I VI Giochi olimpici invernali (), noti anche come Oslo 1952, si svolsero a Oslo, capitale della Norvegia, dal 14 al 25 febbraio 1952.

Essi furono i primi giochi olimpici invernali ad essere organizzati in una grande città e non in una località turistica. Furono anche i primi giochi olimpici invernali a prevedere l'accensione della fiamma olimpica nel corso della cerimonia d'apertura. La fiamma non venne accesa ad Olimpia, bensì a Morgedal, luogo di nascita di Sondre Norheim, pioniere dello sci e inventore della tecnica telemark, giungendo due giorni dopo al Bislett Stadion per la cerimonia d'apertura. Tra i protagonisti dei giochi olimpici vi furono il norvegese Hjalmar Andersen, vincitore di tre medaglie d'oro nel pattinaggio di velocità, lo statunitense Dick Button, vincitore di una medaglia d'oro nel pattinaggio di figura e primo atleta ad effettuare un salto triplo in un contesto internazionale, e la statunitense Andrea Mead Lawrence, vincitrice di due medaglie d'oro nello sci alpino.

Assegnazione Quando nel marzo 1946 il CIO assegnò i Giochi della XIV Olimpiade a Londra, il comitato organizzatore londinese consigliò alla Norvegia di candidarsi per ospitare i V Giochi olimpici invernali. Il governo norvegese declinò l'offerta per i Giochi del 1948 sia perché c'era poco tempo per l'organizzazione sia perché la ricostruzione del Paese dopo la seconda guerra mondiale doveva avere la priorità. Venne, però, raccomandata una candidatura per i Giochi del 1952. Già il 22 agosto 1946 il consiglio comunale di Oslo votò all'unanimità la proposta di preparare una candidatura per i VI Giochi olimpici invernali, impegnandosi a costruire le infrastrutture necessarie. La candidatura venne consegnata in occasione del 40º incontro annuale del CIO, tenutosi a Stoccolma nel giugno 1947, e nel corso dello stesso incontro il CIO votò l'assegnazione dei VI Giochi olimpici invernali alla città di Oslo. La capitale norvegese vinse al primo turno di votazione, superando le candidature di Cortina d'Ampezzo e di Lake Placid.

Selezione della città ospitante dei VI Giochi olimpici invernali Città Nazione1ª Votazione Oslo 18 Cortina d'Ampezzo 9 Lake Placid 1

Sviluppo e preparazione Organizzazione Il comitato organizzatore dei Giochi olimpici venne costituito nel dicembre 1947. Su volere del Comitato Olimpico Norvegese, il comitato organizzatore era composto da otto membri: quattro esponenti del mondo sportivo, tra cui Arthur Ruud, presidente del Comitato Olimpico Norvegese, e quattro esponenti della municipalità di Oslo, tra cui il sindaco Brynjulf Bull. Il comitato organizzatore nominò Olav Ditlev-Simonsen presidente del comitato stesso. Il compito principale del comitato organizzatore era quello di assicurare che la città di Oslo rispettasse tutti gli impegni presi col CIO; in particolare, fare in modo che le sedi di gara soddisfacessero i requisiti richiesti dalle singole federazioni sportive, occuparsi dei trasporti e dei servizi ad atleti, staff, giornalisti e spettatori. Le sedi di gara già esistenti, come il Bislett Stadion e gli impianti sulla collina di Holmenkollen, vennero ammodernati, ampliati o ricostruiti, e vennero costruiti nuovi impianti, coma la pista da bob; in entrambi i casi l'obiettivo era la realizzazione di strutture durature. L'organizzazione dei Giochi, includendo anche la costruzione di edifici e sedi di gara, fu completamente a carico della municipalità di Oslo, che in cambio ottenne il diritto di incassare tutti i ricavi provenienti dai Giochi.

Per ospitare tutti gli atleti e allenatori, venne costruito un intero quartiere in grado di ospitare circa 600 persone, divenuto successivamente un quartiere residenziale per studenti poi rinominato Sogn Studentby, nell'area di Nordre Aker. Assieme ad altri edifici costruiti per l'occasione, come nelle aree di Ullevål e di Ila, questi appartamenti vennero ultimati nel mese di gennaio 1952. Inoltre, il comitato organizzatore richiese alla municipalità di Oslo la costruzione di un nuovo hotel, il Viking, che, in seguito durante i Giochi, divenne il quartier generale non solo della stampa, ma anche quello degli organi amministrativi dei Giochi.

