La provincia di Isernia è una provincia italiana del Molise di abitanti.
Fanno parte del suo territorio 52 comuni, molti dei quali non superano le mille unità. I comuni più importanti dal punto di vista socioeconomico sono Isernia, Venafro, Agnone e Frosolone, i cui quattro stemmi comunali formano quello provinciale.
Geografia fisica La provincia è caratterizzata da un territorio in prevalenza montuoso, e solo verso sud-ovest le montagne lasciano il posto alle colline e alle pianure (piana di Venafro). Confina a nord con l'Abruzzo (province dell'Aquila e di Chieti), a est con la provincia di Campobasso, a sud con la Campania (provincia di Caserta) e ad a ovest con il Lazio (provincia di Frosinone).
Monti
I monti che fanno parte della provincia di Isernia appartengono a tre catene montuose principali. La prima, situata a nord ovest della provincia, è la catena montuosa della Meta a cui appartengono le Mainarde. Poi c'è la catena montuosa del Matese, che si trova a sud della provincia e ne delimita il confine con la provincia di Caserta. Nella zona a nord est, invece, sono presenti i monti dell'Alto Molise e infine nella zona sud est c'è la Montagnola Molisana.
Nelle catene montuose della Meta e delle Mainarde si trovano i comuni appartenenti al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ovvero Pizzone, Castel San Vincenzo, Rocchetta a Volturno, Scapoli e Filignano. È la catena montuosa più alta della provincia con le cime di Monte Mare () e Monte Marrone ().
I monti del Matese si trovano nel sud della provincia, lambiti dalla SS 85 Venafrana, e ospitano i comuni di Sant'Agapito, Pettoranello, Monteroduni, Longano, Castelpizzuto, Castelpetroso, Roccamandolfi e Cantalupo nel Sannio. I monti più importanti di questo massiccio sono Monte Miletto con i suoi s.l.m., Monte Patalecchia con s.l.m. e Colle di Mezzo ( s.l.m.).
La Montagnola Molisana è situata nel sud est della provincia, e comprende i comuni di Frosolone, Civitanova del Sannio e Macchiagodena.
I monti di Venafro circondano la piana e superano i 1.000 metri di altitudine. Interessano i comuni di Venafro, Sesto Campano, Conca Casale, Pozzilli. Si tratta di una dorsale calcarea e calcarea-dolomitica con ripidi speroni. Tra le cime più elevate il Monte Sambucaro ( s.l.m.), Monte Cesima ( s.l.m.), Monte Corno ( s.l.m.), Monte Cerino o Santa Croce ( s.l.m.), Colle San Domenico ( s.l.m.) e Monte Calvello ( s.l.m.).
I monti dell'Alto Molise comprendono i comuni più a nord e cioè quelli facenti parte della Comunità Montana Alto Molise, tra cui i più importanti sono Capracotta e Agnone. I monti principali di questo massiccio sono Monte Campo ( s.l.m.) e Monte Capraro ( s.l.m.). Quest'ultimo è la montagna simbolo dell'Alto Molise, essendo abitato sin dall'antichità, ed è luogo di importanti reperti archeologici.
Fiumi e laghi
La provincia è attraversata da diversi fiumi e torrenti, di cui il maggiore è il fiume Volturno, che dopo aver attraversato il territorio provinciale e la Campania sfocia nel Mar Tirreno. Gli altri fiumi maggiori sono il Trigno, che sorge ai piedi del Monte Capraro nel comune di Vastogirardi e segna parte del confine tra Molise e Abruzzo, il Verrino, affluente di destra del Trigno, la cui sorgente è situata tra il Monte Campo e il Monte Capraro nel comune di Capracotta, il fiume San Bartolomeo, affluente del Volturno, che sorge presso le sorgenti di Venafro e attraversa la piana.
L'unico lago presente nella provincia è il lago di Castel San Vincenzo, un lago artificiale situato a s.l.m realizzato negli anni 50, che occupa una superficie di . La sua realizzazione fu contestuale a quella delle centrali idroelettriche di Pizzone e Colli a Volturno.
Clima
Natura
Storia Dalle origini fino all'Impero romano
Il territorio della provincia di Isernia faceva parte della regione del Sannio appartenente ai sanniti Pentri. La presenza dell'uomo in questi territori è antichissima, infatti ci sono reperti archeologici ad Isernia nel sito di Isernia La Pineta che fanno risalire insediamenti umani fin da circa anni fa.
