Dopo una vita errabonda nelle varie corti europee, fu condannato dalla Chiesa cattolica al carcere a vita per eresia e rinchiuso nella fortezza di San Leo, dove morì.
Biografia Origini Giuseppe Balsamo nacque in Via della Perciata, a Palermo, nel Regno di Sicilia, il 2 giugno del 1743, figlio di Pietro Balsamo, un venditore di stoffe, e di Felicita Bracconieri. Fu battezzato l'8 giugno del medesimo anno con i nomi di Giuseppe, Giovanni Battista, Vincenzo, Pietro, Antonio e Matteo.
Il padre morì poco tempo dopo la sua nascita e Giuseppe fu accolto nell'istituto per orfani di San Rocco dove compì i primi studi, seguito dalla cura degli Scolopi e da cui fuggì più volte, motivo per cui fu trasferito, nel 1756, al convento dei Fatebenefratelli di Caltagirone, dove avrebbe potuto imparare un mestiere. Nel convento, che era annesso all'Ospedale dello Spirito Santo, Giuseppe si interessò di erbe medicinali, delle loro proprietà e delle tisane utilizzate dalla medicina dell'epoca; una conoscenza che gli sarebbe tornata utile negli anni a venire..
Non è chiaro se dal convento sia scappato o se ne sia stato semplicemente dimesso; in ogni caso, tornato a Palermo, si recò poi a Messina, dove avrebbe conosciuto un certo Altotas, forse un greco-levantino, che Cagliostro indicò come suo primo maestro, con il quale avrebbe viaggiato in Egitto, a Rodi ed a Malta (dove l'avrebbe introdotto, nel 1766, nell'Ordine dei Cavalieri di Malta).. Queste notizie furono fornite dallo stesso Cagliostro in un suo Memoriale del 1786, ma sulla figura dell'Altotas la storia non ha mai fatto alcuna luce. In Viaggio in Italia di Goethe si ha peraltro notizia del marito messinese della madrina di battesimo di Balsamo, chiamato Giuseppe Cagliostro.
Matrimonio
Nel 1768 Giuseppe viene arrestato a Roma per una rissa nella Locanda del Sole, in piazza del Pantheon: dopo tre giorni, è rilasciato grazie all'intervento del cardinale Orsini, di cui aveva nel frattempo conosciuto il maggiordomo, don Antonio Ovis.
Sempre nel 1768, il 21 aprile, Giuseppe si sposò nella chiesa di San Salvatore in Campo con Lorenza Serafina Feliciani, nata l'8 aprile 1751, analfabeta, figlia di un fonditore di bronzo.. Il certificato di matrimonio è tuttora conservato e attesta il nome di Giuseppe Balsamo figlio di Pietro, palermitano, ma non vi è traccia di alcun titolo nobiliare, né, in particolare, del nome Cagliostro.
A Roma Giuseppe, discreto disegnatore, vive falsificando documenti, diplomi e sigilli, e millantando onorificenze fasulle, come il titolo di "Colonnello del Re di Prussia", in complicità con due conterranei, un sedicente marchese Alliata e un certo Ottavio Nicastro, che morirà impiccato per aver ucciso l'amante. Nicastro, insieme al suocero dello stesso Giuseppe, lo denuncia infine come falsario, obbligandolo a fuggire con la moglie e il restante complice a Bergamo. Nuovamente arrestati per l'attività di falsari, una volta rilasciati, si trasferiscono in Francia, prima ad Aix-en-Provence - dove conoscono Giacomo Casanova,. che definisce Balsamo «un genio fannullone che preferisce una vita di vagabondo a un'esistenza laboriosa» - poi ad Antibes, dove, con i proventi della prostituzione di Lorenza, si procurano il denaro per raggiungere Barcellona nel 1769.
Qui Giuseppe spinge la moglie a continuare la sua attività di cortigiana per attirare ricchi clienti: insieme a uno di questi, un tale marchese di Fontanar, raggiungono alla fine dell'anno Madrid. Mantenuti nel palazzo del marchese, cercano intanto di guadagnare l'amicizia di influenti personalità della capitale spagnola. Cacciati alla fine di casa, nel 1770 si trasferiscono a Lisbona, dove Lorenza diviene l'amante del banchiere Anselmo La Cruz.
