Palazzo Masino o Palazzo Valperga di Masino è un palazzo storico di Torino costruito nel 1645 in stile Barocco attribuito all'architetto Amedeo di Castellamonte su commissione del conte Francesco Maria Broglia, all'angolo tra via Alfieri e via dell'Arsenale, sull'isola (isolato) di San Giuseppe nel quartiere Centro.
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggiohttps://www.comune.torino.it/media/2427.
Storia Il palazzo fu costruito nel 1645 da Francesco Maria Broglia conte di Revello, paggio del duca Maurizio di Savoia e capitano degli archibugieri a cavallo, ed è attribuito ad Amedeo di Castellamonte come il contiguo Palazzo Ferrero d'Ormea.
Il palazzo passò per via ereditaria prima al figlio di Francesco, Vittorio Maurizio Broglia, tenente generale nel 1688 e maresciallo di Francia nel 1724, per poi passare al duca Vittorio Broglia che nel 1780 lo vendette a Carlo Francesco Valperga conte di Masino, ambasciatore del Regno di Sardegna in Francia, Portogallo e Spagna, nonché Viceré di Sardegna dal 1780 al 1783. Sposato con la contessa Faustina Doria del Maro, è ricordato per aver trafugato nel 1764, con l'aiuto della marchesa di Agliè e amante Cristina Saluzzo Miolans, le ceneri di Arduino d'Ivrea, re d'Italia dal 1002 al 1014, per portarle al suo castello di Masino, dove tuttora riposano in un piccolo sacello. Il conte di Masino procedette ad un primo ampliamento del fabbricato effettuato dall'architetto Filippo Castelli; chiamò inoltre Pietro Casella per creare i preziosi intagli che si vedono sugli stipiti delle porte, e i pittori Bernardino Galliari, Angelo Vacca, Carlo Bellora e Carlo Bandone per dipingere le stanzeCfr. Atlante della Storia di Torino, https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/15.2/files/assets/common/downloads/page0386.pdf.
Carlo Francesco Valperga si spense senza lasciare eredi diretti nel 1811 e l'immobile fu frequentato dal fratello, Tommaso, amico fraterno di Vittorio Alfieri, abate con fama di uomo universale per la sua grande erudizione in molti campi: filosofo, astronomo, fisico, orientalista, poeta, saggista e matematico, fu perfino paragonato a personaggi come Montaigne, Pitagora, Socrate e Leibniz.
Nel 1823 la famiglia Valperga diede il compito all'architetto Ferdinando Caronesi di sovrintendere ad una completa ristrutturazione del palazzo, aggiungendo la manica su via Alfieri e creando un grande palazzo a schema chiuso, tipico dell'Ottocento. Il palazzo era infatti organizzato "entre court et jardin", ovvero dotato di un giardino interno e di una corte d'onore sul quale si affacciava. Tale giardino fu sacrificato per creare un ampliamento, che chiuse il cortile verso via dell’Arsenale e ridisegnò gli ornati, mentre l'architetto Barnaba Panizza fu chiamato a ricostruire la sala e lo scalone. Il palazzo divenne così una palazzina a reddito, con botteghe e appartamenti aventi ballatoi di disimpegno sul lato del cortile e bagni comuniI registri di affitto e rendita sono conservati presso l’archivio storico del Castello di Masino.
Nel 1840 Eufrasia Valperga Solaro di Villanova, vedova di Carlo Francesco di Masino, donna di raffinata cultura ed animatrice di un vivace salotto frequentato da Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni, Camillo Benso conte di Cavour, Massimo d'Azeglio e Gioachino Rossini, fondò un asilo nell'ala del palazzo su via Alfieri seguendo gli ideali sociali di Tancredi Falletti di Barolo e Giulia Colbert, e lo affidò alle Suore della Provvidenza rosminiane; l'istituto arrivò ad ospitare centocinquanta fanciulli di ambo i sessicfr. Guida “Torino 1884 Esposizione Italiana”.
L’edificio subì gravi danni dai bombardamenti del 1943.
La Famiglia del Conte di Masino possedette la parte d’angolo e lo sviluppo su via Alfieri fino a via San Francesco d’Assisi fino agli anni ’60 del ‘900, poi la parte di immobile su via Arsenale fu venduto alla Banca d'Italia (già proprietaria del palazzo adiacente al civico 8 di via Arsenale) nel 1991, e la Soprintendenza istituì il vincolo di tutela. Agli inizi del Duemila tutto il complesso è stato oggetto di un imponente restauro.
Descrizione
Il portale di via Arsenale n. 10, di Antonio Casella, è tardo manierismo, con trionfi d’armi, trofei e portone in noce con rosta di ferro. Il portone di via Alfieri al civico 18 è sormontato da una testa di capra fiancheggiata da mensole che reggono il balcone, mentre il portone di via Alfieri al civico 20 è sormontato da una testa di leone.
Note
Bibliografia Luigi Cibrario, Atlante della storia di Torino, Alessandro Fontana Editore, Torino 1845
Masino