Quello di letteratura gay o meglio omosessuale è un termine collettivo utilizzato genericamente per indicare quel tipo di letteratura prodotta da o per la comunità gay e che viene a coinvolgere personaggi, trama, linee narrative o temi che ritraggono il comportamento omosessuale maschile; mentre quella che si occupa delle relazioni sentimentali e amorose tra donne viene chiamata letteratura lesbica.
Ancora al giorno d'oggi la letteratura gay sembra esistere nello spazio intermedio posto tra due estremi: da una parte il pregiudizio ancora assai diffuso che vorrebbe, in nome di una presunta universalità dell'arte in genere, negare la pertinenza di questioni private come la preferenze sessuali dell'autore o la rappresentazione della stessa sessualità all'interno delle sue opere; dall'altra parte una "letteratura omosessuale" come immediata espressione di differenza essenziale, come se l'orientamento sessuale dell'autore fosse sempre e comunque la principale tra le sue "identità"Paolo Zanotti (a cura di) Classici dell'omosessualità Milano 2006, pag. 30.
La categoria "letteratura omosessuale" è stata d'altronde definita come "discussa" e "trasversale": essa non pretende di imporre letture in cui un testo, per la presenza di contenuti omosessuali, diventi automaticamente "gay", ma solo rilevare che l'omosessualità è stata una componente di determinate epoche e culture.
Antichità
Era molto comune nelle prime opere di letteratura gay moderna, tra il XVIII e il XIX secolo, includere allusioni a personaggi mitologici greci come una qual specie di codice che sicuramente gli avveduti lettori gay avrebbero riconosciuto.
Gli omosessuali in questo momento storico condividevano l'idea "d'interpretare il mondo dell'antica Grecia e dell'antica Roma come una società dove i rapporti d'amore tra persone dello stesso sesso venivano in parte largamente tollerati se non addirittura incoraggiati (vedi la pederastia greca); pertanto i riferimenti a quelle culture potevano con certezza identificare un autore simpatizzante o comunque un libro contenente temi gay che probabilmente sarebbero stati del tutto trascurati dai lettori comuni.
James Jenkins della "Valancourt Books" osserva che "queste tipologie di codice, tali modi sub-testuali di scrivere dell'omosessualità erano spesso necessari, dal momento che fino agli anni '50 del '900 gli autori britannici potevano essere perseguiti penalmente per aver scritto apertamente di argomenti riguardanti l'omosessualità, mentre negli Stati Uniti gli autori e gli editori avrebbero potuto anche affrontare un'azione legale con relativo sequestro e distruzione dei loro libri, per non parlare della condanna sociale o morale che avrebbe definitivamente distrutto la loro carriera.
Mitologia
Molte tra le mitologie e le religioni antiche includono storie di affetto romantico o finanche sessuale tra uomini, comprendendo inoltre azione divine che si osano tradurre in cambiamenti di identità di genere. Questi miti sono stati di volta in volta interpretati anche come forme di espressione LGBT venendo a loro applicate le moderne concezioni della sessualità e del genere. Tali racconti mitici sono stati inoltre utilizzati, almeno in parte, per spiegare e convalidare le istituzioni sociali di una particolare cultura o per spiegare le "origini" della transessualità o dell'omosessualità.
Nell'ambito della mitologia classica (mitologia greca e mitologia romana) amanti maschi sono stati attribuiti alla quasi totalità degli Dei e degli eroi Greci da Zeus ad Apollo, da Poseidone a Eracle - nei confronti rispettivamente di Ganimede, Giacinto, Nerito e Ila - come riflesso e valorizzazione "oltre-terrena" della tradizione istituzionalizzata della pederastia greca.
Letteratura
Sebbene Omero non ritragga mai esplicitamente i due eroi degli Achei Achille e Patroclo come amanti nel suo poema epico Iliade (risalente almeno all'VIII secolo a.C.) il quale raffigura una piccola parte della vicenda conosciuta sotto il nome di guerra di Troia, già gli autori antichi più tardi presentano questo loro rapporto come estremamente intenso ed esclusivo.
