La guerra latina oppose la Repubblica romana ai vicini popoli Latini, alleati a certe città dei Campani, dei Volsci, degli Aurunci e dei Sidicini, dal 340 al 338 a.C., Roma ebbe come alleata la confederazione sannitica, dopo il rinnovo dell'alleanza al termine della prima guerra sannitica (343 - 341 a.C.). Si risolse in una vittoria romana, una disfatta della Lega Latina, e la definitiva acquisizione del territorio sotto l'influenza romana. Terminò con la dissoluzione della lega latina e l'incorporazione dei suoi territori nella sfera d'influenza di Roma. I Latini, i Volsci e i Campani già sottomessi ottennero in parte i diritti dei cittadini romani e furono obbligati a registrarsi per censo e soprattutto a prestare il servizio militare a fianco delle legioni romane. In questo modo Roma ottiene una quantità enorme di ulteriori alleati. Il potere romano nel Lazio e in Campania, così come il conseguente rafforzamento del confine con i Sanniti, portò poi nel 327 a.C. allo scoppio della seconda guerra sannitica. Gli eventi della prima guerra sannitica e poi della successiva guerra latina costituirono i primi passi verso la conquista romana dell'Italia.
Le fonti Il principale autore antico giunto fino a noi della guerra latina è stato lo storico latino Tito Livio che descrisse gli avvenimenti nel libro VIII della sua storia di Roma, Ab Urbe condita libri. Troviamo inoltre una descrizione dei fatti in un frammento delle Antichità romane di Dionigi di Alicarnasso, storico greco contemporaneo di Tito Livio, e in un riassunto dello storico bizantino del XII secolo Giovanni Zonara della storia romana di Cassio Dione..
Gli storici moderni considerano queste descrizioni della guerra latina una combinazione di fatti storici e immaginari. In effetti, i tre autori citati vissero diversi secoli dopo i fatti e si basarono su fonti più antiche che, a loro volta, avevano interpretato i fatti, influenzati dai problemi delle loro rispettive epoche. Tra gli autori utilizzati da Tito Livio, ad esempio, molti vissero all'epoca della guerra sociale (91-88 a.C.), che vide Roma combattere contro gli allati italici, e in questo scontro videro una situazione molto simile a quella della guerra latina, tanto da introdurre molti elementi anacronistici nelle loro storie..
Contesto storico Le relazioni romano-latine (500 - 343 a.C.)
I Latini non avevano una struttura governativa centralizzata. Erano infatti divisi in numerose città autonome, pur condividendo la stessa lingua, la stessa cultura e alcune istituzioni legali e religiose.. Un primo conflitto vide Roma opporsi alle altre città latine agli inizi del V secolo a.C., e vide i Romani vittoriosi presso il lago Regillo. Le città-stato di lingua latina conclusero allora un'alleanza militare, il cosiddetto Foedus Cassianum del 486 a.C. secondo la tradizione, per organizzare più efficacemente la resistenza contro le frequenti invasioni dei popoli confinanti, in particolar modo contro Equi e Volsci.. Roma poté beneficiare da questo momento in poi, di una posizione nettamente più vantaggiosa all'interno di questa alleanza, rispetto alle altre città latine..
Verso l'inizio del IV secolo a.C., i Latini non si sentivano più minacciati dalle popolazioni confinanti, ma iniziarono a risentire del crescente potere di Roma come una nuova minaccia. Diverse guerre scoppiarono allora tra Rome e alcune città latine, che decisero anche di appoggiare alcuni nemici di Roma, come i Volsci, pur di contrastarne la sua ascesa.. Alla fine, Latini e Volsci non furono più in grado di impedire ai Romani di prendere il controllo sulle paludi pontine volsce e sui monti Lepini, e di annettere la città latina di Tusculum nel 381 a.C..; .
La nuova minaccia rappresentata dalle invasioni celtiche in Italia sembra abbia convinto alcune città latine a rinnovare l'alleanza con Roma per far fronte comune nel 358 a.C.,; . ma città come Tibur o Praeneste, che avevano in passato diretto delle operazioni contro Roma, si rifiutarono e si accontentarono di negoazire la pace nel 354 a.C. dopo una lunga guerra.; . Parallelamente, furono condotte altre guerre contri i Volsci che alla fine furono pacificati..
