Gesturi (pron. Gèsturi) è un comune italiano di abitanti, che si estende per circa 4.500 ettari, nella provincia del Medio Campidano.

Il comune è situato all'altitudine di 320 metri sul livello del mare, nella regione storica della Marmilla, confinante a nord col Barigadu, a est col Sarcidano e a sud est con la Trexenta. È il paese più a nord dell'alta Marmilla, famoso per la presenza dell'altopiano della Giara che lo sovrasta e per aver dato i natali al beato cappuccino fra Nicola. Risulta essere un luogo di rilievo non solo da un punto di vista paesaggistico, ma è anche un importante centro religioso che presenta inoltre interessanti aspetti archeologici.

Geografia fisica Territorio

Il territorio di Gesturi è prevalentemente collinare. Adagiato ai piedi dell'altopiano della Giara, da un punto di vista morfologico è caratterizzato dalla presenza di rocce basaltiche di origine vulcanica, data la presenza, in epoche remote, nell'attuale altopiano, di un vulcano attivo. Oltre ai basalti, sono molto diffuse le marne calcaree. In quest'ambiente domina la macchia mediterranea; imperversano, tra colli e vallate, cisti, lentischi, corbezzoli e rovi. Lungo tutto il costone dell'altopiano vi sono boschi di querce e pioppi, al di sopra questo è caratterizzato dalla presenza di immense distese di querce da sughero. Numerosi sono gli uliveti e i vigneti presenti su tutto il territorio. La vite e l'ulivo vengono coltivati da tempi antichissimi nella zona. Oggi, il vino e l'olio prodotti nel paese di Gesturi risultano essere di ottima qualità. Gran parte del territorio è adibito, oltre che al pascolo, anche alla coltura del grano, dell'orzo e dell'avena.

Storia

Il suo toponimo è forse di origine preromana ed il suo territorio fu intensamente frequentato in età nuragica, come testimoniano i numerosi nuraghi presenti sul territorio comunale. Rilevantissimo è l'insediamento di Bruncu Madugui, al di sopra dell'Altopiano; ma è altresì notevole il nuraghe Nuraceddeu, situato su un promontorio che costeggia a nord la strada statale 197, di cui dalla strada è possibile vedere l'imponente antemurale. Il Bruncu Madugui è un protonuraghe, la cui camera a differenza dei nuraghi a thòlos successivi, è priva della copertura a pseudocupola ogivale. Il protonuraghe è stato eretto in posizione elevata a protezione dell'altopiano della Giara.

Per lungo tempo, fin dal medioevo, il paese appartenne alla curadorìa di Marmilla, nel Giudicato di Arborea. Per un breve periodo entrò a far parte anche del Giudicato di Càlari, per poi tornare, dopo qualche anno, all'interno del Giudicato di Arborea. Decurtato per guerra il Regno di Arborea, nel 1409 divenne un villaggio del Regno di Sardegna e fu concesso al barone Gherardo Dedoni che lo amministrò fino al 1480. Il feudo rimase in possesso dei Dedoni fino all'estinzione della casata, avvenuta nel 1590. Negli anni successivi Gesturi fu ereditata da diverse famiglie. Ricordiamo la famiglia dei Zitrillas, quella dei Vico, dei Torrellas e infine dei Zonza-Vico. Nel 1772 il feudo fu incamerato dal demanio regio. Verso l'inizio del 1800 fu ceduto alla famiglia Orrù di San Raimondo che ancora oggi mantiene alcune proprietà nel comune di Gesturi e limitrofi. Il paese venne riscattato agli ultimi feudatari nel 1839 con l'abolizione del sistema feudale.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Gesturi sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 novembre 2002.

Il gonfalone è un drappo troncato di verde e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Gesturi, oltre a essere famoso per l'altopiano della Giara, che presenta caratteristiche morfologiche uniche, sia per quanto concerne la flora, che la fauna è anche un famoso centro religioso. La figura centrale del paese è infatti il beato fra Nicola da Gesturi, nato proprio in una modesta abitazione al centro del paesino nel lontano 1882, casa che oggi è stata adibita a museo. Oltre a questo luogo di interesse il paese presenta una connotazione fortemente religiosa, per il fatto che nel suo territorio sono presenti sei diverse chiese, quasi tutte in buono stato di conservazione ed alcune recentemente ristrutturate.