Il territorio era occupato principalmente dai Sanniti Pentri e soltanto dopo le guerre sannitiche fu conquistato dai Romani. Dopo l'adesione alla Lega Italica da parte dei Sanniti, che coinvolse anche i Sanniti Pentri e quindi l'intero territorio dell'attuale provincia, i Romani instaurarono svariate colonie in tutto il territorio, tra cui Isernia, colonia fin dal 262 a.C. e Venafro, città di origine Augustea, praefectura e colonia romana dal IV secolo a.C.
Il Medioevo A seguito della caduta dell'impero romano, ci furono varie invasioni barbare che saccheggiarono e invasero tutto il territorio. Si ricordano l'invasione dei Goti negli anni dal 535 al 553 d.C. e dei Longobardi nel 572 d.C.
Nel IX secolo, la città di Isernia fu attaccata saraceni che distrussero la città e l'abbazia di San Vincenzo al Volturno.
Successivamente, il territorio vide la nascita di diverse signorie feudali autonome come le contee di Venafro, Trivento, Bojano, Isernia ecc.
Con l'avvento dei Normanni, e la loro conquista del contado di Molise, Isernia fu dichiarata terra regia, l'unica città con tale privilegio.
Molte sono le testimonianze archeologiche con gli scavi di Castel San Vincenzo e di Venafro, centro quest'ultimo ricco di testimonianze di ogni epoca (romana, medievale, rinascimentale, barocca, otto e novecentesca) con molti reperti esposti nel Museo Nazionale di Santa Chiara così come Isernia con il museo Paleolitico e Agnone.
Nel 1860 Isernia ospitò Vittorio Emanuele II di Savoia in viaggio per recarsi a Teano ad incontrare Giuseppe Garibaldi. Il sovrano prese alloggio nel Palazzo Cimorelli, ospite di Vincenzo Cimorelli (5 aprile 1796 – 9 agosto 1889).Raffaele de Cesare, La fine di un regno, Milano 1969, p. 963. L'indomani, alla partenza per Venafro, donava all'ospite la sua tabacchiera d'oro.Francesco Colitto, Imperatori, Re e Regine nel Molise: Vittorio Emanuele II, Campobasso, S. Giorgio Editrice, 1978. Giunse quindi a Venafro dove pernottò presso Palazzo Cimorelli, come testimoniato da una lapide posta sulla facciata principale della dimora.
Dal XVIII secolo ad oggi
Gli abitanti fecero resistenza contro i francesi nel 1799, in occasione del tentativo di conquista del Regno di Napoli.
L'Alto Molise è stato vittima anche di svariati terremoti come nel 1805. Oltre alle distruzioni da cause naturali, ci furono, nel XX secolo, molte distruzioni anche a cause belliche, come i bombardamenti di Isernia (10 settembre 1943), di Venafro (15 marzo 1944) e di Pescopennataro. Nella zona delle Mainarde ci fu la Battaglia di Monte Marrone che vide la nascita dell'Esercito Italiano dal Corpo Italiano di Liberazione.
Il 19 settembre 1994, Oscar Luigi Scalfaro, allora Presidente della Repubblica, insignì la provincia con la Croce di Guerra al Valor Militare per le vittime e la resistenza in guerra.
Un problema molto attuale della provincia è lo spopolamento inarrestabile. La maggior parte dei comuni ha una popolazione inferiore ai abitanti. Le uniche aree non soggette a questo fenomeno sono quelle poste nel settore sud-occidentale, tra i comuni di Isernia e Venafro.
L'istituzione È stata istituita con decreto del 3 marzo 1970, per scorporo dalla provincia di Campobasso. Al momento della sua istituzione non poche furono le spaccature nella popolazione, soprattutto nell'area venafrana, che chiedeva di essere annessa alla provincia di Caserta.
