Il libro nero - Nuovo diario di Gog è un romanzo satirico-fantascientifico di Giovanni Papini del 1951, seguito di Gog pubblicato vent'anni prima. Il romanzo fu vincitore del Premio Marzotto nel 1952.

Come il precedente, è una raccolta di brani tratti dal diario immaginario del personaggio del miliardario americano Goggins, detto Gog, con visioni profetiche, fantastiche e paurose sul destino dell'individuo nella società capitalistica, alle quali in parte si era ispirato Huxley.

Come il primo romanzo, venne tradotto in varie lingue. Per i suoi spunti fantastici e distopici l'opera è accostata ai primi esempi della fantascienza italiana del dopoguerra:. nel romanzo ad esempio si immagina un'epoca futura imprecisata in cui i processi penali verranno svolti da un "Tribunale elettronico" gestito da "macchine pensanti".

Storia editoriale

Il volume uscì a Firenze per Vallecchi nel 1951, nella collana Letteratura contemporanea. Nel 1952 apparve una seconda edizione del libro. Nello stesso anno il romanzo fu insignito del Premio Marzotto. L'opera conobbe ulteriori ristampe negli anni successivi, tra cui una quarta edizione Vallecchi nel 1963. Venne tradotto in francese, spagnolo e portoghese.Vedi sezione #Traduzioni

Trama

Papini inserisce in questo nuovo diario alcune «interviste immaginarie» di Gog ad alcune delle più influenti personalità del tempo in vari campi - tra i quali Salvador Dalí, Pablo Picasso, Molotov, Adolf Hitler, Guglielmo Marconi, Aldous Huxley, Paul Valéry e Lin Yutang - e una serie di immaginari manoscritti inediti e autografi di alcuni grandi autori della letteratura, tra cui Walt Whitman, Miguel Cervantes, Victor Hugo, Stendhal, Franz Kafka, Lev Tolstoj, Goethe e William Blake.

Nel quadro indicato nell'Avvertenza – gli anni della guerra e del primo dopoguerra – il miliardario Gog riprende il suo itinerario tra città, laboratori, studi d'artista e salotti, registrando di volta in volta visite, colloqui e appunti che l'«anonimo traduttore» (la voce autoriale che introduce e giustifica i fogli) dichiara di aver ricevuto e ordinato, lasciando fuori i brani giudicati più scandalosi o dolorosi. Ne risulta una sequenza di taccuini e scene, ciascuna autonoma ma legata alle altre dalla curiosità vorace del protagonista e da un'osservazione costante dei costumi, della politica e della scienza dei suoi contemporanei.

Una parte consistente del libro è occupata dalle «visite» a figure note della cultura e della vita pubblica. In questi incontri – costruiti come colloqui diretti – Gog provoca, fa domande, mette alla prova le convinzioni degli interlocutori e ferma in forma di profilo i loro tratti più riconoscibili. Le conversazioni con uomini di governo e di partito, con architetti e inventori, con pittori e poeti, alternano il tono della boutade alla riflessione cupa: la guerra recente, i blocchi ideologici, le promesse della tecnica e i malintesi dell'arte rientrano nei temi che ritornano, insieme a osservazioni sul successo, sulla fama e sull'uso mediatico delle personalità.

Accanto ai colloqui, il diario ospita episodi che assumono la forma di quadri allegorici o di racconti d'invenzione. Vi compaiono istituzioni paradossali e dispositivi immaginari – un «tribunale elettronico», una «fabbrica di romanzi», una «biblioteca d'acciaio», una scienza dell'«ignoratica», un «mercato dei bambini», perfino un'atipica «università dell'omicidio» – proposti come esperimenti di pensiero che portano all'estremo tendenze e manie della civiltà contemporanea. Il registro resta quello del diario: descrizioni rapide, note, massime, esempi, come se Gog accumulasse materiali per un'«enciclopedia del presente» in forma narrativa, dove l'osservazione sociologica è piegata alla satira.

Un ulteriore filone è quello dei «documenti» attribuiti a grandi autori del passato: lettere, pagine di diario, poesie, appunti critici. Gog sostiene di averli raccolti o recuperati e li presenta come autografi ritrovati; il curatore-traduttore li introduce senza sciogliere gli interrogativi sulla loro autenticità. Queste carte, collocate tra una visita e l'altra, costruiscono un controcanto di voci – dal classico all'avanguardista – che riflette sul destino dell'arte, sulla responsabilità dell'intellettuale e sul rapporto fra memoria e invenzione.

