Due prigionieri è una miniserie televisiva italiana, prodotta e trasmessa dalla Rai nel 1985, diretta da Anton Giulio Majano, tratta dal romanzo omonimo di Lajos Zilahy.
Trama Qualche mese prima dello scoppio della prima guerra mondiale, a Buda, Pietro e Miett si frequentano nei salotti della buona borghesia della capitale ungherese. Dopo numerosi incontri, si sposano con l'approvazione delle famiglie e degli amici, ma la felicità è di breve durata: Pietro viene arruolato e fatto prigioniero in Russia, dove vi rimarrà sette anni. Nel frattempo, il padre di Miett muore, lasciandola con pochi mezzi; dopo qualche resistenza, Miett cede alla corte dell'affascinante Golgonszky. Intanto, in Russia, le condizioni dei prigionieri si fanno di giorno in giorno più disperate e Pietro inizia a frequentare Zinajda, una donna del villaggio, che gli offre la sua amicizia platonica.
Quando i prigionieri vengono riportati in Ungheria, Pietro non è tra questi; Miett viene informata che è morto negli ultimi giorni di prigionia di tifo. Miett è dunque costretta a sposare Golgonszky, dal quale avrà due bambine. Dopo diversi anni, Miett vuole conoscere il luogo di sepoltura di Pietro, e Golgonszky, divenuto nel frattempo ministro del nuovo governo, organizza una spedizione. Quando l'auto arriva in paese arrivano in una piccola locanda e scorgono una donna con una bimba in braccio e il proprietario della locanda. Golgonszky e Miett, avute le informazioni richieste, si recano verso il cimitero senza accorgersi che la donna e il proprietario altri non sono che Zinajda e Pietro.
Note
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