Biografia Laureatosi all'accademia delle belle arti di Nikšić, sceglie di specializzarsi in scultura a Sarajevo, trasferendosi all'Università delle Arti di Belgrado al terzo anno, dov'è allievo di Miodrag Popović: lavora come professore nelle accademia di Trebigne e Bijeljina, specializzandosi in Svizzera nel restauro e nella conservazione dei materiali plastici.
La sua attività artistica ha inizio negli anni '70 e gli è valsa il nel 1978 Premio ALU per la scultura a Sarajevo; nel 1979 il premio «Kosančićev venac» a Belgrado; nel 1983 il premio della Biennale jugoslava della piccola scultura di Murska Sobota, in Slovenia; nel 1988 un premio alla mostra «Gli artisti alla loro città» di Podgorica; nel 1989 il premio del Salone jugoslavo delle belle arti «13 novembre» di Cetinje; nel 1991 il premio «Milunović, Stijović, Lubarda» dell’ULUCG; infine, nel 1997, il premio per la migliore mostra personale dell’ULUCG.
Verso la fine degli anni '90 si dedica alla scultura astratta, mentre i primi anni 2000 lo vedranno impegnato nella scultura realista: nel 2001 pone a Podgorica un monumento a Marko Miljanov e nel 2005 due monumenti a Nicola I del Montenegro, un semplice busto in Corso Vittorio Emanuele II a Bari e un più elaborato monumento equestre nella capitale montenegrina Podgorica. Secondo il critico d'arte montenegrino Slobodan Slovinić: "Anche quando sembra che stia per verificarsi una forte esplosione, una rottura drammatica, Radmilović, come un mago, instaura la beatitudine della calma, della tranquillità e dell'antica armonia anche in queste situazioni."
Nel 1982 viene accolto nell'Associazione delle Belle Arti del Montenegro, della quale divenne presidente per un mandato.
Note