Le lingue baltiche del Dnepr, note anche come lingue baltiche del Dnepr-Oka o lingue baltiche periferiche orientali, sono uno o più idiomi baltici la cui esistenza è stata dedotta principalmente da studi toponomastici, archeologici e linguistici. Erano parlate dai cosiddetti Balti del Dnepr, stanziati prevalentemente lungo l'alto corso del Dnepr e dei suoi principali affluenti, ma anche nell'alto corso della Daugava, dell'Oka e, forse, del Volga.
Storia Queste lingue si separarono dal baltico comune probabilmente attorno al V secolo a.C., quando si frantumò l'originale unità della lingua proto-baltica.. Tra il VII e il IX secolo le lingue baltiche del Dnepr furono gradualmente rimpiazzate e assimilate dallo slavo orientale antico, probabilmente dopo un lungo periodo di bilinguismo. Solo i Galindi orientali (o Goljadi) riuscirono a conservare la loro identità e la loro lingua davanti all'espansione slava, continuando ad apparire nelle cronache russe fino al XIII secolo..
Prima di scomparire, le lingue baltiche del Dnepr hanno lasciato diversi prestiti linguistici sia nelle lingue finniche del Volga sia in quelle slave orientali, per le quali funsero probabilmente da substrato durante il loro processo di separazione dal proto-slavo.
Area di diffusione
L'idronomastica evidenzia la presenza storica di popolazioni baltiche in due principali regioni che furono poi occupate dagli Slavi orientali all'inizio del medioevo:
Dnepr - Costituisce la regione di presenza baltica più estesa. È suddivisa in varie aree relativamente indipendenti, ricche di idronimi baltici, separate da vasti spazi che ne sono invece quasi del tutto privi. Queste aree occupano il bacino del Dnepr dalle sue sorgenti fino ai dintorni di Kiev e contengono al loro interno tra i 500 e i 600 balticismi accertati. Nonostante la loro distribuzione geografica disomogenea, si ritiene che queste aree facessero parte di un unico orizzonte culturale. Oka - Nel bacino dell'Oka sono stati individuati alcune centinaia di idronimi, oltre a numerosi prestiti di origine baltica nelle vicine lingue finniche del Volga. Le zone di maggior concentrazione di idronimi sono le oblast' di Kaluga e di Mosca, mentre sono quasi assenti in quelle di Rjazan' e di Nižnij Novgorod. Alla fine del XX secolo i linguisti Jurij Otkpuščikov e Vladimir Toporov hanno identificato nuovi balticismi ricollegabili al gruppo dell'Oka anche nelle oblast' di Smolensk, Tula, Orël e persino di Tver', rivelando come l'originale area di diffusione delle lingue baltiche del Dnepr fosse ben più ampia di quanto inizialmente immaginato.
Regione del medio Volga La recente scoperta di possibili idronimi baltici lungo il medio corso del Volga ha risollevato il problema di quale fosse il confine orientale degli insediamenti baltici. L'etnologo Vladimir Napol'skich ha perciò proposto che la cultura di Imenkovo, sviluppatasi in quella stessa zona, sia da considerare come l'estensione più orientale dell'orizzonte culturale e linguistico balto-slavo, o come parte del baltico del Dnepr o come un gruppo autonomo. Questa visione tuttavia non è condivisa dalla maggior parte della comunità accademica.
Caratteristiche e classificazione Le lingue baltiche del Dnepr sono attestate solo tramite idronimi, che hanno inoltre subito nel corso del tempo un lento ed eterogeneo processo di slavizzazione. Pertanto sono poche le caratteristiche che se ne possono dedurre in maniera sicura o quasi, tra esse:
la probabile appartenenza alle "lingue baltiche periferiche" (cosa che le accomuna alle lingue baltiche occidentali). la probabile perdita del genere neutro (cosa che le accomuna alle lingue baltiche orientali).
Per gli stessi motivi non è possibile sapere se le lingue baltiche del Dnepr rimasero un solo idioma unito o se invece si frammentarono in diversi sottogruppi distinti. Ad oggi, la sola lingua appartenente a questo gruppo di cui ci sia giunta qualche informazione, seppur indiretta, è il galindio orientale, parlato lungo il corso della Protva fino al XIII secolo..
Cultura e popolazione Nei primi secoli dell'era volgare il territorio sopra descritto era occupato dalle culture del Dnepr-Dvina (a ovest) e di Moščiny (a est), che sono solitamente associate ai Balti del Dnepr. L'attribuzione di altre culture vicine come quelle di Milograd e Kiev all'orizzonte baltico è invece più controversa.
A partire dal V secolo, la cultura del Tušemlja emerse nei territori precedentemente occupati dalla cultura del Dnepr-Dvina, che entro l'VIII-IX secolo erano diventati completamente slavi. Frange della cultura di Moščiny sopravvissero fino all'XI-XII secolo nell'area più settentrionale, dove secondo le cronache storiche vivevano i Goljadi.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Lingua galindia orientale Lingue baltiche occidentali Lingue baltiche orientali
Baltiche del Dnepr