L'anno dopo si trasferiscono a Londra: qui Giuseppe intraprende per la prima volta un'attività onesta come disegnatore, ma senza successo. Perciò, con la complicità di un altro sedicente marchese, un siciliano di nome Vivona, organizza un ricatto ai danni di un quacchero che, sedotto da Lorenza, viene sorpreso in flagrante da Balsamo il quale, fingendosi scandalizzato per il tradimento della moglie, pretende una cospicua somma di denaro a titolo di risarcimento del suo onore. Il risarcimento viene però rubato da Vivona e Giuseppe, dichiarato insolvente, viene arrestato. Viene rilasciato grazie all'intercessione di Edward Hales, ricco londinese che, su supplica di Lorenza, paga i suoi debiti e lo assume come pittore, con l'incarico di affrescare la sua dimora, salvo licenziarlo quando si rende conto che non soltanto Giuseppe è un artista mediocre, ma ha anche, e soprattutto, violato sua figlia.
Giuseppe e Lorenza emigrano nuovamente: imbarcati il 15 settembre 1772 per la Francia, durante il viaggio conoscono l'avvocato francese Duplessis, amministratore dei beni della marchesa de Prie: una volta giunti a Parigi e alloggiati nel palazzo de Prie Lorenza diviene l'amante di Duplessis. Tuttavia questa volta il sentimento fra i due è sincero. Lorenza lascia Giuseppe e va ad abitare in un appartamento pagato dall'amante. In più denuncia Giuseppe per incitamento e sfruttamento della prostituzione, vendicandosi così di anni di maltrattamenti.
Giuseppe, in risposta, la denuncia per adulterio e abbandono del tetto coniugale e la legge lo supporta: Lorenza viene arrestata, rinchiusa a Sainte-Pelagie e, dopo quattro mesi, accetta di ritirare la denuncia e tornare dal marito in cambio del proprio rilascio.
La coppia continua a spostarsi in Belgio, Germania, Italia, Malta, Spagna. Infine, nel luglio 1776, i due tornano nuovamente a Londra.
Attività esoteriche Durante il secondo soggiorno londinese Giuseppe adottò il nome di Alessandro, Conte di Cagliostro, mentre Lorenza si rinominò Serafina, Contessa di Cagliostro. Continuò ad avere problemi con la legge a causa delle sue attività truffaldine, finché, il 12 aprile 1777 fu iniziato, con la moglie, in Massoneria nella loggia francofona "L'Espérance", che si riuniva in una taverna di Soho.Cfr.
Nei Paesi Bassi i due coniugi furono accolti a L'Aia nella loggia L'Indissoluble. Sembra che il suo lunghissimo discorso, in cui erano presenti parole in tutte le lingue europee, nessuna pronunciata correttamente, abbia avuto grande successo. Nel 1779 si recarono in Germania e poi in Curlandia, parte dell'attuale Lettonia, nella capitale Mitau, oggi Jelgava. Facendosi passare per un colonnello spagnolo, tenne riunioni in cui si spacciò per membro di una società esoterica, organizzata secondo cinque livelli di elevazione spirituale, e diede a credere di avere e di poter far avere visioni mediante l'idromanzia, di poter evocare spiriti, di essere un sapiente la cui conoscenza si trovava In verbis, in herbis, in lapidibus, "nelle parole, nelle erbe e nelle pietre", il motto della sua setta. Dichiarò di essere in grado di soddisfare, con un sortilegio, qualunque desiderio sessuale e di essere figlio di un angelo.
A San Pietroburgo fu diffidato dall'ambasciatore di Spagna a spacciarsi per spagnolo e un suo documento, con il quale voleva attestarsi come un Rosacroce, fu riconosciuto falso. Si presentava anche come taumaturgo e aveva l'accortezza di non farsi pagare dai poveri - solo dai ricchi - e se non otteneva nessuna guarigione, così da guadagnare in popolarità, fino all'ennesima denuncia. Nel maggio 1780 Cagliostro e Serafina giunsero a Varsavia, ospiti del principe Adam Pininsky, massone e appassionato di alchimia, convinto che Cagliostro fosse in grado di trasformare il piombo in oro: a questo scopo gli affiancò il confratello massone August Moszynsky negli esperimenti di laboratorio. Questi pubblicherà nel 1786 un libretto sulle esperienze alchemiche condivise, riferendo come Cagliostro ottenesse l'oro dal piombo semplicemente sostituendo il recipiente contenente il piombo con un altro eguale contenente l'oro.
