La città metropolitana di Firenze è una città metropolitana italiana della Toscana, con capoluogo Firenze. Conta abitanti distribuiti in 41 comuni.

Istituita dalla legge n. 56 del 7 aprile 2014, dal 1º gennaio 2015 è subentrata alla soppressa provincia di Firenze, succedendole in tutti i rapporti attivi e passivi e assumendone le funzioni, oltre a quelle proprie attribuite alle città metropolitane dalla medesima legge. Il suo territorio coincide con quello dell'ex provincia.

Confina a nord con la Città metropolitana di Bologna e con la provincia di Prato, a nord-est con le province di Ravenna e Forlì-Cesena, a est e sud-est con la provincia di Arezzo, a sud con la provincia di Siena, a ovest con le province di Pisa, Lucca e Pistoia.

La sede istituzionale è Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, già sede della Provincia dal 1874 e dal 2015 sede della Città metropolitana e del Consiglio metropolitano.

Geografia fisica Il territorio della città metropolitana si estende per circa km² nella parte centro-settentrionale della Toscana ed è caratterizzato da una morfologia prevalentemente collinare: il 68,7% della superficie è classificato come collina, il 26,8% come montagna e il 4,5% come pianura.

La porzione settentrionale e nord-orientale comprende le aree montuose dell'Appennino tosco-emiliano e le conche e vallate del Mugello e dell'alta Val di Sieve, mentre a sud e a sud-ovest prevalgono i sistemi collinari del Chianti, della Val di Pesa e della Val d'Elsa. La fascia centrale è occupata dalla conca di Firenze e dalla pianura che si sviluppa lungo il corso dell'Arno, principale asse idrografico del territorio. Il reticolo idrografico appartiene prevalentemente al bacino dell'Arno, che attraversa l'area metropolitana da est a ovest ricevendo, tra gli affluenti principali presenti nel territorio, la Sieve, il Bisenzio, la Pesa e l'Elsa.

La varietà morfologica dell'area è riflessa anche nella pianificazione paesaggistica regionale, che distingue nel territorio fiorentino diversi ambiti, tra cui quelli di Firenze-Prato-Pistoia, del Mugello, della Val d'Elsa, del Chianti e del Val d'Arno superiore.

Storia

I precedenti amministrativi e la nascita della provincia L'organizzazione amministrativa di un territorio facente capo a Firenze precede di diversi secoli la nascita della provincia moderna. Già nel 1418 la Repubblica di Firenze istituì la magistratura dei Cinque del Contado e del Distretto, con competenze sul territorio soggetto alla città.Ministero della cultura, Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche (SIUSA), Provincia di Firenze, scheda storico-istituzionale. Durante il Granducato di Toscana l'organizzazione territoriale fu più volte modificata, fino alle riforme amministrative dell'età lorenese e alle circoscrizioni istituite negli ultimi anni dello Stato granducale.

Dopo l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna e durante il processo di unificazione italiana, nel 1860 fu istituito il Compartimento fiorentino, presieduto da Luigi Guglielmo Cambray-Digny. Il relativo Consiglio compartimentale operò fino al 1865; la documentazione prodotta dall'organo è conservata nell'Archivio storico della Provincia di Firenze, oggi appartenente alla Città metropolitana.Città metropolitana di Firenze, Archivi provinciali, inventario dell'Archivio del Consiglio compartimentale 1860-1865 e dell'Archivio della Provincia di Firenze 1865-1980.

La provincia in senso propriamente postunitario nacque con l'estensione alla Toscana del nuovo ordinamento amministrativo del Regno d'Italia, definito dalla legge 20 marzo 1865, n. 2248. Il sistema organizzava il territorio statale in province, circondari, mandamenti e comuni e attribuiva alla provincia un consiglio elettivo e una deputazione provinciale, inizialmente presieduta dal prefetto.Legge 20 marzo 1865, n. 2248, Per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, allegato A. Il primo Consiglio provinciale di Firenze entrò in carica il 5 ottobre 1865; ne fecero parte, tra gli altri, Bettino Ricasoli, Tommaso Corsi e Cambray-Digny, mentre la presidenza fu affidata a Ubaldino Peruzzi.