Sedi di gara

Il principale impianto dei Giochi fu il Bislett Stadion, che ospitò le cerimonie di apertura e chiusura della manifestazione. Con una capacità di spettatori, lo stadio venne scelto come sede delle gare di pattinaggio di figura e di velocità, così come per il bandy. Lo stadio era dotato di una pista di pattinaggio della lunghezza di sul lato interno, mentre, separata dalla pista da banchi di neve, al centro vi era un'area di destinata alle gare di pattinaggio di figura. In occasione dei Giochi lo stadio venne dotato di un impianto d'illuminazione e vennero allestite nuove aree sugli spalti per la stampa e le riprese televisive.

Al momento dell'assegnazione dei Giochi, Oslo non disponeva di un impianto adeguato per ospitare le gare di hockey su ghiaccio, poiché non disponeva di impianti dotati di neve artificiale e tutte le piste di ghiaccio ospitavano diverse competizioni sportive. Dopo che la federazione internazionale di hockey su ghiaccio rifiutò di concedere una deroga a far disputare le gare in impianti multisportivi, il comitato organizzatore dei Giochi decise di procedere alla costruzione di un nuovo impianto, la Jordal Amfi. Con una capacità di circa spettatori, lo stadio ospitò 23 dei 36 incontri dei torneo di hockey su ghiaccio, mentre le restanti partite vennero ospitate dagli impianti di Dælenenga, di Kadettangen a Sandvika, al Marienlyst Stadion di Drammen e al Lillestrøm Stadion di Lillestrøm.

Le gare di sci di fondo e di salto con gli sci vennero organizzate sulla collina di Holmenkollen, a circa d'altezza, località che ospitava manifestazioni di sport invernali sin dal 1892. In vista di un maggior afflusso di spettatori, venne costruita una nuova strada e quella esistente venne ampliata. L'originale torre in legno per il salto con gli sci venne sostituita da una nuova in calcestruzzo, lunga e con una pendenza media di 36º. Alla base della torre vennero realizzati spalti in grado di ospitare fino a spettatori. Le gare di sci di fondo e di combinata nordica vennero disputate nel terreno circostante, posizionando partenza e arrivo alla base della torre del salto con gli sci, portando a smantellare alcune porzioni degli spalti per consentire la disputa delle gare.

Le gare di sci alpino vennero divise tra il pendio di Norefjell e il pendio di Rødkleiva. La collina di Rødkleiva ospitò le gare di slalom, mentre la collina di Norefjell ospitò le gare di discesa e di slalom gigante. In queste aree vennero costruiti impianti di risalita per portare gli atleti alla linea di partenza, così come nuove strade per agevolare i trasporti, un ponte sul lago Krøderen e un nuovo hotel presso Norefjell.

Non esistendo in tutta la Norvegia una pista da bob, una nuova pista venne costruita sulla collina di Frognerseteren. Lunga e con 13 curve, la pista venne aperta nel febbraio 1951 ospitando sessioni di allenamento e una competizione internazionale, che ne attestarono l'adeguatezza ad ospitare eventi internazionali.

Per evitare che eventi atmosferici avversi potessero impedire la regolare disputa di alcuni eventi sportivi, vennero definiti degli impianti di gara di riserva. Un'alternativa alla collina di Norefjell venne trovata negli impianti sciistici di Voss, situati nell'area occidentale della Norvegia, considerando che le condizioni meteorologiche tra il lato orientale e il lato occidentale erano solitamente differenti. Come alternativa al Bislett Stadion vennero scelti gli stadi di Hamar e di Tryvann.

