Palazzina Borelli Salino è un palazzo storico di Torino in stile Liberty costruito in Corso Vittorio Emanuele II 83 tra il 1876 e il 1879 nel quartiere Crocetta, al confine col Centro storico, dall'architetto Enrico Petiti su commessa del commendatore e senatore Bartolomeo Borelli.

È riconosciuta di interesse storico e artistico, sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientaleD.M. 22 febbraio 1964 e sottoposta a tutela della Soprintendenza alle Belle Artihttps://www.comune.torino.it/media/2427.

Storia Nel 1876, il Commendatore Ingegnere Bartolomeo Borelli chiede all'architetto Enrico Petiti la progettazione di una palazzina a due piani con giardino sul terreno di quella che una volta era l’antica piazza d’Armi San Secondov. pratica n° 110 del 1876 conservata presso l’Archivio Storico del Comune di Torino nel luogo in cui fu fucilato, il 22 maggio 1849, il generale Gerolamo Ramorino accusato di tradimento e responsabile della disfatta di Novarahttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1242_01_1889_0230_0002_21117204/anews,true/.

Bartolomeo Borelli, nominato nel 1892 dal Re Vittorio Emanuele II senatore del Regno d’Italia sotto il primo Governo Giolitti, in qualità di ingegnere ebbe un ruolo fondamentale nella progettazione e nella realizzazione del Traforo ferroviario del Frejus: tra il 1857 e il 1870 ricoprì il ruolo di direttore dei lavori. Il senatore vede la sua famiglia sgretolarsi pian piano: il nipote, di pochi anni, muore prematuramente, mentre la figlia cade in disgrazia a causa di un marito con il vizio del gioco che dilapida il patrimonio di famigliahttps://www.rivieratime.news/la-storia-del-senatore-borelli-ancora-nei-cuori-dei-pievesi/. La palazzina viene quindi venduta alla famiglia Salino.

Il conte Cesare Alfredo Salino, politico e militare italiano, proprietario anche dello chalet stile svizzero tuttora presente nel Parco del Valentino, discende dalla nobile famiglia così detta perché aveva il monopolio del sale per la Città di Torinohttps://risorse.comune.torino.it/archiviostorico/cons_online/schede_Bianchi.pdf. La madre, Emilia Ponza di San Martinohttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,1235_01_1892_0047_0003_18419706/anews,true/, sorella del senatore Gustavo Ponza di San Martinohttps://www.senato.it/web/senregno.nsf/8fe5b7e61c3ce806c1256ffc005269fb/db52819c46fa326ac12570690031871e?OpenDocument, tra il 1891 e il 1893 commissiona a Petiti una serie di lavori di ristrutturazione e ampliamento che riguardano la realizzazione di una scuderia a due piani, la collocazione in giardino di una serra e la progettazione di un padiglione in cortilev. ASCT, Progetti edilizi, Fascicolo speciale dei progetti ex Piazza D’Armi, Uffizio Edilizio.

Agli inizi del Novecento la proprietà viene venduta a Emilio Remmertpratica n° 120 dell’Archivio Storico della Città di Torino, appartenente ad una famiglia di industriali tessili attivi nel Basso Canavese e nelle Valli di Lanzo, che commissiona all’ingegner Antonio Vandone (sua la creazione di Casa Maffei) un ampliamento della palazzina inglobando il cortile frontale.

Alla metà del Novecento l'immobile è acquistato, tramite la società la S.I.R.T. (Società Immobiliare Ricostruzioni Torino, tuttora proprietaria), dalla famiglia Tagliav. pratica edilizia n° 327 BIS del 1950, proprietaria di un’industria dolciaria, la quale sopraeleva i due padiglioni laterali terrazzati fatti costruire dalla famiglia Salino fino a raggiungere il numero di piani del fabbricato centrale.

Descrizione L’immobile è caratterizzato da un blocco centrale, collegato a due ali laterali. Il fabbricato principale è costituito da due piani fuori terra e da un sistema di mansarde, mentre le maniche laterali sono costituite da un solo piano fuori terra. Il fabbricato centrale e quelli laterali non sono adiacenti, ma per accedere alle ali laterali è necessario percorrere un porticato a due campate, voltate a crociera impostata su colonne, che mette in collegamento i tre corpi del complesso. Le due laterali sono collegate tra loro da una cancellata in ferro decorato con motivi libertyhttps://webthesis.biblio.polito.it/15003/1/tesi.pdf.

Note

Bibliografia Mauro Volpiano, Enrica Maria Bodrato, Le architetture civili di Enrico Petiti: dall'archivio alla ricostruzione storiografica, tesi di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, Politecnico di Torino 2020 Scipione Cappa, Album degli ingegneri e degli architetti: scelta collezione di disegni delle più pregiate costruzioni moderne italiane, Augusto Federico Negro Editore, Torino 1884 Enrico Petiti, Album degli ingegneri e degli architetti: Palazzina Salino in Torino, Augusto Federico Negro Editore, Torino 1890

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