Palazzina Claretta Bonvicino è un palazzo storico di Torino in stile Liberty costruito nel 1882 nel quartiere San Salvario dall'architetto Enrico Petiti su commessa del cavaliere Edoardo Claretta.

È riconosciuta di interesse storico e artistico, sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientaleD.M. 22 febbraio 1964 e sottoposta a tutela della Soprintendenza alle Belle Artihttps://www.comune.torino.it/media/2427.

Storia La famiglia Claretta è una nobile famiglia di Giaveno: già nel 1407 Giacobino Claretta era membro del consiglio comunale e nel 1611 Vincenzo Claretta, abate della Sacra di San Michele e maggiordomo di Papa Paolo V, ottenne dalla corte romana – grazie anche all’intercessione di Caterina Moncada, moglie dell’ambasciatore di Spagna presso lo Stato Pontificio Giuseppe Federico Alvarez de Toledo, duca di Ferrandina e marchese di Villafranca – le reliquie di Papa Antero, tra cui il capo e alcune ossa. Le reliquie vennero solennemente trasferite nella Chiesa di San Lorenzo a Giaveno su impulso del cardinale Maurizio di Savoia e dell’abate Giovanni Botero, dando origine alla devozione cittadina per il santo.

Nel 1882, il discendente cavaliere Edoardo Claretta commissiona all'architetto Enrico Petiti la progettazione di una palazzina a due piani, oltre al pian terreno, con una copertura a terrazza. Nel 1885, Petiti viene nuovamente incaricato di abbattere il portone di ingresso che si affaccia su via Galliari, al fine di addossare sul lato interno un padiglione in muratura; sempre nello stesso anno, Petiti amplia la palazzina, prolunga il fronte su via Galliari e progetta un basso fabbricato da destinare a scuderia e rimessa.

Nel 1887 la palazzina viene venduta a Pierina Bonvicino Deninav. Archivio Storico di Torino, la quale commissiona a Petiti diversi interventi: l’ampliamento del fabbricato su via Galliari e destinato ad uso di portineria, la sopraelevazione e l’ampliamento della scuderia e della rimessa e, infine, una serie di modifiche della palazzina e l’inserimento di tettucci di riparo per gli ingressi.

Attualmente, la palazzina è di proprietà della famiglia del conte Bonvicino Frigerio.

Descrizione Posta di fronte al Parco del Valentino, la facciata principale, sul corso Massimo d’Azeglio, ha un arretramento in modo tale da realizzare un giardino frontale, delimitato da una cancellata in ferro. La facciata ha due ingressi, simmetrici rispetto a quelli del fabbricato, ed un ingresso monumentale definito da una scalinata, dalla cui base si innalzano due colonne con capitelli in stile ionico; le colonne costituiscono l’appoggio per due piedistalli che sostengono una balconata curvilinea. Il piano superiore ha invece parapetti realizzati con colonnine sul modello della balconata del terrazzo ma le lesene e le colonne non sono più ioniche, ma corinzie.

Il sottotetto è caratterizzato da falde ad elevata pendenza, con copertura del tetto alla francese: si caratterizza per la forma quadrata delle lastre di ardesia disposte "a losanga".

L’ingresso della rimessa è costituito da un portale in legno, superato il quale si accede ad una tettoia in legno collocata tra due pareti, una delle quali è caratterizzata da una serie di ganci per l’imbrigliatura dei cavalli e per l’aggancio delle carrozze. La scuderia invece si sviluppa due livellihttps://webthesis.biblio.polito.it/15003/1/tesi.pdf.

Note

Bibliografia Mauro Volpiano, Enrica Maria Bodrato, Le architetture civili di Enrico Petiti: dall'archivio alla ricostruzione storiografica, tesi di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, Politecnico di Torino 2020

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