Le Joli Mai è un film del 1963 di Chris Marker e Pierre Lhomme realizzato due mesi dopo gli accordi di Evian dedicato a Parigi e alla sua gente che vive la prima primavera di pace quando, nel 1962, «si sta chiudendo, in un clima di attentati e di putsch, la Guerra di Algeria».Gianni Volpi, I mille film. Guida alla formazione di una cineteca, Baldini&Castoldi, Milano 2017, p.570

Trama Il film inizia con Parigi vista inquadrata da lontano come città che si veda per la prima volta, dice la voce fuori campo di Yves Montand. La ripresa poi plana tra la gente perché è la gente la vita di Parigi. Una galleria persone di ogni condizione, età e sesso diventa protagonista della propria storia che espone in modo espressivo e spontaneo nello spazio di tempo del suo intervento. Tutti i personaggi sono accomunati dal fatto di essere liberi, questo è stato il nostro film, dice la voce fuori campo nel finale. Per liberi si intende coloro che sono capaci di interrogare di rifiutare di intraprendere di riflettere o semplicemente di amare.

Distribuzione Il film è stato prodotto in DVD Blu-ray nel 2025 distribuito da Potemkine Films. Disponibile in rete. Nell'aprile 2025 il film torna nelle sale cinematografiche francesi.

Restauri L'opera ha avuto una serie di restauri. «Un primo restauro fotochimico è stato realizzato nel 2009 da CNC con tagli di 17 minuti rispetto alla versione originale voluti da Chris Marker e Pierre Lhomme. Nel 2012 il laboratorio Mikros Image, con il sostegno di CNC, ha realizzato una scansione 2K, con restauro digitale dell’immagine e del suono. Sono stati apportati nuovi tagli, in quanto gli autori non hanno mai considerato la versione iniziale del film come definitiva».

Accoglienza Su Paragone, nel 1963, vi è un'accoglienza positiva. Le Joli Mai di Chris Marker è ritenuto «senza dubbio il frutto più maturo (e qua e là un po' prezioso)» del cinema verité.

Critica Eithne O'Neal su Positif sottolinea il linguaggio cinematografico del film contestualizzando l'uso del piano sequenza e tale scelta esclude risposte troppo succinte che incoraggerebbero la «fabbrica delle menzogne». Esemplare l'incipit del film col bottegaio loquace per il quale la felicità sta nella cassa: la prosperità rimpiazza la miseria.

Note

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