Simboli

I Giochi di Oslo furono i primi nella storia dei Giochi olimpici invernali a prevedere l'accensione della fiamma olimpica e il suo trasporto in staffetta fino allo stadio olimpico. Sebbene fosse stata accesa una simbolica fiamma olimpica sia ai Giochi di Garmisch-Partenkirchen 1936 sia a quelli di Sankt Moritz 1948, a Oslo venne introdotta la staffetta a partire dal sito di accensione. Inoltre, la fiamma olimpica non venne accesa a Olimpia, l'antica città greca sito dei giochi olimpici antichi, bensì a Morgedal. La fiamma venne accesa il 13 febbraio 1952 nella casa di Sondre Norheim, pioniere norvegese dello sci e inventore della tecnica telemark, da Olav Bjaaland, esploratore norvegese tra i primi uomini ad aver raggiunto il polo sud con una spedizione Amundsen nel 1911. Da Morgedal, nella contea di Telemark, la fiamma olimpica venne portata verso Oslo da 94 tedofori sciatori su un percorso di circa , raggiungendo il Bislett Stadion il 15 febbraio successivo per la cerimonia d'apertura. La torcia era fatta di un manico cilindrico sormontato da una coppa ovale piana nella quale erano incisi i cinque cerchi olimpici, l'anno 1952 e anche le parole "Morgedal-Oslo" corredate da una freccia.

Il logo dei Giochi venne selezionato tra le 335 proposte pervenute al comitato organizzatore tramite una competizione pubblica. Il logo scelto aveva forma circolare con al centro i cinque cerchi olimpici, sovrapposto alla stilizzazione dell'edificio ospitante il municipio di Oslo, mentre sul bordo esterno era riportata la dicitura "VI Giochi olimpici invernali Oslo 1952" in lingua norvegese. Anche il poster dei Giochi venne selezionato tra le proposte presentate tramite una competizione pubblica, e venne scelta la proposta di Knut Yran: la bandiera norvegese e la bandiera olimpica sventolanti e avendo il bastoncino da sci come asta.

I Giochi Paesi partecipanti

Ai Giochi presero parte 694 atleti, dei quali 109 donne e 585 uomini, in rappresentanza di 30 Paesi. Parteciparono per la prima volta i comitati olimpici di Nuova Zelanda e Portogallo. Dopo essere stati esclusi dalla precedente edizione, i comitati olimpici di Germania e Giappone vennero invitati a partecipare ai Giochi. Nel 1949 venne fondata la Repubblica Federale Tedesca e nel 1951 il Comitato Olimpico Tedesco venne riammesso come membro del CIO, mentre la richiesta proveniente dalla Germania Est venne rifiutata dal CIO. Il CIO propose la partecipazione ai Giochi di Oslo di una rappresentativa tedesca unificata, ma giunse il rifiuto da parte della Germania Est.

Tra parentesi, il numero di atleti partecipanti.

(12) (9) (39) (9) (10) (39) (22) (3) (1) (50) (26) (53) (13) (18) (3) (11) (33) (6) (1) (73) (3) (11) (30) (1) (16) (4) (65) (65) (55) (12)

Discipline Il programma olimpico prevedeva competizioni in 8 discipline che assegnavano medaglie. Inoltre, venne inserito nel programma anche uno sport dimostrativo, il bandy, uno sport di squadra simile all'hockey su ghiaccio e molto diffuso in Scandinavia.

DisciplinaMaschileFemminileMistaTotali Bob 22 Combinata nordica 11 Hockey su ghiaccio 11 Pattinaggio di figura 1113 Pattinaggio di velocità 44 Salto con gli sci 11 Sci alpino 33 6 Sci di fondo 31 4Totale165122

Calendario degli eventi Il programma delle gare venne preparato in maniera tale da includere due domeniche, così che venne scelto il periodo tra il 14 e il 25 febbraio 1952. Per consentire una migliore preparazione alla gara di bob a quattro, le prime gare di bob a due vennero programmate il giorno precedente la cerimonia d'apertura; anche le gare di sci alpino vennero fatte iniziare il 14 febbraio per questioni logistiche nello spostamento da una sede all'altra. Il bandy fu inserito nel programma come sport dimostrativo e i relativi titoli non furono conteggiati nel medagliere. Il programma delle gare venne approvato dal CIO nel corso del 45º incontro del comitato, svoltosi a Vienna nel maggio 1951. ●Cerimonia d'apertura●Competizioni Finali●Cerimonia di chiusura