Durante gli anni del 340 a.C., i rapporti tra Romani e Latini tornarono a deteriorarsi.. Tito Livio racconta che nel 349 a.C., mentre l'Italia stava affrontando una nuova invasione gallica, i Latini si rifiutarono di fornire delle truppe. e nel 343 a.C., gli stessi si accordarono per attaccare Roma. Tuttavia, alla notizia delle vittorie romane sui Sanniti, i Latini abbandonano il loro piano originale e attaccano Peligni..
La prima guerra sannitica (343 - 341 a.C.)
I Sanniti erano organizzati in una confederazione tribale che si trovava lungo la catena degli Appennini centro-meridionali. Nel 354 a.C., conclusero un trattato d'amicizia con i Romani,; . fissando il confine tra le loro rispettive sfere d'influenza lungo il fiume Liri..
Ma nel 343 a.C., nonostante pochi anni prima fosse stato siglato il trattato, lo stesso venne disatteso a causa degli interessi comuni per il dominio sulla Campania e portò inevitabilmente allo scoppio della prima guerra sannitica. Secondo Tito Livio, questa guerra fu provocata dell'attacco dei Sanniti nei confronti dei Sidicini. Incapaci di resistere, i Sidicini chiesero aiuto ai Campani, la cui capitale era Capua, che a sua volta si era sottomessa ai Sanniti. Fu così che i Campani decisero di sottomettersi a Roma (deditio) in modo che i Romani potessero intervenire e proteggerli.. Gli storici moderni, sebbene non rifiutino l'idea di una forma di alleanza tra Roma e Capua, non sono d'accordo sull'autenticità della sottomissione volontaria da parte dei Campani, che potrebbe essere solo un'invenzione successiva per legittimare l'azione di Roma in Campania.; ; ; .
La prima guerra sannitica terminò quindi nel 341 a.C. con la negoziazione di una pace e il rinnovo del trattato tra Roma e i Sanniti. E se da un lato i Romani mantenevano il controllo sulla Campania, accettavano che i Sidicini facessero parte della sfera d'influenza sannitica; tutto ciò secondo la tradizione antica.; ; .
Secondo buona parte della storiografia moderna, la prima guerra sannitica, così come è stata ricostruita dalla tradizione antica (vedi sopra), potrebbe essere frutto di invenzioni o più semplicemente di una differente cronologia dei fatti.. La storica italiana Marta Sordi riteneva, infatti, che la grande guerra latina fosse da anticipare rispetto alla prima guerra sannitica, per una serie di incoerenze cronologiche evidenti;Tra le incoerenze cronologiche si annoverano: il trattato siglato tra Roma e il Sannio del 354 a.C., stranamente disatteso nel 343 a.C. con l'inizio della prima guerra sannitica e poi rinnovato nel corso della guerra latina del 340-338 a.C. (cfr. ); la deditio di Capua a Roma del 343 a.C., mentre pochi anni più tardi la città campana risulterebbe alleata dei Latini contro Roma del 340-338 a.C. (cfr. ); la consegna dei supplici Sidicini ai Sanniti da parte di Roma, che avrebbe intrapreso una guerra proprio a causa loro (cfr. ). la studiosa daterebbe l'inizio della guerra sannitica al 331 a.C. e la sua fine a dieci anni più tardi nel 321 a.C., quando i Romani furono pesantemente sconfitti alle Forche caudine.. La nuova cronologia risulterebbe pertanto come segue: nel 354 a.C. vi sarebbe stato il patto di alleanza tra Romani e Sanniti (foedus);. nel 349 a.C. l'inizio della "grande guerra latina" terminata nel 347 a.C., che vide schierati da una parte Romani e Sanniti, dall'altra Latini e Campani;. nel corso della guerra latina la sottoscrizione del trattato tra Roma e Cartagine del 348 a.C., contro anche gli stessi Latini; nel 331 a.C. l'inizio della prima guerra sannitica con la rottura del foedus tra Romani e Sanniti (fino ad allora mai disatteso, come invece vorrebbe la tradizione antica), terminata nel 321 a.C. con una sconfitta romana, che costrinse Roma a rinunciare a difendere i Sidicini e ad abbandonare le colonie di Fregellae e Cales; . Pentapoli Aurunca: le città appartenenti alla lega erano Ausona, Vescia, Minturnae, Sinuessa e Suessa. Tuttavia su localizzazione ed appartenenza esistono varie controversie. Durante la guerra latina le città della lega, al pari dei Volsci e dei Campani, sostennero i Latini contro Roma e i loro alleati Sanniti. La guerra, combattuta tra il 340 a.C. e il 338 a.C., si concluse con la vittoria dei romani. Le città della Lega commbatterono nuovamente contro Roma durante la Seconda guerra sannitica che ebbe inizio nel 326 a.C.. Nel 314 a.C. i romani vinsero le città della Lega che furono completamente distrutte, ma successivamente fondarono le colonie di Sessa Aurunca e Minturnae, città che conservavano il nome e pressoché la posizione di quelle degli Aurunci.
