Cassinetta di Lugagnano (AFI: , Cassinetta de Lugagnan in dialetto milanese, AFI: , e semplicemente Lugagnano fino al 1862) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia.
Geografia fisica Territorio Il paese, come la maggior parte degli antichi borghi dell'area posti sul Naviglio Grande, è diviso in due aree distinte dal corso d'acqua: l'una, contraddistinta oggi da poche case e ville che si staglia sulla via che conduce alla vicina città di Corbetta, mentre l'altra su cui si è sviluppato nel corso dei secoli il paese vero e proprio che protende verso Abbiategrasso. Le due aree sono collegate ancora oggi tramite uno storico ponte in granito costruito nel Seicento, durante la dominazione spagnola del Ducato di Milano, che ancora oggi rappresenta il principale punto di attraversamento del Naviglio.
Geologia e idrografia
Morfologicamente, il territorio è caratterizzato dall'ambiente tipico della pianura padana. L'altitudine media è di
Aspetto caratteristico dell'idrografia di Cassinetta di Lugagnano è la presenza del Naviglio Grande: esso è stato per secoli un'importante via di comunicazione e di trasporto verso il capoluogo lombardo. Ciò permetteva inoltre, anche in una certa comodità per allora, di uscire dalla città e di raggiungere località di villeggiatura e di caccia e, sempre più famiglie benestanti scoprirono la tranquillità e l'aria salubre di queste zone rurali. Fu così che possedere una villa lungo i corsi d'acqua che circondano Milano divenne un fatto di moda. Sorsero quindi le magnifiche ville, abitazioni signorili, circondate da parchi e giardini progettati e realizzati per l'armonia della vista. Su una riva del naviglio è presente una quercia storica, che ha ottenuto grande importanza dopo il 16 giugno del 2011 quando è stata inclusa nel novero degli alberi monumentali della zona.
Cassinetta di Lugagnano fa inoltre parte del Polo dei Navigli istituito dalla Provincia di Milano.
Sismologia Dal punto di vista sismico Cassinetta di Lugagnano presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it . (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.
Clima Il clima è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.
Origini del nome È probabile che il toponimo provenga da "Lucanianus", aggettivo derivato dal nome proprio "Lucanius".
Il suo nome deriva forse dalla Cassina Biraga, con riferimento al fondatore Maffiolo Birago, uno dei personaggi che più hanno lasciato il segno nelle vicende del paese.
Storia Il borgo in età romana Il nucleo più antico del paese è quello di Lugagnano, sulla sponda destra del Naviglio, dove i primi insediamenti risalirebbero all'epoca romana. Alcuni ritrovamenti di reperti sepolcrali dell'epoca sono attualmente conservati nel Museo Pisani Dossi di Corbetta. Potrebbe risalire ad epoca anteriore all'anno 1000 il sarcofago in granito, con avanzi di piatti e vasellame in vetro e terracotta, rinvenuto in epoca imprecisata nella campagna cassinettese.
Il borgo di Lugagnano Lugagnano era un vasto insediamento che si estendeva fino ai confini di Abbiategrasso e di Robecco sul cui territorio si ha notizia dell'esistenza di un castello circondato da fossato e di una chiesa dedicata a San Protasio. I primi documenti risalenti al 1251, citano testualmente «…al 1º di marzo, Mirano Crotto del fu Frigerio Crotto de Habiate, abitante in Milano, fece donazione al monastero di Chiaravalle di beni posti in territorio di Abbiategrasso e Lugagnano». Nel Medioevo, dunque, il paese era arroccato intorno ad un castello circondato da un fossato, che fu feudo di diversi signori. La storia locale, quindi, per molti secoli si identificò con quella dei proprietari del maniero, di cui rimangono brevi accenni in alcuni documenti comunali. Nel XIII secolo fu proprietà della famiglia dei Casterno, per passare quindi ai Pietrasanta. Il 1º febbraio 1358, Uberto di Pietrasanta lo vendette con un sedime al vicino territorio di Robecco. Sempre nello stesso documento del 1358 si può rilevare che Lugagnano era posto in territorio di Robecco. Fu dato in feudo nel 1451 dal Duca di Milano Francesco Sforza a Baldassare Barzi e suoi discendenti, con diritto di dazi di vino, pane, carne e imbottato, "come anteriormente era goduta da Sperone Pietrasanta". Ma il capitano Girolamo Barzi fu bandito per fratricidio e perciò il feudo fu devoluto alla Camera di Milano il 30 aprile 1656 e concesso al generale Giovanni Vasquez de Coronado, castellano di Milano, il 28 giugno 1657, con facoltà di darlo ad altri.
