Biografia Giovanni Battista Pamphilj nacque a Roma da Camillo Pamphilj e Maria Cancellieri del Bufalo, sesto di nove figli. Apparteneva alla nobile ed eminente famiglia PamphiljI Pamphilj erano una famiglia originaria di Gubbio stabilitasi a Roma alla fine del XV secolo.. In linea paterna risulta discendere direttamente da papa Alessandro VI: la nonna paterna di Innocenzo X, Orazia Mattei, infatti, era a sua volta nipote di Isabella, una delle figlie illegittime del papa Borgia.
Giovanni Battista studiò sotto la supervisione dello zio paterno, il cardinale Girolamo Pamphili, al Collegio dei Gesuiti di Roma, poi si laureò in legge alla Sapienza nel 1594. Dopo Gregorio XV e Urbano VIII, fu il terzo papa che completò la sua formazione presso i Gesuiti.
Esperto giurista, nel 1635, insieme al cardinale Giulio Cesare Sacchetti, redasse il lodo relativo ai rapporti tra il vescovo di Sansepolcro e l'abate di Bagno di Romagna.
Fu creato cardinale nel 1629 ed ascese al soglio di Pietro il 15 settembre 1644.
Cronologia incarichi 1601: avvocato concistoriale; Giugno 1604 – 26 marzo 1621: è uditore presso il Tribunale della Rota Romana; 20 settembre 1612: è nominato canonico della Penitenzieria Apostolica; 26 marzo 1621 – 1625: è nunzio apostolico a Napoli; 1625-1626: è al fianco del cardinale Francesco Barberini in due distinte missioni in Francia e in Spagna come suo datarioDa non confondere con il Datario apostolico, il datario residente a Roma presso la Curia pontificia; 19 gennaio - 30 maggio 1626: è patriarca titolare di Antiochia dei Latini; 25 gennaio 1626: viene consacrato vescovo dal cardinale Laudivio Zacchia, vescovo di Montefiascone, assistito da Alfonso Manzanedo, patriarca latino titolare di Gerusalemme, e da Fabio Lagonissa, arcivescovo di Conza; 30 maggio 1626: è nominato nunzio in Spagna; 30 agosto 1627: è creato cardinale in pectore da Urbano VIII (la nomina fu pubblicata nel concistoro del 19 novembre 1629); 12 agosto 1630 – 15 settembre 1644: assume il titolo cardinalizio di Sant'Eusebio; 1639 – 15 settembre 1644: è nominato prefetto della Congregazione per l'esecuzione delle decisioni del Concilio di Trento; 12 gennaio 1643 – 14 marzo 1644: è vicecamerlengo del Collegio cardinalizio. Fu anche: membro della commissione sulle immunità giurisdizionali; segretario dell'Inquisizione romana; Protettore della Chiesa polacca.
Il conclave del 1644
Papa Innocenzo X fu eletto nel Palazzo Vaticano il 15 settembre 1644; fu consacrato il 4 ottobre dal cardinale protodiacono Carlo de' Medici.
Fu il primo cardinale in pectore a diventare papa.
Al conclave, apertosi il 9 agosto 1644, presero parte 57 cardinali, poi ridotti nella fase finale a 53. Uno dei primi nomi a cadere fu quello di Giulio Cesare Sacchetti, colpito dal veto spagnolo. Attorno al cardinale Pamphilj si raccolse una buona maggioranza; ma, nonostante le rassicurazioniCfr. il carteggio tra il card. Antonio Barberini e l'ambasciatore francese a Roma marchese di Saint Chamond, pubblicato nel Siri, Il Mercurio, ovvero Historia dei correnti tempi, vol. IV, pp. 632-676., la Francia decise di opporre il veto su di lui; il latore della comunicazione doveva essere il cardinale Mazzarino, che era a Parigi. Egli si mosse immediatamente verso l'Urbe, ma quando giunse a Roma l'elezione si era già conclusa.
Il pontificato
Governo della Chiesa Relazioni con le istituzioni della Chiesa Nel 1644 Innocenzo X confermò la giurisdizione del Patriarcato delle Indie occidentali (eretto da Clemente VII nel 1524).