Conseguenze (341 - 340 a.C.) Secondo Tito Livio, una volta che fu conclusa la pace con Roma, i Sanniti attaccarono i Sidicini con le stesse truppe con cui avevano combattuto i Romani. E poiché la sconfitta era inevitabile, i Sidicini richiesero l'aiuto al senato romano, che però preferì rifiutare. I Sidicini allora si rivolsero ai Latini, che presero immediatamente le armi per soccorrerli. Anche i Campani si unirono a loro, mentre una grande armata comandata dai Latini invadeva il Samnium. La maggior parte degli scontri avvenne come azioni di guerriglia da parte dei Sanniti, più che come operazioni di combattimento in battaglie campali da parte dei Latini, che alla fine furono costretti a ritirarsi pressoché senza combattere. I Sanniti allora inviarono una delegazione a Roma per lamentarsi dell'aggressione appena subita e chiesero che, poiché Latini e Campani erano sudditi di Roma, utilizzassero la loro autorità per prevenire ulteriori attacchi. Il Senato romano diede loro una risposta ambigua, non volendo dare l'impressione che Roma non fosse in grado di controllare i Latini ed allo stesso tempo non volendo ordinare agli stessi Latini di fermare i loro attacchi, per timore di inimicarseli. E se i Campani erano completamente sottomessi a Roma, dovendo gli stessi rispettare la volontà dei Romani, per quanto riguardava il trattato tra Roma e le città latine, nulla impediva a queste ultime di condurre una guerra per conto loro..
La risposta del Senato ai Sanniti fece sì che i Campani si schierassero contro Roma e incoraggiassero i Latini a continuare la guerra. Sotto l'apparenza dei preparativi per la guerra contro i Sanniti, Latini e Campani stavano invece preparando un'offensiva contro Roma. Era accaduto, infatti, che la notizia dell'ambasceria sannita, avesse indotto i Latini a sentirsi pronti a chiedere pari diritti ai Romani.. Quando a Roma si venne a sapere ciò, i consoli dell'anno 341 a.C. lasciarono il loro posto prima della fine del loro mandato, in modo che i nuovi consoli avessero tempo sufficiente per prepararsi alla guerra imminente. I consoli eletti per l'anno 340 a.C. erano Tito Manlio Imperioso Torquato, console per la terza volta, e Publio Decio Mure..
Gli storici moderni non danno molto credito agli eventi che anticiparono la guerra latina, considerandoli come fittizi, poiché offrono troppe somiglianze con quelli che anticiparono la prima guerra sannitica.; . Se questa volta la proposta di sottomissione fu respinta, ciò starebbe a significare una superiorità morale del senato romano.. Quanto a un complotto tra Latini e Campani, si tratterebbe solo di un’invenzione, ispirata dai complotti tra alleati italici durante la successiva guerra sociale, complotto che ugualmente fu portato alla conoscenza dei Romani..
Casus belli Interpretazione degli antichi