Si ricordano: La parrocchiale di Santa Teresa d'Avila; La chiesa di Santa Maria Egiziaca; risalente al XVII secolo e che è la sede de "is cunfrarius nieddus"; La chiesa di San Sebastiano; anch'essa risalente al XVII secolo, attigua al cimitero sede de "is cunfrarius biancus"; La chiesa di Santa Barbara risalente al 1437. Il santuario della Madonna d'Itria; La chiesa campestre di San Giovanni.

Il centro storico

Per la sua integrità e conservazione merita un trattamento a parte il centro storico. Ricco di svariati elementi architettonici, il centro storico del paese simboleggia la rappresentazione più alta della cultura contadina, attraverso la presenza di numerosi archi e antichi portali e ingressi magnificamente conservati. Le vie strettissime e le abitazioni con verande archivoltate sono l'elemento che più colpisce, che più di ogni altro impersonifica il paese nella sua cultura secolare agro-pastorale.

Siti archeologici Oltre alle chiese il territorio di Gesturi è contraddistinto dalla presenza di numerosi siti nuragici. È infatti impressionante il quantitativo di testimonianze prenuragiche (menhir, domus de janas), nuragiche come i nuraghi e le tombe dei giganti, e punico-romane presenti sul territorio. Il territorio del Comune di Gesturi è, non a caso, stato oggetto di un censimento archeologico, promosso dall'amministrazione comunale del tempo e dalla Soprintendenza competente per il luogo e svoltosi tra il 1979 e il 1985. Il lavoro, compiuto dal Gruppo Archeologico Giovanile, costituì il presupposto per la successiva pubblicazione del libro "Territorio di Gesturi - censimento archeologico". Vari studi e ricerche hanno reso possibile stimare la presenza di circa trenta siti nuragici e archeologici. Oltre al già citato protonuraghe "Bruncu Madugui", si trovano altri 32 siti, quasi tutti situati sull'altopiano della Giara, e sono:

nuraghe Nuraceddeu villaggio di età punico/romana in località Tana nuraghe Bingia 'e Crobusu edificio nuragico Nieddosa villaggio romano in località Tupp'e Turri e in località Terr' e Graffia nuraghe in località Funtanedda Mannasa tomba megalitica in località Lacarissu menhir e domus de janas in località Sa ucca 'e su paui domus de janas in località Cadoni nuraghe in località Pisconti domus de janas in località Monti Crucurisi villaggio nuragico ed edificio nuragico di Gurdillonisi e Giuru nuraghe Corte Brocci materiale nuragico punico romano Nuraxi Arrosasa (Pisconti) nuraghe in località Peppi Pinna nuraghe Pascasi tomba dei giganti in località Pranu 'e Follasa insediamento nuragico e tomba dei giganti in località Scusorgiu tomba dei giganti e nuraghe in località Pranu 'e Mendula

Aree naturali Giara di Gesturi

Quello che un tempo fu un imponente vulcano, oggi è un'incontaminata oasi naturale che da un punto di vista naturalistico non ha eguali in Sardegna e nell'intero bacino del Mediterraneo. Il tavolato della Giara sovrasta il centro di Gesturi e alcuni altri piccoli centri limitrofi (Genoni, Tuili, Setzu) che se ne spartiscono i quasi 4000 ettari di territorio. Quasi la metà dell'intero territorio della Giara appartiene a Gesturi.

L'altopiano raggiunge quasi i 600 m d'altezza e racchiude in un fascino antico, un luogo ricco di storia. La prima carta corografica dell'altopiano risalente al 1840 ad opera del generale piemontese Alberto Ferrero individuò in tutta la zona addirittura diciannove nuraghi. Numero che poi fu corretto nel 1924, quando il primo elenco degli edifici monumentali nazionali, curato dalla Direzione Generale delle Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione individuò nel territorio di Gesturi ben ventotto siti nuragici/archeologici. Tra essi il più importante risultò essere proprio il nuraghe Bruncu Madugui. Studi successivi che trovarono epilogo nel 1962 presso l'Istituto di Antichità Sarde dell'Università di Cagliari stabilirono che proprio il nuraghe Bruncu Madugui risulta essere il monumento nuragico più antico della Sardegna, il padre di tutti i nuraghi.