Con la costituzione apostolica Militantis Ecclesiae (19 dicembre 1644) il pontefice, rivolgendosi ai cardinali, fece loro divieto di indossare simboli e stemmi nobiliari. Ordini e istituti religiosi Il pontefice stabilì che l'Assemblea generale della Compagnia di Gesù si tenesse ogni nove anni e che il Generale rimanesse in carica per un massimo di tre anni. Successivamente gli poteva essere assegnato qualsiasi incarico, tranne quello di preparare i novizi (bolla Prospero felicique Statui, 1646). Con il breve Ea quae (16 marzo 1646), il pontefice ridusse gli Scolopi (fondati da Giuseppe Calasanzio nel 1597) da ordine esente a congregazione di preti secolari soggetti alla giurisdizione dei vescovi locali (come la congregazione dell'Oratorio); Con breve del 30 luglio 1647 separò i Dottrinari dai Somaschi restaurandoli in congregazione autonoma di preti secolari; Nel 1644 riconobbe i privilegi dell'Ordine del Verbo Incarnato, già riconosciuto dal predecessore Urbano VIII nel 1633; Soppressioni Nel 1645 confermò la soppressione dell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus decretata dal predecessore Urbano VIII (bolla Quoniam, 1º aprile 1645); soppresse inoltre i Chierici regolari del buon Gesù (22 giugno 1651; Con la bolla Inter coetera (dicembre 1649), Innocenzo X promosse un'inchiesta volta ad accertare le reali condizioni finanziarie dei conventi italianiMarcella Campanelli, I conventi dei Minori Conventuali in Puglia nell'età di S. Giuseppe da Copertino (1603-1663), Idomeneo (2013), n. 15, pp. 17-28.. Congregazione della disciplina dei regolari. Con la bolla Instaurandae regularis disciplinae (15 agosto 1652) il pontefice rese noti i conventi destinati alla chiusura nella penisola italiana. Furono soppressi i conventi che ospitavano meno di sei monaci.
Il XIV Giubileo Con la bolla Appropinquat dilectissimi filii del 4 maggio 1649, Innocenzo X proclamò il XIV Giubileo. La vigilia di Natale dello stesso anno, il papa in persona aprì la Porta santa.
Come già avevano fatto i suoi predecessori, provvide al blocco degli sfratti e degli affitti e a sospendere tutte le indulgenze eccetto quella della Porziuncola.
Roma fu visitata da circa 700.000 pellegrini, e, per l'occasione, si convertì al cattolicesimo anche un certo numero di protestanti. A causa della massiccia presenza di pellegrini, il Papa ridusse il numero delle visite alle basiliche, e concesse l'indulgenza anche a chi aveva assistito alla chiusura di una delle Porte Sante alla vigilia di Natale del 1650 o avesse presenziato alla benedizione papale impartita dalla Loggia della Basilica Vaticana nel giorno di Natale. La cerimonia più importante dell'anno fu la messa celebrata in Piazza Navona dal Papa stesso.
Durante lo svolgimento del Giubileo, Spagna e Francia fecero quasi a gara nel dimostrare la propria ricchezza abbellendo le cerimonie. Nel mese di gennaio, Filippo IV mandò due ambasciatori in Vaticano con un seguito di 460 carrozze. Inoltre non badò a spese affinché le cerimonie organizzate nelle chiese spagnole e dalle confraternite spagnole superassero tutte le altre per magnificenza e splendore.
Durante questo anno giubilare Alessandro Algardi scolpì un altorilievo di papa Leone I, raffigurante il pontefice mentre ferma Attila, e la statua di Innocenzo X in Campidoglio; il Bernini scolpì lEstasi di santa Teresa d'Avila. Inoltre, si diede inizio ai lavori per la costruzione di palazzo Montecitorio.
Tra i pellegrini che visitarono Roma vi fu anche la regina Cristina di Svezia, di fede cattolica.
Innocenzo X indisse inoltre tre giubilei straordinari, con queste motivazioni: 2 marzo 1648: per invocare l'aiuto di Dio su Roma; 8 gennaio 1654: per i Paesi Bassi meridionali; 12 gennaio 1654: per le province delle Indie occidentali (bolla Salvator et Dominus).
Decisioni in materia liturgica Nel 1645 interviene sulla Questione dei riti cinesi. Richiesto di un parere da parte del vicario provinciale dei domenicani Juan de Morales, Innocenzo X emanò un atto che vietò ai cristiani di partecipare a tali riti (12 settembre 1645). Nel 1650, in occasione del Giubileo, realizzò un'edizione rivista del Caeremoniale Episcoporum (il libro che prescrive lo svolgimento delle funzioni religiose dei vescovi).