Il 15 luglio 1657, Lugagnano è infeudata al conte Angelo Trivulzio, ma il capitano Girolamo Barzi, venuto a transazione con la regia Ducale Camera, riesce ad ottenere per i suoi figli, il 22 settembre 1672, i feudi di Lugagnano e Robecco con relativi dazi. Nel 1786 il comune di Lugagnano fu inserito nella provincia di Pavia.
In età nepoleonica, fra il 1809 e il 1816, il Comune di Lugagnano fu temporaneamente soppresso ed annesso a Robecco.
Il borgo di Cassinetta
Mentre Lugagnano subì diverse traversie e passaggi di proprietà, Cassinetta ebbe una storia più tranquilla, riuscendo a conservare meglio la propria autonomia. Il nobile Maffiolo Birago, Maestro di Aula della Camera Ducale di Filippo Maria Visconti, fece costruire nel 1435 la più antica chiesa del luogo dedicata alla Beata Vergine e a Sant'Antonio abate: essa divenne poi parrocchiale e comprese nella sua giurisdizione ecclesiastica anche Lugagnano, nonché la frazione cascina Tangola del comune di Robecco ed altre due frazioni del comune di Corbetta. Sul frontone della chiesa è ancora visibile lo stemma dei Birago e un'iscrizione a caratteri gotici che ne ricorda la fondazione.
Nel 1428 gli stessi Birago per concessione del duca Filippo Maria Visconti fecero scavare un canale che derivava dal Naviglio Grande e che, attraversando il paese, avrebbe fatto funzionare le pale di un mulino, tuttora esistente e funzionante (Mulino della Pazza Biraga). Detto canale, ancora oggi chiamato Roggia Biraga, segna all'incirca il confine fra le due località di Cassinetta e Lugagnano.
Prima guerra mondiale Cassinetta di Lugagnano ha avuto, nella grande guerra, 18 caduti, 13 invalidi e 4 decorati.
Seconda guerra Mondiale Nella notte del 26 aprile 1945 verso le 3 del mattino, nei pressi della casa parrocchiale di Cassinetta di Lugagnano venne organizzato un incontro con alcuni rappresentanti di americani, tedeschi e della Repubblica di Salò.
I partecipanti dell'incontro furono: il cardinale di Torino Maurilio Fossati e il cardinale Alfredo Schuster; i generali tedeschi Schulz e Wolff mandati dal generale Vietinghoff; gli americani Harold Alexander, Cristian Dewiz e Allen Dulles; i rappresentanti della Repubblica di Salò Rodolfo Graziani, Gian Riccardo Cella, Paolo Zerbino, Mario Bassi e Francesco Barracau.
Quella notta si cercò di arrivare ad un accordo per le sorti dell Italia e soprattutto per Mussolini. Per gli americani Mussolini doveva essere arrestato e processato, Cristian Dewiz puntò per l'espatrio in America. Per i tedeschi Mussolini non doveva essere catturato dagli inglesi. Per i rappresentanti della Repubblica di Salò Mussolini non doveva essere ne processato ne arrestato.
La riunione durò fino alle 6 del mattino e sono rimasti pochi reperti che testimoniano l'avvenimento.
Simboli
La descrizione araldica dello stemma è la seguente:
La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con D.P.R. del 17 gennaio 2000.