La Giara oltre a conservare il suo patrimonio storico, racchiude un importante patrimonio faunistico. Numerosissime specie botaniche trovano asilo nella vegetazione incontaminata. Fiori e piante rare si adattano perfettamente al clima e alla morfologia del territorio. A rendere ancora più incantevole il paesaggio c'è anche la massiccia presenza dell'acqua, sotto forma di "paulis": enormi pozze d'acqua profonde anche quattro metri presenti un po' su tutto l'altopiano. Altre caratteristica unica sono le capanne: i ricoveri di animali ma anche di pastori, costruite con blocchi basaltici tenuti uniti dalla malta e dal fango, con il tetto costruito con il cisto, "muldegu", in dialetto gesturese, arbusto presente in notevole quantità su tutta la Giara. Tutto questo ambiente è dominato dalle querce da sughero. Caratteristica unica di questi alberi è la loro "storta postura". Quasi tutti infatti, risultano essere inclinati per via della forza del vento che soffia impetuoso e indisturbato per quasi tutto l'anno riuscendo a piegare le piante, fin da piccole e adagiandole con gli anni ad una posizione quasi obliqua.

Simbolo della Giara e di Gesturi e vero padrone dell'altopiano è senza dubbio il famoso cavallino della Giara. Specie più unica che rara, questo cavallo baio selvatico è riuscito ad adattarsi alla perfezione e a fare della Giara il suo habitat naturale ideale. È presente solo qui, non c'è nessun altro esemplare simile in tutta Europa. Le sue caratteristiche oltre al colore scuro, sono le dimensioni alquanto ridotte, un metro e venti circa al garrese e i grandi occhi a mandorla. Vivono in piccoli gruppi, ognuno dei quali ha un maschio dominante. Attualmente il numero dei cavallini si aggira intorno ai 500 esemplari. La Regione Sardegna, attraverso i suoi organi competenti ha attribuito al cavallino della Giara lo status di specie particolarmente protetta con coinvolgimento di tutti gli organi preposti, tra cui il corpo forestale, per la sua tutela e salvaguardia.

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti La variante della lingua sarda parlata a Gesturi è il campidanese occidentale, va però precisato che il sardo gesturese è un sardo unico nella sua parlata perché la costruzione grammaticale e la fonetica della parole non è riconducibile a nessun altro paese. Caratterizzanti della parlata sono l’utilizzo della GG e della L (es: pietra= pelda ; mela=meggua).

Gesturi costituisce una particolare realtà linguistica all’interno del campidanese occidentale: pur trovandosi geograficamente nella Marmilla, a nord, la parlata locale conserva numerosi tratti arcaici e presenta una marcata influenza delle varietà barbaricine centrali, oltre ad alcuni elementi riconducibili al logudorese. Ne deriva una varietà di sardo campidanese particolarmente conservativa e al tempo stesso caratterizzata da fenomeni fonetici peculiari, che la distinguono dalle parlate dei centri circostanti.

Tradizioni e folclore Grazie al ritrovamento di alcune lettere del 1840-50, alle corrispondenze con il Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna di Angius-Casalis, alle foto più antiche e alle testimonianze degli anziani, si è arrivati a ricostruire abiti che abbracciano un secolo,dal 1840 al 1950, quando gli abiti sono stati dismessi.

L'abito più antico presenta la benda di lino bianca stretta attorno al viso, un giacchino di panno verde di lana, la camicia di tela bianca, un grembiule di panno verde e orlato di seta viola, la gonna di orbace color rosso scuro.

Nei decenni successivi, smesso l'orbace, i tessuti predominanti sono l'indiana (cotone stampato) di vari fondi e colori per le gonne e le giacche, la seta ed il cotone per i fazzoletti di varia foggia.