I batoidei o batomorfi (Batoidea o Batomorphi ) sono un superordine di pesci cartilaginei appartenenti alla sottoclasse degli elasmobranchi.
Comprendono i pesci chitarra, i pesci sega, le razze, le torpedini, le pastinache o trigoni, le aquile di mare, le mobule e le mante, tutti pesci caratterizzati da un corpo appiattito dorso-ventralmente; sono imparentati con gli squali (l'altro superordine di elasmobranchi), dai quali si distinguono essenzialmente per la presenza di fessure branchiali poste ventralmente anziché ai lati del corpo.
Con oltre 600 specie descritte, i batoidei rappresentano oltre la metà di tutti i pesci elasmobranchi viventi. Sono ampiamente diffusi sui fondali marini di acque costiere e acque profonde e negli ambienti pelagici, un numero esiguo di specie è presente anche in acque salmastre (delta o estuari) e acque dolci (fiumi).
Distribuzione e habitat I batoidei vivono nelle acque di tutto il mondo. La maggior parte delle specie vive in acque marine. I batoidei popolano fondali prevalentemente sabbiosi. Diverse specie di batoidei sono presenti anche nelle acque costiere e profonde del Mediterraneo, alcune delle quali endemiche. Nelle regioni tropicali molte specie sono diffuse nelle barriere coralline. Poche specie sono pelagiche e nuotano in acque aperte, come le aquile di mare, le mobule e le mante. Alcune specie trascorrono buona parte della vita in delta o estuari, con acque salmastre. Vi è poi un numero limitato di specie che ha addirittura colonizzato le acque dolci per vivere in fiumi situati a migliaia di chilometri dalle coste (come i trigoni di fiume appartenenti alla famiglia Potamotrygonidae, originari dei fiumi del Sud America).
Ecologia
I batoidei sono in gran parte elasmobranchi con abitudini bentoniche, sono cioè strettamente legati al substrato, passando gran parte della loro vita sul fondo, dove trovano cibo e rifugio dai predatori. Razze, torpedini, pastinache o trigoni, pesci chitarra e pesci sega traggono importanti rapporti con il fondo, sono un'importante componente della fauna ittica bentonica.
Alcune specie, in particolare diverse specie dell'ordine Myliobatiformes, come le aquile di mare, le mobule e le mante, si sono però specializzate per una vita più pelagica, nuotano attivamente nella colonna d'acqua.
Descrizione
Morfologia
I batoidei sono elasmobranchi dal corpo fortemente appiattito dorso-ventralmente, un adattamento allo stile di vita bentonico, legato al substrato; anche le specie pelagiche che si sono specializzate nel nuotare attivamente in acque aperte, come le aquile di mare, le mobule e le mante, mantengono questa morfologia appiattita del corpo. Le pinne pettorali sono molto sviluppate ed espanse, utilizzate come "ali" per il nuoto. Le razze hanno un aspetto romboidale, mentre torpedini e pastinache hanno una morfologia più discoidale. Le branchie sono in posizione ventrale, caratteristica che distingue i batoidei dagli squali, che hanno branchie in posizione laterale.
La pinna caudale, che è nettamente distinguibile dal resto del corpo, presenta vari gradi di sviluppo. Nei pesci chitarra la coda è ampia, muscolosa e potente, mentre in molte specie la coda, lunga e affusolata, misura anche diversi metri.Scott W.Michael Reef Sharks & Ray of the world Variano tra le specie anche la conformazione, le dimensioni e la posizione delle pinne dorsali e di quella caudale. In alcuni pesci sega e pesci chitarra sono difatti ampie ed erette come negli squali, mentre in gran parte delle altre specie sono piccole o anche assenti.
Le pastinache o trigoni sono simili alle razze, ma si distinguono soprattutto per la presenza di uno o più aculei velenosi nella coda, alla cui radice sono connesse delle ghiandole velenifere. La coda delle pastinache è sottile e lunga, muscolosa, fatta a frusta, generalmente di lunghezza superiore al diametro discale del corpo della pastinaca. Lo scheletro cartilagineo, oltre a conferire alle pastinache un'elevata manovrabilità, dà alla loro coda la flessibilità sufficiente a sferzare in qualsiasi direzione un potenziale aggressore. Gli acueli di cui è dotata la coda delle pastinache sono di consistenza ossea. Negli esemplari di maggiori dimensioni, l'aculeo può arrivare fino a 35-40 centimetri di lunghezza, ha un profilo dentellato ed è rivestito da una guaina epiteliale. Alla radice dell'aculeo si trovano due ghiandole velenifere che secernono una sostanza composta dagli enzimi 5-nucleotidasi e fosfodiesterasi, che distruggono le cellule, e da serotonina, che provoca contrazioni muscolari. L'azione di tale complesso enzimatico è necrotizzante e a questo si unisce la possibilità di infezioni batteriche anche gravi. La parte scheletrica degli aculei è seghettata con punte rivolte all'indietro, ed è solcata dai canali di due ghiandole velenifere produttrici di ittioacantossina. Il tutto è ricoperto da una cuticola, che nell'impatto con l'aggredito si rompe e consente al veleno di diffondersi nella ferita. Anche l'aculeo abitualmente si spezza, trattenuto dalla seghettatura nella carne dell'aggressore; in poco tempo sulla coda ne ricrescerà uno nuovo. L'aculeo produce un dolore fortissimo dovuto al veleno inoculato, il dolore si diffonde dalla zona colpita anche a quelle circostanti; i margini della ferita tendono a diventare bluastri. Le possibili conseguenze sono nausea, vomito, diarrea, difficoltà circolatorie e respiratorie e collasso. Se l'aculeo sulla coda è molto lungo e trafigge un organo vitale o recide un'arteria, il decorso può arrivare a essere mortale anche per un uomo adulto, come è già capitato. Le torpedini hanno una coppia di pinne laterali e sono pesci elettrofori, sono cioè caratterizzate dalla presenza di particolari strutture muscolari elettrogene, detti organi elettrici, in grado di emettere scariche elettriche da 40 a 220 volt in grado di paralizzare le loro prede e di difendersi dai predatori. Gli organi elettrici sono situati ai lati dell'asse mediano.
