Ѐ considerato uno dei padri dell'autonomismo valdostano e il suo impegno ha spaziato dal cattolicesimo liberale alla difesa della lingua francese in Valle d'Aosta.Atto di decesso n. 35 del 10/04/1928

Biografia Nato nel 1855 ad Aosta, allora inserita nella Divisione di Torino del Regno di Sardegna, era figlio di Charles Réan e Émilie Argudier, una distinta famiglia borghese aostana originaria di Saint-Marcel. Lasciò la Valle d'Aosta per studiare medicina all'Università di Torino, ma una volta laureato tornò nella sua città natale, dove esercitò la professione medica per quarant'anni. Emerse anche un'attitudine al volontariato presso diverse istituzioni locali, in linea con la sua grande fede cattolica. Abbracciò quindi il cattolicesimo liberale e difese l'Italia unitaEsprit Valdôtain.

Alle elezioni comunali del luglio 1887 fu eletto per la prima volta nel Consiglio comunale di Aosta, dove iniziò una breve carriera politica a livello locale, continuando ad essere rieletto. Nominato sindaco di Aosta all'unanimità, rifiutò l'incarico e scrisse una lettera al prefetto di Torino, annunciando le sue dimissioni sia dalla carica di sindaco che da qualsiasi altra carica di governo locale. Continuò però a prestare servizio come consigliere comunale preferendo dedicarsi alla diffusione delle sue idee, in particolare attraverso la stampa, piuttosto che perseguire una carriera politica attiva. Già nel 1890 Réan presentò una mozione a favore della creazione di un comitato per la difesa della lingua francese in Valle d'Aosta all'interno del Regno d'Italia. Tale comitato, emanazione dello stesso Consiglio comunale, avrebbe dovuto, secondo i suoi piani, "estendersi oltre i propri ranghi e perfino a tutta la valle".

Le Valdôtain Nel 1888 iniziò la sua carriera di giornalista, fondando, insieme a Édouard Duc e Ferdinand Fenoil, il quotidiano cattolico liberale Le Valdôtain. Ne fu anche direttore per un breve periodo. Durante la sua prima esperienza come giornalista, criticò l'atteggiamento intransigente della Curia romana e attaccò occasionalmente il quotidiano conservatore La Feuille. Nel 1892 scrisse un opuscolo contro ogni forma di intolleranza all'interno del cattolicesimo valdostano, Les scandales du cléricalisme intransigeant en Val d'Aoste. In questo opuscolo, lamentava che "il credente deve vedere la sua Chiesa marciare non alla testa, ma sulla scia dei grandi innovatori e apostoli dell'emancipazione del popolo"Anselme Réan, Les scandales du cléricalisme intransigeant en Val d'Aoste: étude de mœurs locales, Torino, A. Baglione, 1892, p. 64..

La conciliazione del cattolicesimo col socialismo A Réan si devono i numerosi articoli pubblicati tra il 1887 e il 1900 sotto lo pseudonimo di Un Croyant ("Un credente"), in cui sottolineava i molteplici punti di convergenza tra cattolicesimo e socialismo e considerava il secondo una dottrina che sembrava "tradurre in pratica gli insegnamenti del Vangelo". Il pensiero di Romolo Murri, fondatore della Lega Democratica Nazionale, il primo partito cattolico italiano, gli scritti di Paul Naudet, e soprattutto di Marc Sangnier, democratici cristiani modernisti, esercitarono una grande influenza su Réan. Questi infatti difese le idee di Murri sulle colonne del quotidiano valdostano Le Mont Blanc ed esortò i cattolici a studiare le questioni sociali, in particolare il movimento socialista, invece di condannarlo a priori. Negli ultimi anni del XIX secolo condivise anche i progetti e le idee del gruppo di Jean-Joconde Stévenin, sacerdote cattolico impegnato a diffondere il socialismo cristiano.

