481 dalla Compagnia dei battuti ai RRPP Domenicani questi vi costruirono una prima chiesa con convento consacrata nel 1519. La chiesa venne ingrandita tra il 1660 e il 1683 nelle attuali forme. Soppressa con le leggi della Repubblica Ligure nel 1799, dopo essere stata trasformata in deposito, venne concessa come oratorio alla confraternita della Morte e Orazione. Sul finire del XIX secolo la chiesa venne completamente restaurata, sia internamente sia esternamente, dalla nobildonna pietrese Carlotta Bosio Regina. L'interno a unica navata ha oltre l'altare maggiore 4 altari, tra questi il più antico e prezioso, caratterizzato da intarsi in marmo della seconda metà del XVII secolo è dedicato alla Vergine del Santo Rosario, gli altri sono dedicati a sant'Anna, alle martiri Lucia e Caterina e a san Pio V che vi risiedette nel 1550 da semplice monaco domenicano (padre Michele Ghislieri) nel 1566 venne elevato al soglio pontificio prendendo il nome di Pio V, fu canonizzato nel 1713. Dal 1979 è officiata dalla confraternita di Santa Caterina Vergine Martire detta dei Rossi.
Santuario di Nostra Signora del Soccorso, officiata dai Frati Minori Francescani, una delle principali chiese di Pietra Ligure. Già nel XIV secolo nelle paludi del Maremola esisteva una piccola cappella, su cui era dipinta a fresco un'immagine della Madonna col Bambino; nel 1548 si decise la costruzione di fronte alla cappella di una nuova e più ampia chiesa. Dal 1969 la chiesa è divenuta parrocchiale. Chiesa parrocchiale di San Bernardo Abate nella frazione di Ranzi, edificata tra il 1530 e il 1615. La comunità fu separata dalla parrocchiale di San Michele Arcangelo di Giustenice e istituita nel 1615. Cappella di San Sebastiano nella frazione di Ranzi, fondata intorno all'anno 1000 dai monaci benedettini presso la collina dei Gazzi. Cappella di Sant'Antonio da Padova nella frazione di Ranzi, edificata tra il 1747 e il 1749. Cappella di Santa Liberata nella frazione di Ranzi, menzionata in un documento del 1701 ma di origini antiche. Cappella della Concezione nella frazione di Ranzi.
Architetture civili