Nella sua tragedia greca perduta del V secolo a.C. intitolata "I Mirmidoni" il drammaturgo Eschilo rappresenta i due come un perfetto esempio di coppia pederastica; in un frammento superstite del dramma Achille parla dei "nostri frequenti baci" e di "unione devota delle cosce" (riferendosi in tal maniera al sesso intercrurale, quello maggiormente utilizzato nelle relazioni di pederastia)Eschilo. The Myrmidons. Fr. 135. Radt, Stefan..
Platone fa lo stesso nel Simposio: il narratore Fedro cita espressamente Eschilo innalzando proprio Achille ad esempio di come si possa diventare coraggiosi e anche sacrificarsi in nome dei propri amanti. Nella sua orazione intitolata Contro Timarco Eschine sostiene che anche se Omero "nasconde il loro amore evitando di dare il nome appropriato alla loro amicizia", il poeta cieco presume che i lettori istruiti avrebbero certamente compreso "la natura superiore del loro reciproco affetto".
Lo stesso dialogo platonico include anche il mito dell’androgino, che spiega sia l’origine dell'eterosessualità che quella dell'omosessualità - si tratta del discorso fatto pronunciare da Aristofane - e che celebra la tradizione pederastica e l'amore erotico tra gli uomini - così come fa anche un altro dialogo platonico, il Fedro.
La consuetudine dell'amore pederastico nell'antica Grecia, ben presente già nel 650 a.C., evolutosi poi nella varie specificità cittadine (vedi pederastia cretese, pederastia spartana, pederastia ateniese e pederastia tebana) e successivamente la limitata accettazione dell'omosessualità nell'Antica Roma infuse la consapevolezza dell'attrazione omoerotica e della sessualità omosessuale nella lirica greca prima e nella poesia latina poi.
Nella II Egloga delle Bucoliche di Publio Virgilio Marone (I secolo a.C.) sentiamo il giovane pastore Coridone proclamare a gola spiegata tutto il proprio amore nei confronti del bel ragazzo chiamato Alessi (Alexis).
Molti tra i versi dei Liber di Gaio Valerio Catullo sono poesie erotiche dirette a un giovinetto di nome Giovenzio (Juventius); si tratta dei Carmina 48, 50, 99, ma anche vari altri contengono il medesimo tema: nel numero 61, un epitalamio presenta un concubino che sta per essere soppiantato alla futura moglie del padrone. Infine il celebre primo verso del Carmen 16 è un'invettiva contro suoi due conoscenti, che è stata considerata come "una delle espressioni più sporche mai scritte in latino, ma anche in qualsiasi altra lingua", contenente atti sessuali omosessuali espliciti: "Pedicabo ego vos et irrumabo!" (Io ve lo metto nel sedere e poi in bocca!)
Il Satyricon di Petronio Arbitro è un'opera narrativa appartenente alla letteratura latina che narra le vicissitudini, per lo più disavventure, di Encolpio e del suo amante Gitone, un ragazzo effeminato e infedele: scritto nella metà del I secolo durante il principato dell'imperatore Nerone, è il più antico testo conosciuto nel suo genere che rappresenta apertamente l'omosessualità.
XVII secolo L'Alcibiade fanciullo a scola di Antonio Rocco ma pubblicato anonimo nel 1652, è un testo in forma di dialogo scritto esplicitamente in qualità di apologia della sodomia; è la prima opera apertamente a contenuto omosessuale dai tempi antichi, anche se il suo autentico scopo (satira, carnevalata, autentica difesa della pederastia o testo di letteratura erotica) rimane ancor oggi dibattuto e oggetto di controversie.
Secoli XVIII e XIX Dal momento in cui l'amore omosessuale è stato dichiarato ufficialmente illegale in Inghilterra e, per estensione, anche nelle colonie oltreoceano (i futuri Stati Uniti) a partire dal Buggery Act 1533 ha cominciato a diventare assai pericolosa la pubblicazione - o anche la sola semplice distribuzione - di qualsiasi opera letteraria che avesse palesi tematiche a contenuto e a sfondo che oggi definiamo LGBT.