L'insieme procede per giustapposizioni: capitoli di viaggio, sondaggi nel mondo della scienza e della tecnica, satire di istituzioni reali o possibili, incontri con personaggi celebri e lampi di narrativa pura. Il protagonista rimane quello già noto di Gog: ricchissimo, instancabile nel muoversi e nell'annotare, insieme ingenuo e spietato. Nelle pagine finali tornano motivi ricorrenti – l'attrazione per l'ordine e la macchina, l'insofferenza per la retorica umanitaria, l'idea di un'umanità sull'orlo dell'esaurimento – che chiudono il «nuovo diario» senza una morale conclusiva, ma con la continuità di sguardo promessa dal titolo: un libro «nero», perché composto sotto il segno di anni bui e di constatazioni poco concilianti.

Accoglienza e critica All'uscita del volume apparvero interventi sulla stampa quotidiana; tra questi si registra la recensione di Casimiro Fabbri su Il Popolo di Roma (30 gennaio 1952) e altri. Nel 1952 il libro fu insignito del Premio Marzotto.

Negli studi successivi, l'opera è stata riconsiderata in chiave apocalittica e antimoderna, rilevando la continuità con Gog e sottolineando alcuni nuclei tematici (ad es. il capitolo sull'«opificio del romanzo» e le note sull'«imbruttimento dell'Italia»).

Nell'ambito della critica della fantascienza, vista la presenza di motivi distopici, Raoul Bruni ha richiamato l'attenzione su alcune «anticipazioni» concettuali del volume, inserendolo tra i testi novecenteschi italiani che tematizzano scenari di crisi e di fine. Per i suoi spunti fantastici, l'opera è stata citata da Riccardo Valla tra i primi esempi di fantascienza italiana del dopoguerra: nel romanzo ad esempio si immagina un'epoca futura imprecisata in cui i processi penali verranno svolti da un "Tribunale elettronico" gestito da "macchine pensanti".

Influenza culturale Secondo lo storico dell'arte Richard Dorment,"The quotation occurs in an 'interview' with an Italian journalist named Giovanni Papini. It was published in 1951 in a volume of Papini's collected journalism entitled Il Libro Nero: Nuovo Diario di Gog, a copy of which is in the British Library. That interview is a notorious fake. According to Pierre Daix, in his respected 1977 biography of Picasso, the artist knew about Il Libro Nero, but ignored it until 1955, when it was used against him by Franco's government. Because Picasso was a communist and this was the height of the Cold War, it was further disseminated by Nato intelligence. At this point Picasso asked Daix to expose the whole affair, which Daix did in a series of articles in Les Lettres Françaises between 1962 and 1965. In the biography, Daix described the contents of II Libro Nero as 'imaginary interviews and false confessions'. Papini was not a fraud, but a journalist who used the literary device of the pretend interview to write profiles of famous people, including Kafka, Tolstoy, Freud, Molotov, Hitler, Cervantes, Goethe, William Blake and Robert Browning. Picasso never met Papini and never said the words Papini attributed to him." citato in il regime di Francisco Franco e la NATO utilizzarono la serie di interviste immaginarie di Papini del Diario nero come propaganda contro il pittore Pablo Picasso, per minare pesantemente la sua immagine di sostenitore del comunismo.

Nel romanzo, a Picasso viene fatto dire:

Nel 1962 Picasso chiese al suo biografo Pierre Daix di mettere in luce la falsità dell'intervista, cosa che fece sulla rivista Les Lettres françaises l'anno successivo.Pierre Daix, Les Lettres Francaises, 12-18, Décembre, 1963. La rivista Life, che aveva pubblicato per veri estratti dell'intervista immaginaria, pubblicò una rettifica nel 1969, precisando che il testo rifletteva le idee di Papini sull'arte, non quelle di Picasso.

Premi e riconoscimenti Premio Marzotto 1952.

Edizioni

Traduzioni Francese

Spagnolo

Portoghese (Portogallo)

Note

Bibliografia

Riedito in:

Voci correlate Gog (romanzo) Pericolo giallo Storia della fantascienza italiana

Collegamenti esterni

Categoria:Romanzi di Giovanni Papini Categoria:Romanzi di fantascienza Categoria:Romanzi satirici Categoria:Romanzi filosofici Categoria:Romanzi distopici