Il 21 aprile 1901, in un celebre discorso pronunciato in occasione dell'inaugurazione dell'iscrizione commemorativa sulla casa natale di Sant'Anselmo, Réan presentò questa figura come precursore dell'era moderna, incarnando gli ideali di giustizia, libertà e democraziaDiscorso pronunciato dal dottor Réan il 21 aprile 1901 all'inaugurazione dell'iscrizione commemorativa della casa natale di S. Anselmo per il Municipio di Aosta, Stamperia Édouard Duc, Aoste, 1901, p. 7.. Questa interpretazione incontrò l'approvazione dei giovani sacerdoti democratici, ma provocò una violenta reazione di una parte del clero "per la quale ogni cambiamento è pericoloso e ogni innovazione, il liberalismo, condannabile e persino una vera e propria eresia". Réan si scontrò con i membri più conservatori del clero in materia educativa, in particolare entrò in una polemica molto accesa con un professore del Seminario maggiore di Aosta, il canonico Pierre-Joseph Pession. Per Réan, la causa dell'allontanamento dalla fede e dalla pratica religiosa era da ricercare nell'insegnamento religioso diffuso nelle chiese, nei corsi di catechismo e nelle famiglie stesse.

Le Progrès Nei primi anni del nuovo secolo, il gruppo intorno al quotidiano Le Mont Blanc divenne ostile al cattolicesimo, culminando nella conversione di Édouard Duc alla fede valdese. Réan decise perciò di abbandonare quel sodalizio e nel 1906 fondò il quotidiano Le Progrès, di cui fu il proprietario e l'unico direttore. Incorporò su tutte le pagine le sue idee di cattolicesimo progressista. Il motto del giornale era "Dio e il popolo", "Tutto per il popolo - Tutto dal popolo", riassumendo bene gli obiettivi democratici di Réan. Tra gli autori citati figuravano Murri, Geremia Bonomelli, Antonio Fogazzaro e il gruppo Le Sillon. Tuttavia, l'esistenza del giornale durò solo un anno. Il progetto di Réan fu ostacolato dalle gerarchie ecclesiastiche superiori, tra cui l'enciclica papale Pieni l'animo del 28 luglio 1906, una chiara presa di posizione contro il concetto di democrazia cristiana, ma anche dall'indifferenza dell'opinione pubblica valdostana e dal disinteresse delle classi dirigenti.

La Ligue valdôtaine e la difesa della lingua francese Réan si spostò su posizioni più conservatrici, scrisse per Le Duché d'Aoste, organo della Curia vescovile, e iniziò ad occuparsi attivamente della difesa del particolarismo valdostano e della necessità di tutele politiche per la minoranza francofona della Valle d'Aosta. Il 17 novembre 1909, presso il Municipio di Aosta, con alcuni cittadini aostani, Réan fondò la Ligue valdôtaine (alla quale nel 1912 aggiunse la dicitura Comité italien pour la protection de la langue française) e lanciò un appello per contrastare gli attacchi contro l'insegnamento del francese, minacciato dal nazionalismo italiano. Dal 1912 uscì anche il bollettino della Lega valdostana, una rivista curata da Réan con lo scopo di diffondere argomenti a favore della lingua francese. Come presidente della Lega, promosse diverse iniziative, tra cui pubblicazioni, proposte per la riorganizzazione del sistema scolastico, corsi serali di francese ad Aosta e in molti comuni della valle, oltre a numerose petizioni, tra le quali spiccò quella indirizzata il 7 aprile 1919 al presidente del Consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando, capo della delegazione italiana alla Conferenza di Pace di ParigiRiccardo Nicolini, L'abbé Petigat. L'impegno giornalistico, l'opera sociale e politica a favore degli emigrati valdostani a Parigi, Aosta, Le Château, 2007, pp. 21-33., che chiedeva l'autonomia linguistica della Valle d'Aosta, ma che rimase lettera morta. Réan fu quindi una figura centrale nel dibattito sull'autonomismo valdostano e sul progetto federalista dello Stato italiano. Nel 1921 pubblicò un memorandumAnselme Réan, Pour la région valdôtaine avec deux députés, Imprimerie catholique, 1921, p. 16. in cui si batteva per l'istituzione di una regione autonomaErnest Weibel, , vol. 87, Librairie Droz, coll. «Travaux de droit, d'économie, de sociologie et de sciences politiques» (no 27), 1er janvier 1971, p. 469.. Per circa quindici anni, Réan riunì con la Lega, sotto un programma comune, i principali rappresentanti delle élite laiche e religiose valdostane del suo tempo. Sempre nel 1921, dopo soli due anni, Réan ruppe la sua adesione al Partito Popolare Italiano fondato da Don Luigi Sturzo, che promuoveva il decentramento amministrativo.