La Provincia ebbe inizialmente sede in una parte di Palazzo Galli Tassi, tra via Pandolfini e Borgo degli Albizi. Il 29 settembre 1874 acquistò dallo Stato per 500.000 lire Palazzo Medici Riccardi, che divenne sede del Consiglio e degli uffici provinciali, continuando contemporaneamente a ospitare la Prefettura.Città metropolitana di Firenze, Palazzo Medici Riccardi, scheda storico-istituzionale.

La riforma dell'ordinamento provinciale entrata in vigore alla fine degli anni Ottanta dell'Ottocento separò maggiormente l'amministrazione elettiva provinciale dalla rappresentanza periferica dello Stato: il prefetto cessò di presiedere la deputazione provinciale, che iniziò a eleggere autonomamente il proprio presidente, mentre al prefetto rimase la presidenza della Giunta provinciale amministrativa.Legge 30 dicembre 1888, n. 5865, e legge 10 febbraio 1889, n. 5921.

Le trasformazioni territoriali del Novecento

Nei primi decenni del XX secolo la provincia di Firenze possedeva un'estensione sensibilmente maggiore di quella poi ereditata dalla città metropolitana. Essa comprendeva infatti territori successivamente assegnati alle province di Forlì, Pisa, Pistoia e Prato.

La prima grande modifica avvenne nel 1923, quando il circondario di Rocca San Casciano, comprendente gran parte della cosiddetta Romagna toscana, fu distaccato dalla provincia di Firenze e aggregato alla provincia di Forlì. Il provvedimento riguardò i comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto.Regio decreto 4 marzo 1923, n. 544.

Nel 1925 un nuovo riordino comportò il trasferimento alla provincia di Pisa dei comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e Santa Maria a Monte.Regio decreto-legge 15 novembre 1925, n. 2011, art. 2. Nello stesso anno fu istituito il circondario di Prato, formato da sette comuni della provincia fiorentina.Regio decreto 15 novembre 1925, n. 2013.

Nel 1927 il circondario di Pistoia, insieme al comune di Tizzana, venne a sua volta distaccato per costituire la nuova provincia di Pistoia.Regio decreto-legge 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1. Il medesimo riordinamento soppresse inoltre i circondari come livello amministrativo.Regio decreto-legge 2 gennaio 1927, n. 1, Riordinamento delle circoscrizioni provinciali.

Restarono invece nella provincia di Firenze Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio, comuni appenninici storicamente appartenenti alla Romagna toscana e geograficamente collocati sul versante romagnolo dell'Appennino.

L'ordinamento fascista e il secondo dopoguerra Parallelamente alle modifiche territoriali, durante il fascismo mutò profondamente anche l'organizzazione istituzionale della provincia. Il processo di soppressione degli organi elettivi locali culminò con la legge 27 dicembre 1928, n. 2962, che sostituì il consiglio e la deputazione provinciale con un rettorato e un preside, entrambi di nomina governativa.Legge 27 dicembre 1928, n. 2962, Riforma dell'amministrazione provinciale.

Il sistema rappresentativo venne ripristinato dopo la caduta del regime. In seguito alla liberazione di Firenze, l'11 agosto 1944 il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale si insediò a Palazzo Medici Riccardi e ricostituì la deputazione provinciale, in applicazione dell'ordinamento transitorio introdotto nell'aprile precedente. Primo presidente della ricostituita amministrazione fu Mario Augusto Martini. Durante la fase transitoria presidente e deputazione continuarono a essere nominati dal prefetto.