Molti tra i primi e maggiori autori di narrativa gotica tra cui Matthew Gregory Lewis, William Beckford e Francis Lathom erano omosessuali; essi sublimarono queste tematiche omoerotiche nei propri scritti esprimendole in forme più accettabili, utilizzando a tal scopo generi trasgressivi quali per l'appunto il gotico e l'horror.
Il personaggio protagonista del romanzo Il monaco (1796) di Lewis s'innamora perdutamente del giovane novizio Rosario e sebbene in seguito quello ch'era creduto esser un ragazzo si riveli in realtà come una donna di nome Matilda, il sottotesto gay risulta quantomai evidente.
Una situazione simile si verifica anche in The Fatal Revenge o the Family of Montorio (1807) di Charles Robert Maturin - prozio di Oscar Wilde -, quando il cameriere Cipriano chiede al suo padrone Ippolito di baciarlo come se fosse la sua amante femminile; anche in Melmoth l'errante (1820), sempre dello stesso autore, la strettissima relazione d'amicizia e affetto sorta tra un giovane monaco e un novizio viene esaminato come potenzialmente "troppo forte, quasi fosse amore".
Joseph and His Friend (Giuseppe e il suo amico, 1870), di Bayard Taylor racconta la storia di un'amicizia intima tra due uomini; è considerato come il primo vero e proprio romanzo gay della letteratura americana. Alla fine però uno dei due lascia il compagno andando alla ricerca di una donna.
Fridolins heimliche Ehe (Il matrimonio segreto di Fridolin, 1875), di Adolf Wilbrandt è il primo romanzo gay in lingua tedesca a lieto fine; vi sono inserite molte delle teorie di Karl Heinrich Ulrichs.
Nella novella Carmilla (1872) Joseph Sheridan Le Fanu sostanzialmente inventa e dà il via alle storie del cosiddetto vampirismo lesbico le quali influenzarono anche il Dracula (1897) dello scrittore irlandese Bram Stoker; quest'ultimo romanzo contiene notevoli aspetti omoerotici e la figura del vampiro sempre pronto ad assalire alle spalle i giovani uomini per penetrare con i suoi affilati canini il loro collo ha decise suggestioni omo-sessuali: famosa la frase di Dracula quando avverte i vampiri di sesso femminile di lasciar a lui Jonathan Harker in quanto ""Quest'uomo mi appartiene!"
I peccati delle città della pianura (1881) e Teleny (o il rovescio della medaglia, 1893) sono due tra i primissimi libri di letteratura erotica a trattare quasi esclusivamente e in maniera del tutto esplicita la sessualità omosessuale; sono stati entrambi pubblicati in forma anonima, anche se per il secondo vi è stata un'attribuzione almeno parziale riconducente a Oscar Wilde.
Il primo testo narra la vicenda di un giovane che pratica la prostituzione maschile ed è ambientato a Londra proprio attorno al periodo precedente a quello cui si verificò lo scandalo di Cleveland street riguardante numerosi aristocratici che frequentavano assiduamente omosessuali in un bordello ubicato nella capitale inglese.
Teleny è invece la cronaca riguardante la relazione passionale avvenuta tra un francese e un pianista ungherese e viene spesso attribuita a uno sforzo collaborativo di più autori contemporanei di Wilde. Lo stesso romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1890) infine colpì molto i lettori dell'epoca per l'aperta sensualità intrisa di omoerotismo dei suoi personaggi.
Tim: A Story of School Life (1893), di Howard O. Sturgis, inizialmente pubblicato anonimo, narra della storia d'amore tra due studenti maschi all'interno dell'ambiente scolastico e ispirato da un'esperienza autobiografica dell'autore fatta a Eton.
Il garofano verde, di Robert Hichens, pubblicato in forma anonima nel 1894. Il romanzo narra la storia d'amore tra Esmé Amarinth (Oscar Wilde) e Lord Reginald (Lord Alfred Douglas). Nel 1895 venne ritirato dalla circolazione e fu usato contro Wilde nei processi che lo videro imputato per sodomia.
Bom Crioulo, di Adolfo Caminha, è un celebrato romanzo brasiliano, pubblicato nel 1895. Fu fin da prima "messo all'indice" dal Governo nazionale, e dopo qualche decennio ripreso e riconosciuto di valore.
XX secolo