Contrasto al Giansenismo
Il predecessore Urbano VIII (1623-1644) aveva condannato cinque proposizioni contenute nellAugustinus di Giansenio (1585-1638) come contrarie alla dottrina cattolica, ma la disputa sul pensiero del teologo olandese era proseguita negli anni successivi.
Giunsero a Roma le pressioni dei vescovi francesi: sui 96 episcopi della chiesa transalpina, 85 chiesero la condanna delle tesi di GiansenioFilippo Anfossi, Difesa della Bolla Auctorem Fidei, in cui si trattano le maggiori .., Roma 1816, p. 152.. Ad essi si unì San Vincenzo de' Paoli. I giansenisti, temendo una precipitosa condanna, si rivolsero a loro volta a Roma. Il pontefice delegò la risposta a una commissione appositamente creata (12 aprile 1651), che fece presiedere dal cardinale Francesco Albizzi, assessore al Sant'Uffizio. Un anno dopo Innocenzo X pubblicò la bolla Cum occasione con la quale le cinque proposizioni di Giansenio oggetto della bolla In Eminenti di Urbano VIII furono condannate come eretiche (9 giugno 1653). L'11 luglio i vescovi francesi riconobbero la decisione della Santa Sede. Tale atto fu importante poiché fu emanato senza la previa consultazione del re. Era dalla Prammatica Sanzione di Bourges (1438) che la Chiesa francese non si pronunciava ufficialmente su un decreto papale in totale autonomia dal monarca. Da parte loro, i giansenisti rispettarono la sentenza papale riconoscendo come eretiche le proposizioni censurate, ma, seguendo le tesi di Antoine Arnauld e di Blaise Pascal, negarono che le proposizioni riflettessero la vera dottrina di Giansenio.
Relazioni con i Regni europei Con la Germania L'avvenimento internazionale più importante accaduto durante il pontificato di Innocenzo X fu la fine della Guerra dei Trent'anni, che si concluse con le firme dei trattati di Münster, tra Francia e Impero, e di Osnabrück tra la Svezia e i protestanti da una parte e i cattolici e l'imperatore dall'altra (24 ottobre 1648). I due trattati sono conosciuti come Pace di Vestfalia. Le clausole in essa contenute regolarono la legislazione religiosa europea: ogni confessione avrebbe avuto libertà di culto; cattolici e protestanti furono parificati di fronte alla legge; ogni principe avrebbe potuto scegliere la sua religione, mentre i suoi sudditi lo avrebbero dovuto seguire (principio del “cuius regio eius et religio”); i domini ecclesiastici sarebbero stati secolarizzati. Innocenzo X obiettò immediatamente contro le clausole dei trattati, perché l'immediata conseguenza per la Chiesa cattolica era la perdita di tutti i vescovadi della Germania settentrionale e centrale, e di molti conventi e monasteri. Al tavolo delle trattative, delegato dal Papa, sedette il nunzio Fabio Chigi, che protestò energicamente, ma inutilmente. Il Papa, allora, scrisse il breve Zelo domus Dei (26 novembre 1648). Ma l'imperatore Ferdinando III d'Asburgo, soddisfatto degli accordi con Massimiliano I di Baviera, considerò chiusa la questione.
Con la Francia Quando Innocenzo X salì al pontificato, la Francia era in guerra con la Spagna. Il pontefice si pose come mediatore tra le due potenze cattoliche; ma la sua influenza fu annullata dall'azione contraria del ministro del re, il cardinale Mazzarino. Innocenzo X nominò un nuovo arcivescovo di Parigi nella persona del cardinale Jean-François Paul dei Gondi. Successivamente sostituì il nunzio apostolico, sospettato di troppa acquiescenza verso il primo ministro, nominando Neri Corsini (25 luglio 1652); ma Mazzarino non lo riconobbe. Nel novembre 1652 il ministro del re fece arrestare, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, sia il Corsini che il cardinale Gondi. Il Corsini fu condotto l'anno seguente ad Avignone, dove risiedette da uomo libero ma non poté esercitare le proprie funzioni diplomatiche. Il cardinale Gondi riuscì a fuggire nell'agosto 1654, dopodiché lasciò la Francia e ritornò a Roma. Con il Portogallo