La memoria culturale è una forma di memoria collettiva condivisa da un gruppo di persone che condividono una cultura, tramandata attraverso media, riti, monumenti e istituzioni. Il concetto, che affonda le radici nella teoria della memoria collettiva di Maurice Halbwachs, è stato elaborato in forma sistematica a partire dagli anni novanta del XX secolo soprattutto dagli studiosi tedeschi Jan Assmann e Aleida Assmann, ed è divenuto un tema centrale tanto della storiografia, attenta ai processi di formazione della memoria, quanto degli studi culturali, attenti ai suoi oggetti e alle sue implicazioni. Ed. orig.: Das kulturelle Gedächtnis: Schrift, Erinnerung und politische Identität in frühen Hochkulturen, Monaco, C.H. Beck, 1992.
Il concetto Sviluppando le riflessioni di Halbwachs, Jan Assmann ha distinto la memoria culturale dalla «memoria comunicativa»: quest'ultima è il ricordo condiviso dai contemporanei, trasmesso nell'interazione quotidiana e destinato a esaurirsi nell'arco di poche generazioni, mentre la memoria culturale è oggettivata in supporti durevoli, come testi, immagini, monumenti e riti, e mantenuta viva da pratiche di ritualizzazione, canonizzazione e interpretazione, attraverso le quali le testimonianze del passato fondano l'identità collettiva di un gruppo. Aleida Assmann ha ulteriormente articolato il concetto distinguendo la «memoria-archivio», il potenziale dei contenuti conservati, dalla «memoria funzionale», la loro attualizzazione consapevole per produrre significato e identità collettivi.
Su un versante parallelo, lo storico francese Pierre Nora ha messo a tema il rapporto tra memoria e storia e ha legato la memoria collettiva a luoghi fisici e simbolici, i lieux de mémoire, entità che condensano e rappresentano porzioni più complesse del passato di una comunità.
Il rapporto tra memorie condivise e identità culturali collettive è centrale anche negli approcci etnosimbolisti allo studio del nazionalismo: per Anthony D. Smith la memoria è per definizione parte integrante dell'identità culturale, e la coltivazione delle memorie condivise, insieme a miti, simboli e tradizioni, è essenziale alla sopravvivenza e al destino di identità collettive come le nazioni..
Dibattito Negli studi sulla memoria culturale si sono delineati due orientamenti: il primo sostiene che sia il presente a plasmare la comprensione del passato, il secondo che sia il passato a influenzare i comportamenti presenti. È stato tuttavia osservato che i due approcci non si escludono necessariamente a vicenda.
Lo storico Guy Beiner ha inoltre criticato la tendenza degli studi sulla memoria culturale a privilegiare le rappresentazioni letterarie e artistiche del passato trascurando le dinamiche sociali del ricordo: monumenti, opere d'arte, romanzi e le altre produzioni della memoria culturale «non ricordano di per sé», e la loro funzione di supporti della memoria dipende dalla ricezione popolare, poiché il ricordo si forma nella coscienza umana e si condivide nell'interazione sociale.
L'istituzionalizzazione del campo di studi è testimoniata, tra l'altro, dalla rivista trimestrale Memory Studies, pubblicata da SAGE dal 2008, e dal manuale internazionale curato da Astrid Erll e Ansgar Nünning.
Note
Bibliografia Ed. orig.: La mémoire collective, Parigi, Presses Universitaires de France, 1950.
Ed. orig.: Erinnerungsräume: Formen und Wandlungen des kulturellen Gedächtnisses, Monaco, C.H. Beck, 1999.
Voci correlate Memoria collettiva Identità (scienze sociali) Jan Assmann Pierre Nora Filosofia della cultura Filosofia della storia Storia culturale Rappresentazione sociale Vergangenheitsbewältigung
Categoria:Memoria Categoria:Memoria collettiva Categoria:Storiografia