La sua ricerca è incentrata sulla figura umana, indagata nel suo aspetto interiore ed esistenziale, ed è espressa soprattutto attraverso la scultura in bronzo, affiancata da un'intensa produzione grafica e pittorica. A partire dagli anni 2000 ha realizzato numerose opere monumentali per spazi pubblici, prevalentemente in Ticino.
Biografia
Origini e famiglia Ivo Soldini discende da una famiglia di Ligornetto da tempo legata al mondo delle arti. Tra gli antenati figura Domenico Soldini (1809–1879), uomo di fiducia dello scultore Vincenzo Vela, di cui curava una parte della contabilità, compresa quella relativa alla costruzione della casa-museo poi divenuta il Museo Vincenzo Vela; suo figlio Antonio Soldini (1839–1877) fu a sua volta scultore. Il padre, Pietro Soldini (Lugano, 1909), fu ingegnere e progettista, formatosi come allievo di Enea Talloni.
Soldini è cresciuto tra Lugano e la casa colonica di famiglia a Ligornetto, alla quale ha legato gran parte della propria vita e attività artistica. Vive e lavora in questa dimora, dove conserva anche una collezione d'arte di famiglia.
Formazione Dopo le scuole dell'obbligo a Bellinzona e il Liceo cantonale a Lugano, Soldini ha frequentato per un anno l'Accademia di belle arti di Brera a Milano (1972–1973), avviando la propria attività artistica. Prima di dedicarsi professionalmente all'arte ha studiato per tre anni all'Università Statale di Milano (facoltà di scienze politiche, lettere e storia dell'arte) e ha compiuto diversi viaggi nell'Europa settentrionale.
Carriera artistica Negli esordi Soldini si è dedicato al disegno e alla pittura di ambito espressionista-simbolista, con una iconografia incentrata su un aggressivo bestiario. A partire dal 1976 si è rivolto alla scultura in bronzo di piccolo e medio formato (statuette e rilievi, talvolta in alluminio e in gesso), affiancata negli anni più recenti da realizzazioni monumentali per spazi pubblici; ha inoltre proseguito una fertile produzione grafica (disegni a matita, carboncino e china; acqueforti e puntesecche) e pittorica (tempere, acquerelli e oli). Negli anni settanta ha partecipato al gruppo Movimento 22.
Contrariamente a molti artisti ticinesi della sua generazione, che si trasferivano verso Milano o all'estero, Soldini scelse di mantenere il proprio riferimento a Ligornetto, che considera un punto d'incontro tra il Nord e il Sud dell'arte europea, promuovendo il proprio lavoro anche nella Svizzera interna e di lingua tedesca. Dal 1973 ha iniziato a esporre con regolarità in gallerie e sedi pubbliche e private in Svizzera e in Italia.
Tra le prime opere pubbliche di rilievo vi è Il Volo, collocata alla fine degli anni settanta presso l'aeroporto di Lugano-Agno, che contribuì a farlo conoscere. Nel 1991 realizzò l'opera Diagonal Composition with Seven Figures (Composizione diagonale con sette figure) per l'atrio della sede newyorkese della Swiss Bank Corporation.
Stile e temi Il lavoro di Soldini si inscrive nel filone della tradizione scultorea che pone al centro la raffigurazione umana e l'indagine psicologica dell'esistenza moderna. Nel primo decennio della sua attività plastica ha alternato una via naturalistica (torsi tondeggianti, composizioni classiche) a stilemi più informali ed espressionisti (arcaicità ieratica, trattazione violenta delle superfici); tra i possibili riferimenti iniziali la critica ha indicato Marino Marini, Giacomo Manzù, Remo Rossi e soprattutto Alberto Giacometti.
Verso la metà degli anni ottanta si è affermata la sua scelta di fondo: la figura umana resa nel suo consistere interiore attraverso l'incisività del segno. Tra i soggetti ricorrenti spicca il corpo rigido e allungato, collocato obliquamente nello spazio in un precario equilibrio, come nelle diverse versioni dellInclinato. Negli anni novanta le figure si sono condensate in blocchi corporei massicci, accostati dalla critica ai volumi di Fritz Wotruba, nei quali le inclinazioni e le torsioni si contrappongono alla solidità verticale. Tra i motivi più recenti figurano le teste e l'accostamento seriale di figure in una folla, soprattutto nei bassorilievi. Ricorrenti nella sua poetica sono i temi della luce, dell'energia e del legame con la terra e con le proprie radici.