Alcuni gruppi hanno una morfologia assolutamente peculiare: i pesci sega sono sicuramente i batoidei più modificati, hanno un corpo allungato e spesso presentano lunghi rostri dentati con cui si muovono alla ricerca di cibo. I pesci sega stordiscono le prede muovendo il capo violentemente e lateralmente.
Le aquile di mare, le mobule e le mante, che si sono adattate ad uno stile di vita pelagico e al nuoto attivo in mare aperto, presentano pinne pettorali allungate formando delle "ali" che utilizzano per la locomozione agitandole ritmicamente e "volando" nell'acqua. Le aquile di mare sono più piccole delle mobule e delle mante e come le pastinache, anche loro hanno la coda, lunga e sottile, dotata di aculei veleniferi.
Il capo delle mobule e delle mante è caratterizzato dalla presenza di due grandi pinne cefaliche la cui funzione è quella di convogliare verso la bocca il plancton di cui si nutrono, oltre che facilitare i cambiamenti di direzione. La loro coda è sprovvista di aculei veleniferi. Le mobule differiscono dalle mante perché hanno la bocca posta nella parte inferiore rispetto al capo ed i denti su entrambe le mascelle.
Per quanto riguarda la colorazione, la maggior parte delle specie bentoniche presentano una colorazione che consente il mimetismo criptico, ossia il camuffamento nel fondale, in modo da non essere osservati né dalle prede né da eventuali predatori. Alcune pastinache, come le specie delle barriere coralline tropicali Taeniura lymma e Neotrygon kuhlii, munite di aculei velenosi nella coda, sono provviste di una colorazione aposematica, caratterizzata da macchie vivaci e sgargianti color blu elettrico, che hanno la funzione di avvertire eventuali predatori della loro pericolosità. Le specie pelagiche, come le aquile di mare, le mobule e le mante, presentano invece la colorazione caratteristica dei grandi pesci pelagici: il dorso è più scuro, mentre il ventre è più chiaro, questo favorisce il mimetismo in mare aperto, perché con questa colorazione è più difficile individuare la sagoma di questi animali sia che siano osservati dall'alto verso il basso (il dorso scuro si confonde con l'oscurità del fondale) sia che siano osservati dal basso verso l'alto (il ventre chiaro si confonde con le acque superficiali più trasparenti ed illuminate dal sole).
Dimensioni
Con oltre metà delle specie di lunghezza superiore a 50 cm le razze sono tra i pesci di maggiori dimensioni.Kevin Deacon, Peter Last, John E. McCosker ‘'Squali e razze'’, DeAgostini I pesci sega variano da 1,4 a 7,6 m di lunghezza, le razze variano da 20 a 2,5 cm di lunghezza.
Agli estremi abbiamo la manta gigante (Manta birostris), uno dei pesci più grandi al mondo, che tocca e supera la larghezza di 7 metri ed arriva a pesare più di una tonnellata, e i narkidi, piccole torpedini che possono avere una lunghezza inferiore ai 10 cm e un peso inferiore ai 500 g.
Alimentazione
I batoidei sono predatori, principalmente di piccoli pesci e invertebrati bentonici come molluschi e crostacei. Anche le specie pelagiche, sebbene si siano svincolate da una vita legata al fondale, predano principalmente sul fondo. Molte specie presentano una dentatura durofaga, a piastre trituratrici, adatta per la triturazione di invertebrati protetti da strutture dure come le conchiglie nei molluschi o gli esoscheletri nei crostacei.
L'unica eccezione è rappresentata dalle mobule e dalle mante, grandi batoidei pelagici consumatori di plancton, specializzate ad un'alimentazione sospensivora per filtrazione. Presentano delle pinne cefaliche molto evidenti con le quali convogliano il plancton verso la bocca; strutture specializzate nelle branchie, le branchiospine, facilitano la cattura dell'alimento.
Biologia e fisiologia Tra tutti gli elasmobranchi, i batoidei sono il gruppo che possiede la maggiore massa cerebrale e sono infatti altamente complessi che sfruttano raffinati sistemi sensoriali per attuare comportamenti sociali avanzati: non è infrequente osservare banchi di pastinache o aquile di mare impegnate in interazioni sociali o in comportamenti sessuali.
Elettroricezione
I batoidei predatori cercano le loro prede attraverso l'elettroricezione, proprio come gli squali. Nel ventre infatti, oltre alla bocca e alle branchie, sono concentrati anche gli elettrorecettori, le ampolle di Lorenzini, speciali pori elettrosensibili (presenti anche negli squali) che consentono al batoideo di percepire la presenza di potenziali prede, anche di quelle nascoste sotto la sabbia, percependo anche piccole variazioni di campo elettrico emesse dalle prede. In particolare gli elettrorecettori consentono alle pastinache di individuare anche i più piccoli movimenti delle prede sotto la sabbia, rilevandone i potenziali elettrici prodotti dall'attività muscolare o anche solo dal battito cardiaco.
Di recente i ricercatori hanno stabilito che nelle popolazioni di pastinache i maschi si servono degli elettrorecettori per riuscire ad individuare le compagne che si nascondono nel fondale.
Biotossine