Il ritorno a organi provinciali integralmente elettivi avvenne con la legge 8 marzo 1951, n. 122. Le prime elezioni provinciali del dopoguerra si svolsero il 10 giugno 1951 e il successivo 10 luglio il nuovo Consiglio elesse presidente Mario Fabiani, già sindaco di Firenze, che rimase alla guida della Provincia fino al 1962.Legge 8 marzo 1951, n. 122, Norme per la elezione dei Consigli provinciali. Gli succedette Elio Gabbuggiani, in carica fino al 1970.

L'istituzione delle regioni a statuto ordinario nel 1970 modificò nuovamente il quadro dei rapporti tra i diversi livelli territoriali. Una definizione organica del ruolo delle province arrivò con la legge 8 giugno 1990, n. 142, che ne riconobbe l'autonomia statutaria e finanziaria e ne ridefinì le funzioni quale ente intermedio tra comuni e regioni.Legge 8 giugno 1990, n. 142, Ordinamento delle autonomie locali.

Dalla provincia all'area metropolitana La legge n. 142 del 1990 rappresentò anche il primo passaggio legislativo verso la futura città metropolitana. Essa individuò infatti Firenze fra le principali aree metropolitane italiane, insieme a Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Roma, Bari e Napoli, prevedendo per tali territori forme amministrative sovracomunali specifiche.Legge 8 giugno 1990, n. 142, artt. 17-21. Le disposizioni non condussero tuttavia alla costituzione immediata del nuovo ente.

Nel frattempo il territorio della Provincia conobbe l'ultima modifica di particolare rilievo. Il decreto legislativo 27 marzo 1992, n. 254 istituì la provincia di Prato, comprendente i comuni di Prato, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio, fino ad allora appartenenti alla provincia di Firenze.Decreto legislativo 27 marzo 1992, n. 254, Istituzione della provincia di Prato. L'ente pratese fu istituito giuridicamente il 16 aprile 1992, mentre il primo presidente e il primo Consiglio provinciale furono eletti nel 1995.Provincia di Prato, Storia, scheda storico-istituzionale.

Nel 1997 la Regione Toscana istituì inoltre il Circondario Empolese Valdelsa, quale articolazione territoriale per l'esercizio decentrato di alcune funzioni e servizi sovracomunali nell'area occidentale della provincia.

Il riconoscimento costituzionale delle città metropolitane giunse con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001. Il nuovo articolo 114 incluse espressamente le città metropolitane, insieme a comuni, province, regioni e Stato, tra gli enti costitutivi della Repubblica, riconoscendone l'autonomia statutaria, i poteri e le funzioni secondo i principi costituzionali.Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 1.

Istituzione della città metropolitana La concreta istituzione della città metropolitana avvenne con la legge n. 56 del 7 aprile 2014, cosiddetta legge Delrio. La legge costituì la Città metropolitana di Firenze nel territorio della preesistente provincia, insieme ad altri nove enti metropolitani nelle regioni a statuto ordinario.Legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, art. 1.

Durante il 2014 si svolse la fase costituente del nuovo ente. In applicazione della legge, il sindaco del comune capoluogo assunse di diritto la funzione di sindaco metropolitano, mentre il Consiglio metropolitano venne configurato come organo elettivo di secondo grado, scelto dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio. Le prime elezioni del Consiglio metropolitano fiorentino si tennero il 28 settembre 2014.Città metropolitana di Firenze, Documenti – Elezioni del Consiglio metropolitano, documentazione elettorale del 2014.

Il nuovo Consiglio avviò quindi la predisposizione dello statuto dell'ente. La proposta fu approvata dal Consiglio metropolitano il 10 dicembre e definitivamente adottata dalla Conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei comuni del territorio, il 16 dicembre 2014. Alla seduta parteciparono 36 dei 42 sindaci allora appartenenti al territorio metropolitano e il testo fu approvato all'unanimità.Città metropolitana di Firenze, deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16 dicembre 2014, Statuto della Città metropolitana di Firenze. Approvazione.