Simboli
Stemma
La provincia di Isernia ha quale emblema araldico l'unione degli stemmi delle sue quattro più grandi città rappresentati in un inquartato. La blasonatura ufficiale è la seguente:
Gonfalone
Bandiera
Onorificenze
Società Istituzioni, enti e associazioni Comunità montana Centro Pentria Comunità montana Alto Molise Comunità montana del Volturno
Evoluzione demografica La provincia di Isernia è caratterizzata dalla presenza di piccoli comuni, difatti oltre la metà di questi non supera i abitanti. I centri principali sono Isernia, centro di riferimento dell'area pentra, e Venafro, centro di riferimento della Valle del Volturno; l'area tra essi compresa risulta essere anche la più popolata della provincia. Altro centro di riferimento è il comune di Agnone, situato nell'Alto Molise.
L'emigrazione è un fenomeno preoccupante e dalle ripercussioni negative per la maggior parte dei comuni della provincia. Molti centri, un tempo molto popolati, negli anni sono divenuti piccoli paesi, per lo più popolati da anziani. Gli unici centri che hanno registrato un andamento opposto sono Isernia e Venafro, che hanno accresciuto la popolazione residente nella seconda metà del XX secolo, oltre che altri comuni ricadenti nell'asse Isernia-Venafro.
Etnie e minoranze straniere Nella provincia al 31 dicembre 2020 risiedevano cittadini stranieri, ovvero il 4,05% dell'intera popolazione; i maggiori gruppi di residenti stranieri in provincia provenivano dai seguenti paesi: Romania: 698 Marocco: 370 India: 254 Nigeria: 209 Somalia: 172
Cultura Istruzione Università
Università degli studi del Molise Sedi di Isernia e Pesche. Sapienza Università di Roma È presente una sede della Sapienza Università di Roma.. Musei e aree archeologiche Museo archeologico di Venafro, Venafro Museo di guerra "WinterLine" Venafro Museo Nazionale del Molise (Castello Pandone), Venafro Area archeologica (teatro e anfiteatro romani, acquedotto romano augusteo, odeon, terme, ville romane), Venafro Museo nazionale di Santa Maria delle Monache, Isernia Museo nazionale del paleolitico di Isernia, Isernia Area archeologica con Teatro e Templi sanniti di Pietrabbondante Museo Internazionale della Campana, Agnone Museo della Fauna Appenninica "Oscar Caporaso", Castel San Vincenzo Museo Mario Lanza, Filignano Museo Comunale dei Ferri Taglienti, Frosolone Museo civico della Pietra nei Secoli "Chiara Marinelli", Pescopennataro Museo dell'Orso, Pizzone Museo di Tradizioni Popolari e del Costume d'Epoca, San Pietro Avellana Museo Internazionale della Zampogna "Pasquale Vecchione", Scapoli Abbazia di San Vincenzo al Volturno Museo internazionale delle guerre mondiali, Rocchetta a Volturno Museo della Memoria Storica, Filignano Museo del Profumo, Sant'Elena Sannita
Turismo
Località turistiche principali Isernia: sorgono in città diversi monumenti, come la cattedrale di San Pietro Apostolo e la fontana Fraterna, e musei quali il Museo nazionale del paleolitico, il sito archeologico Isernia La Pineta e il Museo nazionale di Santa Maria delle Monache. Nel centro storico si trovano alcuni palazzi signorili e le chiese di San Francesco, di Santa Chiara, dell'Immacolata e di San Pietro Celestino. Il perimetro del borgo ricalca l'antico sistema difensivo e gli ingressi al centro. In una collina boscosa, fuori dal borgo, è situata la chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Venafro è la seconda città della provincia. Il suo centro storico è stato scelto, nel 1957, come palcoscenico per il film di Totò e Fernandel, La legge è legge. Fra le numerose chiese presenti in città, ben 33, la concattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa dell'Annunziata, la basilica dei Santi Nicandro, Marciano e Daria, la chiesa di San Francesco, la chiesa del Purgatorio, la chiesa di Cristo, la chiesa di San Sebastiano, la chiesa del Carmine e la chiesa di Sant'Agostino. Si conservano inoltre il castello Pandone, la torre medievale, le mura ciclopiche, le terme, il teatro e l'anfiteatro romani e vari palazzi signorili sparsi nel centro storico. Diversi reperti sono conservati nel Museo archeologico di Venafro. Ai confini con la Campania si estende l'oasi Le Mortine, che ospita flora e fauna tipicamente fluviali. Ad ovest della città si trova il parco regionale agricolo storico dell'olivo di Venafro. Castel San Vincenzo, dove è presente il Monastero di San Vincenzo al Volturno e il lago, frequentata meta turistica.