Lo stemma riunisce gli emblemi araldici dei due territori anticamente componenti Cassinetta di Lugagnano. Nella prima partizione è rappresentato lo stemma di Cassinetta, probabilmente a sua volta derivato da quello dell'antica famiglia Biraghi di Milano (d'argento, a tre fasce di rosso, doppiomerlate, ciascuna caricata di cinque trifogli d'oro), che fondò l'omonima cascina nel territorio cassinettese e la locale chiesa parrocchiale di Sant'AntonioG.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico, vol. I, p. 135.. La seconda parte dello scudo rappresenta lo stemma di Lugagnano, riprodotto nella raccolta di stemmi Bonacina, che faceva un tempo parte dell'Archivio Araldico Vallardi di Milano.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il vero patrimonio di Cassinetta di Lugagnano sono le splendide ville di delizia (come le chiamava Marcantonio Dal Re) legate ai nomi delle grandi famiglie milanesi come i Trivulzio, i Visconti, i Mantegazza, i Castiglioni e i Parravicini. Queste "case da nobile" costituivano indubbiamente per i proprietari un punto di riferimento, che consentiva loro di effettuare periodici controlli sulla gestione dei terreni da parte dei fittavoli; ma poiché la zona di Cassinetta possedeva notevoli attrattive paesaggistiche, erano adoperate soprattutto come abitazione per la villeggiatura. Identica sorte ebbero inoltre numerosi altri comuni sorti in prossimità o nelle immediate vicinanze del Naviglio Grande come Robecco sul Naviglio e Corbetta.
Le chiese Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate di Cassinetta di Lugagnano venne eretta nel 1435 presso il borgo di Cassinetta per volere della locale famiglia possidente dei Biraghi e promotore del progetto fu nello specifico Maffiolo Birago, intenzionato a dare al paese un centro di culto dato il recente aumento della popolazione che giustificò la venuta di un curato stabile per celebrare le messe domenicali.
La chiesa venne restaurata ed abbellita nel 1731 con la costruzione di un campanile e la decorazione degli interni.
Significativo è il piccolo pronao poggiante su colonne di granito di Baveno che precede l'ingresso della chiesa, che per molto tempo ha fatto ricondurre quest'opera ad un progetto di Francesco Richini; attualmente tale attribuzione, per la mancanza di elementi, è risultata infondata.
L'interno, caratterizzato da un'aula unica, dispone di due cappelle laterali e di un presbiterio di forma piatta su cui è addossato uno splendido altare in marmo nero settecentesco. Nella chiesa è conservato inoltre uno splendido busto in legno dipinto raffigurante San Carlo Borromeo che la tradizione vuole eseguito "dal vivo" durante la visita del cardinale milanese al borgo.
La chiesa possiede un concerto di 5 campane in Fa#3 fuso dalla ditta Francesco D'Adda e figli di Crema nel 1946 e benedetto solennemente l'anno successivo dall'allora arcivescovo di Milano, il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster. Durante la Seconda guerra mondiale due campane del precedente concerto erano infatti state fuse per sostenere le spese di guerra dello stato e per questo fu necessario ricostruire il concerto.
A fianco della chiesa venne eretto nel 1954 per merito di alcuni cassinettesi, l'oratorio locale dedicato a San Carlo Borromeo. All'interno di esso ancora oggi si svolge l'attività catechistica e si organizzano giochi ed eventi preparati dai volontari per i ragazzi della parrocchia locale.
Oratorio di San Giuseppe Il piccolo oratorio di San Giuseppe di Cassinetta di Lugagnano è un edificio religioso a carattere privato costruito nella prima metà del XVIII secolo ad opera dell'architetto Carlo Federico Castiglioni per la sua villa (l'attuale Villa Castiglioni-Nai-Bossi) a Cassinetta.
La cappella, tipicamente impostata sugli stilemi barocchi della chiesa gentilizia barocca, si trova presso la villa stessa, gittante sull'alzaia del Naviglio Grande ed è contraddistinta da una facciata a due ordini, suddivisi tra loro da lesene doppie con un capitello corinzio molto lavorato.
Le ville di Lugagnano Villa Birago-Clari-Monzini