Il Museo del tessile e della tradizione industriale di Busto Arsizio è uno dei due musei comunali di Busto Arsizio. Ha sede nell'ex stabilimento che ospitava il reparto di filatura del Cotonificio Carlo Ottolini, poi Bustese.

Storia L'azienda

Il Cotonificio Carlo Ottolini fu una delle prime fabbriche sorte a Busto Arsizio fuori dall'antico borgo, situata a nordest della chiesa di San Michele Arcangelo.

Fondato da Carlo Ottolini nel 1860 come piccolo stabilimento di tintoria, il cotonificio espanse la sua attività e nel 1915 assunse la denominazione di Cotonificio Bustese. Ad inizio '900 fu costruito l'edificio in stile neogotico che oggi ospita il Museo.

Dopo un lungo periodo di crescita, l'azienda entrò in crisi nel secondo dopoguerra, giungendo nel 1972 alla chiusura dello storico stabilimento di Busto Arsizio e al trasferimento delle attività in Valle Olona, che sarebbero tuttavia definitivamente terminate nel 1978.

Abbandono e vendita dell'edificio

Nel 1980 l'area su cui sorge lo stabile neogotico del Cotonificio venne acquistata dal Comune, che demolì alcuni capannoni ormai fatiscenti. Quelli rimanenti vennero affittati a ditte private che ne modificarono gli spazi interni. Sette anni più tardi, furono abbattuti gli edifici antistanti il corpo centrale, mettendo così in evidenza lo stabile del Crespi Balbi in tutta la sua grandiosità.

Nel 1984 gli spazi precedentemente occupati da alcuni capannoni vennero trasformati in parco pubblico.

Ristrutturazione e uso museale Il 30 gennaio 1997, dopo anni di restauri, l'Amministrazione Comunale di Busto Arsizio istituì ufficialmente il Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio, che raccoglie e conserva le testimonianze dell'industria tessile locale; fu aperto al pubblico il 30 ottobre dello stesso anno.

Temporanea chiusura negli anni 2020 Nel gennaio 2026 il Museo ha chiuso per lavori di ristrutturazione e rinnovamento, con riapertura prevista nel 2027.

Percorso museale Il percorso espositivo del Museo si estende su tre piani. Al piano terra, si trovano le sale dedicate alla filatura, alla tessitura ed al finissaggio, con i grandi telai e l'imponente Beetle (mangano) degli anni 1910-20.

Al primo piano, uno spazio è dedicato alla lavorazione Jacquard, particolare sistema di tessitura per la produzione di tessuti decorati inventato nel 1805 da Joseph Marie Jacquard. Una seconda area espone gli strumenti utilizzati nelle fasi di segnatura, confezionamento e spedizione delle pezze. Trovano posto inoltre alcune vetrine dedicate ai padri dell'industria locale, tra cui Enrico dell'Acqua. Su questo piano è stata inaugurata nel 2002 la Sala delle Esperienze, un laboratorio didattico in cui è possibile toccare le diverse fasi di lavorazione del cotone, dal fiocco al tessuto finito.

Una parte del secondo piano è dedicato all'evoluzione storica dei processi di tintura e stampa dei tessuti (con alcuni blocchi da stampa del XVIII-XX secolo, provenienti dalla Zucchi Collection). Nella grande sala centrale, si possono ammirare vari esempi di schirpa, il corredo della sposa dell'Altomilanese, composta da bellissimi indumenti e tessuti ricamati a mano. Proseguendo nella visita, si incontrano documenti e strumenti utilizzati in passato negli uffici delle aziende tessili del territorio.

L'ultima sala è invece dedicata alle fibre nuove, i moderni filati artificiali e sintetici usati ad esempio nell'industria aerospaziale (con la tuta dell'astronauta Franco Malerba), nello sport (come il sedile di una Lotus di Formula 1 utilizzata da Mika Häkkinen), e nell'alta moda (come nell'abito da sera Il Fuoco della collezione Gattinoni).

Due sezioni, dedicate ad importanti realtà non tessili della città, sono allestite nelle torrette: l'archivio fotografico Menotti-Paracchi e l'archivio storico del Calzaturificio Borri.

Nel 2000 il parco si arricchì di un monumento celebrativo dell'Operosità Bustocca (con incisa la frase In labore virtus), opera dello scultore Padre Nazareno Panzeri.

Il 19 maggio 2002 fu inaugurata la Sala del Ricamo Industriale, posta in un corpo indipendente alle spalle del Museo. In questa nuova area espositiva trovano posto macchinari e prodotti di ricamifici industriale della zona di Busto e Gallarate.

L'edificio neogotico

La struttura, importante esempio di archeologia industriale, ha le forme di un castello con mattoni a vista, finestroni ogivali, figure antropomorfe, merlature e torri; fu progettato dell'architetto Camillo Crespi Balbi.

Le novità di questa struttura erano costituite dal severo rettangolo modulare di grandi dimensioni, facilmente adattabile ad ogni tipo di lavorazione, e dalla fitta rete di pilastrini in ghisa che sorreggevano gli shed triangolari a lucernario, garantendo luce costante all'interno dello stabilimento. Ai lati del corpo centrale svettano due torrioni, alleggeriti da trifore sui lati.

Servizi Dal dicembre 2007 il museo è una delle 167 strutture (97 musei e 70 raccolte museali) insignite da Regione Lombardia con il marchio di qualità, che attesta l'alto livello dei servizi resi al pubblico.

Il Museo offre, su prenotazione, visite guidate e laboratori didattici per gruppi e scolaresche. In loco è possibile, inoltre, consultare la Biblioteca specialistica, che raccoglie numerose pubblicazioni sul mondo del tessile, documenti e campionari antichi..

Note

Bibliografia

Voci correlate Cotonificio Bustese Camillo Crespi Balbi Villa Ottolini-Tosi Villa Ottolini-Tovaglieri

Altri progetti

Collegamenti esterni

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