La chiesa di San Vincenzo è la parrocchiale di Gera Lario, in provincia e diocesi di Como; fa parte del vicariato di Gravedona.

Storia e descrizione Situata nei pressi dell'omonimo torrente, fu realizzata nel XV secolo, sulla base di una chiesa romanica. dell'XI-XII secolo, a sua volta edificata laddove in età romana si trovavano un tempietto dedicato a Giove. e una villa.. Al periodo romano risale un pavimento del II secolo con decorazione a mosaico. (nell'area battesimale). oltre a una stele funebre del III-IV secolo inglobata nello stipite di sinistra. Resti delle colonne che sorreggevano la navata dell'edificio romanico sono visibili ancora oggi, al di sotto del piano di calpestio dell'attuale navata.

Nonostante sia sempre stata dotata di un proprio fonte battesimale, risultò alle dipendenze della pieve di Olonio fino al 1444, anno dell'istituzione di Sorico a capopieve. Nel 1587 fu ufficialmente elevata al rango di parrocchiale, affrancandosi così dall'autorità religiosa della pieve di Sorico.

Nel corso del Quattrocento, l'orientamento della chiesa venne modificato: fino ad allora, quello che oggi è il lato destro dell'edificio ospitava infatti l'abside della primitiva chiesa romanica. Agli interventi intrapresi durante il XV secolo si deve l'aspetto dell'attuale facciata a capanna per costruire la quale vennero reimpiegate alcune lapidi romane e alcune formelle marmoree del periodo carolingio.

Alla prima metà del Cinquecento. risalgono invece gli affreschi di scuola lombarda conservati all'interno della chiesa. Una prima serie di questi affreschi, situata sulle pareti e sui pilastri della navata, raffigura tre dei quattro principali Dottori della Chiesa (manca sant'Agostino), e i santi Stefano, Bernardo, Vincenzo, Antonio Abate e di Padova, Biagio, Pietro, Domenico, Giovanni Battista, Gottardo e Nicola.

Al 1546 risalgono inoltre gli affreschi del presbiterio, commissionati della corporazione dei barcaioli geresi e raffiguranti, nell'ordine: sei profeti (sull'intradosso dell'arco di trionfo), i santi Pietro e Paolo (sui pilastri) i già citati dottori della Chiesa (sulle pareti laterali), Dio tra i santi Vincenzo e Stefano (sulla parete di fondo) e gli evangelisti (sulla volta).. La paternità degli affreschi del presbiterio è tuttora incerta (si è ipotizzata una realizzazione alle botteghe di Sigismondo de Magistris o di Ambrogio Arcimboldi); tuttavia, si sa per certo che nel 1869 furono restaurati da Luigi Tagliaferri.

Ignoto è anche l'autore del polittico dell'altare maggiore, realizzato nel 1547 in stile rinascimentale su commissione degli abitanti di Gera. Il polittico si compone due registri, uno inferiore e uno superiore. In quello inferiore si trova il dipinto di una Madonna col Bambino, affiancato dalle raffigurazioni dei santi Vincenzo e Giovanni Battista, Stefano e Lorenzo. Sotto al registro inferiore, la predella è ornata con i dipinti dei dodici apostoli, suddivisi in tre gruppi intervallati da rappresentazioni pittoriche dei primi quattro dottori della Chiesa. Il registro inferiore è invece dominato dal dipinto di una Crocifissione, collocato tra rappresentazioni iconografiche di due vescovi (uno dei quali è san Nicola di Bari) e dei santi Sebastiano e Rocco. Nella cimasa, il polittico è sormontato da tre specchiature che, nel loro insieme, simboleggiano lAnnunciazione. Durante la seconda guerra mondiale, il polittico fu smontato e portato precauzionalmente a Roma.

Nel XVII secolo, sul lato sinistro della chiesa fu costruto l'oratorio dei confratelli, dedicato alla Madonna del Rosario. Allo stesso periodo risale anche il dipinto che, nell'altare situato alla sinistra dell'arco trionfale, raffigura i misteri del Rosario e la Madonna col Bambino in compagnia di due Santi.

Note

Bibliografia

Vincenzo Vincenzo