L'ambiguità verso il fascismo Dopo la rottura col partito cattolico italiano, Réan simpatizzò col nascente movimento fascista di Benito Mussolini, credendo che potesse portare in Italia il progetto federale da lui auspicato. Incontrò personalmente il Duce a Roma, il quale gli promise che avrebbe rispettato le minoranze linguistiche valdostane, mentre il regime fascista si stava spostando su posizioni chiaramente contrarie a qualsiasi autonomia territoriale o linguistica nella penisola. A causa dell'attitudine ambigua verso Mussolini, Réan fu ampiamente criticato dall'abate Joseph-Marie Trèves e dal notaio Émile Chanoux, due importanti esponenti dell'autonomismo, e si distaccò dalla Lega valdostana. Lo stesso Chanoux nel 1924 lo definì "un teppista elettorale del fascismo". L'eredità autonomista di Réan fu raccolta nel 1925 dal movimento clandestino La jeune Vallée d'Aoste, fondato sempre da Trèves e da Chanoux, intorno al quale ruoterà la causa autonomista durante la Resistenza e nel secondo dopoguerra. L'anno successivo la stessa Lega valdostana venne sciolta.

Réan morì ad Aosta il 9 aprile 1928, all'età di 73 anni.

Opere

Une question de justice, Aoste, Typographie Jean-Baptiste Stévenin, 1890. L'histoire d'une mystification: à propos de la béatification du bienheureux Boniface de Valperga, Aoste, Typographie Stévenin, 1890. Les scandales du cléricalisme intransigeant en Val d'Aoste: étude de mœurs locales, Torino, Stamperia A. Baglione, 1892. L'Hôpital Mauricien d'Aoste devant l'opinion publique, Aoste, Typographie J.-B. Stévenin, 1895. La question de l'Hôpital Mauricien d'Aoste et la commission d'enquête, Aoste, Imprimerie Édouard Duc, 1897. La bulle de fondation de l'hôpital d'Aoste violée: les nouvelles phases de la question de l'hôpital: observations et commentaires, Aoste, Imprimerie Édouard Duc, 1898. Lectures valdôtaines, Turin, Imprimerie du Collège des Artigianelli, 1900. La guerre religieuse déclarée aux laïques par un professeur de Gd-Séminaire. Attaques et réponses: À propos d'un discours sur St Anselme et la décadence des nations catholiques, Aoste, Allasia et Salino, 1901. «Discours prononcé par M. le docteur Réan le 21 avril 1901 à l'inauguration de l'inscription commémorative placée à la maison natale de S. Anselme par le Municipe d'Aoste», Imprimerie Édouard Duc, Aoste, 1901. Une importante revue romaine contre la langue française en Val d'Aoste, Aoste, Marguerettaz, 1912. Pour la région valdôtaine avec deux députés, Imprimerie catholique, 1921. «Pour notre langue maternelle», Augusta Prætoria: revue valdôtaine de pensée et d'action régionalistes, n. 1, 1919. Memoriale riassuntivo per l'autonomia linguistica nelle scuole della Valle d'Aosta, Aosta, Marguerettaz, 1920. «L'agitazione nella Valle d'Aosta per l'autonomia linguistica», La critica politica, vol. 2, 1922. La phase initiale de la guerre contre la langue française dans la Vallée d'Aoste: historique documenté, Ivrea, Publication de la Ligue valdôtaine pour la protection de la langue française, Scuola tipografica Artigianelli, 1923.

Note

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