Fu brevemente primo ministro dell'Iran dei Qajar tra il 1920 e il 1921, venendo destituito dal colpo di Stato in Iran del 1921 condotto da Reza Shah Pahlavi, che si impossessò quindi del potere spodestando la precedente dinastia Qajar.

Biografia Proveniva da una famiglia di ricchi aristocratici della regione di Gilan. Lo zio Akbar Khan era un potente amministratore provinciale delle regioni di Gilan, Mazandaran e Khorasan e lo aggregò a sé, rendendolo di fatto suo successore e lasciandogli le amministrazioni e la moglie alla sua morte nel 1890. Nel 1900 fu nominato da Mozaffar al-Din Shah Qajar ministro delle Poste, ma nonostante il suo ruolo politico appoggiò la rivoluzione costituzionale persiana a partire dal 1906.

Dopo che il nuovo sovrano Mohammad Ali Shah Qajar ebbe ripreso il potere e tentò di reprimere tutti gli oppositori, Fathollah Khan fu arrestato ed esiliato a Mazandaran. Dopo la deposizione di Mohammad Ali Shah nel 1909 e il ritorno al potere dei costituzionalisti, riprese la sua carica di ministro delle Poste, assumendo anche poi quella di ministro della Giustizia. Divenne uomo di fiducia del primo ministro Vosough od-Dowleh, entrando a far parte dei suoi numerosi governi come ministro dell'Interno e poi della Guerra.

Nella turbolenta politica persiana di quegli anni, fu nominato primo ministro da Ahmad Shah Qajar nell'ottobre 1920 dopo la caduta del governo di Hassan Pirnia. L'ascesa di Fathollah Khan era stata tuttavia tramata dai britannici, poiché figure come l'ambasciatore inglese Herman Norman lo consideravano un politico abbastanza debole e manovrabile. Difatti il suo governo durò molto poco: nel febbraio successivo l'ufficiale Reza Pahlavi attuò il colpo di Stato in Iran del 1921, non incontrando di fatto resistenza e impossessandosi del potere iraniano mentre il governo di Fathollah Khan si disgregava immediatamente.

L'ormai ex-primo ministro si rifugiò dapprima all'ambasciata britannica di Teheran, poi, rassicurato da Pahlavi che non avrebbe subito ritorsioni, tornò nella natia Rasht ritirandovisi a vita privata, fino alla morte nel 1938.

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