Opere nello spazio pubblico Soldini ha realizzato numerose opere permanenti per spazi pubblici e privati, in prevalenza in Ticino. Tra le principali: Il Volo, aeroporto di Lugano-Agno (fine anni settanta). Monumento alla Resistenza, piazza XXV Aprile, Cesate (1990). Omaggio a Francesco Borromini, lungolago di Bissone (1999), in occasione del 400° anniversario della nascita dell'architetto Francesco Borromini. Rotazioni, Largo Elvezia, Bellinzona (2004), esito di un concorso pubblico legato al cinquantesimo del Rotary Club. Gruppo di sculture e disegni donati all'Istituto Cardiocentro Ticino di Lugano (2005), circa settanta opere, tra cui il Pegaso. Sette bronzi nella Piazza del Municipio di Paradiso (2009). Tre grandi verticali, parco Seerose, Horgen (2009). Acqua, piazzale della Banca Raiffeisen della Campagnadorna a Stabio (2016), scultura di oltre sette metri. Prendere la luce, lungolago di Muralto (2020), commissionata dalla Fondazione Ubaldo e Maria Scazziga e fusa nella Fonderia Perseo di Mendrisio. Zig Zag, Castione (2023), alta 8,5 metri, la sua scultura più imponente. I Guardiani di Bülach (Die Wächter von Bülach), Bülach Nord, Canton Zurigo (2022–2025), gruppo di tre figure in bronzo alte circa 8 metri per un peso complessivo di circa 12 tonnellate, fuse a cera.
Mostre principali Dal 1973 Soldini ha esposto in numerose sedi svizzere e italiane. Tra le mostre personali e le rassegne di maggior rilievo: 1981 – Bellinzona, Palazzo civico. 2001 – Milano, Centro svizzero. 2005 – Château de Gruyères. 2007 – Villa Saroli, Lugano, mostra promossa dalla Città di Lugano. 2012 – Promenade Sédunoise, Sion, esposizione all'aperto con 52 sculture nel centro storico. 2015 – G15, Vira Gambarogno, nell'ambito delle mostre internazionali di scultura all'aperto del Gambarogno. 2017 – Le forme del nero, Pinacoteca comunale Casa Rusca, Locarno. 2018–2019 – Una montagna d'arte, Monte Tamaro, esposizione con 19 sculture. 2021 – Art Ufnau, isola di Ufnau (Lago di Zurigo), con Marc Reist, Rainer Bonk e Bertamaria Reetz. 2024 – Grono, Torre Fiorenzana, Dimensioni. 2025 – Percorso Culturale Intercomunale, con opere collocate a Brione sopra Minusio, Locarno, Minusio, Orselina e Tenero-Contra. 2025 – Gnosca, La forma del caos, Chiesa di San Giovanni Battista. 2025 – Zurigo, Titlis48, Villa Kornfeld.
Ha inoltre esposto ripetutamente in gallerie svizzere, tra cui la Galerie Christine Brügger di Berna.
Collezione d'arte Soldini è anche collezionista d'arte. Nel 2017 la sua raccolta è stata presentata nella mostra Le stanze svelate. La collezione d'arte di Ivo Soldini dai Vela a Marino Marini alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate.
Riconoscimenti e attività Nel 2007 Soldini è stato tra i membri fondatori del comitato della Fondazione Bally per la Cultura, iniziativa dedicata alla valorizzazione dei talenti creativi ticinesi, che ha sostenuto per circa quindici anni.
Note
Bibliografia Danilo Mazzarello, Ivo Soldini. Una vita per l'arte, in Terra Ticinese, n. 6, dicembre 2009, pp. 29–31.
BPS (SUISSE) Banca Popolare di Sondrio, Ivo Soldini. Sculture e dipinti, Bellinzona, Salvioni Editore, 2012.
M. Gilardi, V. Mariotti, D. Stephani, Ivo Soldini. Prendere la luce, Mendrisio, Mediapoint Swiss Sagl, 2020. Paolo Blendinger, In dialogo con Ivo Soldini. La scultura come possibilità, in Il Cantonetto, anno LXX, n. 2, dicembre 2023, pp. 54–63.
Collegamenti esterni
Categoria:Scultori del Canton Ticino Categoria:Pittori del Canton Ticino