La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è la parrocchiale di Garzeno, in provincia e diocesi di Como; fa parte del vicariato di Gravedona.
Storia e descrizione Già attestata nel 1172,. fu ristrutturata nel corso del Quattrocento.
Nel 1477 fu elevata al rango di parrocchiale, affrancandosi così dalla pieve di Dongo.
Inizialmente intitolata solamente a San Pietro, assunse l'attuale dedicazione il 10 gennaio 1504, giorno in cui la chiesa fu consacrata al termine di ulteriori lavori di ristrutturazione.
Ai tempi della visita pastorale del vescovo Ninguarda nel 1593, la chiesa si presentava come un edificio gotico a singola navata, sormontata da quattro archi trasversali e chiusa da un'abside abbellita dalla presenza di affreschi raffiguranti Cristo in maestà con gli Evangelisti e gli apostoli.. Nelle pareti della chiesa si aprivano una serie di cappelle laterali, delle quali la quarta a sinistra conserva ancora una parte di alcuni affreschi di Sigismondo De Magistris, probabilmente realizzati negli anni trenta del XVI secolo. All'epoca rinascimentale risalgono anche:
la volta del pronao, caratterizzata da affreschi raffiguranti lo Spirito Santo e i quattro principali Dottori della Chiesa (prima metà del XVI secolo); gli affreschi dei santi titolari della chiesa (metà del XVI secolo) che ornano le lunette situate a fianco del portale, così come una Pietà ospitata nella lunetta esterna del portale laterale; alcuni affreschi del secondo e nel terzo comparto di destra, riportanti una serie di Madonne e santi, in parte attribuiti al pittore locale Battista da Musso; una vetrata nella finestra dell’ultima cappella a sinistra, riportante una Natività attribuita a Domenico da Cazzanore di Blevio; le due vetrate situate ai lati del presbiterio, realizzate tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento e raffiguranti, rispettivamente, San Pietro e San Paolo.
La chiesa fu profondamente ristrutturata nel XVII secolo., attraverso una serie di interventi che, oltre a stravolgere l'impianto strutturale, comportarono la realizzazione di nuovi affreschi. A questo periodo risalgono le decorazioni del presbiterio, che oltre a una serie di ricchi stucchi ospita i dipinti di Storie dei santi Pietro e Paolo, Incoronazione della Vergine e Dottori della Chiesa di Giovanni Mauro della Rovere.. A Giovanni Paolo Recchi si devono invece gli affreschi dell'abside, così come quelli presenti nelle due cappelle di Sant'Antonio e della Vergine del Rosario; i dipinti che ornano quest'ultima cappella risalgono agli anni 1648-1649.
Attorno al 1814 risale la realizzazione dell'organo, eseguito da maestranze provenienti dalla bottega dei Bossi; rifatto nel 1883, fu restaurato nel 2007.
Note
Bibliografia
Voci correlate
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