Questo, e una nuova denuncia per molestie nel corso di una seduta spiritica lo costrinsero, il 26 giugno 1780, a una frettolosa partenza per la Francia. A Strasburgo, Cagliostro si finse medico: le ricette delle sue truffaldine tisane sono arrivate fino a oggi. Riuscì comunque a costruirsi una fama esaltando le sue millantate doti di guaritore e pubblicizzandosi come in grado di guarire qualsiasi malattia e risolvere qualunque problema.
Rito Egizio
Sempre a Strasburgo Cagliostro conobbe e frequentò il cardinale Louis René Édouard de Rohan. Questi, creato cardinale il 1º giugno 1778 da Pio VI, era stato a lungo ambasciatore di Francia a Vienna, dove commise una grave gaffe diplomatica descrivendo l'imperatrice Maria Teresa d'Austria come un'insopportabile ipocrita in una lettera inviata al duca d'Aiguillon. Così, quando Luigi XVI e Maria Antonietta salirono sul trono francese, nel 1774, Rohan perdette il posto di ambasciatore.
Il cardinale, che passava buona parte dell'anno a Strasburgo, di cui era arcivescovo e principe, avendo saputo della presenza in città di Cagliostro, lo invitò a palazzo e ne fu conquistato. Appassionato di alchimia, credette di ravvisare in Cagliostro un maestro; ritenendolo un infallibile medico, lo condusse con sé a Parigi perché si prendesse cura del cugino, il maresciallo Charles de Rohan, il quale, comunque, guarì senza dover ricorrere alle sue medicine.
Alcuni anni dopo Cagliostro cercò di servirsi dell'influenza del cardinale per far legittimare dal papa, come ordine religioso, il proprio "Rito Egizio", una curiosa specie di Ordine massonico-religioso, a suo dire fondato a Bordeaux nel 1784. Mentre alcune fonti sostengono che nel 1767 Cagliostro aveva gia ricevuto l’iniziazione al Rito Egizio a Napoli direttamente da Raimondo di Sangro, principe di Sansevero.
A conclusione di un lungo tour che doveva portarlo in Inghilterra attraverso Napoli, Roma e la Costa Azzurra, giunto a Bordeaux l'8 novembre 1783, a maggio si ammalò e, forse in un delirio febbrile, come è scritto nel Compendio del suo processo, «si vide prendere per il collo da due persone, strascinare e trasportare in un profondo sotterraneo. Aperta quivi una porta, fu introdotto in un luogo delizioso come un Salone Regio, tutto illuminato, in cui si celebrava una gran festa da molte persone tutte vestite in abito talare, fra le quali riconobbe diversi de' suoi Figli Massonici già morti. Credette allora di aver finiti li guai di questo mondo e di trovarsi in Paradiso. Gli fu presentato un Abito talare bianco, ed una Spada, fabbricata come quella che suol rappresentarsi in mano dell'Angelo Sterminatore. Andò innanzi ed abbagliato da una gran luce, si prostrò e ringraziò l'Ente Supremo di averlo fatto pervenire alla felicità; ma sentì da un'incognita voce rispondersi: Questo è il presente che avrai; ti bisogna ancor travagliare molto; e qui terminò la Visione».
Dopo questa visione Cagliostro fondò la Massoneria di Rito Egizio. Si elesse Gran Cofto e creò la moglie - ora chiamata principessa Serafina e Regina di Saba - Gran Maestra del Rito d'adozione, cioè della Loggia riservata alle donne; fatta risalire l'origine di tale massoneria ai profeti biblici Enoch ed Elia, secondo una tradizione che vedeva nell'intervento di quei due profeti la premessa a un radicale mutamento della vita, con la successiva venuta di un "papa angelico" o dello stesso Cristo, Cagliostro sosteneva che scopo del Rito Egizio fosse la rigenerazione fisica e spirituale dell'uomo, il suo ritorno alla condizione precedente alla caduta provocata dal peccato originale, ottenuta, dal Gran Cofto e dai dodici Maestri che lo avrebbero assistito, con ottanta giorni di attività iniziatiche.
Per i nuovi aderenti i tempi per raggiungere la perfezione sarebbero stati molto più lunghi: solo al dodicesimo anno di appartenenza, sarebbero potuti diventare maestri e prendersi cura dei nuovi iniziati. Solo lui, il Gran Cofto, rimaneva depositario di un mysterium magnum, il cui contenuto è rimasto avvolto nel mistero.